La vita divina, La vita nel Divino, La cosa più grandiosa. Sfuggevole il pensiero si insinua E di LUI si perde traccia. Quando il Naam c’è Tutto c’è. Quando il Naam non c’è Nulla c’è E quel che c’è Meglio non ci fosse. La spiritualità è suprema evanescenza E assoluta realtà. Quando c’è è più reale di un pugno in faccia, quando se ne perde traccia svanisce e nel nulla spazia.
Sensazioni, umori, innalzamento, caduta, purezza, impurità, amore, odio Compassione, spietatezza: quante di queste possono attraversare i un giorno la mente umana.
Morboso l’attaccamento al look: I capelli, l’abito, l’immagine che di noi stessi ci diamo nella mente. La moda, vecchia megera, strega incantatrice che tutti ammalia e schiavizza.
Tanta pazienza: prima, adesso e dopo, sempre e in ogni luogo. Con se stessi, con gli altri.
Ecco, un dì accadde: fu lei a venire, non per me, ma per me fu. Venne per il Padre, ma si innamorò del figlio. Carina era, veramente speciale: non lineamenti raffinati, ma ammalianti; non una bambola, ma una fata, non di terra, ma d’aria. Ci si incontrò, faccia a faccia e immediato il riconoscimento, spontaneo il fermento. Come con chi hai avuto una lunga storia e rincontri dopo anni: subito trasparenza, spontanea la complicità. Amore a prima vista Anche se trattenuto, respinto, contenuto. E poi il tira e molla, La treccia fatta, ma non legata, per cui nuovamente sfatta. E il fascino, l’ammaliante intrigo di chi sa che è destinato, ma si è comunque allontanato. L’indecisione seguita Dall’assoluta convinzione. Volere per poi Non riuscire a contenere, L’amare che in certi Momenti diventa odiare. Infine venne la convinzione E tutte le difficoltà si rivelarono finzione. Si istaurò l’assoluta convinzione Che tra Irena e Sirio Ci sarebbe stata completa unione. Semplice e intima cerimonia, uniti furono per la legge e per Dio anche se, l’unione era già stata sancita dal profondo sentimento che li legava. Fu così che la sciolta ragazza, libera da attaccamenti e sentimenti, si trovò intrappolata e d’allora al suo sposo fu profondamente legata. Un amore che non mancò Del necessario, inevitabile dolore. Controllare nervosismi, isterie, insofferenze e collera è facile in teoria, a parole, ma quando ti penetrano nella pancia allora è meglio che si taccia.
Siamo esseri umani complessi E difficilissima è l’esistenza, Pertanto dobbiamo continuamente Riallinearci con la Signora Verità.
Ovunque vado canto al Satguru Kirpal. Un Tuo sentore Mi mette di buon umore, la Tua assenza svuota la vita da ogni divina presenza.
Esulta la natura in primavera Al massimo della sua esuberanza, per dare all’umanità depressa un po, o tanta speranza. E’ duro vivere quando si attraversa L’inverno dell’essere Col suo grigiore e squallore. E facile invece quando Con tanto intimo fervore Tutto illuminiamo Con svariato colore. L’eterna domanda: ha tutto un senso Oppur senso non ha? Siam qui per uno scopo elevato Oppure è solo un gioco, un capriccio di quell’Immenso Essere spietato? Se a queste domande si risponde in inverno la risposta sarà di certo scoraggiante, ma quando la primavera arriva tutto si illumina e ravviva. L’inquietante domanda: Dio è solo amore, Dio è solo creatore, Dio è solo sommo bene? Allora da chi vengono Tutte le amare pene? A, certo, il fedele dirà: Tutta la sofferenza del mondo È causata dal maligno, Dio non centra: Pur essendo onnipotente qui diventa impotente. La prima assurdità Che è seguita da tante fino all’infinità. La fede non spiega Con obiettività,niente, Sa solo inventare Eterni premi e castighi Con cui tutti abbindolare . Ma il Saggio, acuto osservatore di tutte codeste assurdità della vita, di certo non crede al grande paradosso di un Onnipotente impotente e a riflettere ci invita. L’Eternità e il tempo, il bene e il male, il maschile e il femminile, il sole e la luna, la gioia e il dolore, l’esuberanza e il malumore, la vita e la morte, l’aroma e l’insostenibile puzzore. Insomma, la dualità Che domina nel reame del tempo, Che dobbiamo trascendere Per accedere al Senza tempo, Immergerci in quell’Icantevole Essere, per passare oltre essere e non essere.
Anche nell’attraversare le tempeste Più furiose della vita, laddove sembra impossibile trovare una via d’uscita, o un modo per placarle, dobbiamo continuare ad essere ottimisti e fiduciosi che, in qualche modo, un uscita si troverà, Dio c’è l’aprirà.
(11- 5- 10)
La metamorfosi della vita La continua metamorfosi della vita, il meccanico ripetersi di ogni cosa. Il mutamento che tutto costringe al cambiamento Il ristagno che tutto offusca privando l’anima di ogni alimento La frizzante vitalità del ruscello montano, il ristagno maleodorante della palude. Il prana elettrizzante in una giornata di tramontana, l’afa soffocante del caldo umido estivo. La leggerezza d’animo quando la benedizione ci scende sul capo, l’umore pessimo quando le forze oscure invadono l’essere daccapo. O, l’altalena della vita che mai s’arresta, mai da pace, e il cui stridio assordante mai tace. Che fare per uscirne, saltar giù e porre fine A queste oscillazioni che ci fan scoppiare come le mine. Queste azioni con continue, forzate reazioni, che ci buttano nelle più nere disperazioni. Solo il silenzio profondo dell’assoluta inazione Può farci entrare in profonda meditazione. Li, più ci stiamo più karma liquidiamo E la ruota della vita, piano piano, arrestiamo.
Te adoro, Te adoro Te adoro, Te adoro, mio amato Satguru, Tu sei il mio vero amico estremamente puro. Né padre né madre, né marito né moglie, né figli né figlie, né zii né cugini, nessuno sa amore con cuore sincero, Te adoro… Ho ammucchiato averi, la ricchezza mi ha abbagliato, il desiderio carnale le cellule mi ha saturato, nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro… Mi son logorato il cuore con illusioni e delusioni, correndo dietro a chimere, folgoranti passioni, nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro… Ho viaggiato assai per il mondo, vagabondo del dharma, sempre alla ricerca del modo di arrestare la ruota del karma, nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro… Mi sono assai affaccendato, la certezza ho cercato, il bisogno di sicurezze i nervi mi ha logorato, nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro… Ho visto il mondo, l’ho minuziosamente osservato, tutti i legami che abbiamo l’animo ci hanno assoggettato, nessuno sa amore con cuore sincero, Te adoro… Infine ho sviluppato un sano distacco da tutto, ho cercato il reale svegliandomi da questo sogno brutto, nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro… Il bisogno profondo, la smania che ho nel cuore, è di poter realizzare con l’Assoluto la totale fusione, nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro… Trascendere l’attanagliante identificazione col corpo, realizzare consapevolezza, coscienza, beatitudine suprema, nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro… Kirpal, benevolo Satguru, mio amato Maestro Solo Tu ci sai perdonare e alla realizzazione portare, nessuno sa amare con cuore sincero, Te adoro… |