gen 07 2008
Il Ritiro di Capodanno
lunedì 07 gennaio 2008
 
Scritto da Dass,
Pagina vista 1267

Sono appena tornato dal Ritiro di Capodanno presso il Sant Bani Ashram.
Che esperienza!
Sant Bani Ashram
L'Ashram di Sirio Ji: il paradiso in terra 

Come vi avevo promesso vorrei condividere con voi qualcosa della mia esperienza in un posto simile, qualcosa che vale davvero la pena sperimentare.
Sono ormai tre anni che partecipo a questi ritiri ma ogni volta è qualcosa di unico e speciale, ogni volta tanta Grazia viene riversata su questa povera anima.
Il programma è (come di consueto) il seguente:

4/6

7/8.30

8.30

11/13

13,15

16.30

17.30

19

20.30/21.30

22

Meditazione.

Meditazione.

Colazione.

Meditazione.

Pranzo.

Meditazione. 

Satsang. (discorso sugli insegnamenti dei Maestri). 

Cena.

Canti.

Silenzio assoluto. 

 
Magari a qualcuno può sembrare esagerato... ma non è una vacanza, è una occasione per separarsi per qualche giorno dal mondo e dagli impegni quotidiani per dedicarsi esclusivamente alla meditazione e alla crescita interiore.

Quelli che seguono sono una manciata di appunti che prendevo quotidianamente pensando proprio di inserirli in questa sede:
 
1/1/2008
Questa volta non sono andato con macchina o moto ma col treno: troppo freddo anche per me. Ho viaggiato con una cara signora che avevò già incontrato un anno fa in un altro ritiro.
Satguru Sirio Ji doveva venirci a prendere a Grosseto ma il treno ha fatto grande ritardo e poi definitivamente guasto, ha dovuto fermarsi a Orbetello per farci prendere il treno successivo. Ma il nostro Maestro ha voluto venirci a prendere direttamente a Orbetello facendosi 70km all'andata e altrettanti per andare all'Ashram! Quale benedizione e quanto amore da parte sua...
A causa di questo, il Satsang s'è fatto alle 18. La cena è stata molto frugale: un pò di frutta, due fette di pane con l'olio delle olive che crescono qui (un vero e proprio Nettare Divino!). Di solito si cena leggeri, mentre il pranzo è (un pò) più sostanzioso. Stiamo seduti 10 ore al giorno, dormiamo poco. Mangiare tanto sarebbe solo un ostacolo a tutto.
 
2/1/2008
sveglia alle 3:30. La mente è implacabile. E' incredibile come proprio nei ritiri, in meditazione, si debba affrontare una serie di lotte interiori con passioni, vizi e idee malsane che normalmente sembrano solo un vecchio ricordo. La mente resiste e reagisce violentemente quando capisce che rischia di capitolare di fronte a tanta meditazione! Per contrasto, medito un'oretta extra da solo.
A pranzo mangiamo un dolce fatto dal nostro Sirio: semplice ma sublime, buonissimo.
Fa freddo anche se il tempo è bello. Si sta davanti alla stufa a legna quando non meditiamo. Siamo solo in 4. Pochi abbandonano il mondo in periodi come questi, per mettere al primo posto Dio. Che differenza coi ritiri primaverili ed estivi in cui si arriva anche a 30 persone! L'atmosfera è intima e raccolta. Nel pomeriggio va meglio con la meditazione, la mente s'è temporaneamente domata grazie a un uso intenso del rosario durante il Simran. Vado a letto tardi (23:30) per rispondere a telefonate varie.
 
3/1/2008
Nonostante essere andato a letto tardi, mi sveglio nel cuore della notte (saranno state le 2). Poi mi riaddormento e faccio un sogno davvero particolare: interagivo con delle persone attraverso una scatola piena di vecchie cianfrusaglie e ricordi miei/loro. Non incontravo nessuno ma sfogliando queste foto, ritagli, oggetti impolverati potevo comunicare leggendo cose scritte su di essi, e scrivendone a mia volta. La sensazione palese che mi ha lasciato, è che normalmente passiamo la vita parlando, pensando e comunicando solo a livello mentale e materiale, ma che tutto ciò che viene comunemente considerato "la nostra vita quotidiana" non è che ciarpame impolverato che non ci seguirà e che non fa parte veramente della nostra essenza. Fatti, cose, che riteniamo importanti e che finiscono per definire e costituire la nostra vita ma che saranno solo vecchia spazzatura quando semplicemente ci allontaneremo da questa vita e questo mondo. Poco dopo mi sveglio: sono le 3:30 e devo alimentare il fuoco, scaldare il tè, e andare a meditare.
Le meditazioni oggi sono molto profonde. Il tempo è peggiorato, piovigina ma è comunque meno freddo degli inverni precedenti.
La signora che ha fatto il viaggio con me deve partire, si è finalmente decisa ad andare in India con delle sue amiche, un progetto che rimandava sempre. Parte tra pochi giorni e deve proprio scappare! Portandola in stazione, carico un nuovo arrivato, che in realtà conosce Sirio da 20 anni ed è stato devoto del suo secondo maestro, Sant Ajaib Singh. Questa cara anima frequenta ormai settimanalmente la mia casa per meditare con me e quindi abbiamo un bel legame. Sento allargarsi lo spazio interiore. Canto molto, almeno due Bhajan per ogni seduta di meditazione. La mia voce è insolitamente migliorata, un cambiamento netto di cui tutti si accorgono e si congratulano, Maestro compreso. E' tutto un Suo dono, è palese.
Canto "Aayo Sharan Tu Hari" ma in italiano: "Ho cercato la tua protezione Satguru". E' venuto proprio bene, è stato speciale.
 
4/1/2008
Stanchezza, incredibile stanchezza. Alla meditazione delle 4, e un pò meno alle 7, la testa mi cade qualche volta. Vorrei fare un riposino pomeridiano ma c'è un pò di Seva da fare, dovrebbe venire un idraulico a fare dei lavori e serve portare dei mattoni parecchio pesanti per permettergli di fare il lavoro. Ne approfitto per vedere Sirio Ji al di fuori delle meditazioni e poterci parlare un pò. Poi ho il piacere di continuare a casa sua, dove gli dò una mano col suo pc. Il mondo mi raggiunge e mi assilla con troppe telefonate. Dovrei spegnere il telefono e riaccenderlo alla fine ma è bene mantenere i contatti con la mia amatissima metà, ci diamo forza a vicenda. L'idraulico non è mai venuto ma grazie a quella scusa, sono stato di più con Sirio: il corpo non avrà riposato ma quanto sollievo alla mia anima!
 
5/1/2008
Sono ancora molto stanco, alle 4 medito male. La mia mente si sta sfinendo e la stanchezza sale. Reagisco: medito due ore e mezza in più al normale programma. La cosa funziona, il rosario è di grande aiuto e le meditazioni successive vanno meglio. Il corpo e la mente hanno i loro meccanismi e sono abitudinari, ma qui in realtà non hanno molto da fare e non c'è bisogno di grande riposo. In fondo, meditando stiamo immobili e tentiamo di fermare il pensiero. Il bisogno di dormire scende notevolmente. Ho avuto ancora il piacere di parlare con il mio Maestro e di aiutarlo a far legna per la stufa.
Il Satsang, a nostra richiesta, è stata una sessione di domande e risposte. Come al solito non riesco a pensare a una domanda ma le due-tre domande che fanno gli altri mi appagano del tutto. Sant Sirio Ji ci ha parlato di quando lavorava nei mercati, diversi anni fa, vendendo vestiario e stando a contatto con gente di ogni tipo. Ci ha dato consigli su come aver a che fare con persone così opposte da noi, come non farci "contagiare" da volgarità e provocazioni che spesso si possono ricevere quando la gente capisce che non ti interessa il calcio, che sei vegetariano, che non vuoi essere volgare o approfittatore, che non sei religioso ma spirituale. 
 
6/1/2008
Ultimo giorno. Il tempo è volato! Ci sono stati i colloqui privati. Il mio è stato così speciale... indescrivibile. Quando lo vedo in queste occasioni, sarà il diverso angolo di visuale, sarà qualcos'altro, ma sembra davvero una statua greca di Zeus o il Dio della Cappella Sistina: diventa imponente, compatto come una roccia ma con questi occhi sempre così dolci e penetranti. Se si vuol guardare in una sola occhiata tutto l'universo, bisogna guardare nei Suoi occhi. Poi c'è stato il Satsang finale, molto toccante come sempre.
Poi come dice Lui, tutto finisce.
Ha concluso raccontandoci com'è stato quando, nel 1974, dopo aver conosciuto Kirpal Singh, il suo primo Guru, è dovuto poi tornare a casa. Il suo Maestro gli ha semplicemente detto "Teniamoci in contatto". E' bastato che ci raccontasse questo per fargli versare copiose lacrime. L'amore che ancora sente per Lui è davvero sconfinato. Aspiriamo tutti a questo. 
Prendo il treno, accompagnato da una cara Sorella.
Si riprende la vita quotidiana.
Un pò più ricchi di prima. 




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Tags : diario, sant mat, sirio, ritiri

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