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Invito al ritiro dell'autunno 2011 Stampa E-mail
Scritto da Dass   
lunedì 24 ottobre 2011

SANT BANI ASHRAM

Dedicato agli insegnamenti dei Maestri Sawan, Kirpal, Ajaib.
Podere Valdivita, 58027 Ribolla (Gr)

Invito al ritiro d'autunno 2011

(29/30/31 ottobre, 1 novembre)

 La Verità è Dio, ma Dio non è la Verità
(Sirio)


La Verità è dio ma Dio non è la Verità
Se la Verità non è applicata nella vita.

La Verità è elevata, ma un vero vivere
È ancor più elevato della Verità.

La Verità ha valore se si vive nel concreto.
Se rimane trascendentale, non entra nel reale.

La concezione astratta della Verità
Non è di nessuna utilità per l’umanità.

Se vogliamo che la Verità sia d’alcuna utilità.
Deve essere vissuta nella quotidianità.

Se i nostri pensieri, parole e atti sono in perfetta sincronia.
Allora la nostra vita sarà piena di armonia.

La Verità è un altro nome della Realtà
Perché se non è reale, non è Verità.

L’uomo di Verità vive una vita reale
Diventa così un esempio di eccellente morale.

La Verità è vita, amore e Luce
È la meta grandiosa dell’umanità.

O Verità eterna, ammaliante realtà
Colma la nostra vita d’immensità.

 

 

Volgiamo tutti lo sguardo a Lui
(sirio)

Volgiamo tutti lo sguardo a Lui
che è la fonte della Luce.

Sintonizziamoci col Suo Potere
Per accogliere il Suo volere.
 
Il Suo volere muove il cielo, la terra,
e l’uomo che sta tra i due.

Il suo volere crea dei e religioni
Che alla fine diventano immense prigioni.

Li fa poi sprofondare nell’oblio
Reimpastandoli e proponendoli in modo nuovo.

Il suo volere ci spinge verso l’evoluzione.
Per raggiungere la suprema realizzazione.

Nostro compito è di riconoscere, qualsiasi aspetto prenda, il Suo volere.
E da sinceri ricercatori fare il nostro minuzioso dovere.

 

Queste sono due Poesie di mia recente composizione; con questo invito ve le invio e spero siano di vostro gradimento; v’infondano chiarezza, profonda comprensione, volontà di vivere nella propria vita l’insegnamento, la direzione che propongono.

Credo che specialmente la prima sia di grande profondità e saggezza. Sono cose che ho sempre sentito dire al Maestro Kirpal: “La Verità è elevata, ma un vero vivere è ancor più elevato della Verità.”
Non solo questo, tutta la mia vita è stata incentrata, ha girato come gira un bue nell’aia della trebbiatura, attorno a questi concetti fondamentali.
Pertanto Dio non è la Verità se la Verità non è applicata nella vita, proprio come un vero vivere è ancor più elevato della Verità giacché il vero vivere presuppone un’esistenza vissuta secondo Verità.

Mentre il concetto di un’ipotetica Verità in uno spazio ultraterreno, solo negli strati più elevati della coscienza, ma che però non diventa parte integrante della nostra vita, non c’è di molta utilità per trasformare il nostro campo d’azione, il nostro carattere, le nostre abitudini.
Pertanto si vedono persone avere belle esperienze di ascolto della Corrente Sonora o di visione delle Luce interiore che però non cambiano granché e continuano a comportarsi, in parte, come sempre.
Talvolta vedo persone venire sulla Via, prendere l’Iniziazione e avere grandi esperienze di risveglio spirituale, visioni interiori della Forma Radiante del Maestro o stati di Samadhi, ma poi, dopo qualche tempo, alcuni anni, riuscire a dimenticare tutto e scivolare di nuovo nelle vecchie abitudini, vizi e difetti di prima. Insomma, ritornare alla vecchia coscienza divisa, passionale, venale, grossolana e ignorante. 
Spesso arrivano a criticare tutto quello che per dono di Dio hanno sperimentato in quegli anni di grazia sputando in qualche modo veleno in faccia a Dio, al Maestro e su tutto il bene che hanno ricevuto.
Certo che questo mi rattrista molto e mi chiedo come può essere una persona così ingrata, come si può arrivare a tanto oblio a tanta dimenticanza.
Per questo ancora il supremo Padre Kirpal diceva: “Vedere Dio è facile, è molto più difficile diventare veri uomini.” Pertanto Egli parlava poi del lungo periodo di formazione dell’uomo, l’uomo vero, cioè, che vive secondo Verità. Per questo ci vogliono lunghi anni di dedizione alla Via, al servizio disinteressato alla santa causa del Maestro in cui si dà prova, non con belle frasi e eccellenti discorsi, ma con azioni concrete, di essere pronti a sacrificare il proprio benessere personale, i propri comfort, i propri interessi per essere utili alla Santa causa del Maestro di dar pace e senso alla vita di chi è destinato a questa Via. Poiché,

La concezione astratta della Verità
Non è di alcuna utilità per l’umanità.

Se vogliamo che la Verità sia d’alcuna utilità.
Deve essere vissuta nella quotidianità.

Se i nostri pensieri parole e atti sono in perfetta sincronia.
Allora la nostra vita sarà piena di armonia.

 

Certo, il criterio è poi questo: che i nostri pensieri, parole e atti siano in perfetta sincronia poiché se pensiamo una cosa, ne diciamo un'altra e ne facciamo un'altra ancora, allora siamo completamente scollegati da noi stessi, sorta di schizoidi scoordinati nel loro essere. 
Pertanto la coerenza diventa fondamentale nella vita di un autentico ricercatore del vero poiché questo dimostra che si è acquisito un concreto autocontrollo dei vari campi della propria vita. In sostanza la Verità che abbiamo sperimentato in profonda meditazione riusciamo poi a renderla concreta nella nostra vita e a farla nostra.

 

La Verità è un altro nome della Realtà.
Poiché se non è reale, non è Verità.

L’uomo di verità vive una vita reale
Diventa così un esempio di eccellente morale.

 

“Ma sii reale”, spesso diciamo a coloro che ci rendiamo conto, stanno deviando dalla verità dei fatti. Oppure, quando qualcuno parla a vanvera dicendo cose che né son vere, né son reali gli diciamo: “ma tu sei fuori dalla realtà, tu menti.”
Perciò se riusciamo a vivere secondo Verità, in contemporanea saremo anche in grado di essere realisti, capaci sempre di ravvisare la realtà dei fatti in qualsiasi momento e situazione. Noi aderiremo alla realtà che sapremo riconoscere immediatamente nella situazione di vita in cui ci troviamo, e sapremo far fare altrettanto alle persone con cui stiamo interagendo. Perché è chiaro che se avremo questa capacità saremo anche in grado di far capire a chi non vuol capire che i fatti sono questi. Non sempre funziona, talvolta si incontrano certi zucconi, ostinati come pochi che a bell’apposta si rifiutano di capire anche se gli si rende palesi i fatti. In quel caso diventa opportuno seguire il consiglio di Kabir Sahib che dice: “Non ti ostinare a voler spiegare come stanno le cose a chi non vuol capire a bell’apposta.” In un’altra sua frase dice: “Bugiardi che si convincono della veridicità delle loro menzogne.”
E’ tal grande cosa essere persone reali che non deformano i fatti, che non li vogliono modificare per nessun tipo d’interesse, che amano semplicemente ravvisare la realtà sempre per quanto sconveniente o amara talvolta possa sembrare. Tuttavia se abbiamo questo eccellente autocontrollo che viene dal fatto di aver visto con l’occhio spirituale la Suprema Realtà/Verità in profonda –o possiamo dire- elevatissima meditazione, allora avremo la certezza che tutto è mosso dalla suprema volontà dell’Essere Supremo e le cose sono perfette esattamente come sono giacché sono il risultato inevitabile di tutta una serie di cause ed effetti e, comunque vada, è di certo la Sua Volontà che è sinonimo di Verità.
Pertanto se siamo persone che attraverso l’acquisizione di un tale particolarissimo autocontrollo riescono a vivere sempre una vita vera e reale (fatto alquanto rarissimo, devo ammettere), allora saremo anche in grado di non mentire mai giacché questo ci mette in un grande disagio e ci irrita la coscienza in modo insopportabile. Perciò non saremo mai capaci di fare cose che sono immorali per gli uomini (purush) e per il Superuomo ( Satpurush). Talvolta ciò che è immorale per gli uomini condizionati da certi tipi di culture ,non lo è necessariamente per L’Essere Supremo, tuttavia queste sono eccezioni, perlopiù ciò che è immorale è anche falso, ipocrita, manipolatore, bugiardo usurpatore e così via.
L’uomo vero e reale avrà anche la forza di vivere una vita morale secondo il contesto sociale in cui vive.

 

La Verità è vita, è amore e Luce
È la meta grandiosa dell’umanità

O Verità eterna, ammaliante realtà
Colma la nostra vita di immensità.

 

Quel Jeshua famoso disse a Ponzio Pilato quando gli chiese, ma tu, dimmi, chi sei? “Io sono la verità, la Vita e la Luce.” Gran coraggio: gli costò la vita. Se avesse detto che non era nessuno e che non pretendeva di essere considerato in alcun modo speciale, forse si sarebbe salvata la vita. Ma Lui decise di essere se stesso fino in fondo, rendere giustizia e onore alla Sua Verità, perciò fece tale affermazione.
Quindi, se Lui fece tale affermazione di sé stesso, ciò vuol dire che all’essere umano è dato di realizzare questa Verità che è anche amore, è vita e Luce. Non è un’affermazione campata per aria. Il Maesro Kirpal diceva che questo non è un privilegio di una razza, una nazione, una casta o una religione particolare, ma che sia un diritto di primogenitura di tutti coloro che hanno un corpo umano.
Perciò qui l’autore dice che è la meta grandiosa dell’umanità tutta.

Il nostro poeta qui finisce rivolgendo una supplica accorata alla Verità che secondo Baba Nanak  era nell’età primiera, è ora e sempre sarà. Per cui a questa Eterna Verità che è una realtà incredibilmente ammaliante, viene chiesto con cortesia di colmare la nostra vita di immensità.
Prendiamoci a cuore questo messaggio che sì, apparentemente viene da me che scrivo, ma in realtà viene da quella Verità eterna che tutto muove e tutto compie con estrema esattezza.

 

Il Mio ritiro a preganziol
(Dori ji)

Beh, non pensavo che avrei partecipare a questo ritiro. Ma anche,  non credevo che non avrei partecipato.
Una cosa che sapevo per certo, che saremmo andati in Italia a agosto, poi una volta saremmo tornati a casa e saremmo stati di nuovo qui. Ho pensato che il sole splenderà i suoi raggi su di noi già a Budapest, prima del ritiro del settembre prossimo - ma in qualche modo è accaduto in un altro modo da Sua Divina Volontà.
Così, l'autunno ci ha incontrato ancora a Ribolla per partire da lì e percorrere la lunga  strada fino alla capitale ungherese.
Naturalmente la nostra strada non potrebbe portare a qualsiasi altro luogo primo, ma dove il sole è sempre splendente, dove lo sguardo luminoso del nostro Maestro Amato irradia le nostre facce e i nostri cuori con la Luce Divina.
Siamo arrivati come  famiglia per il ritiro, ciò che rende le cose sempre molto più complicate. Per l'attore centrale della nostra piccola famiglia, che è un figlio di due anni. Non importa quanto è pieno di entusiasmo, adorazione, dedizione e amore per l'amorevole Amato, per lui un ritiro non è la migliore situazione. Naturalmente non dal suo punto di vista, perché sono certa - senza alcun dubbio - che Jancsika, mio figlio piccolo sarebbe stato molto felice se avesse potuto correre alle gambe del "Sirio bacsi", dando mille segni e suoni del suo entusiasmo felice, amore e interesse. Ma io non sono per niente convinta che gli altri possano desiderare per un ritiro di questo tipo con Jancsi, per non menzionare la difficoltà di trattenere questo bambino vivace poco dal gridare, cantare, battere le mani, correre, gridando ad alta voce per "Si bacsi Baba Ji" o semplicemente segnalando ad alta voce ciò che sta accadendo intorno a noi.
Così, a causa di questo motivo ho potuto frequentare un minor numero di programmi giacché eravamo di guardia al nostro piccolo impertinente a turno. Io non sono per niente insoddisfatta. E 'sempre bello essere almeno vicino a Lui, per incontrarlo per brevi periodi, per vedere la figura del Maestro Amato e il suo sorriso. Il Maestro dice sempre tutto in questo mondo ci arriva, affinché possiamo imparare qualcosa. Come si dice spesso: quello che non apprezza il poco, non merita il grande. La Volontà di Dio ha permesso questo per me questa volta – in altro tempo sarà in un altro modo. Sono molto felice di essere presente  e che mi sono potuta arricchire con esperienze meravigliose. In qualche modo sembra che si apprezza di più quello che si ottiene se è ben dosato.
Nel pomeriggio del primo giorno il Maestro ha dato un Satsang pubblico a Venezia. Ogni singolo Satsang è un'esperienza meravigliosa - e credo che nessuno voglia discutere se si aggiunge - soprattutto se questo Satsang è dato dal Maestro. Ma questo Satsang è stato davvero molto speciale. Mi sembrava come se nella forma del Maestro tutti i Maestri erano presenti: era il Satguru stesso seduto di fronte a noi, nella Sua forma di Luce splendente. È stata un'esperienza davvero meravigliosa e impressionante. Non facile da descrivere a parole, cosa succede se cerco di farlo:  potrei dire, che con gli occhi di Sirio lo sguardo di Dio accarezzava i nostri volti, e il Suo onnipervadente sguardo è andato diritto ai nostri cuori.
Ho avuto l'onore di essere il traduttore ungherese durante il Satsang. Questa volta ha portato una nuova esperienza molto interessante. Ho già tradotto un certo numero di volte prima ma questa volta è stato un tale stato d'animo diverso. Mi sentivo come se fossi così profondamente persa nell’ammirazione del Maestro che quasi non riconoscevo nulla dal di fuori. Ad ogni modo, ho cercato di concentrarmi continuamente per tutto il tempo sul Maestro, e quando mi toccava tradurre, ogni nervo era concentrato unicamente su di Lui (lo ammetto, anche per il motivo di non perdere una sola parola a causa della perdita di attenzione per un attimo ). Se uno è un partecipante e non un traduttore, la possibilità è data di perdersi a guardare il Maestro, ascoltando le sue parole - poi di nuovo ascoltare quelle parole nell'interpretazione del traduttore stesso. Quando traduco,  sento sempre, mi ricordo tutto il contenuto e il significato della Satsang molto meglio, quasi come se il messaggio del Satsang fosse bruciato nel mio cuore.
Questa volta è successo che in qualche modo non ho davvero prestato attenzione alle parole, ma solo alla luminosa presenza del Maestro. Lui parlava, e mi  trasmetteva il suo messaggio. Mi  riempiva davvero il cuore. Mentre stavo ammirando lui, una domanda passò sopra di me: sento affatto le parole e le frasi  che dice? Poi, dopo un po 'notai di udire le parole sempre di più, siccome mi sentivo come un essere umano fragile che diventava sempre più fragile e più stanco col passare del tempo. Ho anche notato che, man mano che  sento sempre di più le parole, traduco il significato che sta dietro le parole, non le parole dal significato come prima. Quello che ho sperimentato in principio, era qualcosa di veramente edificante e interessante. La prossima volta se la possibilità sarà data a me per Sua Grazia di tradurre, cercherò di raggiungere questo stato: quello che ho potuto sperimentare su questo Satsang. Mi sentivo come se fossi così in sintonia con la luce che promana da Lui che era semplicemente presente in me  nel momento stesso  quello che Egli intendeva dirci. E stata un'esperienza estremamente stimolante per me che ha avuto su me un impatto molto profondo. Cosa potevo dire: Grazie!
Se volessi provare a paragonare questo a qualcosa, è come - almeno per me assomiglia a quello - quando i genitori parlano con il loro piccolo, il bambino piccolo appena nato, che certamente non può capire le parole e la lingua che i genitori e la gente usa per parlare con lui , comunque lui è sensibile e capisce l'(in un caso positivo) onde benevole che fluiscono verso di lui:  il messaggio e l'intenzione, così egli reagisce in base a quelli. Questa è un'esperienza al di là di ogni espressione. E a chi capiterà di leggere più avanti questo rapporto, mi può credere, io ho dolorosamente e profondamente capito e sentito che un anima sensibile, ancora così aperte all’aldilà, può avere un diverso livello di comunicazione a ciò che chiamiamo allo stesso modo. (E anche il verbo chiamare lo trovo così espressivo da questo punto di vista -. Si intende il discorso umano, che è quello di descrivere, di descrivere tutto con le parole) Ogni piccola cosa che si diffonde fuori dal di dentro, ogni intenzione, l'affetto e la volontà è chiara ad un sensibile piccolo bambino di qualsiasi parola. Il suono stesso (senza il significato delle parole che descrivono) è anche pieno di affetto e tante informazioni da dietro, o semplicemente un tocco morbido, oppure ... semplicemente la presenza benevola e il messaggio di amore, portato dal ondulazione di un anima, e il battito di un cuore.
Improvvisamente ho trovato questo interessante esempio per quel che sorse dentro di me - beh, come la madre del mio piccolo angelo, è ovvio che cosa possa pensare come prima cosa - ma mentre stavo scrivendo questo, è  balenato nella mia memoria, era meravigliosa la splendente forma luminosa del Maestro ... ma non ho scritto prima che il messaggio del Satsang rimane più intenso nel mio ricordo, quando sto traducendo? E con che cosa iniziò l'insegnamento ...? Beh, con niente altro, ma con quel: "Il Maestro Kirpal diceva, il silenzio è più eloquente delle parole". E poi il Maestro continuò dicendo: se partecipare ad un Satsang, cercate di essere presenti, cercano di entrare in esso, e non guardare dall'esterno, in quanto è più importante delle parole ciò che accade da occhi a occhi, siccome la spiritualità è qualcosa come catturare qualcosa di ciò che ci sta attorno nell’aria,  aprirsi alla Sacra Presenza. Questa non è una questione di intelletto, ma piuttosto una questione di sensibilità, una sensazione. Tuttavia alle  persone piace parlare, ascoltare le parole. Ci sono tanti modi di comprensione umana, la comprensione dell'intelletto è solo un modo, questa è la mente - ma la Verità Assoluta è oltre la comprensione dell'intelletto. E 'vero che nel silenzio è molto più facile poter capire qualcosa. Perché nel silenzio poco a poco, o tutto d'un tratto la mente si calma, e poi una realtà incredibile sorge,  che è energia, silenzio. Noi vogliamo spiegare e descrivere tutte le cose scientificamente - ma la scienza è solo in grado di descrivere le categorie fisiche, non è adatta a definire, a esplorare ciò che è oltre.
Così come il bambino, pure, non presta attenzione alle parole, ma ascolta dietro le parole, rilevando e catturando tutto in modo aperto quello che fluisce nell’aria al di là del fisico.
E che cosa può significare il mio esempio nella spiritualità? Se prendo la frase, il Maestro ha iniziato il Satsang dicendo, il silenzio è più importante delle parole, e quando assistiamo a un Satsang dovremmo cercare di entrare in esso - in modo da riassumere e tradurre dirò: essere aperti, essere ragionevoli, essere attenti, consapevoli ed essere sinceri. Così, statti zitto, prestare attenzione, e con una frase così banale e tipica in questa cultura europea, "diventate come bambini ...".
Certamente questi sono solo miei pensieri e sentimenti - gli echi delle esperienze e gli insegnamenti che il Maestro mi ha dato questa volta. Per altri, naturalmente, tutto può essere diverso con enfasi diverse, altra direzione, altro significato. Questo non posso saperlo. Come il Maestro dice abbastanza spesso, spiritualità significa esperienze soggettive per tutti. Quindi questi sono i riflessi delle mie esperienze in parole scritte da me - nient'altro. Forse uno lo trova ispirante, forse uno lo trova interessante, forse uno non lo trova interessante, e forse uno pensa che sia infantile.
Per me, questo scritto è un'impronta. Impronta di un dolce e prezioso, ricordo indelebile, l'impronta di quello che posso dire: questo è il mio entusiasmo, questo è il mio battito del cuore, questa è la mia comprensione, questo è il mio modo di essere aperta, questa è la mia sincerità - e anche, questo è il mio modo di essere come un bambino verso quello a cui ho preso parte questo fine settimana. E come potrei descrivere per me, la cosa  di cui ho fatto parte  questo fine settimana?
La mia risposta non è altro, ma la celebrazione di amare il Maestro, lo splendore dell'Amore di Dio irradiante su tutti - la gioia di incontrarlo.
Incontrarlo è sempre meraviglioso, sempre una festa, sempre pieno di gioia, sempre eccezionale e splendente, pervaso di amore.
La ragione di avere questo ritiro è stato quello di celebrare l'anniversario della nascita di Sant Ajaib Singh. Se voglio essere veramente sincera, e mi chiedo: Che cosa Sant Ajaib significa per me? La mia risposta è: per me lui non significa niente e tutto. Egli non significa niente, siccome non ho mai potuto incontrarlo, non l’ho conosciuto. Ed Egli significa tutto, perché Egli è colui, che significa tanto per Colui, che significa tanto per me: il Maestro del mio Maestro, così Egli non poteva che essere un santo meraviglioso, un Uomo-Dio. Ogni occasione è veramente edificante di ascoltare personalmente dal Maestro di questo rapporto meraviglioso, pervaso da Love Supreme, che ha legato Sirio ad Ajaib. Incredibile ispirazione: devozione incredibile e servizio disinteressato. Un esempio davvero meraviglioso.
Padre, ho sempre voglia di diventare come te. Una volta, non molto tempo fa mi hai proposto che avrei potuto chiedere qualcosa da te. La mia risposta fu: "Mi piacerebbe essere Sirio" - e sì, davvero, vorrei essere Sirio. Vorrei essere (divenire) come te: devota al, e disinteressata con il Maestro, sempre e in ogni cosa.
Mi sento, l'esperienza che ho potuto ottenere durante questo ritiro mi ha mostrato che la mente ei pensieri davvero si frappongono tante volte tra noi e il Maestro.
Basti pensare a questo Satsang quello che stessi descrivendo. Com’è stato possibile che io potessi concentrarmi su Te così intensamente? Perché è sembrato così eccezionale ...? Non dovrebbe essere allo stesso modo ogni volta? Quindi, a quanto pare, non importa quanto duramente si cerca di concentrarsi, -mi riferisco a me stessa - la linea sottile dei pensieri è sempre nascosta dietro, a volte sembra fermarsi, a volte sembra svanire, ma  tutto ad un tratto, in caso dei più piccoli vuoti di concentrazione, ho notato: Oops! Che cosa stanno facendo nella mia testa, quelle onde di pensieri, avvenimenti, cose da non dimenticare, e le preoccupazioni di mio figlio, ecc
Non molto tempo fa nel corso di un personale colloquio, il Maestro rispose a una mia domanda, ciò che Egli continua a dire così tante volte a me, citando il Maestro Kirpal amato: "Siate buoni, fate bene, siate uno" - beh, più precisamente, ha detto: "Non essere incerta, non essere arrogante, sii buona, fai bene, sii uno". E quando ho chiesto "Ma come posso farlo?" La risposta è stata semplice come la soluzione: "Sii semplice".
Beh, ho scritto prima che lo scopo di scrivere tutte queste cose è quello di aiutarmi a ricordare, e per commemorare l'impronta degli avvenimenti e impressioni, così devo anche aggiungere che sono arrivata a questo ritiro in uno stato davvero capovolto dell’anima. Non saprei dire, nemmeno ora, quale sia la ragione che ha portato questo stato fino in superficie. Una volta apparso, era li, saltò su di me, e cercò di prendere il sopravvento. A volte avevo proprio agonie sofferenti. Come se una follia spontaneo mi avesse attaccato, non posso sapere da dove. E 'stato come un boomerang, cose che una volta, tanto tempo fa gettai lontano ora sono tornate a colpire con una maggiore forza, colpendo dritto al centro della mia mente: Bang! Sembrava. Era li, e non importa quanto duramente combattevo, non voleva separarsi da me. Mi sono sentita veramente male, come un cane sofferente battuto da un bastone e calpestato alla coda. A volte sentivo quasi che sarei anche stata capace di urlare ...
Poi, improvvisamente, stavo bene, tutto era al posto giusto, ero in equilibrio e armonia. Poi di nuovo, splash, un'onda e andavo sott'acqua in quest’acqua salata della vita, soffocante, sentendomi a corto di fiato.
La risposta che ho citato: "Siate semplici" – era riguardo a questo mio stato.
Naturalmente, le cose semplici sono le più difficili. Tanto sono voluta uscire da questo mio stato pazzo, così tanto volevo essere semplice! Per essere semplice, non è così semplice, ma una grande sfida. Mi chiedevo: ma sono capace  di essere semplice? Ho pensato che avrei dovuto prima capire in modo più profondo, che cosa 'semplice' vuol dire. Come la più profonda comprensione di questa parola in se stessa causava disagi, ho sentito che la lezione -ciò che è stato impostato- è davvero difficile per me. Se qualcosa richiede spiegazione e comprensione, allora significa che uno finora non sa esattamente quale sia l'argomento è - forse si ha il sospetto che ci sia qualcosa che può essere simile o forse la stessa cosa dell’argomento che si sta cercando di capire. Prendendo questo come idea di base - applicando una soluzione difficile a questo problema - si potrebbe dire, il compito di capire, ciò che è semplice, è così facile, devo solo fare il contrario: capire ciò che non è semplice. Ciò che non è semplice, è difficile. E se io so (e mi sembra di capire quelle idee e il loro significato); poi so anche, ciò che non simile, vale a dire ciò che non è difficile, di conseguenza deve essere semplice. Così semplice, no? O è esattamente ciò che è difficile? Così vi siete tutti confusi abbastanza con me?
Ho pensato allora non rimane che tornare al punto di partenza: "Non essere incerta, non essere arrogante, essere buoni, fare del bene, essere una cosa sola". E come fare? "Sii semplice!"
Così, ho deciso, io semplicemente non penso a cosa può significare, semplicemente cerco di essere aperta, e prestare attenzione agli insegnamenti che mi arrivano, con gli occhi aperti, le orecchie e il cuore aperti. Come un bambino. In modo attento (consapevole) e sincero. Allora forse qualcosa potrebbe accadere, forse il Maestro avrebbe pietà di questa Sua bimba  che si sente così prostrata e piange come un cane maltrattato.
Infatti, le parole e detti del Maestro arrivavano a me da tutte le parti, ma potrebbero anche essere afferrate nelle cose  più piccole di tutti i giorni.
Quindi, anche se durante il Satsang di chiusura di questo ritiro ho passato il tempo col mio  piccolo figlio, e non ho potuto essere presente, in seguito ho avuto l'opportunità di ascoltare e di mettere per iscritto le parole del Maestro. Sono stata profondamente toccata pure da questo Satsang. Ma sembra così evidente, che doveva accadere così, che tutti quei regali avvolti in questo Satsang per me, avrei potuto ottenerli solo più tardi, dopo che eravamo già a casa. Tra questi doni vorrei sottolineare questa volta: "... la vita è lunga e il Cammino spirituale è lungo e se lo si percorre ci possono essere lunghi periodi in cui si ha bisogno di essere tranquilli, di essere Patienti e sapere attendere.Se in questa in questa vita si pretende che c'è sempre la primavera, ciò non può essere. Vi è la primavera e poi c'è l’estate, poi c'è l'autunno e l'inverno arriva. Pertanto anche nella vita e nel cammino spirituale,  ci sono primavere, estati, autunni e inverni. Ma se siete in grado di essere pazienti, poi, dopo l’inverno arriva di nuovo la primavera ".
Questo ritiro, questo insegnamento era uno stato, un'esperienza - una pietra miliare sul sentiero lungo su cui cammino seguendo Te.
C'è qualcosa di quello che è venuto a galla, e c'è qualcosa che è affondato forse per sempre, e qualcosa che è stato trasformato. La forma è sempre eterna, e il contenuto è sempre nuovo, o è forse il contenuto che è sempre eterno ed è la forma in continua evoluzione? Beh, ognuno può decidere secondo le proprie luci. Siccome possiamo trasformare le nostre parole in tanti modi e in ancor più modi possiamo capire quelle parole.
Siccome il silenzio significa più delle parole, e per iscritto non si può tacere, così chiudo le righe tornando all'idea che questo ritiro e tutto ciò che ho potuto ottenere come un regalo è una pietra miliare su un percorso lungo e ricurvo. Impronta della catena continua di eventi, ciò che può essere anche una pietra miliare, un pilastro o legante nella storia di una trasformazione.
Quindi lasciate che questo scritto o ricordo sia un testimone di ciò che intende registrare:
Padre, io ti ringrazio sempre per tutto, il mio cuore è pieno di gratitudine ed è con Te. Grazie per il tuo amore, ti ringrazio per l'attenzione, la Tua attenzione e tutto ciò che Tu dai e significhi per tutti noi. Grazie per la vostra presenza. La tua vita è veramente un fiammeggiante, esempio vivente. Una volta mi hai detto, è sempre il Maestro ad essere l'ultimo della fila, che serve in modo altruista I suoi molti figli. Per favore, fammi degna di essere tua vera figlia, Ti prego, fa che le mie mani lavorino al vostro servizio,  fa che le mie spalle non si stanchino mai di portare il Tuo fardello, che i miei occhi vedano solo la Tua luce e le mie orecchie sentano solo il suo silenzio.
Sii sempre con me ...
... e fa che io sia sempre con te!
Tutto l'amore del mio cuore è tuo, Padre mio dolce Supremo.
 

 

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