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My honeymoon with Master Amrit Sirio ji Stampa E-mail
Scritto da ABi   
mercoledì 30 luglio 2008

 Diario del ritiro a Budapest 14-21 luglio 2008

 

 

Sant Bani, sabato, 12.07

Dopo circa due anni finalmente potró partecipare ad un intero ritiro e soprattutto trascorrere un lungo periodo nella Sua totale compagnia, intendo fisica e spirituale.  Accompagneró da sola Sirioji a Budapest (purtroppo il resto dei satsangi italiani non partecipará  per motivi di lavoro) dove si terrá il ritiro sul trapasso di Sawan Singh e sulla nascita di Sant Ajaib Singh. Non è questa una gran benedizione che puó ricevere un discepolo del Maestro?

Da oggi fino al 23 luglio sono libera dal lavoro mondano e con sentito desiderio corro al Sant Bani per andarLo a prendere e per prepararmi interiormente a dare a Lui il giusto Servizio e sincera Devozione. Stamane son partita all’alba da Preganziol insieme ad un conoscente-vicino di casa che si è offerto di portarmi in auto a Grosseto, dove avrebbe preso due suoi amici per volare poi ad Amsterdam.  È stato un piacevole viaggio, il Simran nella mente con la melodia del Tati Vao andava a ritmo col battito cardiaco ed il mio spirito vedeva giá il volto gioioso d’Irena, my spiritual Mother. Sotto il sol cocente ho percôrso la lunga strada che porta al Sant Bani, stavolta era un pochino faticoso, poiché avevo oltre alla valigia anche un cesto carico di frutta, ma per fortuna per mia natura sono insistente: qualcosa piú è difficile è piú mi entusiasma e mi carica d’energia. Cosí eccomi finalmente a Casa!

Sono le 12:30 è siedo davanti alla porta della casetta dove sta Lei. La sento ripetere ad alta voce il Simran in lingua (sembra) arabo o qualcosa di simile. Ho le lacrime nel cuore ed un forte respiro.  Lei sa che sono qui fuori, anche se non mi ha ancora visto, ma continua a cantare fino a quando non ha calmato l’emozione della Sua bambina. Lei sa. Lei è una Mamma.

Alle 16:00 prima del Satsang ho servito a Mum&Dad il TulsiTee, basilico indiano profumato, che penso sia piaciuto a entrambi. Poi Babaji ci ha cantato alcuni Bahjan in punjabi suonando dolcemente la chitarra. Per me e la Mamma è un’esperienza unica stare insieme davanti a Lui, poiché il Suo bhajan si espande fino a creare nell’aria un’elegante nuvola rosa che c’invita a sedere e a restare.



Sant Bani, domenica 13.07

Ieri sera ho avuto un gradevole incontro con Betiji (Nirmala). L’ho aspettata in sala di meditazione cantandole alcuni vecchi bhajan in punjabi. Ritornata da lavoro è venuta nella mia-sua cameretta e con la sua unica tenerezza mi ha servito un gustosissimo gelato con gocce di cioccolato fondente. Il profumo delle roselline che mi ha portato Guruji e che ho messo sul comodino, si faceva sentire e ci ha unite in un affettuoso colloquio.  È cosí bello vivere nella casetta degli ospiti con betiji, poiché quando Lei vuole, riesce a regalarti con la Sua sensibilità coroncine di fiori spontanei che si appoggiano intorno al collo lasciandoti sentire la Sua fragranza.

Stamane alle 4:00 ho meditato da sola in Sala meditazione. Prima ancora ho sistemato il Gaddí come mi hanno raccomandato Kamal&Sumi (fratelli punjabi), ovvero con le loro bellissime stoffe di color verde smeraldo. Chissá se Lui le noterá prima che partiamo?!
Durante la meditazione sentivo che qualcuno mi stesse chiamando, al che ho aperto gli occhi e da lontano arrivavano note di chitarra. Pian pianino ho seguito il Suono e mi son fermata fuori dalla porta della casetta, dove Bobi&Bibiji meditavano. Aaja aaja aaja mere Kirpal ji…canta Guruji con tutto il Suo amore per Lui e per Lei (Madre Natura).

Stamattina sono stata con le donne del Santbani: prima con mammaji sistemandole alcune cosucce e creandole come Lei desiderava un angolo di felicità. Con Lei è stupendo perché mentre lavoro mi nascono dall’anima quei bhajan che il Suo cuore sta cercando. E così Jo baksho hamko di SantKripalji suona tutto il tempo che vivo fisicamente con Lei.
Alle 11:00 son corsa giù dalla mia sorellina che mi ha accolto con un cesto di mentuccia appena raccolta inebriandomi animo e corpo. Le ho donato un bacino dando inizio così al nostro seva di cucina. Si oggi noi due abbiamo sentito di creare la giusta atmosfera della famiglia che si unisce al pranzo di domenica, come si dice: il Sun-day lunch. Le stavo vicina e mi piaceva esserle d’aiuto, quando me lo chiedeva. Abbiamo preparato tante deliziose cosucce tra cui una magica tisana alle erbe, che solo a Lei riesce in modo speciale. Thanks Nirmaji!

Alle 18:00 prima che arrivasse Babaji, ho cantato ancora Jo baksho hamko fuori dalla porta di Irenaji e davanti a uno splendido fratello Sole che illuminava gli ulivi rendendoli verde fosforescente. Dopo mi sono seduta sulla mia magica poltrona, ossia dinanzi ai Suoi piedi.
Prima che terminassimo il Satsang gli ho sussurrato intenerita: ”Babaji, mi son ricordata del bhajan che cercavo ieri nella mia mente: Jhuthi dunya ch faseya dil mera di Sanji”. Lui l’ha cantato dopo con tutto il Suo potente animo mandandoci in uno stato di comune gioia, mia e quella di mammaji. A entrambe ci piace tantissimo il Juthi. smile!


Dal Sant Bani a Szombathely, lunedì 14.07

Alle 4:30 prima di partire sono andata a salutare Bibiji, la mia Rosa Luminosa, che stava nel suo dolce sonno. Così mi son seduta ancora una volta fuori alla Sua porta ripetendo il Simran cantato. Dopo un po’ è arrivato il nostro elegantissimo cigno rosa incarnato (così si chiama il colore del gilet che oggi indossa) a portarci la Sua porzione di nettare sotto forma di Chaitee: che delizioso! È addolcito con la giusta quantità di zucchero.

6:00 Siamo nel treno che ci porterà a Roma Ostiense. Stanotte non ho quasi dormito: ogni mezz’ora aprivo gli occhi. Troppo eccitata di partire con Lui. Per un viaggio lunghissimo, lunghissimo. Prego ai Maestri come al meglio dovrei servire il Loro Figlio, la Loro mina di Luce.

A Roma due satsangi ci sono venuti a prendere per portarci all’aeroporto di Fiumicino. Rina e Francesco aspettavano impazienti da una settimana questo momento. Volevano vederLo e passare quelle due ore con Lui, così mi hanno detto. Abbiamo preso una piccola colazione insieme ed entrambi hanno ricevuto in differenti situazioni un forte contatto con Lui, soprattutto Rina.

In aereo è successo una cosa strana: un po’ prima di decollare Babaji ha chiuso gli occhi per meditare. E dopo circa due ore è ritornato chiedendomi: ”Siamo già a Budapest?” “no, siamo ancora a Roma e l’aereo è fermo”, gli ho risposto. Bé l’aereo è decollato due ore più tardi e nessuno ha comunicato il perché o percome. Intanto io gioivo di sedere a qualche centimetro da Lui e mi respiravo ciò che solo i Santi sanno emanare.

A Buddha-pest ci hanno accolto Ernö e Sandor, sui loro volti si riusciva a vedere solo il sorriso negli occhi. Ci hanno portato nel luogo dove stasera si terrá il Satsang aperto al pubblico. Il posto è particolare: una caverna sotterranea, vestita di luci soffuse ed oggetti antichi di vari paesi del lontano Oriente. A Babaji gli hanno servito un piccolo lunch: specialità di Hari Krishna con un the giapponese color verdissimo. Mi ha proposto di assaggiare quello che Lui stava gustando ed io ad occhi chiusi ho detto di Sì…

Sono le 17:50 tra dieci minuti arriva SanSirioji nella sala ormai infuocata dall’ardore dei Suoi amati discepoli, che hanno preparato con cura ogni cosa (Gaddí, sedie, foto, incenso profumato etc.). Noto che gli ospiti che entrano nella sala si fermano in fondo stando in piedi pur vedendo che le prime file sono vuote: non avvertiranno mica già la Sua potenza? O perbacco volevo dire presenza! Sandor da inizio ai canti facendo aumentare il piacere della Sua attesa. Le rose sul Gaddí sono davvero Divine: un bouquet di rose bianche con cinque roselline di color rosa incarnato (il Suo gilet!!!)… oggetto di prova di questo eccellente matrimonio tra il Maestro e i Suoi discepoli.
Siamo al terzo bhajan, Richiji canta Guru guru guru guru bhol…e finalmente l’Amato si presenta con la Sua divina grazia ed immenso sorriso. Sediamo tutti a terra ai Suoi piedi e la sala con 70 posti a sedere è stracolma. Un Darshan lungo e sonoro ci fa vibrare, e a me sento che si è abbassata la pressione del sangue. Adesso sono completamente nelle Tue mani.

Al Satsang Masterji ha cantato e commentato Sas sas simro Gobind. L’acustica nella caverna sotterranea era forte. Come potrei mai descrivere ciò che produceva il Suo bhajan? Bé qui solo chi Lo conosce, L’ha visto e sentito dal vivo può raggiungerlo. Osservando i volti dei satsangi, ho avuto l’impressione come se Lo stessero guardando per la prima volta. Il desiderio struggente di rivederLo rinnova sempre l’Amore che ci sostiene, ci da Vita e ci riunisce in una sola parola: Naam. Durante il Satsang ho avvertito in un modo straordinario la presenza dell’amato Kirpalji. Lui pilotava Sirioji tutto il tempo, con una forza e capacità diretta, concreta e soprattutto chiara. Ad esempio, al momento delle domande, c’è stata una ragazza che ha alzato la mano e detto: “Ti ringrazio per questa nuova esperienza, poiché ho sentito l’anima che usciva in volo fuori dal corpo.”  Lui le ha risposto spedito: “Bene continuo a farlo!” Più tardi ascoltando le impressioni dei miei fratelli ho capito che non ero la sola a vedere Kripalji.

A tarda sera ebbri dal Suo santo nettare ci avviamo verso l’ultimo viaggio di questa meravigliosa giornata-matrimonio che ci condurrà a Sombhothey, in breve Szhely.



Sombhothey, martedì 15.07

Stamane la meditazione è iniziata alle 7:00 poiché ieri siamo andati a dormire verso le 2:30.
La casa è particolarmente accogliente, è circondata dall’affetto dei fratelli Sandor ed Ernö, dai loro ricordi passati in quel luogo, dove adesso ci vive solo il loro papà. Babaji alloggia in una grande stanza sopra una falegnameria che dista a cento metri dalla casa dove stiamo noi e dove si tiene il Satsang.  A metà mattino siamo andati tutti insieme al camposanto per visitare la tomba di un giovane satsangi morto sei anni fa di un incidente in montagna. È una giornata limpida con nuvole bianchissime che si muovono con la potenza del forte vento. Dinanzi alla tomba adornata di fiori e piante del Sant Bani Ashram, abbiamo cantato Satguru pyare meri. In quel preciso momento il vento soffiava fortissimo e la voce ritornava nel corpo dilatando ancor di più il suono interiore.  Questo momento l’ho vissuto molto interiormente, pensando al rapporto tra Maestro e discepolo e cosa accade dopo che uno dei due abbandona il corpo e si separa fisicamente. Cercavo in silenzio una risposta. E cammina cammina mi è venuto in mente un Satsang di Sirioji su una poesia di Maulana Rumi, dove ci disse: guardate la relazione tra Maestro e discepolo è sacra e pura. E non dura un po’ di mesi o qualche anno. È una relazione che nessuno potrà mai interrompere. Neppure il discepolo se decide di abbandonare il Sentiero. In questo mondo tutti dimenticano, solo il Maestro ed il Creatore non dimenticano nulla.

La meditazione delle 11 è stata per me formidabile, unica devo dire. Un satsangi prima che arrivasse il Maestro mi ha consigliato in modo diretto di mettermi davanti al Suo gaddí e di non restare in angolo in fondo alla stanza. Senza pensarci due volte ho sentito di obbedirgli. E come dice Sirioji: l’obbedienza va premiata. Davanti a Lui, a solo mezzo metro di distanza fisica, sono rimasta rapita dalla Luce del Sole che mi scaldava animo e corpo interiore per tutto il tempo dei bhajan e meditazione e sentivo che non sarebbe mai finito.  Bé d'altronde me l’ha promesso che il nostro Viaggio è lunghissimo. Endless.   P.S. …e siamo solo al 2° giorno del programma.

Alle 16:00 si è tenuto il secondo Satsang pubblico nella Casa delle attività culturali del paese. Un edificio molto grande e devo dire anche molto carino, tenuto bene. La stanza del Satsang era più piccola rispetto a quella di ieri ma molto familiare. Infatti, il Satsang è stato sentito come se fossimo nella nostra Casetta al SantBani. Guruji ha commentato un bhajan di Santji Naam ki mehima aparampar: La gloria del Naam è infinita. Mi sacrifico per il Satguru.
A fine Satsang dopo aver benedetto il parshad, che Ernöji poi distribuiva a tutti ha cantato in spagnolo un bhajanino richiesto da Vallí un’iniziata di SantJi:

Santji  Santji  Santji
hubelomos te esperamos
de Ti de Ti de Ti
benediciones Te emploramos
con nuestro corazón qué
sieden dondé estás
de Amor de Amor de Amor
hacia a Ti Santji SantJi.

È stato una manciata di stelle al cuore sentire la Sua dolce voce nella lingua spagnola. E poi la melodia è molto carina e piace a tutti noi satsangi, che a turno ci ripetiamo il ritornello. E ci sentiamo uniti sulla Sua divina onda di Luce. Muchas gracias Masterji.



Da Sombhothey a Wizla, mercoledí 16.07

Puntuali all’alba (4:00) come Lui ci ha consigliato siamo partiti per ritornare a Göd, dove mediteremo con Lui per sei lunghi giorni. Prima però si fa una piccola tappa in un villaggio a Mizla, per salutare e benedire la casa di due satsangi della Sant Mat, amici dei nostri fratelli ungheresi. Il viaggio a quell’ora era spettacolare. Lunghe distese di campi di grano, di girasoli, di conifere e fiori c’inebriavano completamente l’animo che percepiva la Luce provenire dalla Terra, da quel suolo piatto e calmo che in profondo silenzio evapora Forza e Sostegno.
In auto per tutto il tragitto ho sentito che il Sole continuava ad espandere il Suo dolce calore e proprio in quello stato di estasi abbiamo cantato no stop un buon numero di bhajan. In auto eravamo in cinque (Babaji, Sandor, Agi Butterfly, Ernö and me) a contenere in modo brillante il fuoco che Lui riusciva a creare con l’invisibile presenza del Suo respiro.  Ma non avrà messo mica le ali all’auto? Mi sono chiesta quando per un attimo non sentivo più il contatto con il suolo fisico. O che viaggio fratelli miei!

Al villaggio ci hanno accolto Perli e Thomas, i proprietari della casa, la quale se Dio vorrà un giorno si potrà trasformare in un Sant Bani Ashram ungherese. Ma prima –come ci ha detto Sirioji- ci sono molti campi di lavoro (spirituale) da compiere.
Ci hanno presentato la casa, grande quasi 300 mq con tanto giardino e orto tutt’intorno. In quel momento il cielo si presentava maestoso col Suo abito azzurro chiaro che con i Suoi raggi ci abbracciava tutti insieme. Prima di consumare il breakfast preparato da Perli con amore, Sirioji ci ha invitato a meditare in una delle camere della casa. Che fortuna, sedendomi a terra per ultima son capitata nuovamente dinanzi a Lui. Questa volta meno di mezzo metro. E sì, il mio animo stavolta non intende proprio staccarsi dal Suo divino contatto.  Sento la Vita.

Prima di rimetterci in cammino, Guruji ha trovato un albero di gelso da cui con la Sua esclusiva delicatezza raccoglieva i piccoli frutti e li offriva ad ognuno di noi. Questo gesto mi ha toccato profondamente e lo sento ancora adesso che sto scrivendo. Devguruji…
Tu mera pita, tu mera mata, tu mera banduhap, tu mera bhrata.



Göd, 16.07

A pranzo mi son sentita un po’ spaesata con tutto l’ungherese che mi gira attorno. Il gruppo consiste di 26 ungheresi più un’italiana-napoletana. Mi mancano i fratellini italiani, o meglio il contatto con loro per sentirmi a Casa (SantBani). Sirioji pensaci tu?!

16:15 Prima che iniziava il Satsang sono passata da Lui per donargli il Chaithe. Lui diretto mi ha detto: ”Annaji sai, dovresti scrivere il diario di tutti i giorni di questo programma per i-satsangi-e-non d’Italia.” “Certo, lo farò!” gli ho subito risposto. Quando sono entrata nella sala meditazione Sandorji stava proprio cantando uno dei Bhajan preferiti di Dassji (Andrea)…Bhave jan na jan ve. E dentro mi è risuscitato l’Ashram con i Suoi benedetti figli. Certo, con il Diario richiamo all’attenzione tutti i fratelli che fisicamente non sono presenti, descrivendo a Loro il nutrimento che Lui ci sta dando.  E’ proprio vero: “Il Maestro ascolta sempre la preghiera di un Cuore sincero.” Thanks, my Lord.



Göd, giovedí 17.07

La meditazione delle 4:00 non ha funzionato per niente, ieri sera ho esagerato mangiandomi un piatto di rokot krumpli, la specialità ungherese fatta di patate e formaggi speziati. Mi sono svegliata stanca e con la testa a forma di sasso gigante.  Spero che una doccia fredda con un forte the nero mi liberi un po’ da questa folle sensazione di pesantezza.

Alle 11:00 Babaji, Karoli e Sandorji erano potenti col loro bhajan fino a creare una bomba esplosiva sul nostro capo. P.S. altro che the nero, questo si chiama Natural awakening (risveglio naturale). Il suono è stato talmente influente che ci ha ammutoliti tutti quanti. A pranzo per la prima volta non sento volare una parola…silence…silence… silence.

Stasera prima del Satsang ho sentito un’aria elettrizzata dai tanti pensieri dei fratelli ungheresi, poiché hanno saputo che Guruji intende incontrare Sophia, la rappresentante ungherese di SantJi con la quale hanno praticato i primi cinque anni di meditazione, se ho ben capito è stata per loro la Primary School della Sant Mat.

Come solo un vero genitore sa ascoltare nel profondo i Suoi figli, Lui ha avvertito tutto senza mettere ancora piede nella Stanza di meditazione.  Il Suo Satsang (poesia di Rumi) è stato incredibilmente forte e decisivo per tutti noi.
  • Rimanere ovunque e in ogni modo positivi per mostrare in pratica il frutto del lavoro spirituale. Se no a che serve tutto quanto?!
  • Non scendere mai a compromessi con niente e nessuno, se vogliamo definirci uomini spirituali.
  • E per finire: vedere acutamente la Veritá del momento nel presente e non farsi troppi film in testa.

Ci ha azzittito la mente e l’Io per la seconda volta oggi. Che altro si può chiedere di più?
Il Suo Satsang è unico...



Göd, venerdí 18.07

Masterji stamane ci addolcisce con Aaja aaja aaja mere Kirpalji ed entriamo subito in sintonia con Lui. Poi con il bhajan Milo Kirpal pyareya ha creato l’intima atmosfera del mattino che durante il Darshan nella stanza suonavano le note del Sitar su onde sottili di Luce.

A differenza dei ritiri passati che ho vissuto, questa volta non vado a riposarmi nelle ore di pausa tra una meditazione e l’altra. È troppo viva l’energia che si muove nel corpo. Pertanto collaboro nel modo e soprattutto al momento giusto con i sempre più gioiosi ungheresi. Ma questo capita quasi a tutti. Sentiamo che stiamo meditando tutto il giorno no stop. Il bhajan continua a cantare e la cosa che non ho mai vissuto prima e che mi fa credere a una sola Sua benedizione: sorridiamo in continuazione senza troppe parole. Uno canta e tutti gli altri sorridono e si uniscono di seguito nel canto. Ubriachi del Suo Amore. Do you know the divine Wine?  Provare per crederci!coi discepoli ungheresi

Alle 11:00 Irenaji si è fatta viva nel mio cuore chiedendomi di cantarLe Ek dardmand. Come posso descriverlo! a metà del bhajan non avvertivo più la mia voce, mi è sembrato di aver smesso di cantare per lasciarlo fare a Lei. Agiji che sedeva vicino a me, mi ha poi confessato che vorrebbe capire il tipo di voce che ho, poiché cambia spesso con il bhajan che canto. Le ho sorriso senza parole. O wie ich kann es Dir sagen: Ich liebe Dich Mammaji!

La meditazione stasera é stata accesa da bellissimi canti. Devo dire che Sandor ha una voce particolare capace di disegnare nel canto colori e poesie all’Amato. E che dire dei testi che sceglie, quest’ultimo diceva: “Adesso vieni, avvicinati e siediTi con noi”. È la terza volta che siedo a fianco a lui e mi capita di avere una meditazione concentrata con intensi flussi dell’Amore di Babaji che siede di fronte agli occhi miei.

Sirioji canta per ultimo Chelo ni saiyo Sirsa con tutto il Suo sprigionato impeto che ci fa impazzire l’animo e cuore. Nel ritornello non si riesce più a distinguere la nostra voce dalla Sua. Siamo diventati Uno?

Il Satsang di stasera è una sessione di domande e risposte. Gli argomenti riguardavano lo stile di vita vegetariano, come liquidare i karma che accumuliamo in questa vita e che cosa s’intende per alchimia e metamorfosi. Alla fine del Satsang Masterji ha ricordato la presenza fisica di SantJi al Sant Bani di Ribolla, l’atmosfera che lasciava per mesi e settimane e soprattutto ha rammendato la Luce che lasciava nella Sua casetta…in quel momento l’emozione ha coinvolto tutti nella stanza e sentivo che volavamo con Lui in quello spazio dove le nostre anime s’inebriavano d’estasi.  Dopo quest’ennesimo viaggio ha donato a tutti quanti discepoli, amici e ospiti che stavano lì per la prima volta un lungo che dico lunghissimo darshan. Egli crea dosi forte d’Amore ed i visi dei fratelli e sorelle sono come bambini celesti, puri e senza macchia. Babbojimio, quanto sei generoso.

20:30 È da stamattina che Sandorji mi chiede di pregare Sirioji a cantare Sawan kabhi Ao. Stasera nella pausa mentre si mangiava una profumatissima anguria, ho riferito a Sandor che glielo ho comunicato e che Lui al momento giusto avrebbe realizzato il Suo ed anche mio desiderio (Inno alla Primavera). Questa volta a differenza dei ritiri passati a Guruji non gli ho verbalizzato niente, ma sussurrato teneramente from heart to heart. Dopo che Andiji ha cantato in modo meraviglioso Io amo il Suolo da buon Amato ha raccolto dai nostri cuori entrambi desideri e li ha resi reali e vibranti nell’animo di tutti i presenti. Ha iniziato prima con Sawan Kabhi ao e subito dopo l’Inno alla primavera. A fine canto le nostre anime sono svenute e nell’aria regnava gloria e tantissimo Amore.
Questo tipo di atmosfera mi fa impazzire, per non parlare poi del Darshan della buona notte in cui ci ha coperto con un velo di Luce che si scioglieva dolcemente su di noi – inside to us.
Tu sei misericordioso, Tu sei misericordioso, O Baba Amrit Sirioji Tu sei misericordioso.



Göd, sabato 19.07

A ogni meditazione il Maestro tiene un Satsang, intendo dire fa un discorso introduttivo prima che meditiamo: di mattino, a mezzogiorno, pomeriggio e sera. É semplicemente stracarico del Loro potere e con Esso ci sta straviziando più che mai. Per non parlare poi del flusso di Naam con cui ci nutre al crepuscolo del mattino, quando canta divinamente i Suoi ultimi indescrivibili bhajan: Alla Prima Luce dell’Alba e Mi sono svegliato, mi sono alzato, mi sono incamminato alla ricerca dell’Eterna Veritá. Devo proprio ammettere che adesso Qui li ascolterei ad ogni meditazione - prima e dopo – per restare su quell’onda magica che mi lega a Lui, … e soltanto a Lui. A fine meditazione mi è arrivato questo pensiero in inglese:

The Master is the real Friend
He can sit in your heart
Everything as everyone comes and goes way
Only He is able to remain.
Be happy with Him.

13:00 Insieme con Ernö e Richiji ho accompagnato Babaji al Suo incontro con Sophia, che abita un po’ fuori dalla città di Budapest. Il viaggio era molto silenzioso e si apprezzavano i chiari colori del cielo grazie ad una splendida giornata di sole. Prima di arrivare alla casa, ci siamo fermati per comprare un omaggio floreale, e guarda caso le rose assomigliano proprio a quelle del giardino del Maestro al Sant Bani.  Sophia ci ha fatto attendere qualche minuto fuori al portone – poi è venuta a prenderci, un po’ agitata. Osservavo restando in sintonia con Lui. (Certo, la casa me l’ero immaginata più vuota, spartana con poche cosucce. Mentre era affollata di libri e suppellettili che non lasciavano spazio e respiro a nessun angolo). Ad ogni modo siamo riusciti a trovare un posticino dove sedere e Sophia gentilmente ci ha offerto un the nero al quale Babaji ha accettato volentieri, e noi satsangi lo stesso. Vigeva nella stanza una certa tensione - da parte di Sophia- che Guruji ad un certo punto ha iniziato a cantare Guru saman nahi data (nella Sua versione) infuocando la stanza e perfino i libri. Smile!
Poi l’abbiamo imitato cantando ognuno il bhajan che sentivamo in quel momento e in quello spazio.  Qui niente mi ha impressionato. Tranne la pesante sofferenza che avvertivo nel corpo di quella donna, che a tutti i modi vuole convincersi di trovare il nutrimento dell’anima nei libri e nelle cose materiali. Mi son ricordata che due anni fa prima di conoscerLo vivevo e credevo anch’io come la cara Sophia, per tale motivo ho nutrito una certa compassione e dolcezza nei suoi confronti. Le ho cantato un bhajan con tutto il mio Se femminile e regalato una mela dal cesto della frutta del ritiro. Jhutha sansar hai…kama didar hai, ruh sharmsar hai (L’anima deve praticare il Tuo darshan, ma è imbarazzata. Vieni Kirpalji Ti aspettiamo.)

I bhajan serali destavano una folle ilarità: Karolji ha cantato Darshan Dek molto alto e in versione che non avevo ancora sentito prima. Dovevamo sorridere tutto il tempo, compreso Babaji che si è poi sintonizzato a lui cantando Nach re.  Devo concludere stasera che l’intero ritiro è un matrimonio di anime, vale a dire tra quella del Maestro e il Suo discepolo. Mi son fatta capire?!



Göd, domenica 20.07

4:00 Mi siedo in meditazione con un cuore gioioso poiché il mio fratellino Ernöji sta cantando Dhan Kirpal (nella versione di Sirioji). Questo bhajan era-è-sará Sempre un balsamo per la mia anima. È il ricordo di quando l’ho Visto per la prima volta…incancellabilmente dentro di me.


11:00 La sala di meditazione diventa ogni giorno sempre più affollata. Amici, genitori, conoscenti. Tutti vogliono venire a vederLo. Chi è beato e stabile come una Roccia sul Suo seggio. Dopo il primo bhajan cantato da Richiji Dukh bhanjan tera Sirioji mi ha chiesto di cantare Ab Bakti Karo. Of course! Le ho risposto dentro di me servendoLo con tutto il mio intenso affetto. Dopodichè la fiamma si è innalzata sempre più in alto lasciandoci assaporare quello che è la fusione con Lui. A fine meditazione gli ospiti si avvicinavano a me commentandomi la grandiosità del Maestro nella loro lingua (ungherese) ed io rispondevo con sorriso igen igen. Ya igen igen che vuol dire si si, è proprio così.

17:00 Sono arrivata mezz’ora più tardi al Satsang poiché aspettavo la cottura del pane che ho preparato con tanto amore per questa splendida famiglia spirituale che si è creata in questo programma.  Nella sala ho trovato il mio cuscino davanti a Guruji a meno di mezzo metro. Evvai, ancora un’altra benedizione (viaggio)! Stavolta Kirpalji ha deciso di fare il pienone nella mia vita. What should I still desire? Il Sole risplende dinanzi a me. Lo guardo fisso cercandolo sempre più nel profondo. Un velo rosso rubino mi copre gli occhi catturandomi e avvolgendomi nel Suo abbraccio. Siedo nell’eterno momento.  O Grazie a Dio.

Per fortuna che tra una meditazione e l’altra l’Amato Sawan ci benedice e c’invia fresche pioggerelle per rinfrescare la Casa diventata un fuoco ardente of spiritual Light.


Stasera al Satsang Babaji ha sorpreso tutti cantando e commentando il cantico di San Francesco nella lingua originale volgare. Non ho seguito bene la prima parte, ero troppo stordita dalla meditazione. Riuscivo a vedere solo la Luce che emanavano i Suoi occhi e le Sue mani che spesso Guruji muoveva creando cerchi luminosi nello spazio. Sposatevi, create una famiglia. Insieme si crea forte alleanza spirituale. Lo si serve meglio e più sinceramente. Questo era uno dei messaggi di questo delizioso satsang.  Alla fine Babaji ha chiesto chi voleva cantare un bhajan per terminare il satsang, e tutti hanno guardato nella mia direzione, pertanto pensando a Mammaji ho cantato diritto a Lui Rhua sadiya nu par langa che ha commosso quasi tutti nella sala sentendo la mia devozione scivolare ai Suoi Santi piedi. 
O amato Kirpal ji, di fronte a Te piango. Ti chiedo di credermi.



Göd, lunedì 21.07

Ultimo giorno del programma. Il gruppo è diminuito (alcuni son dovuti ritornare al lavoro mondano), ma l’estasi che c’inietta Sirioji sta aumentando bhajan dopo bhajan. Godiamo della Sua luce stando fermi sulla Sua onda. I fratelli ungheresi cantano benissimo le poesie di SantJi, ma quando vogliono dare al Maestro il loro cuore allora cantano in italiano. E devo affermare che ci riescono molto bene, poiché di fronte a Lui ogni cosa si trasforma in puro Amore.

Il Satsang delle 11:00 è stato straordinario, mai vista tanta ebbrezza sui volti dei cari compagni di Viaggio. Abbiamo un enorme sorriso dentro il cuore ed il feeling è irresistibile.
Oggi Sirioji era nella pienezza del Maestro SantJi. L’avevo davanti agli occhi, mentre ci raccontava dei satsang nel Rajasthan e soprattutto quando ci ha cantato un sublime canto in lingua americana. Ci ha commosso nell’intimo impadronendosi del nostro cuore.
O Maestro Sirioji, rendici Tuoi, fa del nostro cuore un Santuario degno di te.

Stasera al Satsang finale il gruppo ha ripreso volume e tutti sono contenti di condividere le loro esperienze ricevute per Sua grazia divina. Ognuno ha espresso una profonda gratitudine ai Maestri Kirpal&Ajaib ed al Maestro vivente che ci ha guidato amorevolmente dando completamente tutto se stesso.  In particolare Ernöji ha preferito manifestare la riconoscenza al Suo Amato cantando Gli una poesia scritta nella sua lingua(ungherese). Beautiful, really beautiful! A Sirioji è piaciuta tanto e gliela pure comunicato con le Sue dolci parole.
Che spettacolo miracoloso è la nostra Vita insieme con Lui.
Beato chi Lo riconosce e Lo serve in umiltà.


20:30 Per terminare Babaji c’invita tutti ad andare a salutare il Danubio che dista a cinquecento metri dalla Casetta del ritiro. Il Duna, in ungherese, si presenta in compagnia di un vivacissimo tramonto di colori primaverili nell’altissimo cielo che col soffio del vento amplifica l’ebbrezza dentro all’animo e sulla pelle. Sembra la Luce di mezzogiorno eppure sono quasi le nove di sera. Sediamo su un robusto tronco d’albero incastrato con le braccia (rami) perfettamente a terra. Come se qualcuno l’avesse preparato per quest’occasione. Lui pensa veramente a tutto! E fa vedere i miracoli anche ai ciechi.


Di fronte alla bellezza dell’incantevole Madre Natura GuruSirioji fa il bhajan con elevato spirito colmandoci ancora di Naam proveniente dalla Sua potente voce.
Essere presente ad una tale comune gioia è esclusivamente un Suo unico parsád.


Da Göd a Roma, martedì 22.07

4: 00 Tra qualche ora termina quest’interminabile ritiro e l’aria nella sala è molto rilassata. Sento che ognuno di noi, nuovi e vecchi satsangi, ha concepito un intenso viaggio in noi stessi, esplorando i migliori e peggiori aspetti della nostra persona. Grazie a Dio esiste il Maestro Amrit Sirioji (questo è il nome che Gli abbiamo dato in questo programma, poiché finora è l’unico che riesce a dare lunghissimi Darshan) da cui ci si può recare e prendere coscienza della propria situazione. Nella Sua misericordia, ci tenga sempre sul giusto sentiero.

All’aeroporto ci accompagnano Ernö, Richi e Karolibaba, con cui si crea un ulteriore Satsang nell’auto durante il tragitto. Che discepoli insaziabili! Smile!  E che magnanimo Maestro! Stanotte Babaji ha dormito solo tre ore poiché ha terminato quasi all’una di notte i colloqui privati. Eppure Lo si sente parlare e raccontare con una freschissima energia e limpido sorriso sul Suo volto tranquillo. Il Satsang privato, per noi quattro, si sposta in un piccolo salottino che troviamo nella caffetteria dell’aeroporto. Non credo di essere mai stata così gaia come in questo momento. Il mio cuore trabocca d’Amore e la Luce sulla Sua fronte non smette di richiamarmi. Perbacco avverto che i miei occhi si stanno appiccicando ai Suoi, d'altronde non è questa la luna di miele?

Prima del volo scambio un abbraccio di Luce con i fratelli con cui ho avuto una Vera sintonia in questo ritiro. Anche loro contribuiscono tanto nella mia trasformazione e gli sono molto grata. Fa’ che il Tuo Naam risieda nel mio cuore, dammi la compagnia dei Santi.



Roma, 12: 30

Puntualmente Francesco e Rina sono venuti a prenderci all’aeroporto di Fiumicino ed abbiamo passato insieme un raggiante momento. Sulla terrazza della casa di Rina Babaji ha apprezzato una fresca fetta d’anguria e nel mentre donava a loro un lieto Darshan. Ho sentito di cantare un bhajan in quell’occasione creatasi spontaneamente, e Satguru pyare meri mi è spuntato dal cuore. È il momento di separarci fisicamente. Lui proseguirà col treno mentre io riprendo l’aereo che mi riporta a Casetta. Mi sento carica e guidata dal Suo magnetismo che mi consente di continuare il Viaggio da sola... O Universo dammi la forza affinché io non mi fermi prima di essere giunto alla meta.


Thanks, O my God. Thanks O my Lord Guru Amrit Sirio Ji…
Senza la Tua Grazia noi siamo nulla.
Abi.
 
 
ABi e Sirio

 

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