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Stralci del libro "Il Cammino Verso L'Illuminazione", l'autobiografia di Sirio Stampa E-mail
Scritto da Sirio   
luned́ 17 settembre 2007
Indice articolo
Stralci del libro "Il Cammino Verso L'Illuminazione", l'autobiografia di Sirio
Basi Filosofiche
Insegnamento
Iniziazione
Il Simran
Il Canto degli Inni Devozionali (Bhajan)
I Ritiri
Fattori di Aiuto

Fattori di Aiuto


Nel finire questo capitolo vorrei ricordare i fattori d'aiuto per crescere e progredire sulla Santa Via, come suggeriti dal Maestro al tempo dell'iniziazione: fare la propria meditazione giornaliera, poichè ciò equivale ad annaffiare regolarmente la tenera pianticella dell'iniziazione. Se si mettono a dimora alcune pianticelle e all'inizio non le si annaffia giornalmente, seccheranno subito e non si svilupperanno.
Tenere il diario giornalmente per osservare la propria vita, le proprie tendenze, virtù e debolezze, tratti da coltivare, tratti da sradicare. Questo equivale all'osservazione giornaliera delle pianticelle suddette per vedere se vengono infestate da parassiti o qualche carenza particolare, ciò è utile quanto l'innaffiamento iniziale. Chi non mette un'attenzione insistente nella fase iniziale per salvaguardarsi da tutto quanto lo possa allontanare dal Santo cammino, non riuscirà ad impedire agli innumerevoli ostacoli e tentazioni di deviarlo da esso. Inoltre è una forma di analisi fatta in proprio, per rendersi consapevoli dei veri motivi che poi scatenano reazioni a noi incontrollabili. Molto meglio e meno rischiosa un'analisi di questo tipo di una intrapresa con un cosiddetto analista, che raramente è riuscito a rimuovere un tratto negativo dalla sua persona e pretende di insegnare agli altri come liberarsi dai loro.
Partecipare al satsang è l'altro importantissimo fattore di aiuto. Questo equivale a fare un recinto attorno all'orto. Se si avvia un orto, ci si mettono le piantine o i semi, lo si innaffia giornalmente, lo si medica, sarchia e si estraggono le erbe invadenti, ma non ci si mette attorno un recinto, di notte (o talvolta anche di giorno) potranno arrivare i cinghiali dalla macchia, o le pecore del vicino e mangiarsi tutto. Così, accanto alle accortezze già menzionate, sarà necessario fare un buon recinto. Il satsang ha tale funzione nella crescita lenta e graduale della pianticella dell'iniziazione.
Sant Ji Maharaj diceva pure che il satsang è il luogo dove siamo resi consapevoli delle nostre lacune, difetti e debolezze, ed è solo attraverso il satsang che possiamo effettuare un'efficace autoanalisi.[...]
Questi sono i tre fattori d'aiuto di cui parla il Maestro Kirpal nelle Sue istruzioni per l'iniziazione; se a queste se ne aggiungono altri tre: la ripetizione continua del simran nell'esplicare qualsiasi cosa nel corso della giornata, l'incontrarsi col Maestro ogniqualvolta ci sia possibile e partecipare ai ritiri periodici che si tengono fra gli iniziati, ciò ci assicurerà un sicuro progresso sulla Santa Via e presto diventeremo qualcosa di diverso da quello che eravamo all'inizio.

Tu fosti il primo e l'ultimo sarai,
fa tu l'ultimo mio, meglio del mio primo

Maulana Rumi


 

 

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