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Nuovi Bhajan Stampa E-mail
Scritto da Sirio   
mercoledì 28 ottobre 2009
Nuovi Bhajan dal nostro Amato Maestro:

 

La tazza e la caraffa


Fui a lungo tazza, sempre a bere come una pazza,
mi versavano ogni ben di Dio
e io tutto accoglievo e consumavo.
Talvolta tale era l’ilarità, la contentezza
Per l’abbondanza che versavo liquido
Da ogni parte e molti contagiavo
Inebriandoli ed entusiasmandoli.
La caraffa era colma e traboccava
Pertanto non faticava e la tazza sempre colmava.

In sua lontananza la tazza si svuotava,
tutto il nettare evaporava, ma non appena
in prossimità della caraffa si trovava,
la quale nettare sempre versava,
subito si ricolmava e a sua volta traboccava.

Poi venne quel di in cui anche per
La traboccante caraffa la fine arrivò,
cadde al suolo e si schiantò,
rompendosi in pezzi inutile diventò.

Prima di frantumarsi
la tazza guardò e così le parlò:
“Hei creatura mia, io ho finito il mio tempo
Ora entri in ballo tu; osservati un po’,
tazza più non sei, ti sei trasformata,
ampliata, sei una bella caraffa.
Ora  il tuo turno di colmare è venuto.
Vai, sii coraggiosa, io sarò sempre con te
Da dietro l’apparenza  non ti farò mai mancare
Il nettare. Dai e sempre più avrai.”

 



 

Della pioggia che cade lentamente
 

Della pioggia che cade lentamente
in un giorno d’autunno passato melanconicamente,
che dir si può cara mia mente.
E’ calma, costante, ma non invadente,
penetra nel suolo e lo feconda
senza levargli nulla, lo nutre e lo impregna.
Quieto è l’autunno al suo primo venire,
calmo, profondo oltre ogni dire.
Acquieta l’animo e gli trasmette un anelito profondo
Per Ciò che non ha limiti o fondo.
A la quiete, la pace che le ansietà miete,
ne fa un cumulo che brucia e sfumare vede.
Questo io voglio sentire in me e fuori di me,
sciogliermi in esso tanto da dimeticar me stesso.







Fa di me quello che Tu vuoi

 
Fa di me quello che Tu vuoi
plasmami come meglio puoi,
su di Te io non ho potere
nettare o veleno sei tu
a farmelo bere.

Trasmuta il mio essere,
insegnami a tessere,
con i fili della mia vita
un tappeto su cui i
Tuoi piedi mettere.

Nulla io sono
Senza Te non riesco
ad essere buono;
il mio cuore si indurisce
e ogni compassione da dentro me svanisce.

Quanto vorrei riuscire
Ad esserTi gradito,
diventare così puro
da farti innamorare di me
in modo assoluto.

Di me fa’ una penna
Con cui scrivere il nostro romanzo,
di un amore puro,
di un amore vero
che tutti ispiri davvero.

Ti imploro, dimora sempre in me,
finché di Sirio, più niente c’è,
solo il Sublime colmi
il mio intimo Se.




 

Sempre Te, solo Te 

Sempre Te, solo Te, in mezzo al mare del mondo
Voglio sempre seguire la rotta tracciata da Te.
Tutti creano attorno a se atmosfere
che emanano da quel che in loro c’è.
Sentore di un pensiero in cui luce, aroma,
bellezza, non v’è e diffuso è.
Senso di vuoto e tutto svuotato di senso.
Vite senza mete, senza comete,
senza splendore che crei calore.
Qui ansia, li depressione, qui paura, li disperazione.
Vite perdute senza la minima bellezza, aromatica essenza.
Io fui fortunato, incontrai Te, splendore radioso
Che scese su me, mi sbalordì e mi sorprese,
mi lasciò a bocca aperta dallo stupore
causato dalla Tua divina offerta.
Un’offerta allettante che colsi all’istante:
di tralasciare il mio vecchio se per colmarmi di Te.
Si, mi colmasti e la mia mente trasformarti
Da un fuscello sbattuto a una roccia possente
Che venti e tempeste non smuovono per niente.
O Kirpal, Maestro e Signore, mio divino, soave amore
Fammi giungere nel Luogo laddove ne me, ne Te più v’é.




Siri Kirpal
 

Siri Kirpal, Satguru, mi inchino ai Tuoi piedi,
sei il mio Amato e nel mio cuore risiedi.

Mi hai salvato dalla disperazione,
alla mia vita hai dato la nobile direzione
sei il mio Amato…

Venni da te smarrito e profondamente atterrito,
pieno di sincere speranze e di enormi discrepanze,
sei il mio Amato…

Non appena cominciò il viaggio verso la Tua dimora,
la mia anima si svegliò e prese a vibrare ancora,
sei il mio Amato…
 
Come se in un cadavere riprendesse a battere il cuore,
e il sangue pompasse in ogni dove,
sei il mio Amato…

Avvertii il Tuo Naam permeare il mio corpo,
la Tua benedizione fugare ogni mia confusione,
sei il mio Amato…

Quando poi vidi la Tua forma luminosa,
tutto il mio essere fiorì come una bella rosa,
sei il mio Amato…

Ebbi immediatamente l’assoluta convinzione,
che mi avresti liberato da ogni mia prigione,
sei il mio amato…

Fui sbalordito oltre ogni dire,
l’innalzamento superò tutte le mie mire,
sei il mio amato…

Tanta fu la luce che invase il mio essere,
da non riuscire a credere come potesse essere,
sei il mio Amato…

L’amore per Te sbocciò immediatamente,
la devozione ai Tuoi piedi mi saturò la mente,
sei il mio Amato…

O Gurudev Kirpal, mia Guida divina,
satura la mia anima con la melodia della vina,
sei il mio Amato…





Sawan cigno splendente

Sawan cigno splendente vieni
A illuminare la mia mente (x 2)
Manifestando la Verità sbalordente.

Sawan col Tuo magico fascino
Hai incantato la mente di tutti:
orientali e occidentali, colti e illetterati
son tutti venuti alla Tua porta.

Sawan si è riunito il Sangat
Ansiosi attendiamo il Tuo arrivo,
tutti insieme cantiamo i bhajan,
la melodia è pura armonia.

Sawan il tuo viso incantevole
Scioglie all’animo ogni catena,
dai Tuoi occhi splendenti emana
una Luce che i devoti bramano.

Sawan sei stato un grande esempio,
hai redento l’essere più empio;
senza di Te la nostra vita
sarebbe un orribile scempio.

Sawan orgoglio di Jaimal,
hai glorificato il Suo nome,
hai trasmesso il Suo Potere
a chi assetato voleva bere.

Sawan tanti grandi Maestri
Han benedetto questo mondo,
Tu sei stato come la panna
Che ricopre la dolce torta.

Sawan hai donato al mondo,
tesori preziosi mai visti:
il grande Somanath, l’inebriato Mastana
Il diamante spendente Kirpal
 

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