| Fatti simile ai Santi |
| martedì 01 aprile 2008 | |
Leggendo qua e là qualche scritto Sufi m'è balzato agli occhi come io stia cercando in tutti i modi di imitare il mio Maestro. E così dev'essere! Sirio concede un Darshan: consiglio vivamente di cliccare per ingrandire e notare lo sguardo Non parlo di imitazione come si fanno le imitazioni dei cosiddetti VIP in televisione, o imitazione come fa un pappagallo. Parlo del processo naturale e spontaneo che a molti discepoli capita quando si relazionano col loro Maestro. Se uno mi vede oggi, confrontandomi con qualche foto di com'ero qualche anno fa, può vedere molto palesemente che tendo a uno stile di vestiti simile al mio Maestro. Non mi taglio più la barba da quando lo conosco. Sto sempre a riportare le sue parole quando si parla di questioni spirituali. A volte non solo per quelle! Pare una imitazione del tipo esposto sopra. Pure a parole, a modo di fare, vedo che sono una imperfetta imitazione del mio Maestro. O mi sto avvicinando ad esserla. A volte sono io a provarci, a volte avviene da sè. Uno potrebbe dire che non è una gran cosa, che dovremmo essere sempre noi stessi, che ci dovremmo arricchire e non perdere qualcosa, dal rapporto con un Maestro. Ma ci ho riflettuto un pò, e accanto all'imitazione banale, di cui sopra, c'è un altro tipo di imitazione. E' quella imitazione che si crea quando ti innamori profondamente di un Guru. Accanto all'inebriamento interiore, dovuto al legame che senti con lui, che in sostanza è un palese legame con Dio (palese per la Grazia che si sperimenta in meditazione e dopo, nella quotidianità, di riflesso). Finisci per trovarlo bello, di una bellezza del tutto diversa da quella comunemente intesa. Ti innamori dei suoi gesti, della sua grazia, delle sue parole. Inizi poco a poco a cambiare, e il cambiamento interiore dovuto al contatto mistico, si riflette anche sull'esteriore. E il cambiamento esteriore a sua volta si riflette in un cambiamento interiore come un bellissimo circolo vizioso. Non dico di pensare come pensa il mio Guru Ji, sarebbe una pazzia solo da concepire. Ma ci si prova, cerco di capire di volta in volta come si comporterebbe lui, come reagirebbe lui, come risponderebbe lui. A volte penso a qualcosa e la voce con cui mi parlo in testa è la sua. Non è mica facile. Ma è spontaneo, è un processo che va avanti da sè. Mi prenderei per matto se non vedessi che non sono l'unico ad andare in questa direzione, ad avere questa caratteristica. Quando ho visto una manciata di discepoli di Burhanuddin Hermann è stato così bello vederli in sintonia con lui, con vesti simili, la stessa "atmosfera" palpabile accanto al loro corpo. Fu così anche quando entrai per la prima volta nella stanza in cui meditiamo all'Ashram. Non tutti, ma alcuni devoti avevano questa "atmosfera" intorno. Anche se devo dire che oggettivamente, da un punto di vista esteriore, sono io quello che è finito per somigliare di più a Sirio Ji. La natura ha voluto darmi una mano, per certe cose. Chi mi conosce di persona sa di cosa parlo. Il resto è venuto da sè. Non credo che questa cosa sia una conseguenza del discepolato sempre e comunque ma solo per chi, per un qualche motivo, ha bisogno anche di questo per la sua evoluzione. Evidentemente fa parte di me, di come sono fatto io e di come dev'essere la mia evoluzione, ma non è detto che per tutti funzioni così e debba farlo. Mi ricordo quando decisi di smettere di tagliare la barba. Ero così innamorato già allora, che mi dicevo: quando mi guardo allo specchio mi voglio ricordare il mio Guru, non pensare a me stesso. Del resto anche Sirio Ji a suo tempo smise di farsi crescere la barba, non gliel'ho mai chiesto ma suppongo per lo stesso motivo. E un paio di gilet li ho voluti anche io, uno dei quali è proprio un Suo regalo! Inutile dire che amo questo gilet più di ciò che ci metto dentro (il mio corpo). Dove dovrebbe portare tutto questo? Suppongo ad assomigliargli anche interiormente. Speriamo! Il titolo di questo post è l'inizio di una poesia di Rumi molto amata ovviamente dal mio Maestro. Lui l'ha musicata e la cantiamo assime agli altri Bhajan:
Che altro aggiungere... se vogliamo provare i piaceri dell'anima dobbiamo farci simili (interiormente!) ai santi... entrare nella via della taverna, che è la via mistica, e frequentare gli ebbri del Santo Vino, che è il contatto inebriante con la Luce Divina Un augurio a tutti di riuscirci.
|
| Blog |
| Io, Dass |
| Sant Mat |
| Collegamenti web |
| Contattami |
| Glossario |
| Mappa del Sito |
| README |
| Comprensione |
| "Prima vedevo le montagne... |
| leggi tutto... |
| Da Sandra |
| Kumba Mela |
| una parte delle... |
| leggi tutto... |
| Da Dass |
| Io, Dass |
| ciao, benvenuta! si può... |
| leggi tutto... |
| Da Dass |
| Io, Dass |
| mio marito è un reiki master... |
| leggi tutto... |
| Da sistercesy |
| Vieni Satguru |
| Grazie! farò delle prove... |
| leggi tutto... |
| Da carla |
| Vieni Satguru |
| ciao :-) Innanzi tutto io... |
| leggi tutto... |
| Da Dass |
fiamma impegno kirpal luce maestro mondo parole perchè possiamo rapporto religione sant satguru scienza scienziato semplice vale valore viso vita voce
|
Sadhana è licenziato con Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License (salvo dove diversamente specificato).

SMS gratis da web
|