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Messaggio per l'Anno nuovo PDF Stampa E-mail
Scritto da Sirio   
domenica 20 dicembre 2009

Messaggio per l’Anno nuovo.

14 novembre, 09



Del Movimento.


Buon Dio, nulla qui è mai fermo,
come può seguire il Tuo lesto incedere
un essere cieco e infermo?

Tu sei una meteora, un lampo a ciel sereno
Che guizza nel mio cielo e mi sconvolge, nientemeno!

Di posare la testa sul guanciale non ci permetti
E sempre nuova legna ad ardere metti.

E adagiarsi non si può, ad ogni passo una nuova intenzione,
dietro ogni tregua un nuovo scossone.

E ci impedisci di sognare, ogni illusione fai volare,
via dalla nostra povera testa che è intrecciata come una cesta..

Di mille pensieri riguardo a ogni cosa:
preoccupazioni, ansietà, paure sono la nostra materia morbosa.

E ci si illude di andare ad oriente mentre
I nostri passi, confusi, vanno verso occidente.

Qui nulla è stabile, nulla è duraturo,
nulla si può fermare, la vita sfonda ogni muro.

Nel Tuo fare incomprensibile non esiste logica o ragione,
il Tuo operato irrazionale ci scuote dalla nostra vita banale.

Non importa quale sia il percorso che mi fai fare,
voglio la certezza che la Tua forma cosmica potrò un dì contemplare.

Porta la nostra mente libera oltre logica e ragione
Affinché si salti fuori da ogni gabbia e prigione.

O Verità Eterna amata, da me tantissimo desiderata,
su di me fa’ scendere la Tua benedizione
che la mia mente liberi da ogni
limitazione.

 

 

Non si può vivere sugli allori, la certezza che ciò che adesso c’è, sempre ci sarà. No davvero, non va per niente così. Anzi, esattamente l’opposto: l’unica certezza che abbiamo è che un domani, ciò che oggi era scontato sarà dimenticato. Oggettivamente, o soggettivamente, perderà senso e valore, sarà un ricordo, distrutto da noi o dagli eventi: il tempo, i cataclismi, le guerre, le violenze… E poi la nostra incapacità di perseverare, la cultura dell’usa e getta che ci è entrata sotto la pelle, l’abbiamo digerita e metabolizzata. Siamo noi, è noi! Il consumismo che… a proposito, in questo periodo di festa si deve consumare, non importa cosa, importa consumare poiché tutti consumano e anche noi non dobbiamo essere da meno.

Si festeggia la nascita di uno che disse: “Se vuoi essere perfetto vai, dai tutto quello che hai ai poveri e seguimi,” e tuttavia noi ammassiamo nelle nostre case ogni ben di Dio. Perché in realtà di quello lì di cui si festeggia la nascita e del Suo insegnamento alla stragrande maggioranza dei Suoi cosiddetti seguaci, non gliene può importar di meno. Tuttaltro, si approfitta  dell’occasione per ostentare, abbuffarsi, godersela attivando i sensi al massimo.

E dello Spirito, che queste feste vorrebbero celebrare? Nessuno, o pochissimi, sanno perfino che esiste, o che è l’essenza del nostro essere. Ma che mi state a parlare di spirito!, basta con ‘ste storie, siamo mica più nel medio evo. Oh, qui c’è la scienza che ci spiega tutto: conta solo ciò che possiamo percepire coi sensi, toccare con mano. E via e avanti, sempre verso l’esterno, sempre nelle superficialità, le banalità, la vanità, la vuotezza e…

Ma buon Dio, Questa vita è preziosissima; la nascita in un corpo umano un dono inestimabile. Perché? Ma è chiarissimo: è solo in questo corpo che possiamo sciogliere la matassa dell’esistenza. Non è dato ai gatti, ai cani, ai cavalli, le mucche ecc. No! È solo l’essere umano che ce la può fare; ne ha il potenziale. Ma ci rendiamo conto che potremmo essere nati noi in una di quelle forme animali ed essere limitati come loro!? In qualche modo ci è andata bene, abbiamo un corpo umano; il fatto è che se non ne facciamo buon uso molto probabilmente ritorneremo in questo mondo in una di quelle specie sott’umane per non aver apprezzato e usato questa forma umana per lo scopo elevato per cui l’abbiamo ricevuta: conoscere noi stessi e Colui che ci ha creati.

Si, ma tu mi parli di reincarnazione, credi ancora in queste idiozie?
Del fatto di essere nati, che ci si incarna, nessuno può dire nulla, è lampante, siam qui! Se si sostiene che si può ritornare allora tanti hanno tanto da ridire. Eppure rimane il fatto  che si nasce! E se si nasce una volta perché non due volte, tre o tremila? Quanto siamo limitati! O forse ottusi? Neghiamo l’evidenza!

Ebbene, la poesia che qualcuno da lassù mi ha ispirato come messaggio per l’anno che muore e quello che nasce ci parla del movimento, del transito delle cose e di noi stessi.  Tutto nell’universo, nel mondo, nella nostra vita è in un continuo stato di flusso. L’impermanenza, la caducità delle cose, delle idee, le ideologie, le filosofie, le dottrine, gli déi, e i nostri concetti dell’Essere supremo. Tutto ciò a cui così tenacemente ci aggrappiamo con morbosità e veemenza tanto da perderci la testa, nasce, cresce, si mantiene per un pò, poi si deteriora e infine muore. Pure noi moriremo, anzi, il nostro corpo, non noi in quanto entità coscienti. L’esistenza non verrà mai meno, la coscienza pure. Tutto si trasforma, niente mai muore, l’esistenza è infinita.

Quindi, ci si deve staccare da tutto e da tutti, dobbiamo convincerci profondamente che siamo viandanti del nulla, che dal nulla vaniamo e verso il nulla stiamo inesorabilmente andando. Si dà il caso, per assurdo, che il Tutto è il nulla e il nulla è il Tutto. Il Nulla, o "Vuoto", è indiscutibilmente il contenitore di tutto. Tutto L’Universo è contenuto nello spazio vuoto. Giriamo velocemente intorno all’Eterno o l’Infinito sospesi nel nulla inconsistente.

Cose a cui diamo così tanto valore e per le quali, magari, scoppiano guerre in cui periscono centinaia di migliaia di persone, se viste a novemila metri d’altezza appaiono talmente insignificanti che sembra folle perderci la testa fino a sacrificare tante vite per causa loro. L’intero pianeta Terra, se visto da ancora più lontano, fuori dall’orbita terrestre può sembrare come un granellino di sabbia fluttuante nello spazio.

Se il pianeta, da una certa prospettiva può essere visto così, ma chi siamo noi, minuscole creature insignificanti che ci muoviamo su un pianeta che nell’immensità dell’universo altro non è che pulviscolo.

Eppure, stranamente, proprio perché il nulla è il tutto e il tutto è paradossalmente il nulla, nel nostro nucleo più centrale noi possiamo scoprire l’immensità dell’Essere Supremo, fonderci in Esso e diventare con Lui un tutt’uno.

Tutti i grandi Maestri del genere umano, coloro che indicano la Via ai ciechi, hanno avuto, a modo loro, questa grande esperienza e di conseguenza sono diventati, o sono stati scelti per essere lanterna che illumina il Sentiero, lampada, o faro, sul Cammino.

Beh, che fortuna! Che cosa speciale fungere da ponte tra l’umano e il Divino! Possiamo esserne certi: abbiamo tutti questo potenziale; tutto sta a svilupparlo.

Il Satguru Kirpal diceva: “Sappiate che siamo tutti microdei.”

Il Satguru Ajaib diceva: “Come l’olio sta nel seme, e l’aroma nella rosa, così Dio sta in noi.”

Ebbene, non è grandioso scoprire che questa nostra esistenza, che se analizzata in rispetto all’universo sembra niente, ha invece in se un tale incredibile potenziale  che è patrimonio di tutti? Certo che è grandioso. E’ una grande fortuna scoprire di essere potenzialmente divini e che se viviamo secondo gli insegnamenti dei grandi Maestri e seguiamo le loro orme, possiamo anche noi manifestare nel nostro spazio interiore questa indescrivibile radiosità divina.

Ebbene, non perdiamoci d’animo per il fatto che se ci guardiamo attorno non vediamo altro che confusione e ignoranza, non è proprio così. Vi posso assicurare che su cammini diversi, con Guide diverse, anche oggigiorno ci sono milioni di persone che a loro modo cercano e si affaccendano sinceramente e assiduamente per conseguire questo elevato obiettivo.

La percentuale di sinceri ricercatori della Verità è sempre esigua rispetto alla massa di umani che sono interessati solo al pascolo e devotamente seguono il gregge di pecore di vocazione, tuttavia non è nulla di nuovo: è sempre stato così e, sono convinto, sempre così sarà.

Pertanto, è L’anno nuovo: svegliamoci, alziamoci, e camminiamo finché la Meta non è raggiunta.

Diamocelo come obiettivo per i prossimi dodici mesi: mediterò assai, mi alzerò ogni mattina prima dell’alba e dedicherò tre o quattro ore al giorno alla meditazione. Durante le attività mi sforzerò in ogni modo per mantenere continua la ripetizione del Simran, parteciperò sempre al Satsang, terrò il diario per l’auto introspezione e andrò immancabilmente a tutti i ritiri con il Maestro. Entro la fine dell’anno prossimo svilupperò l’ininterrotta percezione di Dio.

Fantastico, il solo pensarci a tale stile di vita ci rende semi realizzati, quando poi manterremo l’impegno presoci e lo vivremo realmente, diventeremo decisamente “Illuminati”.

Bene, siamo sulla strada giusta, ce la faremo di certo. Noi muoveremo passi nella Sua direzione e Lui correrà per venirci incontro.

Bhai Ji (egregi fratelli e sorelle),
vi faccio i miei migliori auguri e vi esorto a prendere sul serio questo messaggio.
 

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