SANT BANI ASHRAM Dedicato agli insegnamenti dei Maestri Sawan, Kirpal, Ajaib. Podere Valdivita, 58027 Ribolla (Gr) - Tell 0564 579788 - email: clicca qui www.santbaniashram.it INVITO AI RITIRI DELL'ANNO NUOVO: Ribolla dal 2 al 9 gennaio 2011 Dal 5 al 6 febbraio (luogo da definire) Mantenere i limiti del rispetto Mantenere i limiti del rispetto, sembra cosa da poco! ma, v’assicuro, da poco non è. “Permettimi di amarti senza Superare i limiti del rispetto”: scrisse Sant Kirpal a Baba Sawan. Hazur Baba Ji pianse E al cuore la lettera si strinse: “Voglio gente che sappia amare mantenendosi rispettosa, disse.” Perdere il rispetto equivale A lanciare una bomba sulla Relazione col Satguru: la si distrugge e crolla. Che resta? Macerie! Ma chi si ravvede, e pentito impara, potrà tutto ricostruire in modo più solido e duraturo. Il Satguru è estremamente Clemente con l’umile, estremamente spietato con l’arrogante. Perdonare e dimenticare È il Suo motto verso l’umile, staccare e chiudere la strategia con l’arrogante. (9- 9- 2010)
Vita, vita; morte, morte.
Vita, vita; morte, morte. Niente è come sembra a prima vista, nulla è come la gente comunemente pensa.
La superficie, la profondità, l’illusione, la realtà.
La deduzione banale è ciò A cui tutti facilmente tendono.
L’intuizione profonda conseguenza di una riflessione che affonda il pensiero oltre il comune stato dopo averlo dalla distrazione liberato, cosa , da pochi Saggi, sempre realizzato.
Questo ci porta alla contemplazione Della straordinaria realizzazione, che la vita nel mondo è completa finzione mentre quella Oltre… è assoluta perfezione. (13- 9- 2010)
Ma che dire, ma che fare, solo Dio ci interessa realizzare.
Tu smani per il mondo, dalla rete dei desideri ti sei fatto afferrare e pace alcuna da molto tempo non sei più riuscito a sentire. Le smanie, le ossessioni ti avvolgono e condizionano le tue emozioni I tuoi pensieri che sono completamente soggiogati dai tuoi desideri. Discriminazione e chiara visione sono ormai volate oltre mare Smanii e affoghi sotto una valanga di oscure percezioni. Che fare, da chi andare per una fine poter porre A questa maleodorante corrente che te malgrado, scorre . Ma non lo sai? Dal Satguru devi al più presto andare E con Lui profonde e prolungate meditazioni devi fare. Il Suo Darshan ti deve compenetrare e dalla rete della mente Ti deve al più presto fare uscire. Il Suo Satsang devi ascoltare e l’insegnamento del Dharma Devi profondamente vivere per arrestare il vortice del karma. Poi il silenzio devi praticare e il Simran nella mente ripetere Allora ti si aprirà la porta e l’Immenso potrai contemplare. Che altro vuoi, non ti basta? L’obiettivo della vita è questo Se lo realizzerai, felicissimo sarai al più presto. (15- 9- 2010)
La mente umana è stata fatta così dalla provvidenza: non gradisce il silenzio e la quiete al centro tra i due occhi. E’ un agente del Potere Negativo associato a ogni anima e gradisce le cose esteriori. Non gradisce l’introversione. Inoltre è appassionata di desideri mondani che non è facile debellare. E’ grazie alla protezione del Maestro Vivente che ci è concesso il contatto cosciente con la Melodia Celestiale. Con ciò, i satsangi non danno la dovuta attenzione a quest’importantissimo aspetto della disciplina spirituale. Bisogna aggiungere che la gente è così impegnata nel conseguire i piaceri grossolani della carne e della materia che raramente cercano il Santo Sentiero. Se gente simile per qualche motivo va dal Maestro e prende la Santa Iniziazione, giacché il grado di evoluzione della loro coscienza non lo permette, non riescono a trovare piacere nella disciplina spirituale. …La regolarità e l’intrepidità unite a un instancabile servizio disinteressato svolto con dedizione sono i fattori principali per praticare la disciplina spirituale. Sant Kirpal Singh
Questo paragrafo preso dagli scritti estremamente sacri dell’Amato Satguru Kirpal descrive in breve la condizione umana soggiogata da questa forza centrifuga in noi chiamata mente. E’ chiaro che oltre il piano illusorio della dualità non esiste ne il Potere Positivo, ne il Potere Negativo. E’ verso questo piano di Assoluta Unione dell’Essere Incondizionato che noi dobbiamo costantemente tendere e con cui dobbiamo costantemente identificarci rifiutando a priori il concetto della divisione o dualità ed è verissimo che: “Come si pensa così si diventa (a tempo debito)”. Tuttavia è anche verissimo che per la stragrande maggioranza degli umani questo livello di Coscienza Indivisa rimane un sogno da realizzare, un’eventuale possibilità. Per i più la dualità e tanto reale è immediata quanto una secchiata di acqua gelida gettataci in faccia nel mese di agosto. Pertanto la mente che inganna e mente non gradisce la quiete, la pace, la centratura, la disciplina, ed è invece appassionata di piaceri sensuali. E’ facile vittima dell’indolenza, la trasandatezza, il bighellonare, il vagabondaggio, il far niente di costruttivo e altruista. Oppure può essere ben diversa, ma altrettanto maldestra. Può appassionarsi della ricchezza e del potere e far smaniare per diventare ricchi e famosi. E allora presto il malcapitato si trova a doversi fronteggiare con situazioni in cui tutta la sua onestà, veridicità, lealtà, altruistico amor del prossimo devono per forza di cose essere calpestati sennò non si può attuare il proprio intento. Quindi molto presto si diventa crudeli come un Tamerlano, falsi come pochi e avidi come i peggiori usurai. Si, magari si arriverà alla famigerata ricchezza, specialmente se si entra nel campo della politica e la si usa per farsi le leggi ad hoc, oppure per favorire imprenditori falsi, ingiusti e crudeli che ci comprano con le loro mazzette. “Ma… che me ne importa, se questa è la norma e tutti devono conformarsi, ebbene, mi ci conformo anch’io e tutte le buone intenzioni che avevo da ragazzo resteranno “sogni utopici da ragazzi”, mi spiace, ma la realtà è ben altra!”Allora com’è capitato a me in varie occasioni, ci si può trovare in un luogo pubblico con professionisti ben vestiti e ovviamente molto importanti che non parlano d’altro che di carne sia da ingurgitare in questo o quel buon ristorante, o della carne di cui si compone questo o quel bel corpo di persone del sesso opposto alle persone in questione. In sostanza tutti i loro studi e cultura libresca o ipotetica conoscenza gli ha portati semplicemente a sviluppare una maniacale ossessione per il piacere che viene dall’organo che sta tra le labbra e quello che sta tra le cosce. Che tristezza osservare come va il mondo e non fosse per quel numero esiguo di persone con buone e sane intenzioni che di tanto in tanto si trovano in questo o quel gruppo di ricerca spirituale allora ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli e strapparseli. Fortunatamente capita, allorché si interagisce con persone che hanno innata quella coscienza istintivamente votata alla ricerca della Verità, di trovare individui diversi che in vari modi cercano di aiutare il mondo a restare a galla e a non sprofondare per il peso di questa umanità incosciente. Inoltre aiutano se stessi a capire meglio il meccanismo della vita, dell’avventura in questo corpo umano e a sforzarsi per concepire e attuare un’esperienza di vita intesa: “Per non fare agli altri quel che non si vuole gli altri facciano a noi”. Lo sapevate che questo fu l’insegnamento principale che Tolstoj estrapolò dai tanti detti di quel giovanotto palestinese-ebreo specialissimo di nome Jeshua contenuti nella “Buona Novella” (i Vangeli)? Ebbene, penso proprio che se tutti gli esseri umani si allenassero a pensare sempre prima di agire: “Ma a me, piacerebbe che mi dicessero, o mi facessero quello che io sto per dire o fare (magari anche pensare) alla persona con cui ho ora a che fare?”... Oh, quanto sarebbe diverso il mondo e l’umanità se tutti noi ci allenassimo in questa attitudine sanissima, verissima, non violenta, d’amore e che altro! Il Mahatma Gandhi fu catturato da questo insegnamento, prospettiva, direzione che Tolstoj aveva dato alla sua vita e lo prese come base per lo sviluppo della sua dottrina di assoluta veridicità e non violenza anche a costo di esseri uccisi. Lo sapevate che Gandhi ji nella fase iniziale del suo risveglio spirituale fu aiutato tantissimo dall’insegnamento di questo scrittore Russo e che lo considerò sempre, in un certo qual modo, il suo Maestro? Strano no? Un Mahatma Gandhi indiano che considera un Russo che non ha nemmeno mai incontrato, il suo maestro. Ma non eravamo tutti convinti che i maestri sono solo indiani e che tutti gli altri popoli possono solo essere loro seguaci? Strano, qui sembra che ci siamo sbagliati! Bene stavamo parlando della mente che spinge gli umani alla superficialità, alla banalità, l’esteriorità, alla negatività, infatti il Maestro dice che è un agente del Potere negativo. Ora, noi occidentali con cultura cattolica, non appena sentiamo la parola potere negativo ci immaginiamo subito un diavolaccio con la faccia di capra e le belle corna in testa che istiga gli umani a compiere tutti gli atti disgraziati di cui sono capaci. Quest’essere immondo che ha usurpato il trono dell’Onnipotente Signore e ora fa il bello e il cattivo tempo in questo mondo. Ebbene, in sostanza un Dio più potente del Dio assoluto e onnipotente in cui il credo cristiano ci insegna a credere. Allora suppongo che se una persona intelligente ha il coraggio di essere obiettiva, sa riflettere e non ha paura di essere scomunicato, giungerà facilmente a chiedersi: “ Ma come è possibile che Dio è onnipotente, onnisciente e che non altro, e tuttavia sembra che il mondo sia dominato da questo altro essere negativo che gli mette il bastone fra le ruote e capovolge tutti i Suoi piani? Ma è o non è onnipotente?” Logica direi, legittima, spassionata osservazione. Forse questo osservatore, analizzatore coraggioso giungerà alla conclusione che qui c’è una contraddizione filosofica di fondo che fa un pò traballare tutto il sistema dottrinale, teologico e filosofico di questo sistema. Ebbene quello che i Maestri della via mistica intendono quando parlano di potere negativo è in realtà il tempo e la mente sua agente, tramite i quali il Potere infinito di Dio, per sua assoluta volontà permette alla continua creazione di manifestarsi, srotolarsi, secondo il Suo proprio piano divino. Pertanto questi suoi intrinseci poteri, o li potemmo definire, queste Sue creature, vengono da Esso usate per compiere, manifestare, il Suo Piano Divino, il Suo originario programma. In definitiva sono marionette nella sue mani attraverso le quali fa accadere la manifestazione, la proiezione di se stesso nell’infinità della creazione che potenzialmente racchiude in se tutti gli attributi del Divino. Per cui, a una superficiale osservazione può sembrare che tempo e mente siano antagonisti all’Inviolabile, perché sono usati per proiettare la manifestazione sullo schermo della vita, ma in realtà, quando l’attento, intelligente e profondo ricercatore del Vero osserva la manifestazione, scopre che non è altro che “Lui medesimo” che si diverte a proiettare nella Sua creazione la Sua realtà, sempre infinita, all’infinito. Pertanto questi due poli: il Positivo e il negativo, non sono contrapposti, ma in una continua interazione. Grandioso no? Accidenti è come partire da sé stessi, fare un giro che sembri portare lontano da sé stessi, ma poi, ritornare con sorpresa sbalorditiva a sé stessi per vie inimmaginabili. Come uno che parte per una passeggiata nel bosco, a un certo punto smarrisce la strada e comincia a girare in tondo senza avere più la minima idea di dove possa trovarsi; gira e rigira convinto ormai di essersi del tutto smarrito e di trovarsi chissà dove e invece quando riesce a uscire dalla giungla intricata si trova davanti a casa propria. “Ma perché ho dovuto tribolare tanto e impaurirmi tanto (si chiederà poi) convincendomi di così tante cose assurde, quando poi, allorché mi credevo completamente perso, mi sono invece trovato davanti all’uscio di casa?” Strana la vita, non vi pare? Bizzarra, talvolta paradossale e talaltra assurda. Ma che ci si può fare, “è come è e basta” accettiamola! Arrendiamoci! Lasciamoci trasportare e poi, chissà, quando meno ce l’aspettiamo ci si spalanca la porta interiore, quella della percezione spirituale, che ci permette di vedere tutto come con la lente d’ingrandimento e di conseguenza riusciamo a vedere “la Realtà dietro le apparenze” e accorgerci che ciò che sembrava negativo in realtà non era proprio così, quello che sembrava dualità in realtà non lo era poiché in tutte le singole parti c’è “Il Tutto” e allora saremo sorpresi di notare in che cecità si trova l’uomo comune, quello che pensa di essere sveglio ma in realtà sta dormendo e sogna il suo proprio soggettivo sogno illusorio. Comunque questa realizzazione, risveglio, in genere non ci casca dal cielo, ognuno di noi dovrà compiere la propria scalata per arrivare alla vetta del Monte Carmelo (per metterla nella simbologia di San Giovanni della Croce). Ebbene, siamo confinati, estradati, esiliati nella valle del piano materiale, sensuale e mentale, dobbiamo compiere la scalata che ci porti sulla vetta del Monte fantastico della Visione Divina dalla quale vedremo poi, con una panoramica a trecentosessanta gradi, che la terra, la roccia, la breccia, le erbe velenose e medicinali, i cespugli, i fiori, gli alberi, i rovi, gli animali mansueti e feroci, i tratti di sentiero facili, quelli difficili e pericolosi, insomma tutto quel che ci sembravano parti a sé, in realtà sono il Monte, questo corpo maestoso che racchiude in se tutti questi aspetti apparentemente indipendenti. Pertanto, come il nostro Satguru Kirpal ce lo spiega in questo paragrafo bisogna districarsi da tutti questi legami, attaccamenti, assoggettamenti e dipendenze a piaceri sensuali esagerati, malati, viziosi, perversi e maniacali sennò non riusciremo mai a prendere il volo e raggiungere l’aria rarefatta della cima dei monti Kaf misteriosi (per usare stavolta la simbologia Rumiana). E come lo facciamo, come possiamo riuscire in quest’impresa? E’ ancora Lui, questo nostro fantastico, bellissimo e anche luminosissimo Satguru a indicarcelo. E’ grazie alla protezione del Maestro vivente Che ci è concesso il contatto cosciente Con la Melodia Celestiale.
La protezione del Maestro vivente è qualcosa di molto ampio, molto profondo e molto vero. In cosa consiste la protezione che in Punjabi si dice Sharan? Guru Arjan dice: “Ho cercato la Tua protezione Satguru, ho cercato la Tua protezione. Concedimi la gioia e la gloria del Naam di Dio e dissipa le mie ansietà.” Sia che ci rendiamo conto o no qui Satguru Kirpal e Satguru Arjan stanno dicendo esattamente la medesima cosa. Il contatto cosciente con la melodia celestiale, la gioia e la gloria del Naam di Dio, sono esattamente la stessa cosa. Il Naam, nella terminologia dei Maestri di questo straordinario Sentiero sta per il Potere di Dio in espressione che si manifesta all’occhio interiore del meditante intrepido ricercatore dell’Infinito, come Luce interiore e al suo orecchio interiore come Melodia Celestiale o Corrente Sonora. Che cos’è dunque questo Sharan? E’ proprio questo: entrare nel campo magnetico della Melodia Celestiale, questo potente campo magnetico di estrema positività ci protegge poi da ogni invasione negativa. L’atmosfera, come la terra, è colma di svariate energie e sostanze rispettivamente. Tutte utili di certo, ma quella pianta potrà necessitare sostanze di un certo tipo per sviluppare un sapore amaro e piccante, mentre questa necessiterà di tutt’altro per sviluppare un sapore dolce o aspro. Quella persona avrà bisogno di fare un certo tipo di esperienze in questa vita che per quanto discutibili, sono scritte nel suo Pralabdha Karma (il karma del destino di questa esistenza) e di conseguenza sarà automaticamente attratto da certi tipi di ambienti e compagnie che sono tutte energie di un certo tipo. Pertanto il saggio conoscitore del meccanismo dell’esistenza cercherà nella sua vita di associarsi a quegli ambienti, compagnie, in cui prevale un certo tipo di pensiero, una certa “Forma mentis” o in altre parole psiche. Sapete, la psiche muove tutto, è energia potente di un certo tipo che secondo la sua natura, muove tutto in ogni qual si voglia aggregazione sociale. Può anche esservi una sola persona in un certo luogo e a seconda del suo tipo di pensiero, della qualità del suo pensiero, si svilupperà nell’aria un tipo di forza magnetica corrispondente che può o innalzare la coscienza creando benessere o inabissarla creando malessere. Può anche essere un’atmosfera banale sprigionata da una mente banale che ne innalza, ne fa star male ma ci lascia insoddisfatti con un senso di vuoto. Questa è il tipo di atmosfera o energia più comune tra gli umani. Naturalmente la qualità della psiche e di conseguenza dell’energia che prevale in un certo luogo per legge d’affinità attira a se situazioni, eventi, fatti corrispondenti ed è questo che fa andare le cose nel modo in cui vanno nella nostra vita. Per cui, una persona intelligente che ha seguito il filo logico di quanto è stato esposto in queste righe non farà fatica ad accettare il fatto più che evidente, più che chiaro, che se si vuole vivere una vita armonica, serena, pacifica, non violenta e così avanti in questa direzione, dovrà associarsi per necessità con persone che nella propria vita coltivano questo tipo di qualità. Ancor più chiaro è il fatto che il Satguru, attraverso il quale opera la forma di psiche, di energia più evoluta, armonica e divina è la compagnia migliore, quella più innalzante, quella che più ci aiuta a progredire, che più ci protegge dagli effetti negativi della vita nella società con la quale volenti o nolenti ci dobbiamo confrontare. Pertanto, qual'è il Rifugio o Sharan che dobbiamo cercare? Più che chiaro, è il Satguru ki Sharan, il Rifugio del Satguru, giacché e li che potremo entrare in contatto col Naam o la Melodia Celestiale. Nelle vicinanze di un Maestro il Naam, il Potere di Dio in azione vibra nell’aria; l’aria è colma di Luce come pure di Suono e l’anima ricettiva potrà di certo percepirlo, sintonizzarsi. Quando si è sintonizzati, collegati alla presa in cui scorre la Corrente del Naam allora si è in perfetta armonia, in pace con tutta la vita, con l’universo intero. Come conseguenza attireremo nella nostra vita situazioni, persone, eventi corrispondenti. Purtroppo non è tutto così semplice giacché anche tra coloro che si associano ad un Maestro ci sono persone di ogni tipo, su vari livelli di coscienza per cui pochissimi sono coloro che si accostano a Lui col sincero intento di dare il meglio di sé stessi con assoluto spirito di amore e di dedizione. Per apprendere e fare una pratica spirituale che li aiuti a sviluppare tutte le eccellenti qualità che un vero essere umano dovrebbe possedere vincendo e superando tutte le proprie malformazioni ataviche. Invece, la stragrande maggioranza ci va perché ha sentito parlare del Maestro da questo parente o amico, perché gli hanno magari detto che può guarirli dalle loro malattie, che può aiutarli a far fortuna nella vita, magari essere miracolati o diventare ricchi. Altri tipi di persone che possono essere attratte dal “fatto spirituale”, dal cosiddetto “santone” (come ironicamente dicono gli occidentali) sono quelle a cui interessa sviluppare poteri soprannaturali, miracolosi che li permetta di “dominare le forze della natura”, “acquisire potere sulla mente degli altri e dominarla”; insomma poter usare anche la “Forza Spirituale” per i propri fini egoistici. Sono in sostanza, sorta di potenziali “mafiosi spirituali”. E’ per questo motivo che Satguru Ajaib soleva dire che simili persone farebbero meglio a non andare da un Satguru in quanto gli faranno di certo perdere tempo, o creeranno soltanto confusione nel sangat. Tali persone, anche se prendono la Santa Iniziazione, non praticheranno né la meditazione, ne seguiranno la dieta, né saranno in grado di non creare grossi problemi nel gruppo dei satsangi. Presto arriveranno alla conclusione che hanno capito tutto, che l’insegnamento del Maestro va tutto reinterpretato e adattato ai propri limiti ed esigenze. Vedendo che il Maestro esteriormente vive come ogni altro essere umano, mangiando, bevendo, ammalandosi ecc. arriveranno presto alla conclusione che questo Maestro non è niente meglio di noi e scopriranno tutti i possibili difetti del Maestro. Dopo un po’, incominceranno ad insegnare agli altri come stanno veramente le cose e a voler far capire a tutti che tutta questa storia sull’evoluzione della coscienza, su Moksha o Liberazione, Nirvana, Sach Khand ecc. sono solo storie, fantasie e niente più. Riusciranno a riappiattire tutto e a rendere tutto come essi sono. E’ chiaro, per poter percepire il Potere magnetico o spirituale che aleggia nell’aria attorno al Maestro, per poter vedere la Luce che irradia dal Suo volto e l’opera straordinaria che lo Shabd opera nel Maestro e nell’interazione con Lui durante i Darshan e il Satsang; insomma per poter contemplare la “trasfigurazione” bisogna avere un certo grado di ricettività, di percezione spirituale sennò vedremo solo la corteccia e non la linfa che scorre sotto, vedremo il guscio e non la mandorla, il fiore, ma non sentiremo l’essenza. Per cui, come si può riuscire a trasformarsi e ad essere capaci di vivere la disciplina spirituale? C’è lo dice ancora il nostro veneratissimo e amatissimo Satguru. La regolarità e l’Intrepidità unite a un instancabile Servizio disinteressato svolto con dedizione Sono i fattori principali per praticare la disciplina spirituale.
Ebbene, la regolarità e l’intrepidità unite a un’instancabile seva: servizio svolto senza interesse economico o egoico sono i grandi fattori per praticare la disciplina spirituale. Sembra poco, ma se analizziamo questi tre fattori scopriremo che sono una cosa enorme, mastodontica, fuori dalla portata dei molti. La regolarità diceva ancora Sant Kirpal, paga. Altrove diceva: “Perché siete discontinui? Perché smettete di fare le cose che il Maestro vi ha chiesto di fare e al quale avete promesso che le avreste fatte?” E ancora: “La procrastinazione è il ladro del tempo.” Si prende la Santa Iniziazione e chi la prende sa che sta per fare una serie di promesse, al Maestro, a Dio, al cosmo e a se stessi che da li in poi si entra in un’altra vita, che si dovranno fare alcune pratiche spirituali per il resto della propria vita. E’ una nostra scelta, l’abbiamo deciso perché abbiamo scoperto che questa vita banale non ha senso se non la si arricchisce attraverso una pratica spirituale che ci permetta di sviluppare un cosciente contatto con la Divinità in noi. Che senza il senso del sacro, del trascendente e ascendente questa piatta pianura che è la vita nel mondo materiale e sensuale non ha senso, direzione, scopo e prospettiva. Insomma non c’è panorama; inoltre la nebbia creata dai nostri pensieri ci impedisce di vedere un palmo oltre il nostro naso e di conseguenza si cercano alture, prati e vallate che sovrapponendosi creano bellissimi panorami incantevoli ed estasianti. Quando vivevo a Milano, nella vasta pianura padana, questo era il problema più grosso per me: non c’era panorama, tutto piatto per cui al di là di qualche centinaio di metri c’era l’orizzonte senza niente. Anzi no, magari svettava un qualche palazzone, un qualche capannone o altre cose analoghe. Inoltre d’inverno c’era sempre la nebbia talvolta così fitta che non si vedeva nulla oltre i dieci metri. E’ chiaro che un tale ambiante viene presto a noia e non si vede l’ora di andarsene, magari in Toscana dove ci sono panorami incantevoli, paesaggi fantastici e…prospettiva! Non c’è da essere sorpresi se i padani si sono convinti così tanto di certe idee politiche che attualmente dominano in quella zona. Convinzioni ottuse, ristrette, limitate, motivate dalla paura e dall’egoismo, dal razzismo che in quell’area geografica sono state sempre sentite e ora sono esasperanti. Prima odiavano i meridionali, ora odiano i meridionali e i non italiani (o extracomunitari come in modo sprezzante li definiscono). In special modo dopo essere stato iniziato incominciai a smaniare per potermene andare. Nelle giornate libere spesso prendevo la macchina e andavo verso Como, o verso Varese, verso le Alpi insomma, perché mi mancava tantissimo la collina, la montagna. Ovvio che come si pensa così si diventa e i desideri devono per forza di cose essere realizzati, per cui la vita mi permise di trasferirmi in un luogo adatto ai miei bisogni. Per cui, si, la regolarità che dopo aver fatto certe promesse va mantenuta sennò siamo poveracci, incostanti, inaffidabili in quanto le nostre promesse non sono mantenute, non hanno valore e di conseguenza svalorizzano anche noi. Quante persone ho visto prendere l’Iniziazione come per gioco, per fare un’esperienza insolita, per capriccio, perché l’aveva fatto l’amico, il familiare, il parente. Raramente ho visto invece persone che la prendevano con la piena consapevolezza di ciò che implicasse e con un anelito incredibile di realizzare davvero quello che tutti i grandi spiritualisti hanno realizzato e descritto nei loro racconti, i loro insegnamenti. Una sorta di anelito incredibile per stati di coscienza trascendentale, per quell’incanto, quella magia che subentra dentro e attorno a noi quando si è invasi dalla Luce Divina. Oh Dio com’è fantastico essere pieni di quella Forza Divina che ci infonde una contentezza tale, una pienezza ineffabile, un’estasi, un’ananda indescrivibile. Ma se non siamo regolari possiamo anche avere di tanto in tanto in dono esperienze fantastiche di trascendenza, visioni, estasi, però se non facciamo mostra di riconoscenza per i doni ricevuti dando in cambio sforzi concreti per essere disciplinati, regolari, esemplari nella nostra vita spirituale e nel mondo allora saremo pari agli adolescenti che ricevono tanti doni dai loro genitori (in pratica tutto) ma pensano che gli è tutto dovuto e non sono pronti a fare niente per ripagare quanto gli è dato. Conosco varie persone tra i miei figli e figlie spirituali che ricevono tanta grazia dal Maestro, e tuttavia in quanto a regolarità, disciplina, gratitudine non ci siamo proprio. L’altra qualità di cui qui ci fa menzione il nostro potente Satguru è l’intrepidità, fattore vitale per ogni audace ricercatore della Verità. L’intrepido guerriero, alpinista, avventuriero, rivoluzionario, gente che non si fa fermare dagli ostacoli, gente che non teme il parere della gente comune né il loro giudizio, che non teme neppure di morire giacché ha realizzato con assoluta certezza che tanto la morte è un’illusione come lo è la nascita e che oltre l’apparente dualità esiste solo il fiume di Luce divina che non ha mai avuto inizio e mai avrà fine: increato, auto esistente, indistruttibile. Essere intrepidi vuol anche dire seguire senza esitazione e senza cedere a tentazioni lo stile di vita che ci siamo proposti di seguire allorquando scegliemmo il Sentiero Spirituale come nostro stile di vita. Se abbiamo deciso di essere vegetariani e di non fare uso di sostanze stupefacenti e alcoolici per mantenere ben chiara e acuta la nostra concentrazione, attenzione, intelletto e ogni facoltà sensoria e mentale, allora se ci troviamo a cena da amici, in una situazione sociale con colleghi ecc. non ci vergogneremo di certo di far sapere che noi siamo “diversi” dalla massa di buoni a nulla di cui pullula la società, anzi saremo fieri e orgogliosi di dichiarare che abbiamo questo stile di vita. Un passo oltre, non andremo nemmeno a una cena in cui gli invitanti non rispettano le nostre scelte riguardo ad alimentazione, bevande ecc. Talvolta vengo invitato da amici a cena presso la loro abitazione, ma è sempre ben chiaro che per quella sera in cui io sono invitato i loro alimenti non vegetariani non solo non li mangerò io, ma neanche loro, sennò, io non ci vado. Essere intrepidi vuol anche dire andare a fare prolungati ritiri di meditazione col Maestro o anche da soli e avere il coraggio di affrontare la propria mente, le proprie debolezze e paure. L’intrepido ricercatore del vero invece di starsene davanti al computer tutto il suo tempo libero a chattare su Facebook farà il seva del Satguru che magari si è promesso di fare, ma mai fa, perché l’indolenza gli è penetrata sotto la pelle e preferisce fare il guru telematico piuttosto che il sevadar nel concreto. L’intrepido ricercatore della Verità si alzerà prima dell’alba, si farà una rinvigorente doccia (almeno d’estate), farà qualche esercizio per mantenere il corpo elastico e in forma, poi canterà gli inni in lode al Satpurush (Uomo Vero) e in seguito siederà nel silenzio esteriore e interiore per contattare la Melodia Celestiale e la Luce Splendente. Che altro fa un audace satsangi? Cercherà ogni possibile occasione per servire il suo Maestro. Qualsiasi cosa possa essere fatta per alleggerire il fardello del Maestro lo farà. Infatti il nostro Satguru ci parla di un instancabile servizio disinteressato non solo per il Maestro, ma anche per tutti coloro che vanno da Lui per trovare sollievo dalle tribolazioni della vita. Il nostro Maharaj ji era Lui stesso un esempio eccellente di questo tipo. Hazur Baba Sawan Singh gli aveva dato l’incarico di tenere il Satsang a Lahore, ad Amritsar a in un altro luogo di cui non ricordo il nome. Ciò vuol dire che durante la settimana era impegnato tre giorni solo per questo; inoltre molto del Suo tempo libero lo trascorreva cercando di dar sollievo ai tanti satsangi poveri, ammalati e con vari altri problemi esistenziali. Lui aveva un buono impiego, poteva permettersi di comprare un’automobile, ma non lo fece mai fino a quando diventato Maestro, per poter viaggiare in lungo e largo per l’India, fu del tutto necessario. Durante i suoi anni lavorativi si muoveva sempre in bicicletta e, per i lunghi spostamenti, coi mezzi pubblici. Non ci vuole molto a dedurre che quando il Maestro lascia questo mondo, un simile discepolo sarà costretto da eventi, circostanze, esperienze e ordini a continuare il lavoro spirituale del Suo Maestro: tenere il Satsang e dare il contatto col Naam attraverso la Santa Iniziazione. Che c’è di strano! Tutta la vita da discepolo si è preparato a questo, lo ha in parte fatto, e a quel punto lo fa del tutto. Chi se non un tale discepolo lo può fare? Lo farà forse chi non ha fatto che chiacchierare, dormire durante la meditazione, bighellonare, criticare gli altri satsangi invece di essergli di buon esempio, esperto inventore di strategie per evitare ogni possibile seva, e così via e così avanti. Oppure coloro che pretendono di aver fatto meditazione per tutta la notte quando in realtà hanno fatto sfornare alla propria moglie figli anno dopo anno. No mi dispiace questo è un affar serio che può essere fatto proprio solo se si vive quello stile di vita simile al nostro Satguru Kirpal. Ebbene questi sacri insegnamenti del nostro Satguru hanno ispirato questo Satsang che se leggeremo con la dovuta attenzione e devozione ci sarà di grande ispirazione e incoraggiamento. Non solo, ci chiarirà enormemente le idee riguardo a come procedere sulla Via se vogliamo diventare Gurumukh o portavoce del Guru. Per cui ringraziamo con tutto il cuore il nostro amato Maestro per i Suoi eccellenti insegnamenti. SUGGERIMENTI GENERALI - Chiunque intenda venire al ritiro è pregato di leggerselo.
IL LUOGO Il Sant Bani Ashram è un luogo molto isolato nel mezzo dei boschi della Maremma. E’ il luogo ideale per la meditazione e per vivere un’esperienza spirituale autentica. Inoltre è un luogo adatto per rilassarsi e riprendersi dallo stress della vita nel mondo in un contatto intimo con la natura. Tutto ciò che vi serve per il vostro benessere fisico, mentale e spirituale potrete trovarlo qui.
LO SCOPO Se decidi di venire dovresti essere pronto/a a trascorrere tutto il periodo del ritiro (chi non può venire per tutto il periodo può venire gli ultimi due giorni) qui all’ashram impegnato/a nelle attività del ritiro. Le sole persone che escono dall’ashram durante i ritiri sono coloro che vanno a fare gli acquisti di alimenti per la cucina. Non è permesso di uscire a fare giri turistici. Deve essere un’occasione per rinnovare la propria vita spirituale e il contatto interiore con la Luce e il Suono in noi. Ad ogni modo tutt’attorno all’ashram ci sono bellissimi percorsi sui quali potete andare a passeggiare quando non siete impegnati con la meditazione o a fare servizio disinteressato.
LA SISTEMAZIONE Per le famiglie e le coppie sposate non abbiamo molta disponibilità di spazi adatti. Ci sono solo due stanzette più le quattro roulotte. Le coppie non sposate non possono condividere lo stesso spazio in ogni caso a meno che convivano da molti anni o abbiano figli. Abbiamo due case per gli ospiti che sono intese una per le donne e una per gli uomini. Quindi se non avete problemi particolari sarete alloggiati in modo separato. Se desiderate una sistemazione migliore potreste alloggiare in un agriturismo che si trova sulla strada che porta all’ashram (vicinissimo) basta che ce lo facciate sapere abbastanza in anticipo da poter prenotare.
COMPORTAMENTO RICHIESTO Dovete portarvi le lenzuola, una torcia elettrica e qualsiasi cosa sia necessaria alle vostre abitudini personali in quanto medicine, alimenti particolari o qualsiasi altra cosa specifica. Non è permesso fumare sigarette di nessun tipo negli edifici. Se avete quest’abitudine potreste cercare di smettere del tutto per una settimana oppure per fumare siete pregati di allontanarvi dagli edifici e dall’ashram stesso.
ATTENTI A NON CREARE INCENDI, SPECIALMENTE D’ESTATE! Non è altresì permesso introdurre nell’ashram droghe o alcolici di alcun tipo. La nostra dieta è strettamente vegetariana. Vi è raccomandato di arrivare in orario per tutte le sedute di meditazione e il canto dei bhajan (inni devozionali). La meditazione delle sette del mattino è l’unica guidata, siete pregati di essere tutti seduti nella stanza di meditazione prima delle sette. Siete pregati di non uscire dalla stanza di meditazione durante le sedute di meditazione a meno che sia del tutto necessario.
L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO Ricordate che state venendo all’ashram per fare un ritiro spirituale in tutta umiltà e semplicità e non per mettere in mostra il vostro corpo o la vostra vanità. Quindi siete pregati o pregate di venire con un abbigliamento comodo e ampio, adatto per sedere in meditazione e per stare in campagna. Tute comode o gonne Lunghe e ampie vanno benissimo. Per le sedute nella stanza di meditazione qualcosa di colore bianco o chiaro sarà molto apprezzato. Minigonne o abbigliamento attillatissimo per sedere in meditazione non vanno per niente bene e siete pregati di non indossarlo. LA CURA DELLA VOSTRA SALUTE E BENESSERE
Se avete problemi di salute o di qualsiasi altro tipo siete pregati di farlo presente e sarà fatto tutto il possibile per aiutarvi.
LA VOSTRA COLLABORAZIONE Per qualsiasi motivo rivolgetevi a Sirio e collaborate tra di voi per permettere al ritiro di avvenire in modo efficiente e armonioso. Ricordate, siete tutti responsabili dell’andamento del ritiro, quindi premeggiate nello spirito di servizio e dedizione secondo i bisogni del caso. Ricordate qui non ci sono serve e serviti, siamo tutti servi e serviti, quindi collaborate tutti affinché il ritiro avvenga nel migliore dei modi: con efficienza, amore e armonia. Abbiate il massimo rispetto di tutto, anche dei fili d’erba; qui tutto è sacro e una manifestazione del Divino. Durante la preparazione dei pasti in cucina possono starci soltanto coloro sono di turno per la preparazione dei pasti. Pertanto coloro che non sono di turno sono pregati di non entrare. Coloro che cucinano evitino di parlare di cose banali, facciano il Simran o cantino i Bhajan Rispettate lo spazio che condividete con altri e mantenete le vostre cose nel massimo ordine. Non lasciate in giro i vostri effetti personali e tutte le mattine rifate il vostro letto. Qui ci teniamo che tutto sia sempre al suo posto e ben in ordine per esprimere il bello e il divino nelle piccole cose della vita. Se trovate qualcosa in disordine da qualsiasi parte (sia nella stanza dove alloggiate, sia altrove), siete pregati di rimetterlo apposto; così pure se trovate in giro per l’ashram rifiuti o cartacce (lasciati da qualche sconsiderato) o cose simili, raccoglietele e mettetele nei contenitori dei rifiuti. Considerate questo luogo il Satguru Darbar (la Casa di Dio). State molto attenti ad essere sempre cordiali, amorevoli, rispettosi dei bisogni altrui e a non fare nulla in pensieri, parole e atti che vada a ferire chiunque e a dissacrare la santità di questo luogo. Vivere più per gli altri che per se stessi e al di sopra di tutto fate sì che il vostro comportamento sia gradito a Dio e al Maestro.
Il costo del ritiro è una libera donazione.
Ricordate di registrare il vostro nome quando arrivate (se siete qui per la prima volta) e di scrivere le vostre impressioni sul registro quando ve ne andate(il registro sta sul tavolo dei libri nella stessa casa). (La direzione del Sant Bani)
PROGRAMMA DEL RITIRO 4 / 6
| Meditazione
| 7 / 8.30
| Meditazione
| 8 .30
| Colazione
| 11/ 13
| Meditazione
| 13,15
| Pranzo
| 16 .30
| Meditazione
| 17.30
| Satsang (discorso sugli insegnamenti dei Maestri)
| 19
| Cena
| 20.30/21.30
| Canti
| 22
| Silanzio assoluto (anche chi non si alza alle tre è pregato di andare a dormire e di non disturbare | Tutte le sedute di meditazione sono precedute e seguite da bellissimi canti molto ispiranti e inebrianti. Infatti ogni incontro sembra un concerto, con molto calore, devozione e amore. Importantissimo: siate sempre puntuali e non uscite dalla sala durante le meditazioni. |