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Invito ai ritiri estivi 2010 a Budapest e Ribolla Stampa E-mail
Scritto da Sirio   
mercoledì 09 giugno 2010

 (versione stampabile e scaricabile )

SANT BANI ASHRAM

Dedicato agli insegnamenti dei Maestri Sawan, Kirpal, Ajaib.
Podere Valdivita, 58027 Ribolla (Gr) -  Tell 0564 579788 - email: clicca qui
www.santbaniashram.it

INVITO AI RITIRI DI APRILE 2010:

Budapest dal 18 al 26 luglio 201
0
Ribolla dal'8 al 22 agosto 2010

 La metamorfosi della vita


La continua metamorfosi della vita,
il meccanico ripetersi di ogni cosa.

Il mutamento che tutto costringe al cambiamento
Il ristagno che tutto offusca privando l’anima di ogni alimento

La frizzante vitalità del ruscello montano,
il ristagno maleodorante della palude.

Il prana elettrizzante in una giornata di tramontana,
l’afa soffocante del caldo umido estivo.

La leggerezza d’animo quando la benedizione ci scende sul capo,
l’umore pessimo quando le forze oscure invadono l’essere
daccapo.

O, l’altalena della vita che mai s’arresta, mai da pace,
e il cui stridio assordante mai tace.

Che fare per uscirne, saltar giù e porre fine
A queste oscillazioni che ci fan scoppiare come le mine.

Queste azioni con continue, forzate reazioni,
che ci buttano nelle più nere disperazioni.

Solo il silenzio profondo dell’assoluta inazione
Può farci entrare in profonda meditazione.

Li, più ci stiamo più karma liquidiamo
E la ruota della vita, piano piano, arrestiamo.

 

Te adoro, Te adoro


Te adoro, Te adoro, mio amato Satguru,
Tu sei il mio vero amico estremamente puro.

Né padre né madre, né marito né moglie,
né figli né figlie, né zii né cugini,
nessuno sa amore con cuore sincero, Te adoro…

Ho ammucchiato averi, la ricchezza mi ha abbagliato,
il desiderio carnale le cellule mi ha saturato,
nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro…

Mi son logorato il cuore con illusioni e delusioni,
correndo dietro a chimere, folgoranti passioni,
nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro…

Ho viaggiato assai per il mondo, vagabondo del dharma,
sempre alla ricerca del modo di arrestare la ruota del karma,
nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro…

Mi sono assai affaccendato, la certezza ho cercato,
il bisogno di sicurezze i nervi mi ha logorato,
nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro…

Ho visto il mondo, l’ho minuziosamente osservato,
tutti i legami che abbiamo l’animo ci hanno assoggettato,
nessuno sa amore con cuore sincero, Te adoro…

Infine ho sviluppato un sano distacco da tutto,
ho cercato il reale svegliandomi da questo sogno brutto,
nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro…

Il bisogno profondo, la smania che ho nel cuore,
è di poter realizzare con l’Assoluto la totale fusione,
nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro…

Trascendere l’attanagliante identificazione col corpo,
realizzare consapevolezza, coscienza, beatitudine suprema,
nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro…

Kirpal, benevolo Satguru, mio amato Maestro
Solo Tu ci sai perdonare e alla realizzazione portare,
nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro…

 


L'altro giorno Irena mi ha chiesto di leggerle un messaggio, e questo è quello che è venuto fuori. Mi sembra interessante anche per voi, si collega con quello che abbiamo detto ieri sera.
E' un brano di Rumi.


"Oh fratello, la saggezza viene riversata in te attraverso l'amato Santo di Dio.
Tu l'hai solo presa in prestito.
Benché la casa del tuo cuore sia accesa da dentro, o dall'intimo, quella Luce in realtà ti è data da un
tuo vicino che ha già la lampada accesa.
Sii grato, non essere arrogante o vanitoso.
Presta attenzione senza sentirti importante.
Si dice che questo stato o condizione che in realtà ci è donato ha posto le comunità religiose lontane alla comunione religiosa."

Quando si ascolta un discorso innanzitutto bisogna stare attenti. Perché solo in questo modo si stabilisce un contatto tra chi parla è chi ascolta. Se chi parla sta da una parte e chi ascolta sta da un'altra non c'è trasmissione.
Qualche volta mi è capitato di parlare in pubblico, e a un certo punto mi son messo proprio a gridare "Ma dove siete?! Che siete venuti qui a fare ?!"
Qui Rumi infatti dice che la saggezza ci è trasmessa da un amato Santo di Dio.
Ma affinché questo travaso avvenga ci dev’essere contatto tra occhi e occhi, sennò non avviene. Non avviene attraverso i piedi, attraverso la pancia, né attraverso la spalla, la schiena... avviene attraverso gli occhi.
Spesso cito quel detto del Maestro Kirpal nel quale diceva: "Un terzo degli insegnamenti lo si capisce attraverso libri letti, discorsi dati... due terzi per trasmissione attraverso gli occhi."
Ma noi abbiamo paura di guardare il Maestro negli occhi, perché abbiamo la coscienza annebbiata o sporca.
Appunto, la religione è molto più facile. Non c'è bisogno di guardare nessuno negli occhi. Il prete non guarda nessuno negli occhi e non vuole essere guardato da nessuno negli occhi.
Quindi noi siamo abituati a questo tipo di contatto religioso. In cui nessuno trasmette niente a nessuno.
Anche quando si va a prendere l'ostia durante la comunione, nessuno guarda in faccia a nessuno. Né chi riceve l'ostia né chi la dà.
Per cui c'è poco da fare, la trasmissione spirituale avviene per osmosi. E' versata da un recipiente più grosso in un recipiente più piccolo. Per anni io ho ascoltato i miei Maestri, appunto guardandoli sempre negli occhi. Non spostavo mai il mio sguardo da loro nel satsang, anche se il Maestro magari non mi guardava mai, o raramente, poiché c'erano tante persone. Ma io ero sempre lì fisso sui suoi occhi, sulla sua faccia. E se si sta così attenti allora accadono cose molto speciali.
Baba Sawan Singh diceva: "Quando siete col Maestro non importa che accada, non vi distraete mai, anche se entra qualcuno, parla con il Maestro, succedono cose, cascasse il tetto... non vi distraete!"
Poiché appunto, se ci deve essere una trasmissione, avviene guardandoci in faccia. Non avviene se uno guarda su e uno guarda giù.
Nella tradizione mistica si parla tanto di caraffa e di tazza. Se una tazza vuole essere riempita deve mettersi sotto la caraffa, se si mette sopra non può essere riempita.
Se andiamo ad ascoltare un Maestro, e andiamo con la presunzione di sapere già tutto, ma che ci andiamo a fare?
Il Maestro Kirpal durante i suoi discorsi spesso diceva: "Quello che sapete, sapente. Non pensateci nemmeno, ascoltate e basta. Non fate confronti, non state lì a pensare se quello che si sta dicendo si addice o non si addice a quello che sapete"
Non è così che avviene la comprensione. Perché questo attiva continuamente il processo pensante, l'intelletto, la mente. E la comprensione non avviene attraverso la mente.
La spiritualità non è questione di comprensione, è questione di immedesimazione.
Quindi Rumi comincia questo scritto proprio con questo fatto. In sostanza la Grazia di Dio ci è passata da qualcuno. Raramente a qualcuno gli scende direttamente. Solo a persone molto speciali scende direttamente.
Alla stragrande maggioranza della gente gli è trasmessa da qualcuno.
E' tutta una questione di attenzione, non di pensiero. E' tutta una questione di spirito, non di mente. Lo spirito o anima agisce in noi sotto forma dell'attenzione, non del pensiero. Più il pensiero è frenetico, meno attenzione c'è, non riusciamo ad essere concentrati su niente.
Più siamo attenti, più il pensiero è quieto.
Allora non servono neanche tante parole. Il silenzio può essere già eloquente da sé.

"Tu l'hai solo presa in prestito.
Benché la casa del tuo cuore sia accesa da dentro, o dall'intimo, quella Luce in realtà ti è data da un tuo
vicino che ha già la lampada accesa."

Pertanto è certo: la Luce sta dentro di noi, a un certo punto si accende dentro di noi, ma se non c'è qualcuno che l'attiva, mai si accende. Una volta accesa ognuno ce l'ha, perché è diritto ereditario che ogni essere umano ha, da Dio.
E' un potenziale che è posto in ciascuno di noi.
Ma è come avere un impianto elettrico in una casa, senza avere un contatore. Se non ci colleghiamo con il contatore, la luce non si accende.
Quindi la spiritualità è questo collegarsi. Collegare la presa.
Bisogna collegarsi con la corrente spirituale, che è onnipervadente, certo. Ma dobbiamo essere svegliati a questa consapevolezza. E poi è anche importante avere questo senso di gratitudine verso quella persona che ha acceso in noi la Luce. Noi siamo abituati a pensare che ci è tutto dovuto, sin da bambini veniamo educati in questo modo dai genitori. E così quando ci relazioniamo a un Maestro, più o meno ci comportiamo in questo modo, ci è tutto dovuto. La gratitudine non entra in questione.
E questa attitudine deve cambiare. Dobbiamo smettere di prendere sempre, a un certo punto dobbiamo imparare a dare.
Altrimenti anche sul cammino spirituale rimarremo i soliti egoisti di sempre.
Questo sembra cosa da poco, ma è radicale nel cammino spirituale. E' fondamentale questo cambiamento.
All'inizio ci associamo a un Maestro e certo, è normale che ci sia dato qualcosa perché altrimenti non c'è convinzione, non c'è trasformazione. Appunto siamo tazze che devono essere riempite dalla caraffa. Ma una volta riempite poi dobbiamo imparare piano piano a dare.
Quindi il passo successivo consiste nel trasformarsi da persone che ricevono a persone che danno.
E' come quando a un certo punto la vita ci mette nella posizione di diventare genitori. Allora si impara a fare con i nostri figli quello che i nostri genitori hanno fatto con noi. Quindi da figli ci trasformiamo in genitori.
E la stessa cosa deve avvenire nel cammino spirituale. All'inizio riceviamo dal Maestro, poi il Maestro pian piano ci chiede, ci insegna a dare. Piano piano, negli anni, impariamo come dare. Il Maestro è il grande donatore, quindi se osserviamo il Maestro, impariamo direttamente da lui, semplicemente guardandolo, come si fa a dare.
Il Maestro Kirpal diceva "Io al mio Maestro non ho mai fatto granché domande, semplicemente lo osservavo, e ho imparato tutto osservandolo."
Lui metteva molto in rilievo il fatto che ciò che ricevete dalle parole del Maestro, nessuno ve lo può dare.
Se leggete "La Luce di Kirpal" in ogni discorso c'è questa frase: "Questo nei libri non lo trovate". Ora questi stessi discorsi sono diventati un libro! Ma "questo" non lo prendete nemmeno da quel libro. Perché appunto, viene dagli occhi.

"Sii grato, non essere arrogante o vanitoso.
Presta attenzione senza sentirti importante."

L'atteggiamento è ben descritto. Siamo così pieni di noi stessi, così arroganti, così vani, ma chi ci crediamo di essere? Rispetto a questo vasto universo, chi siamo? Non siamo niente. Questo stesso pianeta, se visto da un pianeta lontano, sembra pulviscolo nello spazio. Quindi noi minuscole creature su questo vasto pianeta chi siamo, in questo immenso universo?
Se c'è una cosa che mi ferisce di più oggigiorno quando sono nella società, quando sono in queste città, è guardare l'arroganza della gente espressa nel loro viso. Specialmente i giovani sono un disastro. Ma i vecchi non sono molto meglio. Quindi, ma chi vi credete di essere?!
Il Maestro Kirpal diceva ancora "L'umiltà è l'ornamento dei Santi". E l'umiltà è ciò che veramente ci abbellisce, ciò che ci rende veramente carini. Possiamo avere anche un bel viso, bei lineamenti, un bel corpo, ma se siamo arroganti sembriamo come capre. Le capre sono abbastanza arroganti, non so se le conoscete! Ho avuto capre, lo so bene. Le capre si
mettono sempre su un'altura, non riescono a stare al pari degli altri.
Quindi ecco, questo è il lavoro che dobbiamo fare, trasformarci da esseri brutali, arroganti, in esseri belli, umili.

"Si dice che questo stato o condizione che in realtà ci è donato ha posto le comunità religiose
lontane dalla comunione religiosa."

E questo si riallaccia con quello che si diceva ieri nel satsang. Questo stato in qualche modo, questa condizione di percezione divina è stata data alla gente da qualcuno ma poi le religioni se ne appropriano, ne fanno una questione di potere e in questo modo si allontanano da quella che è la comunione o la percezione di Dio.
E questo è tipico di tutte le religioni: c'è stato un personaggio che è venuto, ha dato un insegnamento, ha dato una trasmissione spirituale. Per i primi discepoli è stata più o meno autentica la cosa, l'hanno vissuta più o meno in modo altrettanto spirituale.
Piano piano nel tempo, se si stabilisce una successione, allora si forma un'organizzazione, che per mantenere il suo potere, il suo stato, crea tutte le strategie possibili, e in questo modo si allontana da quella che era l'iniziale comunione con Dio. Non è una storia che mi son inventato io, qualsiasi persona saggia lo nota, in queste organizzazioni.
Il Maestro Kirpal, devo dire in questo caso poverino, si impegnò tantissimo in questa organizzazione chiamata "Fratellanza Mondiale delle Religioni", si diede tanto da fare, organizzò alcune grosse conferenze a cui parteciparono tante persone, e invitò tutti questi dignitari delle varie religioni a prendere parte a queste discussioni sull'ecumenismo, su come raggiungere punti d'incontro tra le varie religioni, focalizzarsi sulle cose che uniscono e allontanarsi da quelle che dividono. Questo era il suo scopo. E alla fine si rese conto che in realtà tutti questi usavano lui e la sua organizzazione, il lavoro che lui
faceva, per rafforzare ancora di più la loro istituzione religiosa. Quindi alla fine della sua vita, si stufò di questo gioco subdolo, e l'ultimo grande incontro che organizzò non lo chiamò più "Fratellanza Mondiale delle Religioni" ma lo chiamò "Conferenza per l'Unità dell'Uomo".
C'è un video in cui parla di questo fatto, in cui dice in sostanza: stanno cercando di erigere questi pilastri religiosi ancora più forti. Invece di venire a un'unione con gli altri, ognuno cercava di rendere sempre più strutturata e potente la sua organizzazione religiosa. Alla fine lo capì, fu un fallimento in sostanza.
Ovviamente non era stupido, quindi loro cercarono di usare lui, ma lui usava loro, in realtà. Infatti alla fine di tutte queste conferenze dava sempre la sacra Iniziazione a migliaia di persone. Io ho avuto l'immensa fortuna di essere presente a questa conferenza per l'Unità dell'uomo e per me fu un esperienza indimenticabile. Durante tutto il periodo ero su un altro piano di coscienza e la percezione della Corrente Spirituale era talmente forte che a volte mi sembrava di fondermi completamente o di bruciare un po’ come le lampadine talvolta esplodono.
Ad ogni modo alla fine di questi quattro giorni che includevano anche la celebrazione dell'ottantesimo e ultimo compleanno del mio amato Satguru, fu accordata l'Iniziazione a millesettecentoquaranta persone.
Ebbi il dono di poter partecipare a quell'evento grandioso che per me fu un'altra importante Iniziazione in quanto la grazia che mi fu elargita superava ogni mia aspettativa.
Bene, con questo breve inno il nostro grande poeta ci ha detto tante cose sagge e importanti; sta a noi ora seguirle, metterle in pratica nella nostra vita affinché ci si trasformi a Sua immagine.

Nel file sono presenti anche i diari di due discepole e dei loro momenti con il Maestro.

SUGGERIMENTI GENERALI  -   Chiunque intenda venire al ritiro è pregato di leggerselo.

IL LUOGO

Il Sant Bani Ashram è un luogo molto isolato nel mezzo dei boschi della Maremma. E’ il luogo ideale per la meditazione e per vivere un’esperienza spirituale  autentica. Inoltre è un luogo adatto per rilassarsi e riprendersi dallo stress della vita nel mondo in un contatto intimo con la natura. Tutto ciò che vi serve per il vostro benessere fisico, mentale e spirituale potrete trovarlo qui.

LO SCOPO

Se decidi di venire dovresti essere pronto/a a trascorrere tutto il periodo del ritiro (chi non può venire per tutto il periodo può venire gli ultimi due giorni)  qui all’ashram impegnato/a nelle attività del ritiro. Le sole persone che escono dall’ashram durante i ritiri sono coloro che vanno a fare gli acquisti di alimenti per la cucina. Non è permesso di uscire a fare giri turistici. Deve essere un’occasione per rinnovare la propria vita spirituale e il contatto interiore con la Luce e il Suono in noi.
Ad ogni modo tutt’attorno all’ashram ci sono bellissimi percorsi sui quali potete andare a passeggiare quando non siete impegnati con la meditazione o a fare servizio disinteressato.

LA SISTEMAZIONE

Per le famiglie e le coppie sposate non abbiamo molta disponibilità di spazi adatti. Ci sono solo due stanzette più le quattro roulotte.  Le coppie non sposate non possono condividere lo stesso spazio in ogni caso a meno che convivano da molti anni o abbiano figli. Abbiamo due case per gli ospiti che sono intese una per le donne e una per gli uomini. Quindi se non avete problemi particolari sarete alloggiati in modo separato. Se desiderate una sistemazione migliore potreste alloggiare in un agriturismo che si trova sulla strada che porta all’ashram (vicinissimo) basta che ce lo facciate sapere abbastanza in anticipo da poter prenotare.

COMPORTAMENTO RICHIESTO

Dovete portarvi le lenzuola, una torcia elettrica e qualsiasi cosa  sia necessaria alle vostre abitudini personali in quanto medicine, alimenti particolari o qualsiasi altra cosa specifica. Non è permesso fumare sigarette di nessun tipo negli edifici. Se avete quest’abitudine potreste cercare di smettere del tutto per una settimana oppure per fumare siete pregati di allontanarvi dagli edifici e dall’ashram stesso.

ATTENTI A NON CREARE INCENDI, SPECIALMENTE D’ESTATE!
Non è altresì permesso introdurre nell’ashram droghe o alcolici di alcun tipo. La nostra dieta è strettamente vegetariana.
Vi è raccomandato di arrivare in orario per tutte le sedute di meditazione e il canto dei bhajan (inni devozionali).
La meditazione delle sette del mattino è l’unica guidata, siete pregati di essere tutti seduti nella stanza di meditazione prima delle sette. Siete pregati di non uscire dalla stanza di meditazione durante le sedute di meditazione a meno che sia del tutto necessario.

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO

Ricordate che state venendo all’ashram per fare un ritiro spirituale in tutta umiltà e semplicità e non per mettere in mostra il vostro corpo o la vostra vanità. Quindi siete pregati o pregate di venire con un abbigliamento comodo e ampio, adatto per sedere in meditazione e per stare in campagna. Tute comode o gonne Lunghe e ampie vanno benissimo. Per le sedute nella stanza di meditazione qualcosa di colore bianco o chiaro sarà molto apprezzato. Minigonne o abbigliamento attillatissimo per sedere in meditazione  non vanno per niente bene e siete pregati di non indossarlo.


LA CURA DELLA VOSTRA SALUTE E BENESSERE

Se avete problemi di salute o di qualsiasi altro tipo siete pregati di farlo presente e sarà fatto tutto il possibile per aiutarvi.
Se desiderate ricevere un massaggio ayurvedico parlatene con Sirio. E’ molto benefico per corpo, mente e anima. Noi abbiamo una mini farmacia di medicine Ayurvediche con le quali, se vorrete, potrete curare i vostri disturbi più comuni (basta chiedere).

LA VOSTRA COLLABORAZIONE

Per qualsiasi motivo rivolgetevi a Sirio e collaborate tra di voi per permettere al ritiro di avvenire in modo efficiente e armonioso. Ricordate, siete tutti responsabili dell’andamento del ritiro, quindi premeggiate nello spirito di servizio e dedizione  secondo i  bisogni del caso. Ricordate qui non ci sono serve e serviti, siamo tutti servi e serviti, quindi collaborate tutti affinché il ritiro avvenga nel migliore dei modi: con efficienza, amore e armonia. Abbiate il massimo rispetto di tutto, anche dei fili d’erba; qui tutto è sacro e una manifestazione del Divino.
Durante la preparazione dei pasti in cucina possono starci soltanto coloro sono di turno per la preparazione dei pasti. Pertanto coloro che non sono di turno sono pregati di non entrare. Coloro che cucinano evitino di parlare di cose banali, facciano il Simran o cantino i Bhajan
Rispettate lo spazio che condividete con altri e mantenete le vostre cose nel massimo ordine.  Non lasciate in giro i vostri effetti personali e tutte le mattine rifate il vostro letto. Qui ci teniamo che tutto sia sempre al suo posto e ben in ordine per esprimere il bello e il divino nelle piccole cose della vita. Se trovate qualcosa in disordine da qualsiasi parte (sia nella stanza dove alloggiate, sia altrove), siete pregati di rimetterlo apposto; così pure se trovate in giro per l’ashram rifiuti o cartacce (lasciati da qualche sconsiderato) o cose simili, raccoglietele e mettetele nei contenitori dei rifiuti. Considerate questo luogo il Satguru Darbar (la Casa di Dio). State molto attenti ad essere sempre cordiali, amorevoli, rispettosi dei bisogni altrui e a non fare nulla in pensieri, parole e atti che vada a  ferire chiunque e a dissacrare la santità di questo luogo.
Vivere più per gli altri che per se stessi e al di sopra di tutto fate sì che il vostro comportamento sia gradito a Dio e al Maestro.

Il costo del ritiro è una libera donazione.

Ricordate di registrare il vostro nome quando arrivate (se siete qui per la prima volta) e di scrivere le vostre impressioni sul registro quando ve ne andate(il registro sta sul tavolo dei libri nella stessa casa).                            
(La direzione del Sant Bani)



PROGRAMMA DEL RITIRO

4 / 6
Meditazione
7 / 8.30
Meditazione
8 .30
Colazione
11/ 13
Meditazione
13,15
Pranzo
16 .30
Meditazione
17.30
Satsang (discorso sugli insegnamenti dei Maestri)
19
Cena
20.30/21.30 
Canti
22
Silanzio assoluto (anche chi non si alza alle tre è pregato di andare a dormire e di non disturbare



Tutte le sedute di meditazione sono precedute e seguite da bellissimi canti molto ispiranti e inebrianti. Infatti ogni incontro sembra  un concerto, con molto calore, devozione e amore. Importantissimo: siate sempre puntuali e non uscite dalla sala durante le meditazioni.

 

 

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