SANT BANI ASHRAM INVITO AL RITIRO DI APRILE 2010: (24 aprile - 2 maggio)O Dio che fare? Strano è questo mondo, non saprei come definirlo: non ha logica ne ragione, spesso in meandri assurdi si perde la direzione. Il malvagio sopravvive e scoppia di salute, il buono è bastonato dal fato e spesso ha un corpo malato. Più buoni si è e più si patisce e spesso accade che Il proprio corpo prematuramente perisce. Yeshua, Paolo, Pietro, Giacomo Mansur, Sarmad Savonarola e giordano Bruno per citarne alcuni: tanti martiri immolati, torturati uccisi non si capisce ben perché. Si, certo, il karma, il fardello del mondo che alcuni devono alleggerire Prendendo su sé il peso dei molti, ma è giusto farli così perire? Eppure che può il povero uomo al cospetto del suo Creatore, La Sua volontà, per quanto spesso assurda, è pure suprema Noi possiam solo chinare il capo e umilmente dire: “Sia fatta la Tua volontà!”
Oggi è la festa del Satguru Oggi è la festa del Satguru, oggi è la festa del Satguru, l’uscita finale dalla gabbia mortale, l’entrata definitiva nel mondo spirituale, celebriamo, celebriamo.
Il giorno della morte è quando l’anima entra in questo mondo poiché lascia le vaste praterie del cielo e si ingabbia in questo cella. Tutte le candide anime dei Santi beati che han lasciato questo mondo, si uniscono per dare il benvenuto, al glorioso Maestro Kirpal. E’ stato l’apostolo della pace, della speranza e dell’amore incondizionato, ha lavorato senza sosta per risvegliare le anime. E’ andato in ogni luogo in questo mondo, per portare il messaggio dei Maestri, per risvegliare la coscienza delle masse e condurle alla realtà. Ha sofferto nel Suo corpo giorno e notte portando il fardello altrui, per alleggerire il Karma delle anime, per aiutarle a prendere il volo. E’ giunto infine il giorno in cui Baba Sawan Lo ha richiamato nel regno della Luce, Gli ha concesso di unirsi ai Santi liberati e godere del darshan dell’Eterno. Nell’Oltrespazio l’anima, viaggia sulle ali della Luce la sua libertà è impensabile, vive del Darshan dell’Eterno, si abbevera alla fonte dei Suoi occhi. Lì tutto è bellezza, gioia ed estasi, ci si nutre con la polvere della Sua soglia, che è l’alimento dei cigni, le anime candide dei Suoi figli. Sia ogni gloria a Dio, ai Suoi Santi, che han vinto la battaglia con la mente, tutti cigni candidi fluttuanti sulle vaste acque del nulla. Questo è il canto che considereremo stasera come omaggio al Maestro Kirpal, poiché è stato scritto con questo scopo, con questo spirito. E incomincia dicendo: "Oggi è la festa del Satguru, l'uscita finale dalla gabbia mortale, l'entrata definitiva nel mondo spirituale. Celebriamo, celebriamo."
Sant Ji quattro giorni prima di morire, nel suo ultimo bhajan ha scritto nell'ultima strofa: "Quando Ajaib vorrà, svuoterà questa gabbia". Quindi questo è il concetto che i Maestri hanno del loro corpo: una gabbia in cui il loro spirito è imprigionato. Ed è per questo che anche qui io dico "l'uscita finale dalla gabbia mortale". E nel rigo successivo si dice: "Il giorno della morte è quando l'anima entra in questo mondo, poiché lascia le vaste praterie del Cielo e si ingabbia in questa cella." E questo è un concetto completamente opposto di quello che la gente normalmente pensa. La gente spera che la morte non debba mai venire. Tutti considerano che il giorno della nascita è quando si esce dal ventre e si nasce in questo mondo. Tutti siamo estremamente attaccati a questo mondo, a questo corpo, a questa vita. E nessuno li vuole lasciare. La gente non vuole neanche sentire la parola morte. In Italia si dice "tocchiamo ferro!" Quindi la morte è un tabù assoluto, nessuno ne vuol sentire parlare. Però il fatto strano è che ci sono persone che hanno sperimentato durante la vita il processo della morte e che amano tantissimo la morte. E passano i loro giorni, direi, attendendo, aspettando quel momento. Maulana Rumi dice "per i Santi la morte è sposalizio con l'Eterno". Vale a dire fusione con l'Eterno. Quindi bisogna rovesciare il modo di pensare a queste cose. Ma questo non lo si può fare intellettualmente, semplicemente pensandoci, credendoci, volendolo. No, non accade. Non è una cosa razionale, non è qualcosa che si può indurre col pensiero. Questa profonda convinzione viene soltanto da una profonda meditazione. Quando di fatto si sperimenta il ritiro dal corpo e il passaggio nella Luce, allora si vede con i propri occhi che non esiste morte: che lo spirito si ritira dal corpo, passa nei piani interiori di Luce, e non muore. Lo spirito, non muore. Questa esperienza talvolta accade con la cosiddetta morte clinica. In un incidente, o durante un'operazione... ci sono libri che raccolgono racconti di persone che sono passati attraverso questa esperienza. E tutti loro descrivono una esperienza simile. Possono essere di qualsiasi religione: indiani, cinesi, americani, europei, quel che si voglia. Tuttavia tutti attraversano un tunnel di luce, poi vedono una forma secondo la loro credenza, di come si può manifestare il Divino. Poi a un certo punto quando proprio non vorrebbero più ritornare in questo corpo, poiché hanno quasi il terrore di ritornare in quaggiù, si sentono richiamare, sanno che devono ritornare. E ritornano nel corpo. Ovviamente per queste persone non è accaduto in meditazione, quindi non sanno più come riprodurre questa esperienza, però gli rimane il ricordo di questo, e tutte diventano in genere persone molto migliori, molto più coraggiose, filantropi, gente che fa qualcosa per il mondo, in seguito. Quindi per un Maestro che ha sperimentato ripetutamente questo passaggio nell'Aldilà si può capire benissimo che non vede l'ora di lasciare questo mondo. Per cui tutti noi possiamo liberarci di questa paura della morte se pratichiamo la meditazione e impariamo a passare attraverso questa esperienza. Il Maestro Kirpal, che era uno dei Maestri più straordinari che io abbia mai visto nella mia vita, era pieno di questa Luce, di questo Potere. E quando il momento della sua morte venne, per Lui fu il momento della sua suprema gioia. E si dice che un iniziato che stava seduto in meditazione durante il momento che il Maestro morì, vide il corpo del Maestro sdraiato, e che chiaramente stava morendo. Quindi vide tutti i poteri del Maestro, che lui contò come centoventi, uscire dal suo corpo. E poi il suo spirito ritirarsi completamente dal corpo. E lo vide viaggiare in questi Piani di Luce verso una congregazione di Santi. C'erano tutti i Maestri della Via. A un certo punto Baba Sawan Singh si alzò e andò a dargli il benvenuto, si congratulò con lui per il lavoro che aveva svolto in questo mondo, anche dicendo "quanto hai sofferto!". E poi ci fu come una fusione di tutti questi Maestri. Quindi per questo nella riga successiva il bhajan dice: "Tutte le candide anime dei Santi Beati che han lasciato questo mondo si riuniscono per dare il benvenuto al Glorioso Maestro Kirpal. E' stato l'apostolo della pace, della speranza e dell'amore incondizionato, ha lavorato senza sosta per risvegliare le anime."
Ed è esattamente come la sua vita è andata: in India era continuamente in movimento. Quando iniziò il suo Lavoro Spirituale ebbe una fortissima opposizione da parte dei seguaci di Baba Sawan Singh, poiché non volevano assolutamente credere che Lui era un Maestro. Fortunatamente (almeno sotto questo punto di vista...) c'era stata la divisione tra l'India e il Pakistan per cui molti Pakistani si erano trasferiti a Delhi, dove il Maestro era andato a vivere. Il Maestro era pure della parte dell'India che poi diventò Pakistan, per cui molti di questi lo conoscevano da sempre. Molti di loro si rivolsero a Lui, andarono al suo Satsang. Quindi con un gruppetto di seguaci di Baba Sawan Singh cominciò il suo lavoro, e poi ovunque veniva invitato in India, andava a tenere il Satsang, e così il suo lavoro si estese enormemente. Durante la sua vita da Maestro, che durò ventiquattro anni, iniziò circa centotrenta mila persone. Quindi veramente non si risparmiava in nessun modo. Quando c'erano occidentali all'ashram, e magari lui doveva partire per tenere un programma in una zona dell'India, diceva "se volete venire venite, se non volete venire non venite, ma io devo andare perchè questo è il mio destino amaro". Questo era l'ordine che gli aveva dato il suo Maestro, di andare ovunque fosse invitato a tenere il Satsang, e questo è ciò che fece, in tutta la sua vita. E gli ultimi anni della sua vita erano estremamente difficili per lui. Morì a ottant'anni, quindi gli ultimi cinque o sei anni aveva tantissimi problemi con il suo corpo. Però non si risparmiò mai, fino alla fine continuò a far questo. Se consideriamo che nel 1972 fece un giro dell'Europa, degli Stati Uniti e del Sudamerica che durò quasi cinque mesi, e continuamente si spostava ogni due giorni da una città all'altra o in treno, o in aereo, in vari modi... a settantotto anni, senza nessun interesse economico di nessun tipo, già questo può essere sufficiente per illustrare la sua forza d'animo. Soltanto durante quel giro, iniziò circa duemila persone. Vuol dire che doveva dare l'iniziazione molto di frequente, e anche questo richiede molto tempo. Quindi sì: "Ha sofferto nel suo corpo giorno e notte portando il fardello altrui, per alleggerire il karma delle anime, per aiutarle a prendere il volo"
Sant Ji pure, negli ultimi anni della sua vita soffriva tantissimo. Quando si trovava in altri posti durante i programmi, gli era difficile dormire, perchè era difficile trovare un letto su cui poter dormire. E questo incominciò già una decina di anni, prima di vedere la sua morte. Quando venne qui nell'89 fu difficile trovare un materasso che andasse bene per lui. Questo vuol dire che il suo corpo soffriva tanto. E Gurmel gli dovette fare un letto a corda, sul quale era abituato a dormire e si trovava bene, per farlo dormire. E quando eravamo a Terni, nel '96, Pappu in un'occasione mi disse: "tutta la notte non dorme, continua a camminare, andare avanti e indietro per la stanza." Quindi questo vuol dire un enorme fardello sulle spalle di una persona che per forza di cose non viene da sé stesso ma viene dal fatto di aver aiutato spiritualmente così tanta gente. Poiché non si può aiutare una persona spiritualmente senza prendere una parte del suo fardello su di sé. E' così, questa è una legge della vita. Quindi uno che ne aiuta decine di migliaia, o centinaia di migliaia, per forza di cose deve soffrire. Si dice che Gesù morì prendendo su di sé i peccati del mondo. Questa è una storia. Nessun Maestro può prendere su di sé il karma del mondo. Ma prende di certo parte del karma della gente che si rivolge a lui. Quindi tutti i Maestri, in un periodo o un altro della loro vita, devono soffrire incredibilmente, per forza di cose. "E' giunto infine il giorno in cui Baba Sawan lo ha richiamato nel regno della Luce. Gli ha concesso di unirsi ai Santi Liberati e godere del darshan dell'Eterno. Nell'Oltrespazio l'anima viaggia sulle ali della Luce, la sua libertà è impensabile. Vive del darshan del suo Amato, si abbevera alla fonte dei suoi occhi."
Quindi, quando infine questi "poveri" Maestri lasciano questo mondo, finalmente trovano la loro Pace. La cosa che tutti credono è che i Maestri molto spesso sono nei piani interiori e godono della beatitudine, dell'unione con Dio. Si, questo è vero, ma è anche vero che i Maestri stanno molto nel corpo per poter fare il loro Lavoro. Ramakrishna aveva una forte tendenza a lasciare il suo corpo. Era proprio innata in lui, questa uscita dal corpo spontanea. Ma quando dovette svolgere il suo ruolo di Maestro, allora gli fu detto "rimani sulla soglia della relatività per poter insegnare alla gente". Quindi quando si è sulla soglia della relatività, in sostanza si è nel corpo, si soffre tutto quello che il corpo soffre. Per poter insegnare agli altri bisogna usare la parola, il corpo, la mente. Quindi bisogna stare nel corpo. Poi dice: "Lì tutto è bellezza, gioia ed estasi, ci si nutre con la Polvere della Sua soglia, che è il nutrimento dei cigni, le anime candide dei Suoi figli".
Quest'immagine della Polvere preziosa della soglia di Dio è tipica dell'espressione poetica Sufi. Guru Nanak, nel Jap Ji, dice: "son tutti prostrati alla Tua soglia: Santi, Avatar, Buddha, Messia, tutti quanti lì a nutrirsi della Polvere della Tua soglia." Ovviamente questa è una immagine, che sta a voler significare quanto è preziosa la Dimora di Dio. Quindi: "Sia ogni gloria a Dio e ai suoi Santi che han vinto la battaglia con la mente, tutti cigni candidi fluttuanti sulle vaste acque del Nulla."
Per noi ci deve essere una partenza e un arrivo. In quello stato non c'è inizio, non c'è fine. C'è un interminabile viaggio, che non è un viaggio. E' difficile descriverlo a parole. La mente non lo può capire. Quindi questo canto voleva essere un omaggio al Maestro Kirpal. Dice cose interessanti, di fatto. Spero vi sia stato di ispirazione, e vi abbia detto qualcosa di interessante. FOGLIO PER LA PRENOTAZIONE Nome…………………..Cognome………………….Data di nascita…………………. Indirizzo……………………………………………………………………………….. Iniziato/a…….da……………………..data dell’iniziazione………………………….. Non iniziato……….In cerca di iniziazione…Si…No………………………………… Vieni da solo/a o con chi?…………………………………………………………….. Data di arrivo…………………………….data di partenza……………………………
SUGGERIMENTI GENERALI - Chiunque intenda venire al ritiro è pregato di leggerselo.
IL LUOGO Il Sant Bani Ashram è un luogo molto isolato nel mezzo dei boschi della Maremma. E’ il luogo ideale per la meditazione e per vivere un’esperienza spirituale autentica. Inoltre è un luogo adatto per rilassarsi e riprendersi dallo stress della vita nel mondo in un contatto intimo con la natura. Tutto ciò che vi serve per il vostro benessere fisico, mentale e spirituale potrete trovarlo qui.
LO SCOPO Se decidi di venire dovresti essere pronto/a a trascorrere tutto il periodo del ritiro (chi non può venire per tutto il periodo può venire gli ultimi due giorni) qui all’ashram impegnato/a nelle attività del ritiro. Le sole persone che escono dall’ashram durante i ritiri sono coloro che vanno a fare gli acquisti di alimenti per la cucina. Non è permesso di uscire a fare giri turistici. Deve essere un’occasione per rinnovare la propria vita spirituale e il contatto interiore con la Luce e il Suono in noi. Ad ogni modo tutt’attorno all’ashram ci sono bellissimi percorsi sui quali potete andare a passeggiare quando non siete impegnati con la meditazione o a fare servizio disinteressato.
LA SISTEMAZIONE Per le famiglie e le coppie sposate non abbiamo molta disponibilità di spazi adatti. Ci sono solo due stanzette più le quattro roulotte. Le coppie non sposate non possono condividere lo stesso spazio in ogni caso a meno che convivano da molti anni o abbiano figli. Abbiamo due case per gli ospiti che sono intese una per le donne e una per gli uomini. Quindi se non avete problemi particolari sarete alloggiati in modo separato. Se desiderate una sistemazione migliore potreste alloggiare in un agriturismo che si trova sulla strada che porta all’ashram (vicinissimo) basta che ce lo facciate sapere abbastanza in anticipo da poter prenotare.
COMPORTAMENTO RICHIESTO Dovete portarvi le lenzuola, una torcia elettrica e qualsiasi cosa sia necessaria alle vostre abitudini personali in quanto medicine, alimenti particolari o qualsiasi altra cosa specifica. Non è permesso fumare sigarette di nessun tipo negli edifici. Se avete quest’abitudine potreste cercare di smettere del tutto per una settimana oppure per fumare siete pregati di allontanarvi dagli edifici e dall’ashram stesso.
ATTENTI A NON CREARE INCENDI, SPECIALMENTE D’ESTATE! Non è altresì permesso introdurre nell’ashram droghe o alcolici di alcun tipo. La nostra dieta è strettamente vegetariana. Vi è raccomandato di arrivare in orario per tutte le sedute di meditazione e il canto dei bhajan (inni devozionali). La meditazione delle sette del mattino è l’unica guidata, siete pregati di essere tutti seduti nella stanza di meditazione prima delle sette. Siete pregati di non uscire dalla stanza di meditazione durante le sedute di meditazione a meno che sia del tutto necessario.
L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO Ricordate che state venendo all’ashram per fare un ritiro spirituale in tutta umiltà e semplicità e non per mettere in mostra il vostro corpo o la vostra vanità. Quindi siete pregati o pregate di venire con un abbigliamento comodo e ampio, adatto per sedere in meditazione e per stare in campagna. Tute comode o gonne Lunghe e ampie vanno benissimo. Per le sedute nella stanza di meditazione qualcosa di colore bianco o chiaro sarà molto apprezzato. Minigonne o abbigliamento attillatissimo per sedere in meditazione non vanno per niente bene e siete pregati di non indossarlo. LA CURA DELLA VOSTRA SALUTE E BENESSERE Se avete problemi di salute o di qualsiasi altro tipo siete pregati di farlo presente a Nirmala o a Irena e sarà fatto tutto il possibile per aiutarvi. Se desiderate ricevere un massaggio ayurvedico parlatene con Sirio. E’ molto benefico per corpo, mente e anima. Noi abbiamo una mini farmacia di medicine Ayurvediche con le quali, se vorrete, potrete curare i vostri disturbi più comuni (basta chiedere).
LA VOSTRA COLLABORAZIONE Per qualsiasi motivo rivolgetevi a Sirio e collaborate tra di voi per permettere al ritiro di avvenire in modo efficiente e armonioso. Ricordate, siete tutti responsabili dell’andamento del ritiro, quindi premeggiate nello spirito di servizio e dedizione secondo i bisogni del caso. Ricordate qui non ci sono serve e serviti, siamo tutti servi e serviti, quindi collaborate tutti affinché il ritiro avvenga nel migliore dei modi: con efficienza, amore e armonia. Abbiate il massimo rispetto di tutto, anche dei fili d’erba; qui tutto è sacro e una manifestazione del Divino. Durante la preparazione dei pasti in cucina possono starci soltanto coloro sono di turno per la preparazione dei pasti. Pertanto coloro che non sono di turno sono pregati di non entrare. Coloro che cucinano evitino di parlare di cose banali, facciano il Simran o cantino i Bhajan Rispettate lo spazio che condividete con altri e mantenete le vostre cose nel massimo ordine. Non lasciate in giro i vostri effetti personali e tutte le mattine rifate il vostro letto. Qui ci teniamo che tutto sia sempre al suo posto e ben in ordine per esprimere il bello e il divino nelle piccole cose della vita. Se trovate qualcosa in disordine da qualsiasi parte (sia nella stanza dove alloggiate, sia altrove), siete pregati di rimetterlo apposto; così pure se trovate in giro per l’ashram rifiuti o cartacce (lasciati da qualche sconsiderato) o cose simili, raccoglietele e mettetele nei contenitori dei rifiuti. Considerate questo luogo il Satguru Darbar (la Casa di Dio). State molto attenti ad essere sempre cordiali, amorevoli, rispettosi dei bisogni altrui e a non fare nulla in pensieri, parole e atti che vada a ferire chiunque e a dissacrare la santità di questo luogo. Vivere più per gli altri che per se stessi e al di sopra di tutto fate sì che il vostro comportamento sia gradito a Dio e al Maestro.
Il costo del ritiro è una libera donazione.
Ricordate di registrare il vostro nome quando arrivate (se siete qui per la prima volta) e di scrivere le vostre impressioni sul registro quando ve ne andate(il registro sta sul tavolo dei libri nella stessa casa). (La direzione del Sant Bani)
PROGRAMMA DEL RITIRO 4 / 6
| Meditazione
| 7 / 8.30
| Meditazione
| 8 .30
| Colazione
| 11/ 13
| Meditazione
| 13,15
| Pranzo
| 16 .30
| Meditazione
| 17.30
| Satsang (discorso sugli insegnamenti dei Maestri)
| 19
| Cena
| 20.30/21.30
| Canti
| 22
| Silanzio assoluto (anche chi non si alza alle tre è pregato di andare a dormire e di non disturbare | Tutte le sedute di meditazione sono precedute e seguite da bellissimi canti molto ispiranti e inebrianti. Infatti ogni incontro sembra un concerto, con molto calore, devozione e amore. Importantissimo: siate sempre puntuali e non uscite dalla sala durante le meditazioni. |