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(versione scaricabile e stampabile ) SANT BANI ASHRAMDedicato agli insegnamenti dei Maestri Sawan, Kirpal, Ajaib. Podere Valdivita, 58027 Ribolla, Gr. Tl 0564 579788, email: ( contattaci) www.santbaniashram.it INVITO AI RITIRI ESTIVI 2009: 20 giugno – Roma Dal 4 al 5 luglio – Acilia Dal 15 al 22 luglio – Budapest Dal 15 al 23 agosto - Ribolla
Contieni il torrente dell’estasi Rumi Contieni il torrente dell’estasi quando scorre impetuoso affinché non provochi vergogna e rovina.
Ma perché temere la rovina Sotto le rovine si trovano tesori reali Chi è sprofondato in Dio Vuole scomparire in Lui. Mentre è spinto su e giù Dalle onde del mare chiede: è più piacevole il fondo o la superficie? E’ più affascinante la freccia O lo scudo dell’Amato.
O amico se fai differenza Tra gioia e dolore Queste menzogne ti lacereranno il cuore.
Benché i tuoi desideri sembrino dolci L’Amico ti vuole senza desideri Dovrai spogliarti tutto Se vuoi compiacere l’amato.
La vita dei devoti Sta nella morte, l’Amato non ti donerà l Suo cuore se tu non gli dai il tuo.
Senza il darshan il dolore dilaga in me Sirio
Senza il darshan il dolore dilaga in me Privo di Te mi sento vuoto come una canna Vieni a soffiare l’alito divino in me.
Da quando hai rotto lo specchio del mio cuore Ogni pace è svanita. La separazione ha generato disperazione, Ti supplico vieni ancora.
Lo specchio rotto non riflette la Tua immagine Non riesco a vedere neanche me stesso. Le increspature sull’acqua cancellano il paesaggio La profondità scompare.
Ti supplico vieni a ricomporre lo specchio del mio essere Affinché rifletta la Tua immagine. Calma le increspature del lago della mente Che vi si specchi l’Infinito.
Dopo la tempesta viene sempre la quiete Il sole torna a brillare. Dopo ogni cruenta rivoluzione interiore Ci si avvicina di più al Signore.
Non dobbiamo mai temere il fuoco del dolore Ci trasforma profondamente il cuore. Da rugginoso ferro diventiamo oro puro, ci liberiamo dal se impuro.
Ora le dure prove sono tutte passate Mi ritrovo di nuovo dinnanzi a Te, Che gioia poterti guardare negli occhi Dai quali di grazia trabocchi.
Il Grande canto Sirio Il grande canto voglio intonare al mio Guru il supremo canto, l’inno di lode gli voglio cantare. Vittoria al mio Satguru in cui dimora il Purissimo, l’Essere di luce immenso e Santissimo, Lui io adoro a Lui mi prostro, alla Sua benedizione faccio ricorso.
Egli è il Guru nel Suo corpo fisico, È il Gurudeva nel piano astrale, nel piano causale diventa il Satguru, oltre ancora sarà l’Adiguru.
E’ Lui il Dio di tutti gli Dei, angeli e arcangeli sono al Suo comando, Messia, Avatar Buddha e Satguru Son tutti prostrati alla Sua soglia.
Prima che le galassie fossero spruzzate nello spazio Tu della tua Tua gloria eri sazio, immerso nel silenzio del grande vuoto, sprofondato nella pace suprema.
Poi per Tuo volere da uno diventasti molti, la vita ebbe inizio e si moltiplicò all’infinito, non esiste numero per calcolarla, non v’è metro per misurarla.
L’universo, le galassie, i sistemi solari e i pianeti Son tutti governati dalle stesse leggi, Tutto è mosso dallo stesso impulso, vuole espandersi all’infinito.
Dalla vastità immensa dello spazio Alla minutezza di ogni singola cellula, son le stesse leggi a muovere tutto, lo stesso meccanismo sempre si ripete.
Ogni cosa parte da un centro e vuole espandersi senza limiti, tutto vuole poi far ritorno al centro. Nel centro zampilla la vita, all’estremità domina la morte.
Da quando il flauto fu strappato dal canneto Ha fatto piangere uomini e donne il suo dolce suono. Perché chiunque rimanga lungi dall’origine sua Sempre ricerca il tempo in cui v’era unito.
E’ ora giunto infine il momento propizio Di far ritorno alla Sorgente Primiera, da cui tutti emanammo un tempo e a cui tutti dobbiamo tornare.
Trascrizione del Satsang del 30 maggio 2009, ritiro di Preganziol. Milo Kirpal pyareya Sant Ajaib Singh Ji
Milo Kirpal pyareya tenu dil da hal sunava Vienimi incontro, oh Beneamato Kirpal, affinché possa dirti la condizione del mio cuore. Dukha vich pe gai jindari tetho bina shant na hove Birhon de tir vajde teri yad aaye ta dil rove (x2) Tetho bina mera koi na jihnu dilda bhed batava La vita non è diventata altro che dolore, senza di te non v’è pace. Le frecce della separazione colpiscono e il cuore piange quando ti ricordo. Eccetto te non ho nessuno al quale rivelare il segreto del mio cuore. Yad teri aave sohnya jado sharan teri vich behende Tan man hove ujla jad bol mithre sun lende (x2) Dasa kinu dil pholke tere aage vaste pava Oh Meraviglioso, ti ricordo quando siedo nel tuo rifugio. Il corpo e la mente si illuminano quando ascolto le dolci parole. A chi posso parlare del mio cuore? Ti supplico. Daya kul malak di ban ruha da vapari aaya Mauj hoi Sawan di sache Naam da bhandari laya (x2) Har dam cha dil nu tere charna di dhuri vich nava Con la grazia dell’Onnipotente sei venuto per diventare il mercante delle anime. Nel volere di Sawan, sei diventato il tesoriere del vero Naam. Nutro un solo desiderio nel cuore: di bagnarmi nella polvere dei tuoi piedi. Bera bhavsagar cho Satguru Ji bane lavo Arja Ajaib kar da jiva nu par langhavo (x2) Hor kuch mangda nahi nuri darshan tera chahava O Satguru Ji, porta a riva la barca dall’oceano della vita. Ajaib fa questa richiesta: fa attraversare le anime, non chiedo altro. Anelo il tuo darshan radioso. Questo è un altro di quei bellissimi bhajan di Sant Ji che veramente cantiamo poco, ma forse è uno dei più belli. Qui dice: “Vienimi incontro amato Kirpal, così che possa dirti la condizione del mio cuore”. Tutti noi abbiamo i soliti problemi dell'esistenza, tutti noi abbiamo i nostri problemi personali, tutti noi attraversiamo periodi di gioia, periodi di dolore. E' molto difficile trovare qualcuno con cui poter condividere le proprie problematiche dell'esistere. Poichè appunto ognuno ha le sue problematiche e ognuno è già appesantito dai propri problemi quindi condividere con cuore sincero le problematiche degli altri è difficile per chiunque. Inoltre ci vuole un grande cuore per poter condividere, e per poter aiutare gli altri. Dobbiamo essere veramente buoni, dobbiamo essere veramente capaci di non criticare, non giudicare, ma semplicemente aiutare. Nella consapevolezza che appunto ognuno è quello che è, e non può essere niente di diverso. Non si può mai riuscire a cambiare una persona condannandola. Si può solo riuscire a cambiare una persona amandola. L'altro modo con cui possiamo cambiare gli altri è attraverso un buon esempio, un esempio di vita. Il Maestro Kirpal diceva: “L'esempio è molto migliore del precetto”. Quindi è soltanto offrendo un esempio di vita il più possibile impeccabile, che possiamo aiutare gli altri. Un'altra delle belle frasi del Maestro Kirpal era: “Cerchiamo riformatori, non degli altri ma di sè stessi”. Perchè noi siamo tutti bravi a consigliare agli altri come vivere, cosa fare nelle situazioni, ma noi stessi non sappiamo come risolvere i nostri, di problemi. Quindi è molto importante essere umili davanti a tutti. Noi siamo pronti a dire “Secondo me, è così! Secondo me, secondo me...”. E ognuno cerca di dirlo con grande autorità: “Secondo me!” Quindi innanzi tutto un umile riconoscimento di ciò che siamo, fondamentale. Poi se riusciamo con umiltà a dare un giusto suggerimento, a dire una parola giusta, l'altra persona magari lo accetta. Ma se viene detto con questa arroganza di chi pensa di sapere, no. Non sono le nostre parole, non è il nostro sapere a darci autorità, ma è la nostra vita a darci autorità. Quindi appunto stiamo cercando riformatori non degli altri, ma di sè stessi. Poichè soltanto se riusciremo a riformare la nostra vita, che poi Dio, la Vita, l'Universo (mettetela come vi pare) ci potrà usare per dare una mano agli altri. E in quel caso il nostro aiuto sarà utile, sarà efficace, altrimenti no, potremmo fare più male che bene senza rendercene conto. Quindi, come cambiare sè stessi, come trasformare sè stessi. E' questo il problema. I Maestri ci dicono: “Il vostro corpo, per poter esistere, ha bisogno di nutrimento”. Ovvio. Senza nutrimento si muore. Però ci dicono anche: “Nello stesso modo in cui nutrite il vostro corpo, dovete nutrire il vostro spirito, sennò morite di fame spirituale.” Ora sappiamo benissimo che il nutrimento del corpo sono gli alimenti. Per nutrire l'anima abbiamo bisogno della Luce. L'anima è composta di Luce. La nostra essenza è Luce. Quindi per nutrire la nostra essenza bisogna collegarsi con la Luce. Per preparare gli alimenti bisogna cuocerli. Per nutrire l'anima bisogna fare una pratica. E' anche quella cosa che ci dà la forza di poter affrontare noi stessi, di poter cambiare noi stessi, di poter modificare le nostre imperfezioni. Poichè se siamo depressi e disperati, dove troviamo la forza per trasformarci? Per modificare quelle solite malattie di cui parlano i Maestri (lussuria, collera, avidità, attaccamento, egoismo, e tante ancora) c'è bisogno di una notevole forza interiore. E dove la troviamo questa forza? E' la nostra pratica spirituale che ci darà questa forza, se siamo capaci giornalmente di fare la nostra meditazione ed entrare per lo meno un pò dentro, e contattare un pò di pace in noi, allora troveremo la forza di essere più calmi, di essere più centrati, di essere eno invasi da queste forze. Infatti poi qui Sant Ji dice: “La vita è sprofondata nel dolore, senza di Te non c'è pace”. Ovviamente si può dire "tu" l'uomo, il Maestro, fisicamente. Ma ovviamente si intende "Te" come presenza, come questa Forza Interiore che ci viene dalla meditazione. Quindi senza di Te, senza la Tua Presenza in me, non trovo pace. Divento sempre più vuoto, sempre più debole, sempre più vittima di tutti i miei difetti, di tutte le mie malformazioni. Innanzi tutto per poter vincere tutto questo c'è bisogno di una certa pace, di una certa quiete interiore. E dove la troviamo questa pace? Nella frenesia, nel correre in qua e in là, nel fare mille cose, e pensare a duemila? No, questo lo possiamo trovare nella quiete della meditazione e da nessun'altra parte. Lo troviamo nell'intelletto, nella cultura? Sì, questo ci può dare un pò di pace, un pò di direzione, ma non ci nutre veramente. Certo, le letture ispiranti sono di certo d'aiuto, poichè dovremmo poi cercare di emulare quel buon esempio di cui leggiamo nei libri. Per questo il Maestro Kirpal ci diceva sempre di leggere libri ispiranti, specialmente biografie di uomini grandi, che hanno fatto veramente grandi cose. Perchè poi naturalmente viene in noi lo stimolo a voler emulare in misura maggiore o minore queste grandi vite. Ma ovviamente che cosa ci ispirano a fare i grandi uomini? A trovare la pace in noi, a meditare, e a trovare la Luce in noi. Quindi ecco, in questa frase iniziale Sant Ji in sostanza dice questo: “Incontrami affinchè possa dirti la condizione del mio cuore, poichè è solo a te che effettivamente posso dire i miei problemi senza rischiare di essere deriso, di essere strumentalizzato, ma essere compreso.” E poi, ovviamente nel suo tipico stile da buon devoto dice “la vita è diventata solo dolore, senza Te non vi è pace, la freccia della separazione colpisce, il cuore piange quando Ti ricordo.” Quindi qui poi entra in ballo quello che è l'amore per il Maestro, quello che è il dolore della separazione da Lui, quello che questo Maestro rappresenta per noi. Pertanto in sostanza dice “quando sto con Te trovo la mia Pace, sono estremamente felice, son pieno d'amore, purtroppo quando non sono con Te non riesco ad avere quella stessa cosa. Quando non sono con Te, non riesco a ritrovare così facilmente quello stato di coscienza, quella pace, quell'attitudine.” E allora s’avvia quello che è questo gioco, del dolore, della separazione, voler ancora risperimentare quello stato, voler essere ancora in quello stato di Grazia. E non c'è preghiera più efficace del desiderio struggente, intimo, interiore, di ritornare in quello stato, quella richiesta all'Infinito di concederci ancora di entrare in quello stato. E quando una preghiera è sincera, quando questo bisogno viene proprio dal profondo, è allora che si riceve una risposta. Ovviamente avere un Maestro nel corpo fisico è la più grande benedizione che si possa avere. Chiunque sia un pò intelligente può capire questo. Poiché è in questo tipo di relazione che si può sviluppare questa intensità di amore che, come dicevo stamattina, ci rende capaci di fare quel salto e passare Oltre. Nel periodo di relazione con un Maestro, questo deve crescere continuamente, fino alla fine, fino a diventare una cosa incredibilmente potente. Per me è stato così, con il mio Maestro. Anno dopo anno, in quei vent'anni in cui mi sono associato con Lui, questa intensità di amore, di devozione, di piacere di stare con Lui è cresciuta continuamente. Non ho mai voluto nient'altro che quello, non ho mai fatto nient'altro che quello, di fatto. E secondo le mie possibilità, secondo la situazione, ho sempre cercato di stare in Sua compagnia quando ho potuto, in quei vent'anni. Ovviamente Lui abitava in India, quindi non era così facile. Per cui attraverso questa continua associazione con Lui, questo ponte d'amore che s'è costruito negli anni, che mi ha permesso di vivere una vita diversa e di vincere tante delle mie imperfezioni, paure, angosce, che come tutti gli esseri umani anche io avevo, da ragazzo. Ma è stato ovviamente anche perchè sono stato in grado di fare quello che m'ha detto di fare, che non è stato per niente facile. E' stato estremamente difficile. Se dite a una persona che vive in città e in una situazione, come tutti, comoda e facile: “vai a vivere in un luogo dove non c'è acqua, non c'è corrente, disabitato da dieci anni, in cui la casa più vicina sta a un kilometro di distanza...” e questo non è abituato per niente a una cosa del genere... provate un pochino e poi vedrete che significa. La maggior parte delle persone vanno in depressione in situazioni estremamente facili e comode. Cosa poteva succedere a un ragazzo così, doveva disperarsi, semplicemente. Ma era costretto a starci, perchè gli era stato ordinato di starci. C'erano i miei amici che mi dicevano “ma che ci stai a fare, ma tornatene a Milano”, perchè le difficoltà erano insormontabili, una dopo l'altra. Sistemavi una cosa e ne venivano fuori due che non andavano bene. Dicevano “non si verrà mai a capo di niente, non si concluderà mai niente qui, lascia perdere, vattene via.” Ma io avevo questo ordine, e non potevo semplicemente dimenticarlo, non potevo semplicemente voltare le spalle a questo ordine. Poiché quando ero in India nel '79 chiesi a Sant Ji: “che devo fare con questo posto?”. M'aveva già detto di andare a vivere lì. “Che intendi con andare a vivere lì? Non ti rendi conto di che situazione c'è, lì”. Ma Lui non considerò la situazione, non mi chiese nemmeno com'è questo posto, ci puoi stare, non ci puoi stare, c'è quello che ti serve per poter vivere. Mi disse semplicemente “vai a vivere lì”. Ora, vi dico, a quei tempi non c'era neanche un gabinetto, in quel posto. E la gente, i ragazzi che venivano con me, a quei tempi, per poter andare al gabinetto se avevano bisogno di andarci di notte dovevano uscire fuori, e avevano tutti una fifa terribile di uscire fuori, perchè quel posto essendo abbandonato da dieci anni, incuteva un timore incredibile! Figuriamoci se tu dicevi a uno di questi “rimani qui da solo anche per un giorno”. Ma non ci sarebbero stati neanche morti! E devo dire, la prima volta che rimasi... perchè a un certo punto dovetti decidere di restare lì, inquanto dovevo chiedere la residenza nel comune di Roccastrada per potermi trasferire, ovviamente... Non ti puoi trasferire in un posto se non chiedi la residenza, quindi per poter fare queste cose burocratiche a un certo punto, in un'occasione in cui andai con questi ragazzi che allora venivano con me, loro se ne andarono e io rimasi. E devo dire, quando se ne andarono anche io fui preso da un'angoscia incredibile. Poiché è così, quando un posto viene lasciato abbandonato per molti anni, lì ci vanno a vivere altri... esseri, quindi in quel posto c'erano presenze veramente strane. Allora... mi sedetti a meditare. Dissi: “stiamo calmi, sediamoci a meditare.” E allora mi sedetti a meditare e subito, dopo pochi minuti, venni invaso da un'onda incredibile, era come se una ventata incredibile di questa Presenza potente invase tutto il posto. Era una cosa straordinaria. E fui molto innalzato e mi sentii proprio meravigliosamente bene, fu come passare dalle tenebre in questa meravigliosa luce. E da allora in poi non ci fu mai più quel sentire, quell'avvertire, quelle presenze, fu completamente ripulita l'atmosfera del luogo. Però poi andai a viverci e... tante difficoltà, tanti problemi, tanta fatica. Lavoravo dodici ore al giorno. Da solo, in questo posto. Tutto l'inverno. Un freddo boia, non avevo neanche la legna per riscaldarmi. Lavoravo, meditavo e dormivo. Questo è ciò che facevo. E talvolta, quando ero un pò disperato, mi sentivo un incarcerato. Perchè sarei fuggito da quel luogo e andato ovunque, ma non potevo! Ora, ovviamente, i miei vecchi amici pensavano che questa esperienza era una cosa banale, che forse tutti loro avrebbero potuto fare, ma capitava a Sirio di farla. Quindi che differenza c'è. Lui l'ha fatta, noi non l'abbiamo fatta, ma siamo uguali, non è cambiato proprio niente, siamo tutti allo stesso livello. Ma io vi devo dire, in quell'anno affrontai veramente le paure più terribili che avevo dentro di me da quando ero nato, e dovetti per forza di cose vincerle. Veramente fu un'esperienza direi tantrica, veramente potente. E posso dire che quell'anno fu decisamente il punto di svolta della mia vita. Proprio perchè ebbi il coraggio di affrontare me stesso. E' la Grazia del Maestro che mi permise di vincere. E quando parlo di Tantra, io intendo affrontare situazioni in cui le tue paure emergono, e le devi per forza di cose affrontare, e o vincere o essere vinto. Perchè c'è anche il rischio di essere vinti. Ma, si suppone, che se il Maestro ti dice di fare una cosa, avrai, o ti darà anche la forza di vincere. Bene, poi dice: “O Meraviglioso, ti ricordo quando siedo nel tuo rigugio, il corpo e la mente si illuminano quando ascolto le dolci parole. A chi posso parlare del mio cuore? Ti supplico. Con la Grazia dell'Onnipotente sei venuto per diventare il mercante delle anime. Nel volere di Sawan sei diventato il tesoriere del vero Naam. Nutro un solo desiderio nel cuore: bagnarmi nella polvere dei Tuoi piedi.”
Quindi ovviamente, questo sedere nel rifugio del Maestro, questa devozione, questo amore per il Maestro, questa consapevolezza che è il nostro Vero compagno, quello che ci aiuterà sempre, è fondamentale nel cammino spirituale. Questa completa fiducia è fondamentale, poichè sennò non ce la facciamo ad affrontare tutte le difficoltà. Quest'amore, devozione, di cui Sant Ji parla, in queste frasi, sono condimenti fondamentali, sulla Via Spirituale. Poichè la realtà è come noi ce la facciamo, c'è poco da fare. Se pensiamo che Dio è con noi, Dio è con noi. Se pensiamo che Dio non è con noi, Dio non è con noi. Ma io avevo questa completa fiducia nel Maestro, ero sicuro che quello che Lui mi aveva detto di fare era perfetto, che dovevo farlo, e che era per il mio bene, quindi per questo ebbi la forza, ho avuto la forza poi tutti gli anni a venire di affrontare tutte le difficoltà. Perchè quella è stata giusto una fase, ma poi ce ne sono state tante altre. Per cui ci vuole questa completa fiducia che il Maestro è con noi, quello che succede è per il nostro migliore interesse spirituale, dobbiamo affrontarlo, e migliorarci. Fare sempre le nostre pratiche spirituali per trovare la forza per affrontare le situazioni. Poichè l'altra cosa che vi devo dire, poi, è che durante vent'anni di associazione con il mio secondo Maestro, non c'è mai stata una mattina in cui io non mi sia alzato alle tre, per meditare. Quindi, dove ho trovato la forza per affrontare la mia vita, me stesso, le situazioni che sono emerse? Da questo, dalla meditazione che facevo tutti i Santi giorni. Pertanto è così che si struttura un uomo, è così che possiamo cambiare, è così che possiamo trasformarci. E poi conclude dicendo: “O Satguru Ji, porta a riva la barca dall'oceano della vita. Ajaib ti chiede di far attraversare le anime, non ti chiedo altro. Anelo il tuo darshan radioso.”
Quindi il Maestro, una volta che è riuscito ad attraversare Lui, non soltanto è contento per essere riuscito a fare l’attraversata, ma poi vorrebbe anche far attraversare altri. Così qui Sant Ji dice “non ti chiedo altro, grazie per aver fatto attraversare me, ma ti chiedo anche di far attraversare tutte le anime, se possibile.” Poichè il Maestro poi si rende conto di com'è la situazione in questo mondo, di com'è la condizione degli esseri umani, e vorrebbe che tutti riuscissero a fare questa attraversata, a passare dalla condizione umana a quella Divina. Vorrebbe così tanto, in sostanza, che tutti trovassero la propria pace e vincessero le proprie debolezze. Quindi poi pregherà non solo per sé. Più che per sé, pregherà per gli altri. E cercherà sempre di fornire aiuto, incoraggiamento, l'esempio necessario per ispirare gli altri a fare le stesse cose. Per cui Sant Ji, con questo breve inno, ci ha detto tante cose buone. Quindi, cerchiamo di prendere a cuore quello che è emerso da questo inno e, ancora, arricchire noi stessi cercando di vivere secondo questi insegnamenti. FOGLIO PER LA PRENOTAZIONE Nome…………………..Cognome………………….Data di nascita…………………. Indirizzo……………………………………………………………………………….. Iniziato/a…….da……………………..data dell’iniziazione………………………….. Non iniziato……….In cerca di iniziazione…Si…No………………………………… Vieni da solo/a o con chi?…………………………………………………………….. Data di arrivo…………………………….data di partenza……………………………
SUGGERIMENTI GENERALI - Chiunque intenda venire al ritiro è pregato di leggerselo.
IL LUOGO Il Sant Bani Ashram è un luogo molto isolato nel mezzo dei boschi della Maremma. E’ il luogo ideale per la meditazione e per vivere un’esperienza spirituale autentica. Inoltre è un luogo adatto per rilassarsi e riprendersi dallo stress della vita nel mondo in un contatto intimo con la natura. Tutto ciò che vi serve per il vostro benessere fisico, mentale e spirituale potrete trovarlo qui.
LO SCOPO Se decidi di venire dovresti essere pronto/a a trascorrere tutto il periodo del ritiro (chi non può venire per tutto il periodo può venire gli ultimi due giorni) qui all’ashram impegnato/a nelle attività del ritiro. Le sole persone che escono dall’ashram durante i ritiri sono coloro che vanno a fare gli acquisti di alimenti per la cucina. Non è permesso di uscire a fare giri turistici. Deve essere un’occasione per rinnovare la propria vita spirituale e il contatto interiore con la Luce e il Suono in noi. Ad ogni modo tutt’attorno all’ashram ci sono bellissimi percorsi sui quali potete andare a passeggiare quando non siete impegnati con la meditazione o a fare servizio disinteressato.
LA SISTEMAZIONE Per le famiglie e le coppie sposate non abbiamo molta disponibilità di spazi adatti. Ci sono solo due stanzette più le quattro roulotte. Le coppie non sposate non possono condividere lo stesso spazio in ogni caso a meno che convivano da molti anni o abbiano figli. Abbiamo due case per gli ospiti che sono intese una per le donne e una per gli uomini. Quindi se non avete problemi particolari sarete alloggiati in modo separato. Se desiderate una sistemazione migliore potreste alloggiare in un agriturismo che si trova sulla strada che porta all’ashram (vicinissimo) basta che ce lo facciate sapere abbastanza in anticipo da poter prenotare.
COMPORTAMENTO RICHIESTO Dovete portarvi le lenzuola, una torcia elettrica e qualsiasi cosa sia necessaria alle vostre abitudini personali in quanto medicine, alimenti particolari o qualsiasi altra cosa specifica. Non è permesso fumare sigarette di nessun tipo negli edifici. Se avete quest’abitudine potreste cercare di smettere del tutto per una settimana oppure per fumare siete pregati di allontanarvi dagli edifici e dall’ashram stesso.
ATTENTI A NON CREARE INCENDI, SPECIALMENTE D’ESTATE! Non è altresì permesso introdurre nell’ashram droghe o alcolici di alcun tipo. La nostra dieta è strettamente vegetariana. Vi è raccomandato di arrivare in orario per tutte le sedute di meditazione e il canto dei bhajan (inni devozionali). La meditazione delle sette del mattino è l’unica guidata, siete pregati di essere tutti seduti nella stanza di meditazione prima delle sette. Siete pregati di non uscire dalla stanza di meditazione durante le sedute di meditazione a meno che sia del tutto necessario.
L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO Ricordate che state venendo all’ashram per fare un ritiro spirituale in tutta umiltà e semplicità e non per mettere in mostra il vostro corpo o la vostra vanità. Quindi siete pregati o pregate di venire con un abbigliamento comodo e ampio, adatto per sedere in meditazione e per stare in campagna. Tute comode o gonne Lunghe e ampie vanno benissimo. Per le sedute nella stanza di meditazione qualcosa di colore bianco o chiaro sarà molto apprezzato. Minigonne o abbigliamento attillatissimo per sedere in meditazione non vanno per niente bene e siete pregati di non indossarlo. LA CURA DELLA VOSTRA SALUTE E BENESSERE Se avete problemi di salute o di qualsiasi altro tipo siete pregati di farlo presente a Nirmala o a Irena e sarà fatto tutto il possibile per aiutarvi. Se desiderate ricevere un massaggio ayurvedico parlatene con Sirio. E’ molto benefico per corpo, mente e anima. Noi abbiamo una mini farmacia di medicine Ayurvediche con le quali, se vorrete, potrete curare i vostri disturbi più comuni (basta chiedere).
LA VOSTRA COLLABORAZIONE Per qualsiasi motivo rivolgetevi a Sirio e collaborate tra di voi per permettere al ritiro di avvenire in modo efficiente e armonioso. Ricordate, siete tutti responsabili dell’andamento del ritiro, quindi premeggiate nello spirito di servizio e dedizione secondo i bisogni del caso. Ricordate qui non ci sono serve e serviti, siamo tutti servi e serviti, quindi collaborate tutti affinché il ritiro avvenga nel migliore dei modi: con efficienza, amore e armonia. Abbiate il massimo rispetto di tutto, anche dei fili d’erba; qui tutto è sacro e una manifestazione del Divino. Durante la preparazione dei pasti in cucina possono starci soltanto coloro sono di turno per la preparazione dei pasti. Pertanto coloro che non sono di turno sono pregati di non entrare. Coloro che cucinano evitino di parlare di cose banali, facciano il Simran o cantino i Bhajan Rispettate lo spazio che condividete con altri e mantenete le vostre cose nel massimo ordine. Non lasciate in giro i vostri effetti personali e tutte le mattine rifate il vostro letto. Qui ci teniamo che tutto sia sempre al suo posto e ben in ordine per esprimere il bello e il divino nelle piccole cose della vita. Se trovate qualcosa in disordine da qualsiasi parte (sia nella stanza dove alloggiate, sia altrove), siete pregati di rimetterlo apposto; così pure se trovate in giro per l’ashram rifiuti o cartacce (lasciati da qualche sconsiderato) o cose simili, raccoglietele e mettetele nei contenitori dei rifiuti. Considerate questo luogo il Satguru Darbar (la Casa di Dio). State molto attenti ad essere sempre cordiali, amorevoli, rispettosi dei bisogni altrui e a non fare nulla in pensieri, parole e atti che vada a ferire chiunque e a dissacrare la santità di questo luogo. Vivere più per gli altri che per se stessi e al di sopra di tutto fate sì che il vostro comportamento sia gradito a Dio e al Maestro.
Il costo del ritiro è una libera donazione.
Ricordate di registrare il vostro nome quando arrivate (se siete qui per la prima volta) e di scrivere le vostre impressioni sul registro quando ve ne andate(il registro sta sul tavolo dei libri nella stessa casa). (La direzione del Sant Bani)
PROGRAMMA DEL RITIRO 4 / 6
| Meditazione
| 7 / 8.30
| Meditazione
| 8 .30
| Colazione
| 11/ 13
| Meditazione
| 13,15
| Pranzo
| 16 .30
| Meditazione
| 17.30
| Satsang (discorso sugli insegnamenti dei Maestri)
| 19
| Cena
| 20.30/21.30
| Canti
| 22
| Silanzio assoluto (anche chi non si alza alle tre è pregato di andare a dormire e di non disturbare | Tutte le sedute di meditazione sono precedute e seguite da bellissimi canti molto ispiranti e inebrianti. Infatti ogni incontro sembra un concerto, con molto calore, devozione e amore. Importantissimo: siate sempre puntuali e non uscite dalla sala durante le meditazioni. |