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Pagina 1 di 3 Quello che segue è la trascrizione degli appunti (un riassunto, i punti più salienti) che ho preso dei tre Satsang svoltisi durante il ritiro di Budapest di dicembre 2008. --Dass Primo Giorno L'argomento del Satsang di oggi è un inno di Rumi.
Ogni religione ha preteso di essere la migliore. La gente che aderisce superficialmente alle religioni non capisce profondamente le cose. E' limitata dall'ego. Ma in ogni religione ci sono stati Mistici che sono andati in profondità.
La prospettiva può essere diversa ma tutti guardiamo allo stesso Dio. Ci sono due aspetti: exoterico ed esoterico.
Siamo raggi di un unico sole, Dio. Tutti adoriamo questa luce. Fatti simile ai santi per provare i piaceri dell'anima
Entra nella via della taverna se vuoi vedere gli ebbri del Santo Vino
Dio è un oceano di ebbrezza e noi siamo gocce di questo oceano.
Ma per realizzarci dobbiamo sperimentare questa ebbrezza.
La gente cerca l'intossicazione in cose materiali ma questo non ci rende liberi, bensì schiavi.
Dobbiamo trovare questa ebbrezza in noi. Questa la troviamo in Dio, che è luce, forza magnetica. Per trovarlo dobbiamo andare oltre il corpo e la mente.
Noi siamo corpo e mente, ma non solo. Sant Kirpal Singh diceva: "siamo esseri coscienti, gocce dell'oceano della Coscienza Universale".
Se la superficie dell'acqua non si muove, riusciamo a vedere il fondo. Se vogliamo vedere bene serve tranquillità, quiete. Se c'è, vediamo i riflessi, il fondo. Anche per la mente è così.
Dobbiamo andare oltre la mente. Se fermiamo la mente, vediamo tutto tranquillamente.
Per sapere chi siamo dobbiamo fare questo.
Ma se non lo realizziamo, per noi non è così. Possiamo leggerlo o sentirlo ma non fa effetto, dobbiamo sperimentarlo. I religiosi non lo realizzano, lo leggono e basta.
Sant Kirpal disse: "Continui a ripetere, i Veda, il Corano, dicono questo, ma tu cosa hai da dire in proposito?". Siamo come pappagalli, dobbiamo vivere questa realtà per farla nostra.
Dobbiamo volerla veramente o non andremo oltre la mente.
Dev'essere la prima cosa per importanza, sennò non succede.
Per avere le esperienze dei saggi dobbiamo vivere come loro.
Nel mondo tutto è fatto in modo da disperderci. Per avere la forza di fare questo, ci dobbiamo associare con qualcuno che c'è riuscito.
Per questo Rumi dice di farci simile ai Santi e questo succede se ci concentriamo in un solo punto completamente.
La meditazione è tentare di focalizzarci in un punto e dimenticare il resto. Pensare anche profondamente a qualcosa non è meditazione.
Meditazione è andare oltre il pensiero, non solo concentrarci su qualcosa. L'attenzione è l'espressione esteriore dell'anima. Se l'attenzione è focalizzata siamo vivi, sennò siamo morti. Se non stiamo attenti mentre mangiamo, non sentiamo nemmeno il sapore di ciò che stiamo mangiando.
Per meditare dobbiamo concentrarci in un punto. Varie vie hanno diversi punti su cui focalizzarsi. Alcune sono più naturali, altre meno. Il metodo efficace è di concentrarci nel modo più naturale. Se ci riusciamo fermiamo la mente e appare la luce che attrae come un magnete e ci porta veramente in profondità. E questo ci dà veramente la libertà. Perchè corpo e mente sono gabbie, e questo ci rigenera profondamente.
Se ci assorbiamo in questa luce scopriamo lo scopo della vita e sviluppiamo le qualità dei veri esseri umani. Diventeremo osservatori della vita e non assorbiti e identificati nella vita. Non ci scioccherà più niente.
Di solito vogliamo le cose come preferiremmo ma le cose vanno come vogliono. L'arte di vivere è accettare le cose per come sono e capire che tutto va bene, tutto ci insegna qualcosa. Se impariamo questo, viviamo con molta più pace. Per riuscirci dobbiamo vedere che non siamo questo corpo e mente. Se giornalmente entriamo in contatto con la luce ci riusciamo e soffriamo molto meno. Perchè non possiamo cambiare le situazioni ma solo il nostro modo di reagire ad esse.
Dobbiamo imparare da qualcuno che sa come fare, come per qualsiasi cosa. Il saggio ricercatore della Verità si associa con qualcuno che già vive in questo modo. Per trentacinque anni ho lavorato duramente su di questo, il mio interesse è iniziato quando ero un ragazzo e questo è molto buono, perchè hai la vita davanti. Ci vuole forza, determinazione, energia per meditare, incontrare il Maestro. Quindi meglio iniziare da giovani. Possiamo cercare la verità anche vivendo una vita sociale. Un uomo completo è uno che conosce la vita.
Associatevi con un Santo, la “via della taverna” è il posto in cui questo “Santo vino” viene distribuito, il “coppiere” è il Maestro, ma dobbiamo darci completamente, essere qui, attenti, presenti, per diventare Uno. Avviene per osmosi, la trasmissione viene data da qualcuno che ha qualcosa da trasmettere. Per questo il Maestro viene anche chiamato Polo Umano della Grazia Divina.
Per 25 anni mi sono associato coi miei Maestri, ho iniziato nel 1973 con Kirpal: avevo 20 anni. Gli ho promesso la vita quando sono stato iniziato e questo non è mai cambiato, ho fatto miei i suoi insegnamenti. Poi mi sono associato con Sant Ajaib.
I ritiri con lui sono stati la mia “taverna” ma ho anche lottato coi miei limiti, malformazioni. La mente diventa il nostro nemico, è una cosa molto forte.
Il Maestro ti vuole cambiare, far andare oltre i tuoi limiti, quindi a volte è molto dura, ma bisogna accettare.
Se vediamo il Maestro poco, non accade. Al contrario, allora fa cose per correggerci.
Potrei dire molto altro.
Volevo commentare tutto il canto ma ho commentato soltanto le prime due righe. E' importante fare oltre che parlare quindi ora meditiamo. Prima vi canto questo inno di Rumi per intero, l'importante è seguire con attenzione la melodia, le vibrazioni e farlo entrare in noi. Così la mente si calma e la meditazione diventa facile.
(continua)
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