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Fatti simile ai Santi Stampa E-mail
Scritto da Sirio   
mercoledì 31 dicembre 2008
Indice articolo
Fatti simile ai Santi
Secondo Giorno
Terzo Giorno

Secondo Giorno

Satguru Sirio Ji

 

Continua il commento di “Guadagno” di Rumi.

Rumi fu uno dei più grandi Maestri Sufi, contemporaneo di San Francesco d’Assisi. Grande poeta, scrisse moltissimo. Sento molta affinità con il suo stile.

Il suo modo di esprimersi è molto contemporaneo.

Sant Kirpal Singh parla di lui nei suoi libri e arrivò a studiare il Persiano per leggere i suoi scritti nella loro lingua madre. Questo la dice lunga su quanto gli piaceva.

Ad alcuni suoi scritti nel corso degli anni ho dato una melodia e li canto, come appunto questo.

Nella Sant Mat è presente il meglio della tradizione Sufi ed Hindu.

All’inizio ci furono Nanak e Kabir. Questi dicevano che Dio nella sua forma trascendente è oltre la comprensione.  Quando si manifesta acquisisce gli attributi primari di Luce e Suono. Questa Corrente è stata chiamata in molti modi nelle varie religioni. Nel Vangelo di Giovanni abbiamo:  “All’inizio era il Verbo, e il Verbo era con Dio e il Verbo era Dio.” Tutto fu  manifestato dal Verbo, che è il potere di Dio in espressione. I Maestri dicono che se vogliamo tornare a Dio dobbiamo risalire la corrente di Luce e Suono. Tutti concordano che Dio è Luce, Amore, Verità. Se vogliamo tornare a Dio dobbiamo sviluppare queste qualità. Nella Sant Mat si citano scritti sufi e hindu. Ho sentito i miei Maestri parlare di tutti questi Maestri Hindù e Sufi e sono nato cristiano. Ho visto i limiti delle religioni, il lato esteriore. Pensano tutti di essere i migliori. Ma nessun Santo è mai andato contro un altro Santo. Invece i Santi capiscono che ognuno ha la sua via per Dio.

Nella seconda strofa Rumi dice:

Bevi la coppa della follia per non esser più svergognato

Chiudi gli occhi di carne per vedere l’occhio segreto


Tutti temono cosa direbbero parenti e amici se si cambia via spirituale, se si diventa vegetariani, se in qualche modo si diventa “strani”. Non dovremmo preoccuparci di cosa dice la gente, se beviamo la coppa inebriante non daremo peso agli altri. Se apriamo il terzo occhio e si manifesta la Luce interiore, allora saremo inondati di ebbrezza e quest’ebbrezza ci renderà del tutto incuranti di ciò che pensano o dicono gli altri sul nostro conto.

Apri generoso le braccia, se desideri abbracci

Frantuma i feticci di terra se vuoi vedere idoli belli

Dobbiamo aprirci, per ricevere amore. Aprirci al Maestro. Siamo così attaccati alle cose esteriori, idoli, possedimenti,  non siamo pronti a condividere col prossimo. Nè dare nè ricevere.

Per vedere Dio dobbiamo aprirci e darci, andare in un sangat, cooperare, condividere, per essere trasformati.

Questo io l’ho fatto col mio Maestro, e ho ricevuto tanto.

Ho cercato Dio con tutto me stesso e mi sono attaccato solo a Lui.

L’amato si aggira di notte, non dormire tu la notte

Chiudi al cibo la bocca per gustare in bocca dolcezza


Tutti i grandi santi non hanno trascorso tutta la notte a dormire.

Kirpal disse “rendete la notte la vostra jungla”. Gli yogi andavano nella jungla, ma non serve, la notte è la nostra jungla. Dovremmo svegliarci presto per la pratica, lavorare per questo. All’inizio sembra facile ma poi dobbiamo lavorare sodo. Arriviamo a uno stato in cui non siamo nè del mondo nè spirituali, quindi siamo insoddisfatti, frustrati. Se la notte meditiamo, il giorno sarà affrontato con un differente spirito. Anche per il cibo è bene a volte distaccarsene e digiunare un giorno. La mente diventa chiara e il corpo sta meglio. Inoltre ci aiuta a depurarci e perdere peso.

Promettente ecco è il coppiere, vi è un circolo nella sua festa

Entra nel circolo e siedi, fino a quando guardare i cerchi del tempo


Dobbiamo andare al satsang, allora le cose possono accadere. Il coppiere è il Maestro, ma dobbiamo essere attenti o la coppa non si riempirà. Il tempo è una gabbia, tempo e mente. Nel tempo non c’è pace. Anche la mente è un flusso che mai si ferma e tempo e mente creano l’illusione. Se pensiamo a una cosa, diviene reale. E’ il tempo che la rende reale. Dobbiamo stare attenti a cosa pensiamo. Noi creiamo il nostro mondo. Dobbiamo almeno creare una buona illusione e non un incubo.

Ecco un sicuro guadagno, dà una vita e prendine cento

Smetti di fare il lupo ed il cane, prova la grazia del pastore


C’è una bella storia su Ramakrishna, il Guru di Vivekananda, il primo Guru ad andare in occidente.

Nel 1885 morì di cancro alla gola. Alla fine della sua vita non poteva mangiare, quindi diventò molto magro. I Suoi discepoli gli chiesero perchè  non si guarisse coi suoi poteri o pregasse Kalì, la sua Dea, per ricevere una grazia.

Lui disse che si vergognava di farlo ma che, se proprio insistevano,  la prossima volta l’avrebbe chiesto. La volta successiva che la vide in meditazione le disse: Questa gente mi suggerisce di chiederti di guarirmi affinché io possa mandar giù qualcosa. La Madre divina disse che lui ora si nutriva dalla gola di tutti  quindi non gli serviva più mangiare da quella gola specifica. .

Noi diventiamo tutt’uno con la creazione, andando oltre l’io individuale e diventando l’Io universale, Uno col Creatore.

Dobbiamo fare questo, “dare una vita e prenderne cento”. Non saremo più come cani che corrono di qua e di là ma come il quieto pastore.

Non pensare a nulla ma solo a chi ha creato il pensiero

Meglio è pensare alla vita che preoccuparsi per il cibo


Pensiamo sempre ai soldi, alle sicurezze. Ho visto gente di ogni livello sociale nel corso della mia vita e i peggiori sono sempre i ricchi, più hanno e più vogliono, stressati e ansiosi. Altri hanno poco ma non si preoccupano. Dobbiamo smettere di pensare. Pensare solo a Dio, questo è saggio.

Taci e più non parlare, che tu possa sentire il supremo discorso

Lascia la vita ed il mondo e contempla la vita del mondo


Distaccati dalla vita e sviluppa amore per l’Essere Supremo.

Ama Dio con tutto il tuo cuore e la tua mente, ama il tuo prossimo come  te stesso”, sennò non puoi riuscirci. Iniziamo dandogli il nostro tempo, la nostra energia. Col tempo deve diventare il centro della nostra vita. Lui ci darà tutto, ci assorbirà in Sè stesso, diventeremo Gurumukh, portavoci del Guru.

Dovremmo fare nostri questi splendidi insegnamenti di Rumi.

(continua)



 

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