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Lo Studio del Surat Shabd Yoga Stampa E-mail
Scritto da Sant Kirpal Singh   
luned́ 17 settembre 2007
Indice articolo
Lo Studio del Surat Shabd Yoga
Le pietre angolari
Una scienza perfetta
Il Maestro

Una scienza perfetta


Perfino il precedente esame a volo d'uccello della natura e dello scopo del Surat Shabd Yoga dà l'idea di alcune delle sue caratteristiche uniche. Chi lo studia in relazione alle altre forme di yoga, non può fare a meno di notare la completezza della soluzione da esso fornita a tutti i problemi che il cercatore si trova di fronte allorché segue altri sistemi. Sul piano dell'azione esteriore, esso non si basa su una disciplina arida e rigida che spesso è oppressa dalle conseguenze della repressione psicologica. Ritiene che una qualche disciplina sia necessaria, ma aggiunge che essa, alla fin fine, deve essere ispirata dall'esperienza spirituale interiore e deve contemplare un modo di vivere spontaneo, non un ascetismo rigoroso e un'abnegazione troppo spinta. Il cercatore deve sforzarsi di raggiungere uno stato di equilibrio e quindi coltivare la virtù della moderazione nel pensiero e nell'azione. L'integrazione che ne deriva lo rende capace di acquisire una maggiore concentrazione, e dunque una più alta esperienza interiore, la quale a sua volta deve avere ripercussioni sui pensieri e sulle azioni esteriori. La relazione tra Sadachar e Sadhana interiore è una relazione di reciprocità: ciascuna ravviva e dà significato all'altra, ed una senza l'altra é come un uccello con un'ala sola. Come può lo spirito essere portato alla perfetta concentrazione su un singolo punto senza la purezza della mente e del corpo, e come può l'anima trascendere tutti gli attaccamenti e le imperfezioni umane senza centrarsi nell'amore del Divino?

Quando le qualità dell'Antico dei Giorni vennero rivelate,
Allora Mosè consumò tra le fiamme le qualità delle cose mondane.
       Rumi


Il Surat Shabd Yoga non solo fornisce i mezzi per realizzare in pratica il difficile ideale del Sadachar, ma offre anche un modo di vita che, mentre eleva il sadhak al di sopra del mondo fisico, non lo assoggetta al regno di Nome e Forma. I Maestri di questo Sentiero sanno fin troppo bene che le astratte speculazioni sull'aspetto privo di attributi dell'Assoluto non possono condurre a lui. Come potrebbe l'uomo, condizionato dal nome e dalla forma, essere attirato direttamente verso ciò che è al di là di nome-e-forma? L'amore cerca qualcosa da potere comprendere ed al quale potersi unire, e Dio, se vuole incontrare l'uomo, deve assumere qualche sembianza o forma. Questo riconoscimento ispira la devozione del bhakta per Shiva, Vishnu, Krishna o Kali, la Madre Divina. Tuttavia questi esseri divini rappresentano delle manifestazioni "fisse" di Dio, e una volta che il devoto abbia raggiunto il loro piano, la loro stessa fissità impedisce un ulteriore progresso. I Maestri del Surat Shabd Yoga trascendono completamente queste limitazioni collegando il cercatore non ad una manifestazione divina fissa, bensì ad una onnipervadente: la Radiante Corrente Sonora. È questo Naam anhat e anhad, questa Parola o Suono "non-suonato" e "non-scandagliabile", che sostiene i vari piani della creazione che si estendono dal puro spirito alla rozza materia. Le sue melodie pervadono ogni regno, ogni regione, ed Esso scorre attraverso di essi come un fiume che fluisce attraverso le valli che ha portato all'essere. E come il fiume, è allo stato fluido mutandosi ad ogni piano, ma rimanendo tuttavia sempre il medesimo. Il cercatore che è stato ispirato dall'amore del fiume della Parola è veramente beato, perché egli non conosce alcuna delle limitazioni che provano coloro che adorano Dio in altre forme. Man mano che viene attirato verso l'alto dal suo potere beatifico, egli scopre che cambia, si modifica, diventa sempre più forte e più puro, richiamandolo ad un impegno sempre maggiore, non concedendogli mai né sosta né indugio, ma trascinandolo avanti, di piano in piano, di valle in valle, finché egli arriva alla sorgente stessa da dove il Non-Manifestato entra in manifestazione, il Senza-Forma assume forma, ed il Senza-Nome acquista nome. Questa completezza del viaggio interiore resa possibile dallo Yoga della Corrente Sonora indusse Kabir a dichiarare:

Tutti i santi sono degni di venerazione,
Ma io adoro solamente colui che ha conseguito
la perfetta conoscenza del Verbo.



Il Surat Shabd Yoga non solo é il più perfetto dei vari yoga, ma anche relativamente facile da praticare, ed è accessibile a tutti. Coloro che seguono questo sentiero non solo raggiungono la méta ultima, ma la raggiungono con minor dispendio d'energia di quanto sia possibile con altri metodi. La trascendenza della coscienza fisica, che lo yogin che segue il sentiero dei prana raggiunge solamente dopo una lunga ed ardua disciplina, è talvolta ottenuta da coloro che praticano il Surat Shabd Yoga perfino alla prima seduta, al momento dell'iniziazione. Se ciò avviene, non è per un semplice caso accidentale. Il fatto è che il Surat Shabd Yoga addotta nei confronti dei problemi spirituali dell'uomo un approccio più scientifico e più naturale. Perché - esso asserisce - se le correnti spirituali raggiungono i chakra corporei non dal basso ma dall'alto, dovrebbe essere necessario padroneggiare, uno alla volta, ciascuno di questi chakra? Un uomo che si trova nel cuore di una valle, se desidera raggiungere la sorgente del fiume, non deve scendere giù fino alla sua foce e poi ripercorrere tutta la distanza. Ritiene inoltre che se il prana e la mente (perfino nel loro aspetto più raffinato) non sono della vera essenza dello spirito, come possono allora essere i mezzi migliori per liberarlo delle sue incrostazioni? Se lo spirito potesse essere messo in contatto con ciò che è della sua stessa natura essenziale, il simile attirerebbe il simile, e col minimo sforzo si raggiungerebbe lo scopo desiderato. La corrente spirituale si diffonde in tutto il corpo dal punto del tisra-til, il terzo occhio. Tutto ciò che si deve fare è arrestare in questo punto - dominando i propri sensi - il flusso diretto verso il basso, ed esso, spontaneamente, si raccoglierà e fluirà indietro verso la sua sorgente.

Serra il labbro, l'orecchio, l'occhio.
E se non riesci a vedere la Verità.
Allora lascia cadere su di me il tuo disprezzo.
       Hafiz


Il cercatore non è obbligato ad incominciare proprio dal fondo; tutto ciò che deve fare è volgere all'interno la direzione della corrente spirituale, ed il resto verrà da sé.

Che cosa bisogna fare per raggiungere il Signore?
Basta solamente trapiantare il cuore.
       Inayat Shah


Tale semplicità d'approccio accoppiata all'economia di sforzo ha indotto molti a chiamare il Surat Shabd Yoga Sehaj Marg, cioè la "Via Facile". Inizia al punto in cui normalmente gli altri yoga tendono a finire. Il Sahasrara, la regione delle luci dai mille petali, che segna il termine del viaggio dello yogin ordinario dopo l'attraversamento dei vari chakra corporei, è assai vicino al primo gradino che viene calcato dal seguace del Surat Shabd Yoga. Inoltre, rifiutando di disturbare le energie praniche o kundaliniche, questo yoga riduce di molto lo sforzo della trascendenza fisica. Entrando in contatto col Principio-Suono, 1e correnti sensorie sono automaticamente attirate verso l'alto senza che il praticante faccia consapevolmente uno sforzo per raggiungere tale scopo, e le correnti motorie non vengono toccate. Ciò semplifica non solamente il processo per il quale si entra in samadhi, ma anche quello per il quale se ne ritorna. L'adepto in questo sentiero non ha bisogno di assistenza esteriore per ritornare alla coscienza fisica - il che è invece necessario in altre forme di Yoga - l'ascesa e la discesa spirituali sono completamente volontarie e possono essere da lui compiute con la rapidità del pensiero.
Il metodo di "ascolto trascendentale" è solamente un'estensione della nostra normale pratica quotidiana. Allorché ci troviamo di fronte qualche problema intricato, tutte le nostre energie coscienti tendono a focalizzarsi in un solo punto - la sede dell'anima - senza disturbare le energie pranico-motorie che adempiono normalmente alle loro funzioni nel nostro corpo. Colui che pratica il Surat Shabd Yoga ottiene questa concentrazione a volontà per mezzo del simran e del dhyan, ed appena entra in contatto con la Parola riverberante, la corrente spirituale sensoria che è ancora nel suo corpo è attratta irresistibilmente in alto, e così egli raggiunge la completa trascendenza fisica. Questa qualità di sehaj, ossia di naturalezza e di facilità, rende il Surat Shabd Yoga accessibile a tutti. La musica della Parola Divina vibra allo stesso modo in tutti, e colui che segue il suo sentiero non deve avere speciali requisiti, siano essi fisici o intellettuali. È aperto alla stessa maniera sia all'anziano sia al giovane, al peccatore e al santo, all'ignorante e all'istruito, alle donne e ai bambini e agli uomini. In effetti le donne, i bambini e i non sofisticati, a causa del loro semplice modo di pensare e della loro fede spontanea, spesso fanno con questo metodo più rapidi progressi iniziali che non i loro fratelli più sofisticati. Ad ogni modo, la piena realizzazione in questo campo richiede una costanza ed un impegno incrollabili, che possono non essere sempre prossimi. Poiché non si richiedono rigorose ed esigenti discipline di cibo, di esercizi fisici, eccetera, essa non necessita di sanyasa, completa rinuncia al mondo, ed è aperta tanto ai grehastis, gli sposati, quanto ai brahmcharis, coloro che hanno fatto voto di celibato. Se i sistemi pranici e vigyanici fossero stati quelli più naturalmente accessibili, allora avremmo dovuto concludere che la Natura è parziale, perché le capacità fisiche e mentali che essi richiedono sono distribuite inegualmente tra gli uomini. Se il sole e l'aria sono a disposizione di tutti, perché i doni spirituali dovrebbero essere riservati solamente a pochi eletti? Inoltre, prana e vigyan possono tutt'al più condurre al piano da cui essi traggono la loro origine, ma dato che non sono puramente spirituali, come possono condurre al regno del puro spirito? Ad ogni modo, dire che il Surat Shabd Yoga è la più perfetta e la più naturale delle scienze yogiche, non equivale a dire che esso non richiede sforzo e che chiunque può intraprenderlo e avere successo. Se le cose stessero così, l'umanità non si muoverebbe così faticosamente come fa, invece, oggi. Il fatto è che i maestri competenti in questa corona di tutte le scienze sono rari, ed anche quando si trova un tale Maestro, pochi sono pronti a sottoporsi al genere di disciplina richiesto. Lo spirito può essere disposto, ma la carne è debole. Gli uomini sono per la maggior parte talmente assorbiti dall'amore del mondo che perfino dopo aver dato di sfuggita un'occhiata ai tesori interiori, sono riluttanti ad abbandonare le vie del mondo e a concentrarsi sul possesso di ciò che li renderebbe padroni di tutto. Poiché in questo yoga si insiste sempre sull'interiore, e mai sull'esteriore, nessun sentiero potrebbe essere, in un certo senso, più esigente per la media degli uomini. Molti possono trascorrere vite intere in rituali e cerimonie esteriori, ma pochi possono raggiungere la perfetta concentrazione interiore, non disturbati da pensieri mondani nemmeno per pochi attimi. Perciò Kabir lo comparò al camminare su una spada sguainata, mentre i Sufi lo descrissero come il rah-i-mustgim, più fine di un capello e più affilato della lama del rasoio. Cristo lo descrisse come la "via difficile e stretta" che solo pochi riescono a calcare. Ma per colui che non è allettato dal mondo e che è pieno d'appassionato amore per Dio, niente potrebbe essere più facile e più veloce. Non ha bisogno di altro che del suo proprio imperioso stimolo e, purificato degli attaccamenti terreni dal suo anelito forte e sincero, la sua anima volerà verso casa, portata sulla corrente di Shabd verso il punto d'origine, il paradiso di beatitudine e di pace. Qualora l'anima dovesse incontrare qualche ostacolo nel suo viaggio verso casa, il suo Amico Radiante è sempre al suo fianco per condurla al di là e salvaguardarla dalle trappole.
La strada che attraversa i piani superiori sta di fronte all'anima, completamente disegnata come in una mappa, così come lo è quella dei chakra corporei inferiori per gli Hatha yoghi; e con tale Potere che la sorregge e tale Amico che la guida, nulla può fermarla o intrappolarla, nulla può disturbare la regolarità del suo cammino. "O anima coraggiosa, afferrati agli abiti di Chi ben conosce tutti i luoghi fisici, mentali, sovramentali e spirituali, perché Egli rimarrà tuo amico tanto nella vita che nella morte, in questo mondo e nei mondi dell'al di là" esortava Jalalud-din Rumi. E Nanak cantò:

Colui che ha trovato un Vero Maestro
e percorre la perfetta via della Santa Parola,
Troverà piena libertà ed emancipazione
ridendo e vivendo in questo mondo.


Ed ancora:

Come il loto egli s'innalzerà
immacolato al di sopra del fango del mondo,
Come il cigno si lancerà
inviolato e libero fuori dalle sue acque tenebrose.



 

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