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(versione scaricabile e stampabile) SANT BANI ASHRAM Dedicato agli insegnamenti dei Maestri Sawan, Kirpal, Ajaib. Podere Valdivita, 58027 Ribolla, Gr. Tl 0564 579788, email:
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www.santbaniashram.it INVITO AL RITIRO DI APRILE 2009 (25 aprile - 3 maggio 2008)
Alzo gli occhi al cielo, Osservo l'infinità dello spazio, Vuoto contenitore di Tutto, recipiente di bene e male di luce e tenebre di energie che guariscono di vibrazioni che uccidono di pensieri positivi, di pensieri negativi, di parole buone che curano, di frasi malefiche che ammalano di atti compassionevoli che nutrono di atti spietati che avvelenano l'artefice e la vittima. Che cosa esiste che da Te non sia contenuta. Osservatore silenzioso delle tragedie e delle fortune degli umani. Padre e madre di vita e morte, giudice impassibile di cause ed effetti. Permetti al nostro Karma di esaurirsi, e che, almeno i Tuoi saggi, trovino l'incondizionata pace. Sirio, Febbraio 09 L'amore crea spazio e spessore come l'acqua colma i vuoti: addolcisce, imbonisce, abbellisce, innalza; rende l'impossibile, possibile. L'amore è armonia e alimento che nutre gli umani. L'odio è veleno che uccide e rende disumani. L'amore è leggerezza, soavità che abbellisce la povera umanità. Con l'amore nel cuore la cosa più difficile diventa facile, il sacrificio massimo diventa minimo. Degna è la vita quando pulsa nell'animo il battito d'amore. Sirio, Gennaio 09 Lagao meri naiya Satguru paar Swami Ji Maharaj Lagao meri naiya Satguru paar (x2) Mai bahi jaat, jag dhar (x2) Jag dhar, jag dhar ... Lagao meri O Satguru, porta la mia barca dall’altra parte. Sto annegando nella corrente del mondo.
Tum bin nahi, ko kadhiyar (x2) Lagado doobi, khep kinar, Khep kinar, khep kinar ... Lagao meri Nessun altro può portarmi fuori. Porta a riva la barca che affonda.
Saheli mat tu, man me har (x2) Dikhaoon jag ka, var aur paar Vaar aur paar, vaar aur paar ... Lagao meri O amico, non avvilirti. Ti mostrerò le estremità di questo mondo.
Chadaoon surat, ulti dhar (x2) Shabad sang khey, utaroon paar Utaroon paar, utaroon paar ... Lagao meri Farò risalire la tua attenzione per la corrente. Ti porterò dall’altra parte in compagnia dello Shabd.
Guru ko dhar le, hiye manjhar (x2) Naam dhun ghat me, sun jhankar Sun jhankar, sun jhankar ... Lagao meri Custodisci il Maestro nel cuore, ascolta la melodia del Naam interiore.
Tarange uthti, barambar (x2) Bhanwar jah padte, bahut apar Bahut apar, bahut apar ... Lagao meri Ancora e ancora le onde emergono e si formano vortici illimitati.
Mehar se pahunchi, daswen dwar (x2) Radhaswami dinha paar utar Paar utar, paar utar ... Lagao meri Con la sua grazia ho raggiunto Daswan Dwar (il terzo piano). Radhaswami mi ha portato dall’altra parte.
Questo è un inno di Soami Ji Maharaj. In questa via che in india è conosciuta come Sant Mat, la Via dei Santi, la Via dei Guru, o Radha Soami Satsang, vi è un cosiddetto capostipite o fondatore. Soami Ji Maharaj visse nell'800. Morì nel 1878. Lui stesso non ebbe un gran seguito, più che altro il suo lavoro si svolse nella città di Agra nell'Uttar Pradesh, però poi da lui si diramarono varie correnti. Alcuni suoi discepoli portarono avanti il suo lavoro e furono molto efficaci, molto capaci, e così si diffuse naturalmente prima in tutta l'India e poi in tutto il mondo. Tra questi ci furono Rai Saligram, il quale continuò il suo lavoro ad Agra e da lui andarono varie persone da varie parti dell'India, si creò un notevole Sangat. C'era anche un certo Baba Garib Dass, che era un sadhu, si stabilì a Delhi e anche lì formò un suo Sangat. Soami Ji gli diede l'incarico di iniziare per lo più i sadhu. Sua moglie stessa, Radha ji era una Maestra, e anche lei dava l'iniziazione ad Agra, dopo di lui, soprattutto alle donne. Poi ci fu Baba Jaimal Singh, che era venuto dal Punjab e dopo la morte di Soami Ji si stabilì ancora nel Punjab e lì fondò un piccolissimo ashram sulle rive del fiume Beas. E anche lui attrasse a sè un certo numero di discepoli. Non molti, ma anche lui fece un buon lavoro. Baba Jaimal Singh era un grande meditatore, passava le sue giornate sul fiume. Era stato nell'esercito e si era ritirato in pensione, alla fine si era sistemato sulle rive del fiume e si era costruito una piccola stanza dove viveva meditando continuamente. Quindi, il lavoro di Soami Ji piano piano si diffuse notevolmente. Poi dopo tutti questi Maestri ne vennero altri, e via discorrendo. Ora, ad esempio a Beas, che partì da niente, è una piccola cittadina dove ci vivono 11 mila persone. In questo inno Soami Ji parla secondo il suo tipico stile. Lui nei suoi inni parla molto di meditazione, di viaggio interiore, di piani interiori, di esperienze meditative, e così anche in questo inno fa più o meno la stessa cosa. Anche qui parla delle stesse cose, dice: "Il Satguru è colui che con la sua barca ci traghetta sull'altra sponda." Vale a dire ci porta oltre la coscienza fisica, il piano fisico, sull'altra sponda che è il piano della Luce, il piano spirituale. Infatti dice "O Satguru porta la barca dall'altra parte, sto annegando nella corrente del mondo". "Sto annegando nella corrente di questo mondo". La maggior parte della gente annega nella corrente di questo mondo senza nemmeno rendersene conto. Tutti sono immersi in un mare di guai, tanta sofferenza, tanti problemi, ma non cercano una via d'uscita, quindi continua ad annegare senza nemmeno sapere che sta annegando. Vale a dire, questa condizione di sofferenza diventa il loro modus vivendi, il loro modo di vivere. E per sfuggire a questo dolore cosa fanno: si creano condizioni che provocano, creano, ulteriore dolore. Normalmente, come cerca di sfuggire la gente alla sofferenza? Attraverso il piacere, cercando continuamente nuovi piaceri fino ad arrivare al piacere perverso. Ma in questo mondo di dualità, ogni cosa si trasforma nel suo opposto, quindi chi cerca il piacere, alla fine trova la sofferenza. E in cosa trova il piacere normalmente la gente? nell'avere tanti soldi, la grande macchina, la grande casa, tante donne, o tanti uomini, secondo il sesso. Quindi per far questo vivono una vita completamente sregolata, senza principi, senza etica, senza morale, menzogne continue finché la loro vita diventa una pura menzogna. In questo modo non si può trovare pace, ovviamente. La persona più stupida lo capisce. Si annega, come qui Soami Ji dice, nella corrente del mondo, questo vortice di causa ed effetti, di situazioni, azioni e reazioni che continuamente si perpetuano. Quindi, qual'è la via per trovare la pace, qual'è la via per uscire da questa corrente del mondo, che ci fa annegare? Soami Ji qui dice: "E' il Satguru che mi può portare fuori dalla corrente di questo mondo". Si è reso conto infine che: "io da solo non ce la faccio, con le mie capacità limitate non ce la farò mai. Ci ho provato in tutti i modi ma non ci sono mai riuscito". Ma cercare un Satguru vuol dire innanzitutto ammettere di essere incapaci, di non avere la forza di riuscire. Vuol dire rendersi conto che gli sforzi umani, le capacità umane, sono limitate. A meno che si trovi qualcuno che è uscito da questa situazione, che ce l'ha fatta, e ci sia d'esempio, ci sia d'ispirazione ed incoraggiamento e d'aiuto, non c'è modo, non ci si riesce. Il fatto è che, anche se si accetta l'idea di avere bisogno di qualcuno che ha percorso il cammino ed è riuscito a uscire da questa situazione, poi non si sa nemmeno come comportarsi, quando ci si trova davanti a una persona così. Quindi, qual'è il modo di comportarsi, quando ci si trova con un Maestro, quando si cerca l'aiuto del Maestro? Ovviamente, se andiamo da un Maestro, è perchè stiamo cercando aiuto, vogliamo che ci dica qualcosa riguardo la Realtà, riguardo a come uscire da questa situazione, che ci dia un certo sollievo. Quando io andai dal mio Maestro, ci andai con questo spirito. Ero nei guai, non sapevo che strada prendere, non sapevo in che direzione andare, non sapevo come trovare pace in me. Quindi cercavo aiuto da qualcuno e andai da questo Maestro, sperando che mi aiutasse. Sant Ji diceva: "quando andate da un Maestro dovreste andarci come se foste un cadavere". Un cadavere non fa niente, non è capace neanche di muoversi, non ha più niente nel corpo. C'è rimasto soltanto questo ammasso di carne e ossa, questi sette tessuti corporei. Se lo sposti a sinistra non dice niente, se lo sposti a destra, se lo butti in un fosso, non dice niente, se lo metti sotto terra nemmeno, se lo bruci, tanto meno. Quindi si è arreso, completamente. Non pensa più: "Io so, io sono importante, che hai tu da dirmi." No, è lì, semplicemente incapace di fare alcunché. Quindi se qualcuno è capace di soffiare la vita in questo corpo morto, allora si ravviva e sarà estremamente grato a quest'Essere che gli ha ri-soffiato la vita nel corpo. Oppure Sant Ji ancora diceva "come l'assetato". Lui viveva nel deserto del Rajasthan e lì sapeva che è la sete, l'importanza dell'acqua. Quando andò a vivere lì per avere un litro d'acqua doveva fare 20 km al giorno. Era razionata e davano un litro d'acqua a persona. Per avere un litro d'acqua doveva fare 20 km di strada, quindi sapeva, conosceva il valore dell'acqua. Per noi non vale niente, ma per lui era come l'oro. Ora immaginiamo una persona che ha una sete terribile, e si trova davanti qualcuno che ha acqua da dargli. Come sarà? Sarà distratto, guarderà per terra, per aria, a destra, a sinistra? No, lo guarderà dritto in faccia come un morto di sete! Allora l'acqua gli viene data e sarà estremamente grato. E così diceva pure, "non importa se l'acqua è veramente buona, se non lo è, di che qualità è, se è Sangemini o se è Levissima... no; anche se è di un fosso gli andrà bene, perchè ha una sete terribile! Quindi questa è l'attitudine, deve essere questo il modo di comportarsi, di agire, di essere, quando ci si trova con un Maestro. Estrema attenzione, ciò che dice deve essere prezioso per noi. Perchè se non è prezioso non ci procura niente, non suscita in noi niente e non c'è d'aiuto, automaticamente. Dobbiamo svuotarci di noi stessi, tutti questi concetti, queste idee, questo sapere (presunto sapere). Perchè altrimenti non c'è spazio, non si può riempire niente. Quindi, nel cammino spirituale, l'attenzione è la prima cosa. L'attenzione è l'inizio e la fine. Bisogna essere estremamente presenti, estremamente attenti. Qui, ora, completamente. Non ci si fa distrarre, poiché siamo vivi se siamo attenti, sennò siamo ancora come quel cadavere, senza vita. Noi siamo vivi quando siamo attenti, sennò siamo mezzi vivi, un quarto vivi, mezzi morti. Quindi quando si ascoltano gli insegnamenti, li si ascolta con estrema attenzione. In questo modo entreranno nella nostra mente, entreranno nella nostra coscienza, ci toccheranno profondamente e produrranno un effetto. Diventa un'altra sorta di meditazione. Se quando ascoltiamo il Satsang siamo perfettamente attenti, guardiamo il Maestro in faccia e negli occhi, allora anche questa è una meditazione. Ma noi abbiamo paura di guardare qualcuno negli occhi, abbiamo paura di guardare qualcuno in faccia. Se guardate la gente quando si parlano l'un l'altro, si guardano un attimo e poi a destra, sinistra continuamente, su e giù. Sembrano stupidi. Incapaci di prestare attenzione. Incapaci di concentrarsi. Dove vogliamo andare in questo modo? Non arriveremo mai da nessuna parte. Quindi per questo i Maestri parlano tanto dell'importanza del Satsang, l'ascolto del Satsang, con piena attenzione. Quando meditiamo ad occhi chiusi, ok stiamo meditando a occhi chiusi, cerchiamo di concentrarci nel mezzo della fronte, cerchiamo di concentrarci nel mezzo di ciò che vediamo e di manifestare la luce. In questo modo la meditazione diventa efficace. Così pure quando siamo al Satsang e ascoltiamo il Maestro parlare, dobbiamo essere completamente attenti, presenti, guardarlo in viso, negli occhi, e ascoltare attentamente le parole. E non con la mente vagante qua, là, piena di pensieri. Non c'è Satsang in questo modo. Ci sono tanti racconti di come si comportavano i Maestri quando erano con il loro Maestro. Quello è un grande insegnamento! Ho sentito parlare Sant Ji, il Maestro Kirpal di come si comportavano al Satsang quando erano con il loro Maestro. Non si deve mai deviare lo sguardo. Continuamente dall'inizio alla fine, attenti al viso, agli occhi del Maestro. Allora succedono cose fantastiche, allora ci si colma, perchè l'attenzione è viva, è acuta. In questo modo possono accadere cose bellissime. Sennò non accade niente! E questo è il modo in cui io sedevo al Satsang con il Maestro, per l'intera ora. Lui teveva il Satsang di un'ora, niente più. Preciso, allo scadere dell'ora si alzava e se ne andava. No, per l'intera ora non deviavo un momento lo sguardo dalla sua faccia, dai suoi occhi. Sia che mi guardasse o non mi guardasse. C'era tanta gente spesso, per cui, talvolta, per tutto il Satsang magari non mi guardava, ma io non allontanavo mai i miei occhi un momento dai Suoi. Allora questo diventa Satsang, cioè, in una situazione così, con un atteggiamento così, si contatta Sat. Sat è la Verità. Satsang vuol dire questo, contattare la Verità, sedere alla presenza della Verità. E dov'è questa Verità, come si manifesta questa verità? Se riusciamo ad andare un pò oltre la mente, oltre il pensiero, attraverso una completa focalizzazione dell'attenzione, allora questa Verità si manifesta. Sennò no, nella mente non c'è verità. Quindi se andiamo al Satsang, e andiamo dal Satguru con questo atteggiamento, allora si, potrà portare la nostra barca dall'altra parte, altrimenti no, belli miei. Quindi non è in sè l'atto di andare da un Maestro, è come si va da un Maestro, che conta. Altrimenti non serve a niente, è come andare da qualsiasi altra parte. Dobbiamo cambiare, va presa sul serio la vita e, ancor di più, la vita spirituale. Poi cosa ci dice Soami Ji? "Nessun altro può portarmi fuori, porta a riva la barca che affonda". Quindi quando ci rendiamo conto che non c'è nessuno che ci può aiutare, nè il politico, nè il sacerdote, nè il papa, nè lo sportivo... chi? Lo psicologo, lo psichiatra? Hanno più problemi di noi, molto spesso. Chi ci tirerà fuori da questa situazione? E' il Satguru. Colui che è già uscito da questa corrente per la Grazia del suo Maestro. Perchè anche Lui a sua volta ha avuto la pazienza di associarsi a un Maestro, con sincerità di intento, ha fatto la meditazione che sulla Via spirituale si deve fare. In questo modo è riuscito ad uscire da questa situazione. Questo inno si divide in due parti. All'inizio, diciamo, ci sono le suppliche del devoto che chiede aiuto a Dio, al Satguru e cerca di farsi aiutare, e poi è come se il Satguru rispondesse. Quindi d'ora in poi, cambia la situazione ed è il Satguru che parla, e dice "o amico, non avvilirti, ti mostrerò le estremità di questo mondo. Farò risalire la tua attenzione per la corrente, ti porterò dall'altra parte in compagnia dello Shabd." C'è un solo modo per uscire da questo corpo, da questa mente, c'è un solo modo per acquietare i pensieri e infine trovare una via d'uscita. Tutti noi siamo consapevoli di avere un corpo, e spesso pensiamo di essere questo corpo. Ma qui Soami Ji dice: "Se riuscite a collegarvi con la corrente spirituale, con la corrente dello Shabd (come si dice in India... per Shabd si intende la Luce interiore, la Corrente Sonora, il magnetismo spirituale) sarà questa che vi porterà fuori da questo corpo." E ancora, come può avvenire questo? Come si può verificare questo fenomeno? Come accade? L'abbiamo detto durante la meditazione, all'inizio, bisogna concentrarsi perfettamente, bisogna guardare attentamente nel mezzo della fronte, nel mezzo di ciò che ci sta davanti, ripetere continuamente il Mantra, zittire la mente. Non appena la mente si azzittisce, in un istante ci troviamo fuori dal corpo. Il Maestro Kirpal diceva: "finchè c'è l'io, il mio, quindi il pensiero, c'è questa entità separata, c'è questo senso dell'io"... non appena il pensiero si arresta, quindi tutto questo senso di individualità separata cessa, allora automaticamente ci troviamo proiettati in una coscienza luminosa, in una coscienza radiosa, in una coscienza divina. Ed è questa corrente della Luce Interiore che agisce come un forte magnete: cattura la nostra attenzione e la trascina fuori dal corpo. E poi dice "Custodisci il Maestro nel cuore e ascolta la melodia del Naam interiore. Sorgono onde continue e si formano vortici illimitati". Per cui, se abbiamo questo atteggiamento, se riusciamo ad attuare quello che è stato detto, se riusciamo in meditazione a concentrarci perfettamente, questo è ciò che accade: si apre la visione interiore, la luce si manifesta, e questa luce viene in vari modi. Viene come onde, dicevo prima, roteanti di luce, onde concentriche di luce, come vortici di luce che assorbono la nostra attenzione e in questa luce possono esserci rivelate tante cose in vari modi. "Con la Sua Grazia ho raggiunto la Decima Porta. Radhasoami mi ha portato sull'altra sponda". Comunque quello che noi possiamo fare è di renderci disponibili, di fare la pratica, ma il fatto che qualcosa di sostanziale avvenga, è una pura Grazia di Dio. Noi possiamo soltanto, appunto, renderci disponibili, ma la Grazia viene come vuole e quando vuole. La pratica spirituale non la si fa con questo senso di: "Io ho l'esperienza, io provoco l'esperienza", no, l'esperienza mi è data, per pura Grazia di Dio. Quindi estrema umiltà, estrema gratitudine, queste sono le qualità spirituali che una persona spirituale deve avere. Allora Radhasoami, dice Lui, ci porterà alla decima porta. Non saremo noi ad andare alla decima porta, cioè la decima porta vuol dire il terzo occhio, per uscire ed entrare in un mondo spirituale di luce. Sarà una Sua Grazia, sarà un Suo dono. Quindi Soami Ji Maharaj in questo breve inno ci ha detto tante belle cose, tante cose importanti, profonde, significative. Se teniamo in mente gli insegnamenti, se li viviamo a nostra volta, così come Lui ce li ha dati, allora avranno un effetto per noi e ci trasformeranno. (tratto dal Satsang del 2 gennaio 2009, ritiro di Preganziol) Buonasera mio amato Satguru , dopo la mia Iniziazione, alla meditazione delle 11, ho visto Sant Ajaib passeggiare alle Tue spalle tra gli ulivi, com'era bello e felice, tutto vestito di bianco con il turbante in testa e gli occhiali, vi sono tanti modi di manifestare l'amore, il Suo mi pare così misericordioso, così puro ed infantile da non poter essere neanche immaginato. E', sei l'Arcobaleno. Durante questo ritiro a volte durante la meditazione tenevo gli occhi aperti e contemplandoti spesso ho visto la sua figura, anche durante il colloquio privato avevi i suoi occhi e volavi. E' Lui che mi ha chiesto di cantare e che mi ha spronata a farlo, io lo desideravo molto, ma mi vergognavo tantissimo, così alla fine ho vinto la vergogna, è così meraviglioso per me cantare per Dio e per i Maestri, per Te. E' come tornare bambini. Fare il Simran è gioia immensa, il rosario che mi hai donato è profumatissimo, ho scritto qualche riga che ho cantato prima per esprimere quanto sia bello fare la ripetizione per ricevere il Suo Sorriso. Ripeti il Simran per il sorriso di Sant Ji. Ripeti il tuo Simran per il sorriso di Sant Ji, ti guarderà come se fossi miele illuminandoti d’immensa Luce fiotti di lacrime, arcobaleni d’Amore. Ripeti il tuo Simran per vederlo sorridere, vale la pena morire, morire d’Amore, dentro al suo sguardo che suscita ardore nulla in natura è paragonabile al sorriso di un Santo i cui occhi sono la manifestazione dell’essenza del calore di un padre che ama indistintamente di una fiamma che brucia eternamente con estrema dolcezza regalando ebrezza. Ricomponendo i pezzi di un’anima distrutta, per la disperazione della separazione, abbracciandola in un soffio, donandole se stesso, in un immensa unione, che non avrà mai fine. Da allora l’anima sa che tornerà all’origine, da allora il figlio sa che è sempre stato amato, mai dimenticato, e che verrà guidato alla casa del padre, che guardandolo negli occhi lo terrà per mano. Con Amore e Gratitudine, Chiara SUGGERIMENTI GENERALI - Chiunque intenda venire al ritiro è pregato di leggerselo.IL LUOGOIl Sant Bani Ashram è un luogo molto isolato nel mezzo dei boschi della Maremma. E’ il luogo ideale per la meditazione e per vivere un’esperienza spirituale autentica. Inoltre è un luogo adatto per rilassarsi e riprendersi dallo stress della vita nel mondo in un contatto intimo con la natura. Tutto ciò che vi serve per il vostro benessere fisico, mentale e spirituale potrete trovarlo qui. LO SCOPOSe decidi di venire dovresti essere pronto/a a trascorrere tutto il periodo del ritiro (chi non può venire per tutto il periodo può venire gli ultimi due giorni) qui all’ashram impegnato/a nelle attività del ritiro. Le sole persone che escono dall’ashram durante i ritiri sono coloro che vanno a fare gli acquisti di alimenti per la cucina. Non è permesso di uscire a fare giri turistici. Deve essere un’occasione per rinnovare la propria vita spirituale e il contatto interiore con la Luce e il Suono in noi.Ad ogni modo tutt’attorno all’ashram ci sono bellissimi percorsi sui quali potete andare a passeggiare quando non siete impegnati con la meditazione o a fare servizio disinteressato. LA SISTEMAZIONEPer le famiglie e le coppie sposate non abbiamo molta disponibilità di spazi adatti. Ci sono solo due stanzette più le quattro roulotte. Le coppie non sposate non possono condividere lo stesso spazio in ogni caso a meno che convivano da molti anni o abbiano figli. Abbiamo due case per gli ospiti che sono intese una per le donne e una per gli uomini. Quindi se non avete problemi particolari sarete alloggiati in modo separato. Se desiderate una sistemazione migliore potreste alloggiare in un agriturismo che si trova sulla strada che porta all’ashram (vicinissimo) basta che ce lo facciate sapere abbastanza in anticipo da poter prenotare. COMPORTAMENTO RICHIESTODovete portarvi le lenzuola, una torcia elettrica e qualsiasi cosa sia necessaria alle vostre abitudini personali in quanto medicine, alimenti particolari o qualsiasi altra cosa specifica. Non è permesso fumare sigarette di nessun tipo negli edifici. Se avete quest’abitudine potreste cercare di smettere del tutto per una settimana oppure per fumare siete pregati di allontanarvi dagli edifici e dall’ashram stesso. ATTENTI A NON CREARE INCENDI, SPECIALMENTE D’ESTATE! Non è altresì permesso introdurre nell’ashram droghe o alcolici di alcun tipo. La nostra dieta è strettamente vegetariana.Vi è raccomandato di arrivare in orario per tutte le sedute di meditazione e il canto dei bhajan (inni devozionali). La meditazione delle sette del mattino è l’unica guidata, siete pregati di essere tutti seduti nella stanza di meditazione prima delle sette. Siete pregati di non uscire dalla stanza di meditazione durante le sedute di meditazione a meno che sia del tutto necessario. L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO Ricordate che state venendo all’ashram per fare un ritiro spirituale in tutta umiltà e semplicità e non per mettere in mostra il vostro corpo o la vostra vanità. Quindi siete pregati o pregate di venire con un abbigliamento comodo e ampio, adatto per sedere in meditazione e per stare in campagna. Tute comode o gonne Lunghe e ampie vanno benissimo. Per le sedute nella stanza di meditazione qualcosa di colore bianco o chiaro sarà molto apprezzato. Minigonne o abbigliamento attillatissimo per sedere in meditazione non vanno per niente bene e siete pregati di non indossarlo. LA CURA DELLA VOSTRA SALUTE E BENESSERE Se avete problemi di salute o di qualsiasi altro tipo siete pregati di farlo presente a Nirmala o a Irena e sarà fatto tutto il possibile per aiutarvi.Se desiderate ricevere un massaggio ayurvedico parlatene con Sirio. E’ molto benefico per corpo, mente e anima. Noi abbiamo una mini farmacia di medicine Ayurvediche con le quali, se vorrete, potrete curare i vostri disturbi più comuni (basta chiedere). LA VOSTRA COLLABORAZIONE Per qualsiasi motivo rivolgetevi a Sirio e collaborate tra di voi per permettere al ritiro di avvenire in modo efficiente e armonioso. Ricordate, siete tutti responsabili dell’andamento del ritiro, quindi premeggiate nello spirito di servizio e dedizione secondo i bisogni del caso. Ricordate qui non ci sono serve e serviti, siamo tutti servi e serviti, quindi collaborate tutti affinché il ritiro avvenga nel migliore dei modi: con efficienza, amore e armonia. Abbiate il massimo rispetto di tutto, anche dei fili d’erba; qui tutto è sacro e una manifestazione del Divino. Durante la preparazione dei pasti in cucina possono starci soltanto coloro sono di turno per la preparazione dei pasti. Pertanto coloro che non sono di turno sono pregati di non entrare. Coloro che cucinano evitino di parlare di cose banali, facciano il Simran o cantino i Bhajan. Rispettate lo spazio che condividete con altri e mantenete le vostre cose nel massimo ordine. Non lasciate in giro i vostri effetti personali e tutte le mattine rifate il vostro letto. Qui ci teniamo che tutto sia sempre al suo posto e ben in ordine per esprimere il bello e il divino nelle piccole cose della vita. Se trovate qualcosa in disordine da qualsiasi parte (sia nella stanza dove alloggiate, sia altrove), siete pregati di rimetterlo apposto; così pure se trovate in giro per l’ashram rifiuti o cartacce (lasciati da qualche sconsiderato) o cose simili, raccoglietele e mettetele nei contenitori dei rifiuti. Considerate questo luogo il Satguru Darbar (la Casa di Dio). State molto attenti ad essere sempre cordiali, amorevoli, rispettosi dei bisogni altrui e a non fare nulla in pensieri, parole e atti che vada a ferire chiunque e a dissacrare la santità di questo luogo.Vivere più per gli altri che per se stessi e al di sopra di tutto fate sì che il vostro comportamento sia gradito a Dio e al Maestro. Il costo del ritiro è una libera donazione. Ricordate di registrare il vostro nome quando arrivate (se siete qui per la prima volta) e di scrivere le vostre impressioni sul registro quando ve ne andate(il registro sta sul tavolo dei libri nella stessa casa). (La direzione del Sant Bani) PROGRAMMA DEL RITIRO 4 / 6 Meditazione 7 / 8.30 Meditazione 8 .30 Colazione. 11/ 13 Meditazione. 13,15 Pranzo. 16 .30 Meditazione. 17.30 Satsang. (discorso sugli insegnamenti dei Maestri). 19 Cena. 20.30/21.30 Canti 22 Silenzio assoluto (anche chi non si alza alle tre è pregato di andare a dormire e dinon disturbare). Tutte le sedute di meditazione sono precedute e seguite da bellissimi canti molto ispiranti e inebrianti. Infatti ogni incontro sembra un concerto, con molto calore, devozione e amore. Importantissimo: siate sempre puntuali e non uscite dalla sala durante le meditazioni. |