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Versione stampabile e scaricabile Sant Bani AshramPodere Val di Vite, 58027 Ribolla (GR)Come va amico. Come va, come va amico, come va amico del cuore, che ne è della tua ricerca interiore? Dimmi di quanto ti sei avvicinato al Sé superiore.
Spero tanto tu non ti sia smarrito Nei meandri del mondo E alla tua mente abbia permesso Di affogarti nell’oblio senza fondo. Sappi, mio compagno di ventura La ricerca del Sacro è una grande avventura Trascurarla o dimenticarla È di certo una grande sventura. Che posso dirti per farti capire Che lo scopo della vita è di poter sempre più in alto salire fino a immergersi nell’Uno e Sach Khand realizzare. Lo sai non è da tutti, ma se ci si impegna ce la si può fare. Però convinciti, per Lui bisogna smaniare E al di sopra di tutto Lo si deve collocare. E’ vero, tanti ce l’hanno fatta Perche tu dovresti vivere in questa realtà malfatta, anche se sei stato sconfitto non accettare la disfatta. Lo so bene, tu sei un valoroso guerriero, perciò salta sul tuo brioso destriero cavalca e non fermarti mai finché non ti trovi faccia a faccia con l’Essere Primiero. Questo è l’inno che mi è stato ispirato come messaggio per l’anno nuovo: il famigerato 2012 che è da tanti considerato l’anno della grande catastrofe, dello sconvolgente capovolgimento, dell’illusorio salto quantistico, della grande espansione di coscienza collettiva, della crisalide che si trasforma in farfalla. Tante fantasie, teorie, ipotesi, apparenti certezze, paure, immaginazioni. Chissà, che succederà?
Ebbene, non è tra cent’anni, non è tra cinquanta, è tra poco, un anno. Sì, perché oltre ad avere un anno, ha anche un giorno ben preciso il grande patatrac e sarebbe il ventuno di dicembre. Potrebbe essere vero, potrebbe non esserlo, ma a noi che cosa cambia? Noi siamo comunque gli esseri umani che siamo e una cosa è certa, non si salta fuori da sé stessi né con l’avvento del duemiladodici, né si cambia con il passaggio finale che è la morte (cosa cui potremmo essere quasi tutti soggetti, stando ai pronostici). Nel duemila dodici potrebbe succedere o non succedere quel che ci pare, ma una cosa è certa: il cambiamento di coscienza è qualcosa che avviene solo a chi è pronto. Non basta una data per renderci pronti, ma un grande lavoro fatto su sé stessi per trasformarci da esseri inconsapevoli in esseri consapevoli, da esseri egoisti a esseri altruisti, da esseri cattivi in esseri buoni, da bugiardi in veritieri, da violenti in pacifisti, da lussuriosi in parsimoniosi, da avidi ad altruisti, da attaccati a tutto in modo morboso a spassionati, da vanitosi in semplici, da arroganti in umili, da… ora può bastare anche se la lista potrebbe andare avanti. Se già riuscissimo a vivere questo, ad attuarlo nella nostra vita, nella nostra persona, che gran bella cosa! Allora di duemiladodici sì, duemiladodici no, non ce ne importerebbe nulla perché innanzitutto avremmo superato la paura di morire, anzi, avremmo già sperimentato in vita il grande passaggio oltre l’ultima frontiera da dove la materia si scompone e solo lo spirito volteggia nello spazio infinito. Perciò tutta quest’enfasi sulle teorie per il duemiladodici e quest’aspettarsi la trasformazione gratuita, l’illuminazione già pronta per tutta l’umanità, un’era di pace, di concordia, di retto vivere, di commercio equo, di economia umana e giusta ecc. ecc. si, sono belle immaginazioni, ma che come tali non hanno nulla a che fare con la realtà dura dei fatti. Per questo meglio tornare alla realtà personale e soggettiva che è la cosa che abbiamo qui e ora come sostanza ultima concreta. Allora, quest’inno incomincia con una richiesta ben precisa: come va amico, come va amico del cuore, che ne è della tua ricerca interiore di quanto ti sei avvicinato al se superiore? Quando ci sta a cuore qualcuno, vogliamo sempre il suo bene, per cui al Maestro sta sempre a cuore il benessere spirituale e anche materiale dei suoi figli e amici spirituali. Per questo ci chiede, anche per ricordarcelo: “Come va la tua avventura spirituale, come hai usato quest’anno appena passato, ti sei avvicinato di un po’ alla suprema realizzazione divina?” Lo hai usato bene quest’anno facendo regolarmente la tua meditazione, andando al Satsang e partecipando ai ritiri? E il Simran, ti sei sforzato di renderlo più ininterrotto possibile, ah, e i canti, i bhajan, ne hai imparati tanti e hai migliorato la qualità, il trasporto con cui li canti? Queste sono le pratiche che ci permettono di mantenere elevata la nostra coscienza e ci permettono di vivere la vita al meglio: pieni di bontà e d’ispirazione. Poi però aggiunge: Spero tanto tu non ti sia smarrito nei meandri del mondo. e alla tua mente abbia permesso di affogarti nell’oblio senza fondo. Questa è una possibilità sempre pronta a saltarci addosso e a dominarci: l’oblio, la dimenticanza. Per vari motivi si cade nella trappola che ci stacca dal retto cammino e ci spinge giù per i meandri del mondo: la pigrizia, la lussuria, il richiamo della materia, della carne, il dubbio che ci spinge a pensare di aver capito meglio del Maestro ciò che è giusto o sbagliato e come ci si deve comportare sulla via. Certo ci possono essere altri motivi, ma questi sono tra i più frequenti. Per questo il ricercatore intelligente starà molto attento a questi fattori e sempre rimarrà aggrappato all’ancora salvatrice che è il Maestro. Sappi mio compagno di ventura La ricerca del Sacro è una grande avventura Trascurarla e dimenticarla è di certo una grande sventura. Qual è la più grande impresa della vita? La ricerca del Sacro, del Divino è la più grande avventura. Perché lo è? Suppongo perché ci porta alla meta ultima del potenziale umano: la realizzazione di sé stessi e la realizzazione di Dio. Vi assicuro non è cosa da poco, è bellissimo vivere quella coscienza illuminata, quella condizione interiore di grande armonia, di profonda pace, d’immensa riverenza verso tutto il creato, di un tale rispetto verso tutto poiché si vede chiaramente che è tutto una Sua manifestazione all’infinito. Trascurare e dimenticare questa meta grandiosa dopo averne scoperta l’esistenza, la possibilità, diventa di certo la grande sfortuna dell’esistenza.
Che posso dirti per farti capire che lo scopo della vita È di poter sempre più in alto salire fino a immergersi nell’Uno e Sach Khand realizzare. Ebbene, il Maestro agisce da sollecitatore, per cui ci farà sempre presente qual’è lo scopo della vita e sempre ci ispirerà in quella direzione. Forse a un certo punto potremmo arrivare a odiarlo, ma lui non se ne cura e sempre svolge il Suo lavoro disinteressatamente. Perciò ci continua a dire che l’immersione nell’Uno che è Sach Khand o “la Vera Condizione”, è il grande scopo della vita e che non dobbiamo mai dimenticarlo. Lo sai, non è da tutti, ma se ci si impegna ce la si può fare. Però, credimi, per Lui bisogna smaniare e al di sopra Di tutto Lo si deve collocare. Il Maestro non ci vuole illudere che questa impresa sia cosa facile e da tutti, no, è obiettivo, per cui ci dice che non è cosa facile, ma che non sia impossibile, se ci si impegna ce la si può fare; se questa ricerca viene posta al di sopra di tutto ce la possiamo fare. Comunque è un percorso che è obbligatorio per ogni essere umano, perciò più riusciamo ad avvicinarci alla meta in questa vita, meglio è per noi. E’ vero, tanti ce l’anno fatta Perché tu dovresti vivere questa realtà malfatta? Anche se sei stato sconfitto non accettare la disfatta. I Maestri son qui per incoraggiarci, ispirarci, perciò ci dicono sempre cose che ci aiutino a fare sempre maggiori sforzi nella convinzione che non è un’ipotesi, non è un’illusione, non una promessa vana. Le biblioteche sono piene di libri in cui tanti Maestri nel corso della storia dell’umanità hanno testimoniato di avercela fatta a raggiungere questa benedetta Moksha o Liberazione. In tutte le parti del mondo e tra tutti i cammini mistici di qualsiasi tradizione ci sono persone che dichiarano di aver raggiunto questa meta. Perciò ci dicono: Guarda, non è fantasia come tanti vogliono far credere, no, è verissimo, si può fare, perché ti accontenti di questa vita banale, malfatta? Certo, nel corso dell’ascesa mistica, nel grande volo verso l’Infinito, si può cadere, si può essere sconfitti, ci si può spezzare le ali, però non ci si deve mai arrendere e sempre bisogna riprendere a volare, a scalare finché non si raggiunge la meta. Bisogna sempre rialzarsi, anche se feriti si finisse con la faccia nel fango, ci si rialza e si riprende il cammino.
Lo so bene, tu sei un valoroso guerriero, perciò salta sul tuo brioso destriero cavalca e non fermarti mai finché non ti troverai faccia a faccia con l’Essere Primiero. Come deve essere fantastico trovarsi a faccia a faccia con quell’Essere, quella Realtà, quella Pura Coscienza dalla quale tutta la vita è sprigionata: l’Inviolabile, l’Inconcepibile, il Purusha Primordiale, l’Adi Guru. Per questo, anche se nell’impresa si casca, si è sconfitti, ci si dimentica, non fa niente, appena ritroviamo le forze risaltiamo sul cavallo alato e riprendiamo l’ascesa, il volo. Pertanto carissimi, questo piccolo Satsang è il messaggio per l’anno duemiladodici che per noi è un anno come un altro e non vogliamo assolutamente prendere in considerazione le tante paure che covano nell’animo umano circa i possibili risvolti per l’umanità. A noi non ce ne importa niente perché abbiamo sempre la valigia pronta e quando il Satguru ci chiama, siamo pronti ad andarcene subito. A noi interessa fare più meditazione possibile, andare al Satsang tutte le volte, a farci tutti i ritiri col Maestro e poi… se alla fine dell’anno ce ne dovremo andare, benvenga! Saremo pronti e ce ne andremo al grido di:
Jay Satguru, tu sei il nostro timoniere, guida la nostra nave, facci giungere all’altra sponda. Le date dei ritiri del 2012 sono le seguenti:
| Gennaio | dal 2 al 6
| Ribolla
| | Febbraio | 4/5
| Preganziol | | Marzo | 9/10/11 | Budapest | | Aprile | dal 25 al 1 maggio
| Ribolla | | Maggio | 18/19/20 | Hamburg (Germania) | | Giugno | 15/16/17 | Transilvania | | Luglio | dal 10 al 17
| Budapest | | Agosto | dal 15 al 21
| Ribolla | | Agosto | dal 25 al 1 settembre
| Virginia (USA) | | Settembre | 15/16 | Preganziol | | Novembre | dall'1 al 4
| Ribolla | | Dicembre | 7/8/9 | Budapest |
Inoltre, tutti i secondi fine settimana (con qualche variante) del mese ci sarà un giorno di ritiro Ad Acilia presso l’associazione Raggio di Luce di Irina Ji. |