apr 01 2008
Fatti simile ai Santi
martedì 01 aprile 2008
 
Scritto da Dass,
Pagina vista 682

Leggendo qua e là qualche scritto Sufi m'è balzato agli occhi come io stia cercando in tutti i modi di imitare il mio Maestro. E così dev'essere!
 
Sirio concede un darshan
Sirio concede un Darshan: consiglio vivamente di
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Non parlo di imitazione come si fanno le imitazioni dei cosiddetti VIP in televisione, o imitazione come fa un pappagallo.
Parlo del processo naturale e spontaneo che a molti discepoli capita quando si relazionano col loro Maestro.
 
Se uno mi vede oggi, confrontandomi con qualche foto di com'ero qualche anno fa, può vedere molto palesemente che tendo a uno stile di vestiti simile al mio Maestro.
Non mi taglio più la barba da quando lo conosco.
Sto sempre a riportare le sue parole quando si parla di questioni spirituali.
A volte non solo per quelle!
Pare una imitazione del tipo esposto sopra.
Pure a parole, a modo di fare, vedo che sono una imperfetta imitazione del mio Maestro.
O mi sto avvicinando ad esserla. A volte sono io a provarci, a volte avviene da sè.
Uno potrebbe dire che non è una gran cosa, che dovremmo essere sempre noi stessi, che ci dovremmo arricchire e non perdere qualcosa, dal rapporto con un Maestro.
 
Ma ci ho riflettuto un pò, e accanto all'imitazione banale, di cui sopra, c'è un altro tipo di imitazione.
E' quella imitazione che si crea quando ti innamori profondamente di un Guru.
Accanto all'inebriamento interiore, dovuto al legame che senti con lui, che in sostanza è un palese legame con Dio (palese per la Grazia che si sperimenta in meditazione e dopo, nella quotidianità, di riflesso).
Finisci per trovarlo bello, di una bellezza del tutto diversa da quella comunemente intesa.
Ti innamori dei suoi gesti, della sua grazia, delle sue parole.
Inizi poco a poco a cambiare, e il cambiamento interiore dovuto al contatto mistico, si riflette anche sull'esteriore.
E il cambiamento esteriore a sua volta si riflette in un cambiamento interiore come un bellissimo circolo vizioso.
 
Non dico di pensare come pensa il mio Guru Ji, sarebbe una pazzia solo da concepire.
Ma ci si prova, cerco di capire di volta in volta come si comporterebbe lui, come reagirebbe lui, come risponderebbe lui. A volte penso a qualcosa e la voce con cui mi parlo in testa è la sua.
Non è mica facile. Ma è spontaneo, è un processo che va avanti da sè.
Mi prenderei per matto se non vedessi che non sono l'unico ad andare in questa direzione, ad avere questa caratteristica.
Quando ho visto una manciata di discepoli di Burhanuddin Hermann è stato così bello vederli in sintonia con lui, con vesti simili, la stessa "atmosfera" palpabile accanto al loro corpo.
Fu così anche quando entrai per la prima volta nella stanza in cui meditiamo all'Ashram.
Non tutti, ma alcuni devoti avevano questa "atmosfera" intorno.
Anche se devo dire che oggettivamente, da un punto di vista esteriore, sono io quello che è finito per somigliare di più a Sirio Ji. La natura ha voluto darmi una mano, per certe cose. Chi mi conosce di persona sa di cosa parlo.
Il resto è venuto da sè. Non credo che questa cosa sia una conseguenza del discepolato sempre e comunque ma solo per chi, per un qualche motivo, ha bisogno anche di questo per la sua evoluzione. Evidentemente fa parte di me, di come sono fatto io e di come dev'essere la mia evoluzione, ma non è detto che per tutti funzioni così e debba farlo.
Mi ricordo quando decisi di smettere di tagliare la barba. Ero così innamorato già allora, che mi dicevo: quando mi guardo allo specchio mi voglio ricordare il mio Guru, non pensare a me stesso.
 
Del resto anche Sirio Ji a suo tempo smise di farsi crescere la barba, non gliel'ho mai chiesto ma suppongo per lo stesso motivo.
Indossa spesso abiti orientali, e il suo tipico gilet che era tipico anche di Kirpal e Ajaib.
E un paio di gilet li ho voluti anche io, uno dei quali è proprio un Suo regalo!
Inutile dire che amo questo gilet più di ciò che ci metto dentro (il mio corpo).
Dove dovrebbe portare tutto questo?
Suppongo ad assomigliargli anche interiormente.
 
Speriamo!
 
Il titolo di questo post è l'inizio di una poesia di Rumi molto amata ovviamente dal mio Maestro. Lui l'ha musicata e la cantiamo assime agli altri Bhajan:
 

Guadagno

Rumi

Fatti simile ai santi per provare i piaceri dell’anima
Entra nella via della taverna se vuoi vedere gli ebbri del Santo Vino

Bevi la coppa della follia per non esser più svergognato
Chiudi gli occhi di carne per vedere l’occhio segreto

Apri generoso le braccia, se desideri abbracci
Frantuma i feticci di terra se vuoi vedere idoli belli

L’amato si aggira di notte, non dormire tu la notte
Chiudi al cibo la bocca per gustare in bocca dolcezza

Promettente ecco è il coppiere, vi è un circolo nella sua festa
Entra nel circolo e siedi, fino a quando guardare i cerchi del tempo

Ecco un sicuro guadagno, dà una vita e prendine cento
Smetti di fare il lupo ed il cane, prova la grazia del pastore

Non pensare a nulla ma solo a chi ha creato il pensiero
Meglio è pensare alla vita che preoccuparsi per il cibo

Taci e più non parlare, che tu possa sentire il supremo discorso
Lascia la vita ed il mondo e contempla la vita del mondo



 Che altro aggiungere... se vogliamo provare i piaceri dell'anima dobbiamo farci simili (interiormente!) ai santi... entrare nella via della taverna, che è la via mistica, e frequentare gli ebbri del Santo Vino, che è il contatto inebriante con la Luce Divina
Un augurio a tutti di riuscirci.
 




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Tags : sirio, bhajan, diario

Commenti utenti (2) File RSS dei commenti
Postato il Isvari, 01-04-2008 16:43,
Il Guru è un meraviglioso tramite tra noi e Dio, un tramite che ci insegna ad amare Dio. 
Siamo in tre adesso: Dio, il Guru e io, tre persone che scambiano che comunicano, che si amano l'una con l'altra. 
E questo continua, si allarga, si espande fino a comprendere tutte le altre jivatma come noi e poi sino alla perfezione nel mondo spirituale.  
Non è che queste relazioni, questi scambi di Amore raggiungingono il top annullandosi nel nulla o annullandosi nella Fonte dell'Amore: Dio. 
No. 
Tutto questo amore, questi scambi, queste grida di disperato bisogno di capirsi tra noi, di capire Dio, di amarsi tra noi, di amare Dio, raggiungerà la perfezione una volta realizzata la vera posizione di Dio e continuando all'infinito e in continua espansione questa relazione, nel mondo spirituale.....aaaah hh! finalmente di nuovo a Casa! :zzz
 

Postato il Dass, 01-04-2008 17:05,
si, all'inizio siamo tre cose separate. 
Ma la separazione è sofferenza, e i Maestri vengono per rimuoverla.Il tuo è un punto di vista, ma si può anche vedere Dio un pò come i cristiani: Padre da raggiungere, Figlio che viene a prenderci per mano, Spirito Santo attraverso cui stabilire questa unione. 
Quando questo Spirito ci illumina, ci vediamo per quello che siamo: noi stessi Figli, e infine, tutt'uno col Padre. Uno e trino allo stesso tempo.  
E' un mistero, dicono... quel che è importante è svelarlo :-) 
Fino ad allora non possiamo capire davvero come stanno le cose, e dobbiamo fare la strada più consona a noi. 
Buon cammino, amica mia ;)
 

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