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Bread and Love. Diario del ritiro estivo dedicato a Sant Kirpal Singhji Maharaj Stampa E-mail
Scritto da ABi   
sabato 06 settembre 2008

* Bread and Love. Diario del ritiro estivo dedicato


a Sant Kirpal Singhji Maharaj *


Ribolla, 15-24 agosto 2008

 
Preganziol - Ribolla, venerdì 15.08

 

 Oggi è il primo giorno del ritiro, e come Lui mi ha raccomandato per telefono, inizio alle 4:00 del mattino il viaggio con la mia piccola auto. Un viaggio che fino a due giorni fa pensavo di intraprendere con la compagnia e supporto di Sumi, una sorella punjabi, che per varie difficoltà ha rinunciato a venire. Eccomi dunque di fronte ad una piccola-dura prova: percorrere l’autostrada –mia più grande fobia- da sola per circa 550 km.  Tentenno a chiudere la porta di casa, poiché mi sale una certa fifa. “Ma bisogna affrontare le situazioni che nascono dal nulla. Senza averle pensate o programmate” mi son ripetuta nella mente mentre chiudevo poi il cancello della casetta. In auto sono un po’ nervosa, e mi sto chiedendo se rinunciare a tutti i doni (alcuni cartoni e quattro meravigliosi girasoli per i Maestri) che ho preparato per portare al Sangat e partire con il treno come mi ha consigliato un vecchio amico.

Quando poi prima d’imboccare l’autostrada, nel buio della notte scura mi appare dinanzi alla strada la Sua presenza in un abito color del cielo che davanti alla sala di meditazione del Sant Bani con le braccia aperte mi sussurra: “Ti sto aspettando.” Apriti cuore, calmati mente. Un sorriso nell’animo, libera il mio corpo da ogni tensione e paura e mi guida nella concentrazione della Sua presenza-che è la mia strada da percorrere. No Stop, just looking on. Finora un viaggio cosí piacevole ed avventuroso -per la forte grandinata trovata sulla tratta appenninica - non l’avevo ancora esperito. E non posso descrivere con che entusiasmo ed energia ho raggiunto la meta. La soglia della Sua ormai sempre più mia Dimora.

 

10:00 Un silenzio nell’aria fresca del ritiro che sta per iniziare mi accompagna a salutare la Madre perla del Sanbani: Bibirenaji. Quando mi son tolto le scarpe e bussato alla porta, Lei ha subito gridato il mio nome e detto: “Sentivo che stavi arrivando…! “

Le presento i magici piccoli soli che ho raccolto nel campo di Santa, un’amica di Preganziol, ed insieme alla bevanda di sambuco Le esprimo con gli occhi la gioia di essere ritornata a Casa.

 

11:00 Con un’anfora gigante nelle braccia incontro fuori al giardino l’adorato Babaji, che m’invia un lieve darshan-sorriso – proseguendo poi tranquillamente nelle Sue cose. È meraviglioso, è come se avesse viaggiato con me tutto il tempo e la sensazione ancora più inconsueta è avvertire che dopo Budapest non ci siamo per niente separati. Come dire: Un breve sguardo per un’alta fiamma.

 

12:00 Alla meditazione siamo in pochi, e per iniziare un’altra interminabile avventura (ritiro) Guruji canta Tu mera pita Tu mera mata con una nuova Sua sorprendente melodia - molto orientale, che produce alle mie orecchie il suono delle campane cinesi. Lo si nota un po’ stanco, ha lavorato tantissimo prima dell’arrivo dei Suoi amati, eppure il Suo spirito si eleva e rinnova incessantemente.  Che roccia! Dio mio.

 

 

14:30 Mi son riposata un’oretta per ricaricare the physical body e dopo una doccetta fredda con animo in festa preparo una simpatica pasta al forno per il gruppo dei fratelli ungheresi che sento sta per arrivare da un lungo e faticoso viaggio. Ma prima di loro arriva una sorprendente bora seguita da una folle tempesta di circa 15 minuti, durante il quale non avevo piú luce in cucina ed ho provato a lavorare tra il chiaro scuro del giorno.

 

 

16:30 E’ sempre miracoloso osservare come tutti noi satsangi ci prostriamo ai Suoi piedi dimenticandoci tutta la fatica affrontata per il lungo cammino. Il Suo Darshan è ciò che desideriamo più d’ogni altra cosa, poiché è la sola cosa che ci pulisce, purifica e rende freschissimi pronti al Servizio e Devozione a Dio ed al Suo amato servo Amrit Sirioji.

 

Babaji ha commentato stasera un bhajan di Sant Ajaib Singh Dekhi bahot nirali mehima per renderci consapevoli della vera importanza del Satsang. In India, ma come pure nei nostri paesi europei, milioni di persone s’incamminano per centinaia e forse anche migliaia di kilometri per raggiungere il loro luogo di culto e preghiera. Un pellegrinaggio che dura settimane e per alcuni anche mesi richiedendo sacrificio e forze.  Per raggiungere poi cosa? Lui stesso osservando -una volta durante un Suo viaggio nell’India del Nord- un enorme folla di milioni di pellegrini che venivano da ogni parte del paese, si è incuriosito e recato nel luogo tanto bramato da questa gente. Un mero tempio, vuoto, mancante di alcuna energia, vibrazione. Non vi era niente e nessuno, eppure tutta quella gente si rotolava a terra e rovinava i piedi per arrivarci.

È il Satsang il vero luogo di pellegrinaggio, continuava Sirioji. Lì il Polo Umano, e non solo, ci accoglie e ci sazia con perle e diamanti nel profondo. È solo il Satsang capace a rimuovere tutte le difficoltà che ci portiamo appresso per mesi o anni. Esso è l’umile ancora di salvezza. Siatene ben consapevoli e non dimenticatevene dopo essere usciti da questo luogo sacro (Satsang). Ci ha riportato la storiella di Santji, dove Kal (il potere negativo) chiedeva a Lui se poteva anch’esso partecipare al Suo Satsang. Santji gli ha risposto spedito:”No, al Satsang non ci vieni, lí non c’è posto per te. Il tuo posto è fuori della porta nelle scarpe dei satsangi.“ Quando siamo seduti davanti al Lui ed ascoltiamo i Suoi avvincenti discorsi, che ci catturano e convincono fino a prometterci: “Si, è proprio in questo modo che intendo vivere, servire ed amare”. Ma poi? Abbandonata la sala del Satsang ritorniamo a disperdere e a perderci nelle mille trappole della mente. Restate consapevoli e vivete il Satsang come il luogo di pellegrinaggio per eccellenza, di lavoro spirituale che vi arricchisce e non vi fa morire.

 

Karam hin rahe khali mehima - Chi non lavora, rimane vuoto.

 

20:30 I bhajan stasera sono una festa per l’arrivo della nostra Niki ji, la bambina di Andi e Sandor(satsangi ungheresi) nata tre ore fa. Sento gioia nell’aria e benedizioni dal cielo ricoperto da milioni di stelle lucenti. La grandezza del Satsang è veramente unica. E la Sua grazia? …Infinita.

 

 

Sant Bani, sabato 16.08

 

Babaji, un regalo più carino non poteva prepararmelo in questo programma: come vicine di letto ho due iniziate di Santji, Valli e Teri, che trasmettono in modo dolce l’educazione spirituale del loro Maestro e soprattutto quella giusta porzione d’Amore nel presentarsi a Lui, alla Meditazione e Bhajan. Stamane alle 3:00 mi ha svegliato la calda voce di un’indiana che cantava nella sveglia di Valli: Guru Guru Guru Guru … Ho aperto gli occhi chiedendomi dove ero. In Rajastan? Io non ci sono mai stata, ma sento in qualche modo che il clima è questo. È una benedizione per me osservare ed imparare da queste Donne che perseverano sulla Via da tanti anni, Valli ha cinquantacinque e Teri settanta. Entrambe sono talmente affiatate, sembrano una sola anima. È proprio vero che quando Lui è, noi non siamo più (Skeik di Shiraz). Ciò che m’emoziona ancor di più è vedere come queste devote di Santji si trasformano in devote del Suo servo Guru Sirioji, con tanto ardore senza difficoltà e giudizi.

D’altra parte Ora non indossa Lui(Santji) un nuovo abito?

 

 L’Ashram è colmo di radiazioni spirituali ed è sempre puro e semplice. Con il giusto animo dopo la meditazione del mattino si riesce ad entrare nel silenzio cristallizzato di ogni cosa abita in questa valle di Luce. Vedo Lui in ogni posto: Le Sue mani, la Sua dedizione, il Suo bhajan, il Suo Amore trasmesso con il Suo duro lavoro costante e solitario in questo vasto giardino. Per curare e salvare le anime di tutti noi e per quanti grazie a Dio raggiungeranno il Sentiero.

 

Sono due anni e mezzo che seguo il Maestro ai brevi e lunghi programmi di meditazione, e l’entusiasmo e la gioia di sedere con Lui cresce sempre di più in giusta misura, seminario dopo seminario, satsang dopo satsang, viaggio dopo Viaggio. Ogni luogo di meditazione è particolare e diventa sacro con la Sua divina presenza. Devo confessare però che nessun luogo riesce a trasmettermi quanto l’Ashram di SantJi. Non farei a cambio con nessun posto al mondo per meditare e specchiarmi totalmente. Tutto è palese ed emerge nella giusta atmosfera. La Casa del Maestro Ji è unica. È perfetta.

Chi ci ha vissuto una sola volta, sempre sogna di ritornarci…ancora…Ora…Sempre.

Asa jhuk-jhuk dar te khadona - Teniamo chino il capo alla Tua porta, affinché ci possa sentire.

 

Sant Bani, domenica 17.08


 

L’alba stamattina è fresca e profuma di Terra. Il temporale di ieri sera ha rinfrescato l’aria ed il suolo che ora spande un misto profumo di alberi, foglie, fiori e piante. Questo è l’incenso naturale del Sant Bani che da calore alla meditazione delle 4:00 del mattino.

L’eleganza di Babaji stamane mi sbalordisce. Indossa un gilet nero perla sopra l‘Indian dressing bianco luce. Proprio la copia esatta della foto di Santji che risiede sopra al Suo seggio.  Com’è dolce sentire l’Amore intenso che Sirioji manifesta al Suo amato Maestro. Un Amore che va ad intensificarsi ad ogni meditazione e bhajan, almeno così lo percepisco. E questo é ciò che più mi piace del Suo insegnamento. Quel linguaggio senza parole, fatto di suoni e colori, d’intelligenza e rispetto. Di Darshan e poesia.

A questa benedetta meditazione Gli ho cantato Tu sei dentro di me, Tu sei fuori di me che mi è uscita direttamente dal cuore.

If we stay empty like the space, You fill us with light and make our soul satiated.

 

 

16:30

Il Satsang di stasera é una sessione di domande e risposte. Gli è stato chiesto di spiegare in che consiste la mente e la psiche dell’uomo. La prima racchiude i pensieri che accumuliamo giorno dopo giorno, mentre la psiche accoglie i ricordi dell’anima, e sono in stretta relazione con le nostre emozioni e vibrazioni. Poi una satsangi ungherese voleva sapere se il Maestro sapesse qualcosa sulla data del 2012 e se esiste un libro o discorso di Sant Kirpal che parlasse di questo evento. Sirioji, Le ha risposto, che finora nella Sant Mat non si è preso mai in cosiderazione questa data o quest’evento. Il passato ed il futuro hanno relativa importanza. Bisognerebbe concentrarsi nel momento presente e valutare l’evento che ora ci circonda e ci parla. Un ragazzo poi ha chiesto cosa fare quando alla meditazione delle 4:00 si cade in uno stato di sonno e ci si rende conto di stare tra l’essere cosciente ed addormentato. Meglio smettere di meditare o continuare? Babaji ha commentato che questo accadeva spesso ad alcune persone che meditavano con Lui anni addietro e Lui consigliava spesso di provare innanzitutto a svegliarsi completamente (doccia fredda, chai tee, esercizi yoga, e soprattutto diversi bhajan) prima di iniziare la ripetizione del Simran ed entrare in meditazione. Poi è sempre opportuno continuare e mai mollare. Meglio farla a metá che non farla proprio.

 

 

 A quasi fine Satsang è arrivata di corsa Nirmaji che con tutto il suo coraggio di satsangi e di Donna ha cantato Mera Kagaj gunah vala – Strappa ora il conto dei miei peccati – non Ti chiedo altro.  E Grazie a questo meraviglioso bhajan è terminato il Satsang con una bell’atmosfera ed un lungo dolce Darshan. Il volto dell’Amato è sereno e gaio…ci ama tutti e ci, abbraccia con le Sue braccia immateriali caldissime ogni volta sediamo dinanzi a Lui.

 

 

 

 

 

Sant Bani, lunedí 18.08

 

La meditazione delle 4:00 insolitamente mi è riuscita. Non ho dovuto lottare tanto contro il sonno, e la mente era abbastanza sveglia e concentrata nel centro dell’occhio interiore. Alla fine avevo l’impressione che la meditazione fosse durata molto meno di due ore, e sentendo il desiderio di restare ancora lí, mi sono recata alla porta di Santji.

È sempre un grande onore star seduta Qui, ed è un Suo dono sentire la Sua presenza: seduto al centro nella stanza con gli occhi chiusi per ascoltare il bhajan del mio cuore, che canta Sant Ji come faró senza di Te dove andró, continuando poi con la preghiera mia del primo incontro Satguru pyare meri ed ancora ricordando il mio Maestro Gli canto ancora che Mi sono svegliato mi sono alzato, mi sono incamminato alla ricerca dell’eterna Veritá.

Scendo la stradina che porta alla Satsang-room come una piuma nell’aria spinta dall’Amore del Santo Maestro che vive ed è presente per i Suoi diletti.

O SantJi la Tua grazia veramente non ha fine.

 

 

Prima di meditare alle 7:00 il Maestro ci ha ricordato che gli scienziati non hanno nessuna conoscenza spirituale, poiché a loro manca la pratica. Infatti, a noi è la pratica spirituale a darci la conoscenza. Bisogna saper ben apprezzare questo gran dono. Avvantaggiarsene. Possiamo arrivare a ricevere un amore dolce che ci riempie l’anima. Ma questo accade dando a Lui un cuore sincero. Siedi alla Sua porta, anche se non Lo vedi o Lo incontri, resta lí a bussare, che prima o poi Ti aprirá e Ti chiederá cosa desideri. Tu allora gli risponderai: “O Signore desidero la Tua grazia e nient’altro – O Lord I wish Your grace and nothing else”.

 

In questo programma Babaji dá il Satsang in lingua inglese, poiché la maggior parte dei satsangi sono ungheresi e gli italiani presenti riescono a seguirLo in lingua straniera. Quando Lo ascolto in inglese, mi capita a volte di sentirmi in qualsiasi parte del mondo, con Lui che parla a tutti i cuori che sono pronti a riceverLo. Con Te è un sogno, Babaji. Quel sogno che si chiama DIVINA REALTÀ.

 

11:00 un quarto d’ora prima del Satsang sono passata dall’Amataji, per sistemarle i colori(fiori) tutt’intorno e per suonarLe il suo strumento preferito: la citra. Era la prima volta che lo suonavo, e devo dire mi ha stregato subito. Sentivo il suono diritto nella pancia che si dilatava lentamente trasformandomi in un pallone che senza fretta si muoveva nello spazio. Dio mio!

Fa bene il mio babbo terreno ha chiamarla Dottoressa Serena, poiché Lei cura ed ha anche un meraviglioso Spirito sereno.

 

14:45 passeggiando per l’Ashram ho la fortuna di vedere Baba Sirioji alla finestra della Sua stanza.  Mi avvicino per catturare un Darshan dall’alto, che Lui m’invia accompagnato da un Suo sorriso. Un Darshan-fulmine che perfora il mio cuore: i Suoi occhi blu chiaro hanno la stessa intensitá di Luce come il cielo di questa splendida giornata. My God, come faccio ad abbracciare cosí tanta felicitá? Con il capo chino continuo la mia silente passeggiatina.

 

16:30

Il Maestro al Satsang ci ha letto e commentato una bellissima poesia di Sarmad, dove ha tratto spunto per chiarirci alcuni insegnamenti importanti della Via. Ci ha ricordato la differenza tra i gusti e gli obiettivi delle persone mondane e quelle spirituali. Le prime tendono a desiderare incessantemente cose materiali, ad avere di piú e sempre di piú, poiché mai si raggiunge uno stato di pace o serenitá. Le persone spirituali si accontentano di poco e di quello che Lui gli manda. Si liberano dalle abitudini e dipendenze, e si preparano a restare vuoti per essere saziati di Luce e d’Amore. Ancora, ci spiega che dedicarsi alla pratica spirituale, non significa diventare monaci e suore. Possiamo benissimo – se è nel Suo volere- amare un/a compagno/a e creare una famiglia, con o senza figli. Importante è tenere sempre salda la relazione Maestro-Discepolo, poiché è il Maestro che c’ispira a cercare la propria veritá individualmente. Ricordarsi di vivere in semplicitá. E mai gonfiarsi d’ego quando si ha la fortuna di essere in contatto con il Maestro o quando si hanno – per Sua grazia- delle esperienze spirituali. Continuando ci rammenta che dobbiamo essere certi della strada che si é scelto o che s’intende scegliere, - e cosa importante di non imporla mai a nessuno.

Guruji conclude poi alla fine che se vogliamo diventare niente, annullarci per far entrare Dio nella nostra Casa, dobbiamo allora accontentarci del Suo e solo Volere. È cosí che ci si sente e diventa veri uomini spirituali.

 

 

Sant Bani, martedí 19.08


 

Le giornate all’Ashram sono caldissime. C’è un Sole raggiante che c’invita a meditare fuori sotto la strapotente quercia del Maestro Ji. Alle 11:00 il Satsang si è tenuto all’aperto e oggi sono arrivate nuove persone per incontrare il nostro Satguru. L’atmosfera è diversa fuori. Si sente il fresco contatto con le piante, il vento, il sapore del calore del sole, la terra. E poi guardare il Volto beato del Maestro immerso in questo sfondo di verde edera che ci rilassa ancor di piú il cuore e l’anima. Per non parlare poi del Suo Bhajan che all’aperto si espande ancor di più e si posa come un velo sul nostro capo benedicendoci e purificandoci completamente.

 

A pranzo non ho un buon umore, mi sento un pó distaccata. Non so cosa e perché mi succede questo, ma in qualche modo sono un pó triste. Non sento il contatto con l’Amato. All’improvviso sembra sparito. È mai possibile? Qui nella Casa del Santo Padre mi ritrovo smarrita senza la Sua divina presenza? Mi chiudo in camera e provo a scrivere questo che ora mi sta succedendo. Mi bussano alla porta per chiedermi se posso andare a prendere una satsangi alla stazione di Grosseto, ma rispondo gentilmente che offro la mia auto a qualcuno che sa guidare, poiché io non mi sento tanto bene. Cosí resto ancora con me da sola, e provo a fare il Simran. Ma niente. Sento vuoto. Mi sento vuota e persa. Che strana sensazione. Mi sento disperata. Sono le 15:45 e non vedo l’ora di andare al Satsang. Solo lí potró salvarmi.

 

17:00 Satsang all’aperto.

Da vero Padre che riesce a sentire il dolore altrui, Guruji inizia il Bhajan con Languore, che sembra descriva la mia attuale situazione: Quando Tu ci sei io son presente, quando Te ne vai io sono assente. Se son presente vivo e di tutto godo, se sono assente muoio ed il mio essere diventa sodo. Con questo bellissimo canto il povero cuore mio si libera dalle pene della separazione e torna a battere regolarmente senz’affanno. Poi quando inizia il Suo discorso ci dice: “Sapete, tutto è nelle mani di Dio. È il Suo gioco divino. Lui viene e se ne va.  E piú sincero è il cuore di chi Lo cerca e Lo implora, piú Lui ritorna.”Grazie a Dio per l’amato Maestro che mi rende consapevole del Suo gioco.

 Babaji canta e commenta, dopo la meditazione, un favoloso bhajan di Baba Somanath Sat Guru Sawan Sha – Ovunque guardi Ti vedo. Sul cammino spirituale è molto importante, quasi essenziale, imparare il lavoro del Maestro in ogni suo dettaglio. Osservare e contemplare con attenzione ció che dice, fa, risponde, come parla e come guarda. Porsi umilmente al Suo servizio facendo nostra la Sua giusta causa. Co-operare con i Suoi stessi mezzi: Amore e tolleranza. Rispetto e compassione. Umiltà e costanza. Poi ci racconta che quando Lui si mise in cammino trovò il Maestro subito. Non dovette aspettare anni e anni. Fu fortunato, poiché il desiderio era sincero. Baba Somanath, discepolo del Maestro Sawan Singhji, andò a vivere in una città indiana lontano dal Suo Maestro e riuscì ad attirare a Lui così tanta gente grazie all’amore profondo per il Suo Maestro. Quando hai qualcosa dentro, sul volto fuori si nota. La gente lo sente e lo vuole assaporare. La gente notava sul volto di Somanath quanto Lui desiderava il Darshan del Suo Maestro. Quanto era forte il desiderio di andarLo a vedere. Un vero discepolo del Maestro, si rende strumento nelle Sue mani e si da a Lui completamente. Senza troppe riserve. Con questo favoloso Satsang il Maestro è risuscitato nel mio cuore e inner   body. Le pene della separazione son dimenticate.

 

Ai Bhajan serali Sirioji ci dona la buona notte con il profumo magico della poesia di Maulana Rumi Ad ogni istante arriva la voce d’amore. Fortuna è nostra compagna, dar la vita il nostro mestiere, e capo della nostra carovana è il vanto del mondo, il Maestro.

Siamo inebriati e stonati dalla Sua divina voce e dalle sublimi parole di questa pura poesia. Thanks Guru Amritji.

 

Sant Bani, mercoledì 20.08

 

Stamane è un giorno speciale. Babaji ci porta a fare un’escursione fuori in Val Dorcia. Dopo la meditazione delle 4:00 ho rinunciato al bhajan finale per preparare il fuoco insieme a Nirmaji dove si cuoceranno quattro belle pagnotte di pane ai cereali. Nirmaji non verrà con noi, ma ci sarà con l’essenza di gioia che ha sciolto dentro il glutine del pane. smile.

 

Abbiamo lasciato il Sant Bani alle 9:30 andando incontro a una soleggiante mattinata. Il viaggio è stupendo, Babaji è molto rilassato, e contento di mostrare ai Suoi diletti i posti della terra in cui vive. Io sono al decimo piano del cielo, anche se sembra che guidi l’auto dell’Amato che mi sta affianco e m’indica la Strada da percorrere. Con noi c’è anche Aghi Butterfly e Pathiji (Károly a questo ritiro è stato battezzato da noi satsangi il cantore del Maestro) e insieme ci addolciamo il viaggio cantando dei bellissimi bhajan.

 

Sulla Strada Babaji chiede di sostare per qualche minuto, giacché ha visto un grande fico da cui vuol raccogliere alcuni frutti per donarli a tutti noi. Lo seguiamo e viviamo questo magico momento con un gran sorriso dentro gli occhi che sono ormai diventate delle stelle lucenti. Il tempo con Lui è preziosissimo e ci rende tanto teneri e bambini.

 

La prima sosta la facciamo a Bagno vignoni, dove ci raccogliamo nella chiesa di San Giovanni Battista. Il Maestro si è seduto all’angolo di un’ultima panca e dopo un po’ ha iniziato a cantare Aja pyare. Le panche erano occupate da tutti noi satsangi che seguivamo Babaji nel Suo bhajan, e cosa speciale che ho potuto osservare, essendo rimasta in piedi alla porta: un gran numero di turisti attratti dal Suono entrava, ed invece di guardare diritto alla Croce sull’altare, si fermavano stupiti ad osservare fissi il volto del Maestro. In quell’istante ho creduto che Cristo fosse sceso dalla croce Ora in terra a pregare per noi e con noi. Sensazione unica ed indescrivibile.

 

Il paesaggio senese è un incanto, quasi surreale. Colline dorate coperte di fieno che salgono e scendono insieme con alti cipressi simbolo del silenzio e della sacralità di quest’esclusiva zona della penisola.  La tappa successiva è stata nel paesino medioevale di Pienza. Qui Masterji è passato molte volte con la Sua consorte a contemplare la Luce dal balcone di questo paesino a castello. Per le stradine si sente l’aroma del pecorino, formaggio caratteristico del posto. Ne compro un pezzettino per portarlo a Bibiji, che di sicuro lo gradirà.

 Ci siamo raccolti proprio davanti al balcone o terrazza panoramica del luogo per avere un brillante Darshan del Maestro. Quel manto celeste del cielo che diventa tutt’uno con la luce splendente degli occhi Suoi m’inebria e scioglie l’anima sulle nuvole di questa interminabile giornata. Una coppia molto carina, sui sessant’anni mi si è avvicinata chiedendomi se potevano rivolgere qualche domanda al Maestro indiano.  Sentito il loro interesse sincero, li ho accompagnati da Lui che li ha ascoltati e risposto affettuosamente a tutte le loro domande.   

Capitano veramente meraviglie del cielo camminando con Lui…

Sono ormai le due del pomeriggio ed insieme si è decisi di fare una pausa. Troviamo un posto all’ombra per creare una sorte di picnic in un casale abbandonato, luogo in cui Sirioji si rifugiava in passato con l’amata per consumare piacevoli ore di meditazione e bhajan.

Non potevamo trovare un posto più perfetto. Io amo veramente il Suolo su cui si posarono i Tuoi piedi, mi cantavo nel cuore, mentre parcheggiavo l’auto.

Seduti a terra tutti in cerchio davanti a Lui che si appoggia felicemente su una panchina al muro, messa lì forse per quest’occasione. Consumiamo il pane che ci benedice con le Sue mani di Luce accompagnato da un tenero formaggio e da squisiti pomodori rossi di Naam.

Prima di andar via, Babaji passa da ognuno di noi con un cestino pieno di frutta secca e biscottini. Ci regala il pársad della giornata colmandoci il jholi(cuore) fino alle stelle di questa sacra terra.

 

Per ultimo ci rechiamo nella chiesa di Santantimo, che è ubicata in una valle. Da fuori l’architettura è molto carina, dentro la solita atmosfera della chiesa cristiana. Noi seguiamo sempre Lui, che questa volta ci conduce in un sotterraneo. Il bhajan lì dentro si amplifica e ci fa entrare in un istante in profonda meditazione. Mi son goduta la divina presenza di SantJi, meditando con Lui nella Sua stanza sotterranea del Rajastan. Quando ritornavo, da lontano un suono melodico e melanconico mi richiamava, ed era il cuore del fratello Károly ji che cantava a Lui le lodi in latino.

Lui ci crea proprio a Sua immagine e somiglianza. Senza dubbio!

 

Alla sera esausti di gioia cantiamo il bhajan infuocando la sala di meditazione con tutto ciò che abbiamo colto dell’intera giornata con Lui.

O Masterji, fin dove arriva la Tua generosità? ….Ti prego rendici consapevoli e grati.

 

 

Sant Bani, giovedì 21.08

 

 Oggi è la festa del Satguru canta Sirioji alla meditazione delle 7:00 dando inizio alla celebrazione del trapasso dell Santo Maestro Kirpal Singh Ji Maharaj - motivo principale dii questo specialissimo programma estivo. Il Sant Bani oggii veste veramente una Luce splendente e noi Suoi figlioli contribuiamo ad espanderla colorando e servendo ill Maestro ed i cuori dei nuovi fratelli che vi stanno partecipando per la prima volta.

 

In questi giorni sto collaborando con piacere al seva dii cucina e una stanza della Casetta degli ospiti é diventata un piccolo panificio, che ogni Santo giorno sforna diverse forme di pane grazie alla Sua acqua, il Suo grano e soprattutto al ricordo del Suo Amore per noi.

 

Nella Luce del mezzogiorno dedico una piccola visita allo specchio della mia Fiamma: Mammaji, che mi chiede il Suono mistico della cetra, il segreto dell’anima.

Spesso avverto interiormente che sono con Lei tutto il tempo, ovunque mi raccolgo Lei é lì ad ascoltarmi e osservarmi. E questo capita non solo nella Casa del Maestro, …ma anche fuori nella mia semplice quotidianità.  

Or ora capisco e rifletto che i Maestri stanno ad osservarci. Sempre.

 

Con un animo dolce e sereno creo assieme a due nuove sorelle ungheresi, Susan and Susi, una corona di calendula profumata per l’Amato Maestro Kripal il Mullah.  E rivestiamo il nostro luogo di preghiera con le fragranze del Suo giardino.

 

16:30 Satsang serale

 

Baba Sirioji ha scelto un canto di Sant Ji per il Satsang di stasera: Kirpal ki mehima – La gloria di Kirpal è illimitata, mi sacrifico milione di volte. Ha commentato che questo è uno dei tanti bhajan in cui Sant Ajaib Singh elogia il Maestro Kirpal Ji. Nel Suo cammino ha incontrato vari iniziati del Maestro Kirpalji, ma nessuno di questi ha mostrato una tale devozione personale come Sant Ajaib Singh. Alcuni ritenevano la devozione di Sant Ji esagerata. Ma vi dirò che nei vent’anni che Gli sono stato accanto non mi è sembrato per niente esagerato o che esagerasse. Per Sant Ji era così, non vi era Dio al di fuori di Baba Kirpal Ji. E si può notare benissimo nei Suoi bhajan, quando ad esempio dice: ” Nessuno ha udito il mio pianto angoscioso, nessuno è venuto in mio soccorso. Soltanto il Maestro Kirpal ha avuto pietà di me. Non ho conosciuto nessun Satnaam, nessun Ram, Rahim ecc. ho conosciuto solo Sant Kirpal e a Lui mi sono aggrappato”. E la cosa che mi colpì all’inizio quando incontrai Sant Ji, fu proprio questa Sua passione per il Maestro Kirpal; io stesso ero molto innamorato del Maestro Kirpal, la Sua presenza era forte nella mia vita e per me fu molto importante incontrare un uomo come Sant Ji, con un amore così totale per il Maestro, e mi dava un tale piacere conoscere qualcuno che amava il Maestro come lo amava io. E questo Suo amore fu per la mia vita spirituale molto incoraggiante e ispirante. Era proprio il Maestro che faceva per me. Prima di Lui (SantJi) incontrai già due altri che si dichiaravano i successori di Sant Kirpal, ma questi non mi attirarono per niente. Non sentivo niente da parte loro che riusciva a riconnettermi con l’Amore ed il Potere dell’Amato Kirpalji. Con il Maestro Kirpal ho trascorso due periodi, che rappresentano ancora adesso i più elevati della mia vita spirituale.  Prima ancora d’incontrare il Maestro Sant Ji fisicamente già avvertivo il Suo forte magnetismo spirituale e riconoscevo, tramite i Suoi satsang riportati sulla rivista del Sant Bani, che quello che Lui provava era il vero Amore, in altre parole ciò che sentivo per il mio Maestro Kirpal Singh Ji. Dopo svariate vicissitudini, giunsi da Lui in Rajastan e trascorsi con Lui circa un mese e mezzo, un buon lungo periodo che mi chiarì e convinse interiormente di aver ritrovato finalmente il mio Amato Kirpal, in un’altra forma fisica. E come si dice sulla Via: il Maestro con un nuovo abito.

Poi leggendo dal bhajan: “Il Maestro rimuove le pene e dispensa felicità. Chiunque arrivi alla Sua porta, ottiene ogni cosa senza nemmeno chiederla.”.

In questo meraviglioso bhajan Sant Ji descrive ciò che il Maestro riesce a realizzare nella vita del Suo amato discepolo. Ma sicuramente, per raggiungere ciò che Egli descrive ci vuole il Suo tipo di devozione, amore, perseveranza. Bisogna creare una vera relazione con il Maestro. Dedizione. Darsi a Lui con umiltà e sincerità nell’animo, nel profondo. Quello che Lui descrive non accade a chiunque. Ma può accadere certo, se capiamo esattamente cos’è la Via e ci diamo come Lui si è dato. Ci vuole costanza, disciplina e soprattutto tanta devozione, fiducia. Ciò che Santji descrive qui lo si può raggiungere, certo! se ci dedichiamo a Lui ogni giorno con sincerità e amore, e non come un qualcosa della domenica, delle ferie o del ritiro. Ma di ogni giorno, di ogni momento. E se non creiamo questo stile di vita (spirituale), è ovvio che staremo a ripeterci: “Con me questa via non funziona, la meditazione non funziona e nemmeno il Maestro”. Senza capire che in realtà siamo noi la disgrazia di noi stessi. Nella Via spirituale l’associazione con il Maestro è fondamentale. Lui c’insegna la strada e dà a noi i mezzi per percorrerla nella maniera giusta. Bisogna vedere e vivere il Maestro, sopra di ogni altra cosa. Lui prima di tutto e di tutti. Ciò che è primario, e non qualcosa di secondario.

È soltanto Lui a renderci sazi del nettare della Vita. E se pure otteniamo ogni cosa nel mondo fisico e materiale, a cosa serve se non sentiamo nell’intimo la Sua divina Grazia?! Sostanza che ci permette di dar vero significato alla nostra esistenza. Niente è più prezioso del Suo Naam. Con la Luce possiamo trasformarci in esseri umili, in veri uomini, che sanno parlare dolcemente, proprio come lo descrive Santji nel Suo canto: “Apri gli occhi della mente sii umile e parla dolcemente”. Il Maestro ha terminato il Suo favoloso Satsang affermando che il nostro lavoro ha un obiettivo elevato che non deve essere mai dimenticato. Le parole del Maestro sono preziose e vanno custodite dentro nell’intimo di ognuno di noi. L’unico nostro desiderio deve essere la Sua divina grazia, poiché tramite questa riusciremo ad attraversare l’Oceano della vita.

 

Alla fine del Satsang nella sala si respirava l’inebriamento delle anime chine dinanzi all’espressione vivente del Maestro Kirpal Ji.

 

Sono le 20:40 e siedo sotto la finestra di Babaji che sta cantando e ripetendo in un modo del tutto straordinario Ora il Maestro mi ha dato con gli occhi. Suona la chitarra – ma il suono esce dal Suo corpo con le meravigliose parole del bhajan. Dalla finestra mi arrivano profumi orientali, mirra, sandalo, violette, calendula, eucalipto.  Quale magia!

 

 

Sant Bani, venerdì 22.08

 

Alle 3:30 comincia la Santa Iniziazione, e c’è un bel gruppetto alla porta di Guru Sirioji che è pronta a riceverla.  Questo é un momento delicato per tutti quanti.  Mentre il Maestro è su nella Casetta di Sant Ji, dove si tiene l’iniziazione, noi ci colleghiamo al Naam del Maestro meditando nella sala del Satsang con la guida del fratello Károly ji che tiene lui i due satsang mattutini regalandoci un meraviglioso Bhajan.

 

Il Potere dei Santi Maestri è su tutto l’Ashram stamattina. Un silenzio vibrante ci abbraccia e ci tiene uniti senza troppe parole. Osservo come l’energia scende lentamente dall’alto e va a circondare ogni spazio di questo piccolo paradiso. Onde di Luce colorate di rosso celeste e giallo attraversano la Casa, gli alberi, i tetti, i gattini che ci gironzolano attorno, sentiranno anche loro aria di gioia e di profonda unione tra noi fratelli satsangi. Oggi sono al Servizio tutta la mattina, non sento per niente la separazione, Lui è ora Ovunque e mi guida come Lui desidera. Oltre al panificio mi dedico ai colori delle verdure che danno simbolicamente la Primavera ai novelli sposi del Maestroji.  Nella Casa del Maestro la presenza di Sant Ji è forte e t’inebria di gioia in ogni cosa decidi di fare. Cucinare, camminare, pulire, disegnare, scrivere e così via. Spesso non ricordo nemmeno più in che posto del mondo mi trovo. So di essere a Casa Sua, e questo mi basta. Ora, tutto il resto non conta. Ab bakti karo! È ora della devozione e non bisogna perder tempo, mi ripeto con allegria nell’animo mio interiore.

Le ore che ho passato da sola nella cucina sono state una benedizione di Baba Sirioji, che mi ha collegato alla presenza dell’Amato Sanji. È stata una delle più belle meditazioni di questo indimenticabile Viaggio che si è finita con il pianto e canto del mio bhajan preferito: O Ajaib Signore di Grazia, di misericordia e d’amore, Tu di gioia mi riempi il cuore. Che possiam dire per glorificarTi, che possiam fare per renderTi omaggio: Come Te non c’è nessuno, pari a Te, ci sei Tu solo.

 

13:30 A pranzo l’energia è bellissima, la forza dei Maestri si fa sentire, io mi sento re-iniziata e ancora più consapevole del potere supremo del Maestro. Oggi è tutto molto gustoso, e i neo-iniziati sono inebriati, osservo i loro volti: sono candidi e purificati. E ciò che mi emoziona tanto è scoprire il Suo volto…nei loro brillanti occhi.

 

Nonostante la Sua divina presenza come un felino vado in cerca del Darshan del Maestro. Non l’ho visto da ieri sera. Ora sono le 15:30 e passeggio per il giardino intorno alla Casa di Sanji. Poi mi fermo alla Sua finestra aperta e provo a sussurrare teneramente il nome dell’amata Ji: ma alla finestra si affaccia delicatamente Lui ed in quel preciso momento un forte soffio di vento attraversa il Suo volto spingendogli i capelli in alto e creando la criniera di un meraviglioso Leone. Fiero e con gli occhi spalancati dal flusso d’Amore. Un Darshan speciale, che oltre a me l’hanno goduto anche altri due satsangi che da lontano partecipavano alla scena sotto la finestra. Grazie mammaji, visto cosa succede, quando invoco il Tuo nome? Smile.

 

16:30

Il Satsang stasera è una sessione di domande e risposte. Ma, in effetti, su un’unica domanda: Come e quando avviene l’apertura del terzo occhio? Il Maestro ha spiegato che l’apertura del terzo occhio avviene al momento dell’iniziazione, quando si riceve il Naam del Maestro assieme ai Santi Nomi. Ma ciò non significa che si è realizzato Dio e tutto è risolto. Ha ribadito l’importanza del lavoro spirituale che fa un discepolo del Maestro, e soprattutto come ci si deve relazionare a Lui per essere accettato. Cosa molto importante che ha voluto sottolineare Babaji è di non stare troppo appiccicati alla presenza fisica del Maestro, perché ci si rovina spiritualmente. All’inizio del Cammino a tanti viene l’idea di vivere in Casa del Maestro, di Servirlo e amarlo come Lui desidera. Ma Sirioji ci ha affermato che non va così! Dobbiamo affrontare il lavoro spirituale ed anche quello quotidiano restando sulle proprie gambe e tenendo vivo il contatto con Lui meditando ogni giorno ed ogni volta si è liberi dai doveri familiari e lavorativi. Ci ha riportato un buon esempio che spesso citava Sant Kirpal Singh: “ Le zecche si mangiano il sangue delle mucche, mentre i vitellini ne godono il latte”.

Quindi meglio presentarsi una volta ogni tanto per poter godere il Nettare della Vita.

 

Sant Bani, sabato 23.08

 

 Anche oggi è stata una giornata vissuta con le sue particolarità.

Alla meditazione c’è una nuova aria di festa, questa volta per l’unione di due satsangi che hanno deciso di continuare il Viaggio spirituale mano nella mano. Happy marriage!

 

 Da buona sorellina, ho cercato di armonizzare ogni momento della giornata che condividevamo insieme preparando a Loro tante sorpresine speciali. Ho cercato di coinvolgere tutto il gruppo di satsangi, vecchi e nuovi per il seva di oggi. Il messaggio che intendo trasmettere è che rappresentiamo un unico gruppo: siamo il Suo unico Sangat d’amore e di Luce.

 

Alla meditazione delle 11:00 ho partecipato solo alla prima ora e son riuscita a ricevere il messaggio del Maestro che diceva: “Tutto è nel Suo volere e ogni cosa realizziamo all’esterno è soltanto per Sua grazia. Noi non facciamo veramente nulla. Bisogna restare aperti al Divino, essere fiduciosi, non venire mai meno con la fede, che è ciò che ci salva da tutti i guai di questo spericolato mondo Dedicatevi alla Bakti (devozione), diventati degni e veri devoti della Luce di Dio. Esiste qualcosa che ha piú valore, significato della Luce splendente di Dio? ” sediamo dinanzi a Lui con cuore sincero, facciamo la nostra parte che Lui al momento giusto fará la Sua.”

 

Oggi la pizzaiola si è riposata un’oretta sotto un albero giù al laghetto. “Riposati almeno una buona oretta” mi ha raccomandato mammaji. E come si dice: ”Le mamme hanno sempre ragione”. Ora mi sento di nuova fresca e con il cuore in festa per la presenza meravigliosa del mio Amato che conduce un’altro avvincente e speciale Satsang.

Questo pomeriggio il Maestro ha ricordato l’importanza della nostra Unione con Lui. Di quando ci prostriamo ai Suoi piedi e chiediamo di essere salvati (iniziati) per condurre poi una vita insieme a Lui. Per Lui e solamente con Lui. Meditando e facendo col nostro potenziale il Suo lavoro, nel mondo e nei Suoi programmi. Di essere totalmente consapevoli di ciò che scegliamo nella nostra Vita. Essere coscienti di promettere a qualcuno e soprattutto a noi stessi, al nostro Maestro interiore, di ricordare costantemente la promessa per poter raggiungere poi grazie a Lui la Meta. Nel mondo ogni giorno la gente si sposa e promette amore e fedeltà. Qualità che non sanno cosa veramente vogliano dire, ma lo fanno ugualmente perché così va. E dopo qualche mese già si desidera un altro uomo, un’altra donna, forse è meglio restare da soli oppure viaggiare come vagabondi senza meta. E la promessa?? Chi se ne ricorda! La vita nel mondo è una giostra che mai si ferma a cercare il giusto valore delle cose.

Ma il matrimonio con il Maestro spirituale è una verità con cui non possiamo minimamente fingere. La sincerità e onestà sono alla base dell’essere che si prepara a ricevere il dono del Naam del Maestro. Il vero matrimonio in questa vita è con Lui, con Dio, con il Maestro, poiché possiamo dire o promettere di amare il compagno o la compagna della vita e rimanere sempre accanto nel bene e nel male, ma se non cerchiamo la benedizione del Maestro che ci nutre di Luce e di vero Amore, quello incondizionato, quello che traspiri guardandolo una sola volta negli Occhi, ma dove la prendiamo noi questa fiducia di perseverare fino alla fine e di non mollare mai??! Di non cadere nei mali del mondo che ci portano alla perdizione e di conseguenza a farci dimenticare ciò che c’eravamo promessi.

 

“È una benedizione vedere due figlioli che intendono continuare il Cammino insieme. Ne sono felice e mi auguro che restiate sempre consapevoli. “ ha terminato dolcemente Guruji.

 

Il Satsang-matrimonio si è finito con i confettini bianchi distribuiti da Master Ji come pársad. La mia anima era scossa dall’Amore delle Sue parole. Mi son sentita tutt’uno con la Sua profonda Essenza, e soprattutto quando ha pronunciato siate un’anima in due corpi, ho liberato un forte pianto per l’innalzamento della mia povera anima insieme alla Sua Divinità.

 

Ni sacha sant, aaya ni mera kant, aaya, kare pyar ni sayo

 O fratelli, il vero Santo é venuto, mio Marito é venuto ed egli mi ama.

 

 

 

Ai Bhajan serali San Sirioji ci addolcisce ancora di più il cuore cantando poesie in lingua americana, di una discepola di Kirpal ji. Con la compagnia del sacro Sitar diventa poi l’armonia delle armonie, quella meditazione che non conosce fine, che si espande e ti lascia l’aroma nelle cellule del corpo interiore.  La vibrazione è costante e ti cattura se ti lasci nelle Sue mani, e ti dai a Lui e soltanto a Lui.

 

 

 

Sant Bani, domenica 24.08

 

É l’ultimo giorno del ritiro, e dopo la meditazione alle 9:30 ci saranno i colloqui per noi italiani. Ci andrò alla fine, dopo aver sfornato anche oggi tante belle pagnotte calde. Non avrei mai immaginato che ha questo ritiro avrei avuto tanta forza per fare così pane. Mi viene in mente adesso una frase di una poesia di un Suo Satsang che dice: “È il Suo Amore che mi solleva”. Ed è veramente il Suo sconfinante Darshan che da al mio corpo fisico, mentale e spirituale la forza e l’Amore di ricordare costantemente il Suo Naam.

 

 

Il Satsang serale è durato la bellezza di cinque ore. Troppa la gratitudine da mostrar Gli, tanti i cuori desiderosi di parlare della Sua grazia e della Sua dedizione verso tutti noi. Una neo-iniziata Gli ha recitato una poesia nella Sua lingua(ungherese) che è stata poi tradotta in italiano. Se ricordo bene, parlava della fusione dell’anima tra il Maestro e il discepolo, dell’esatta assenza dell’Io, e della rimembranza di Dio. L’emozione più forte l’ho avuta con la mia amica di stanza, Teri, che ha rivelato a tutti di aver girovagato per ben dieci lunghi anni dopo la morte del Suo Maestro Sant Ji, e che la Sua preghiera finalmente è stata ascoltata e il Maestro è ritornato da Lei, nella veste del Suo servo Baba Amrit Sirioji.

Alla fine il Maestro, tanto grato e commosso dell’amore dei Suoi diletti, ci ha consegnato ad ognuno un pársad molto speciale nella forma di due cigni che si uniscono nell’abbraccio mistico del Cuore.

 

 

 Ritorniamo ognuno nel nostro mondo quotidiano, ancora un po’ piú innamorati, estasiati, addolciti e catturati. Questa volta a Casetta non ritornerò da sola. Ora continuo il Viaggio con Deepyji, per capire meglio cos’é la profondità del Suo infinito Amore.

 

Restano nel Cuore i Suoi lunghi sguardi e nella mente le Sue dolci parole.

 

                                                                                 

                                                                                               Qui ora per Te… la Tua Abi.
 

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