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Nuovissimi bhajan dal nostro Amato Stampa E-mail
Scritto da Dass   
giovedì 21 maggio 2009
Il nostro Satguru Sirio Ji mi ha inviato altri bhajan che saranno poi inseriti nel futuro libro "Nel giardino dei Melograni in fiore":

 

 

 

 

Possa io incontrare qualcuno…


Possa io incontrare qualcuno
Che ha realizzato la Suprema Verità

Senza un bastone vago nel buio,
possa io incontrare la Guida divina.

Sono stato in tanti luoghi di pellegrinaggio:
Mashad e Hardwar, Rishikesh e Arunachala,
San Pietro, la Verna, Assisi, Sangiovanni Rotondo.

Ha vagato sulla Alpi, gli Appennini e l’Himalaya,
nel profondo del mare e nell’aria sconfinata,
ma la Tua immagine li non l’ho trovata.

Mi son poi messo a studiare i Testi Sacri:
la Bibbia, le Upanishad, la Gita e il Vivekachudamani
l’Adi Granth e il Sar Bachan.

Ho poi letto gli insegnamenti dei Maestri del mio tempo:
Aurobindo e Ramakrishna, Ramana e Yogananda,
Krishnamurti, NeemKaroli Baba e Shivananda.

Ho viaggiato a oriente fino al mistico Industan,
ho incontrato Nagasadhu, Saniasi e Swami,
ma la Luce divina nei loro occhi non l’ho trovata.

Poi il mio buon destino mi fece avere il tuo recapito,
feci quel viaggio da Rishikesh a Deradhun,
e fu così che mi trovai inondato dal Tuo potente Dhun.

Quando vidi il viso di Kirpal il Divino
Mi stordì ancor più del migliore vino,
la mia bocca si aprì dalla meraviglia che percepì.

Tu mi indicasti la grande Via
Per trovare in me la Luce splendente
Che mi trasportò in una condizione sbalordente.

Fu poi per Tua pura grazia che quando mi lasciasti solo,
i miei passi furono diretti da quel Santo purissimo
che fu Ajaib il Santissimo.

 

 

 

Il tempo è una grande illusione…
 

Il tempo è una grande illusione,
che ci inganna fino alla disperazione,
ogni momento il presente diventa passato
ed è come se non ci fosse mai stato.

Noi facciam progetti per gli anni a venire,
ma non sappiamo se il successivo respiro potrà avvenire,
ci illudiamo di poter vivere in eterno,
ma alla nostra vita Lui ha già dato il Suo segno.

Noi si ammassa averi sfruttando e ingannando,
la compassione e l’amore non ci sfiorano nemmeno passando,
siamo crudeli, ingannatori e usurpatori,
di ogni ingiustizia siamo i legittimi detentori.

Tanti imperi ci son stati nel tempo,
coi loro tiranni che non davano scampo,
di loro resta solo un velenoso ricordo
di gesta infami, di eccidi di massa.
 
Mogli, figli, amanti, genitori e parenti,
se ne son tutti andati all’appello saranno assenti;
infine non porteremo nel viaggio oltre il corpo,
neppure il respiro che sarà solo di intoppo.

In realtà mi sono illuso, mi son proprio ingannato,
di esser vissuto, di esser mai nato,
l’io separato non è che un dolce inaganno,
Dio è la sola realtà tutti i saggi lo sanno.

A questo punto forse è meglio tacere,
vino ne ho versato tanto non posso più bere,
la logica e la ragione hanno preso il volo
rimane tra tutti l’Innominabile solo.

 

 

 

Come sempre l’inverno è finito…

 
Come sempre l’inverno è finito
e tutto il suo grigiore è dall’aria sparito,
sta arrivando la primavera
a dar letizia all’animo e illuminare la buia sera.

La natura si sta vestendo a festa,
con mille fiori di colori ci riempie la testa
un’esplosione che parrebbe senza fine
per tutto colmare e di gioia riempire.

La campagna s’è fatta loquace,
ci parla di una grande rinascita,
che porterà gli umani a rifiorire
trovare la Luce e le tenebre veder sparire.

Nulla mai dura in eterno,
tutto cambia sullo scenario del mondo,
ogni opposto manifesta il suo opposto,
il buio la luce e la luce le tenebre.

Ma ora è il momento di giubilo,
finalmente la luce è arrivata,
a illuminare le zone oscure
a ridar senso e direzione alle cose.

Finalmente è tutto chiaro:
la vita, il suo scopo e dove stiamo andando,
non rimane ormai alcun dubbio,
all’Infinito stiamo di certo tornando.

 

 

 

L'ego  è un ladro
 

L’ego che asserisce è un ladro
Che si attribuisce meriti
che non gli appartengono.
Ho fatto, faccio e farò,
sono bravo, astuto e intelligente.
Tutto questo è un furto di meriti
Che non ci appartengono.
L’artefice di tutto è Lui,
ci insinua l’idea, l’intuizione,
il desiderio d’agire e ci da
la forza per attuarlo.
Da noi non ci penseremmo,
non lo vorremmo, potremmo essere
incapaci, deformi, pazzi e disperati.
Se abbiamo un corpo capace,
una mente sana e la volontà
di concretizzare le nostre idee
è tutto un Suo dono.
Non io, ma Tu,
non mio, ma Tuo,
non prendere, ma dare,
Non volere, ma fare la Sua volontà.

 

 

 

Il Tuo Darshan…
 

Il Tuo darshan mi colma di gioa
La Tua faccia è sempre  piacevole soglia.

Vero amato mi hai conquistato il cuore
Più altro non desidero che ricevere il Tuo amore.

Quando ascolto le Tue sagge parole
la comprensione fiorisce nella mente.


La Verità sei Tu mio Prabhù
Che mi da direzione, chiarezza e determinazione.
 
Il Tuo devoto giorno e notte ti ricorda,
smania dal desiderio di guardarti negli occhi
da cui di Luce trabocchi.

 

 

 

La vera pace, la vera gioia
 

La vera pace, la vera gioia
Questo è ciò di cui ho voglia.
Amare Te, servire Te
è ciò che ho sempre cercato
è  nella mia vita ho attuato.
In tutti i modi mi son sempre sforzato
Per ottenere la Tua grazia che il mio cuore sazia.
A che serve la vita senza la Tua presenza,
arido è l’animo solitario in Tua assenza.
Quando la Tua snella presenza
mi compenetra la coscienza
tutto il mio essere gioisce
e l’aridità svanisce.
Allora davvero vivo
E il mio intimo diventa attivo,
dinamico e splendente
in modo immediato e sbalordente.

 

 

 

Tu sei la mia pace…
 

Tu sei la mia pace,
se la mia gioia,
Tu il mio amore
Tu il mio dolore.
Per buona fortuna
Ti ho incontrato e a prima vista
di te mi sono innamorato.
Un amore puro, un amore vero
Che mi ha acceso l’animo come fosse un cero.
Un cero sacro posto ai Tuoi santi piedi
Per glorificare la bella forma in cui risiedi.
Per illuminare il tuo puro volto,
per dar splendore ai tuoi occhi chiari .
Della mia vita vorrei fare un dono totale
Che la Tua missione possa glorificare
Affinché sul Tuo vascello possano salpare
Tutti i tuoi figli che la  Luce vogliono contemplare.

 

 

 

La pazienza è la grande virtù


La pazienza è la grande virtù
che fa perdonare tutto quel che fu.
Senza perdono non si dimentica,
se non si dimentica non v’è pace,
se non v’è pace la mente non tace,
se la mente non tace non si può meditare
se non meditiamo ci facciamo sopraffare
da mille angosce che ci fanno schiantare
e a lungo andare ci fan pure ammalare.
Perdona e dimentica soleva dire Sant Kirpal ji
Che di saggezza ne aveva più di chiunque qui.
Dobbiamo sforzarci per riuscire a innalzarci
Sopra i limiti umani senza mai stancarci.
Vince chi persevera nel bene fino alla fine
Senza mai smettere di lottare con gli istinti degradanti
Che per un vero umano sono tanto umilianti.
O grande Essere impavido muoviti a compassione
Di ogni buona virtù dacci un immediata trasmissione.
Colmaci di  dominante passione
per poter svolgere la Tua grande missione.

 

 

 

Canto a Kirpal   (scritto come si pronuncia)
Ajaib


Naam Saheb da chambedi buti
Satguru man mereve celai piario
Satsang danet pani deke
Karlei dhun sovai pareo
Andar buti mehek machaia
Già phollana te ai pareo
Give Kirpal suna Satguru
Jini e buti lai pareo
Kirpal Singh nu Simre ke papi tere annek
Kahe Ajaib na ciodi he Kirpal Singh ki tek
Sun phuriad pirand apira
Ek aak sunava tenu piarea
Tere jeha menu ik vini milea
Mere jenia tenu laki piarea
Phol na kagaj vadinia vale
Darton take na menu piarea
Je mere vech go nana onde
Tum bakshenda a kinu piarea
Tel tel daya poradi tera
Rati rati dham cior piarea
Pal pal dame guni i piarea
Bakshi avgun mera piarea
Kis kamda che nahi koi na kodide
Kirpal Singh Satguru milia pai amolak dee
Du sirka balik ota pagti benà kangal
Kirpal Guru, Kirpalkari har tande kio nehal
Gad gad bani kante ne hans tapke nen
Bohot bir KIrpal ki tarvitare din ren
Hahe, hahe Kirpal kad milè shati pati jae
E sabina de hoegà darshan karun agae
Bin darshan kal na parè manu a tart na tir
Ajaib Guru Kirpal binà koun banave atir
Tud age har dass amari
Jio pind sabtera piarea
Kahe Nanak sab tera vadeai
Koi Naam na jane mera piarea

 

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