nov 23 2007
Io, Dass
venerdì 23 novembre 2007
 
Scritto da Dass,
Pagina vista 2039

Forse dall'inizio mi sarei dovuto presentare, ma non l'ho fatto. Ma ora che inizia ad arrivare qualche lettore, forse è bene che lo faccia.
!
NON ho il tridente nè i serpenti!

Non chiedetemi come mi chiamo, dove abito, non chiedetemi foto.
Non credo sia conveniente al momento.
Allora che posso raccontarvi?
Sono un ragazzo qualsiasi, vivo in una città qualsiasi, faccio un lavoro qualsiasi (in campo informatico).
I miei interessi non sono esattamente qualsiasi, non tutti:
Si, mi piace l'informatica, so montare e smontare un pc a occhi chiusi, e soprattutto mi piace Linux.
Mi piace andare in moto, soprattutto guidare e guidare e guidare in sella a una custom.
E' una bella sensazione di libertà e mi sgombra la mente.
Ma soprattutto mi interessa la spiritualità.
Devo dire che fin da età precoce erano chiari (almeno per me) i segni che indicavano che tipo di persona ero e stavo diventando, ho sempre avuto una predisposizione e una facilità di approccio a certi argomenti e soprattutto a certe esperienze.Reiki
Dopo un percorso solitario di autoanalisi (ma a più livelli, soprattutto energetico) sono approdato al Reiki assieme alla mia fidanzata. Ne ho trovato enorme giovamento e la soluzione a molti dei problemi che mi affannavano all'epoca (parliamo sempre di energia) e mi sono buttato a capofitto in questa avventura.
Quando inizio una cosa a cui tengo, generalmente la esploro del tutto. Tant'è che dopo un anno intensissimo di pratica quotidiana su me stesso e sugli altri (grazie alla mia amatissima Master che organizzava incontri settimanali di meditazione, scambio di trattamenti e lezioni) sono diventato Master a mia volta e nel tempo ho anche dato qualche livello con ottimi risultati.
Simultaneamente ho iniziato studi personali su angeli e entità simili con ottimi risultati, e a leggere libri come L'Autobiografia di uno Yogi. In una notte estiva dedicata alla lettura di quest'ultimo libro e alle mie preghiere e invocazioni mi ricordo che pregai il Maestro Divino, Babaji, o qualunque-nome-possa-avere di permettermi di incontrarlo e di divenire suo discepolo.
Dimenticai presto quella preghiera sommersa da mille altre preghiere quotidiane che invocavo all'epoca.
Sirio Giusto un mese dopo mi passò casualmente per le mani l'invito a un ritiro di meditazione presso il Sant Bani Ashram di Ribolla, tenuto da un certo Sirio, con un discorso e indicazioni dettagliate su come si svolgesse il ritiro stesso.
Non lo lessi, in quel momento (per quanto poi lo studiai a fondo arrivato a casa) ma solo toccando quella manciata di pagine spillate alla bell'e meglio fui fulminato dall'idea fissa e bruciante che dovevo assolutamente andare in quel ritiro, che era la soluzione ai miei problemi, che era ciò che aspettavo.
E così è stato, in tutto e per tutto.
Quel ritiro mi ha cambiato la vita, quell'incontro mi ha davvero salvato la vita.
Da allora non mi sono perso un ritiro, ho cercato in ogni modo di vedere il mio Maestro il più possibile e di seguire concretamente i suoi insegnamenti.
Non sono un discepolo perfetto e chissà se mai lo sarò, ma ci provo e spero un pò alla volta di riuscire.
Quello che tento di fare in questo blog è di dare una dimostrazione di come si affronta la vita di tutti i giorni alla luce di un cammino interiore autentico. Non mi vedrete parlare solo di cose astratte ma anche (se mi viene, molti lo san fare meglio di me) di informatica, di andare in moto, di locali, di film, di banali cose di tutti i giorni. Mi vedrete passare attraverso le cose di tutti i giorni, ma guardando sempre in una sola Direzione, a una sola Meta, a un solo Fine.




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Tags : diario, sirio, sant mat, reiki

Commenti utenti (13) File RSS dei commenti
Postato il Shadow, 24-11-2007 10:26,
Lieta di aver ricevuto il tuo invito. 
Ricordo bene uno di quei ritiri dove invitasti anche me. Ne ebbi timore, e rifiutai. In qualche maniera ho sfiorato questa Realtà.  
Vedremo dove porta la mia strada. Un saluto.
 

Postato il Dass, 24-11-2007 11:40,
ciao, mi interessa la tua esperienza... appena ci si trova online ne parliamo!  
 
per il resto, se ti interessa, dovrebbe esserci un ritiro dal 1 al 6 gennaio  
info qui
 

Postato il romina, 14-02-2008 19:07,
il rapporto stretto con un maestro, non ha gli stessi limiti di un rapporto di innamoramento? 
se obbiettivo per essere il più vicini possibile al nostro Sé, è il distacco, non c'è rischio di leame, di dipendenza? 
almeno io per me ho questo timore, 
io non ho un vero guru, nel senso che ho un apersona importante come giuda per me, ma non è unmaestro, è una persona in cammino come me....ma sento questo rischio, e sento che ci sarebbe nella stessa misura se ci fosse un rapporto discepola- maestro..... 
secondo te?
 

Postato il Dass, 14-02-2008 19:40,
Il rapporto con un Guru è sicuramente un rapporto d'amore. 
Direi, è IL rapporto d'amore per eccellenza. Una volta compreso cosa è l'amore per il Maestro, si mettono in prospettiva tutte le altre forme d'amore. Ma quando si parla di vero Amore si parla di purezza, di disinteresse. C'è l'amore-desiderio, e c'è l'Amore mistico e spirituale. Che non è desiderio di possedere, ma desiderio di annullarsi nell'Amore stesso. Di "smarrire ogni traccia del mio Io" come canta il mio Sirio Ji. Di "riposare eternamente in Te", come prosegue. 
Non è un amore esteriore, che porta fuori dal proprio Sè. E' uno scoprire dentro di sè il Divino, e quando poi apriamo gli occhi lo ritroviamo nel darshan del Guru. 
Sono cose difficili da spiegare per iscritto, e da capire leggendo... si afferrano se avviene la scintilla, con la presenza fisica di un Uomo-Dio. 
Non penso che tu debba avere paura di qualcosa, quello che succede è sempre nel Suo volere.
 

Postato il romina, 15-02-2008 00:21,
io ho capito benissimo, 
ma anche in questo modo il discepolo ha bisogno del maestro, ed avere bisogno, non certo di possedere, ma di nutrirsene, per il godimento di crescere, per un godimento dello spirito anche di essere schiaffeggiato.....è comunque un bisogno, che mi fa nascere il timore di una dipendenza, 
il discepolo senza il suo maestro soffre 
ma obbiettivo del nostro Sé è essere centrati su sé stessi, autonomi e distaccati da tutto, 
è questo che io sento come una contraddizione 
comunque sono confusa 
forse percé il mio rapporto è per similitudine con quello tra un discepolo e un maestro, 
ti ripeto, io l'ho eletto a mio maestro, ma non è un vero guru
 

Postato il Dass, 15-02-2008 07:17,
Come il corpo materiale ha bisogno di cibo materiale, e la mente di pensieri (possibilmente elevati) per non arrugginirsi, anche la nostra anima ha bisogno di nutrirsi. Essendo composta di luce divina avrà bisogno di altra luce. 
Ci sono dipendenze malsane e dipendenze sane. 
L'unica dipendenza davvero sana è quella del contatto con il Divino. Questo avviene dentro di noi, ma per mezzo del Guru. 
E quindi si, si soffre anche, nel cammino spirituale. Ma la nostra anima soffre da età ed età separata dalla sua origine, semplicemente non ce ne rendiamo conto. Il contatto con la Luce interiore ci fa ricordare questo bisogno, e se poi viene meno ci genera sofferenza. Non è comunque un male (nulla lo è): solo chi soffre d'amore per il Divino ne sarà attratto. 
Obiettivo del nostro Sè non è essere solo, è unirsi a Colui che ama!
 

Postato il romina, 15-02-2008 15:04,
ho capito
 

Postato il Alex, 01-04-2008 13:07,
per quanto maestri e tecniche siano necessari per avvicinarsi a se stessi, il vero lavoro è quello che facciamo noi e basta, c'è gente che non sa neppure cosa sia un guru o lo yoga ciònonostante ha un elevato livello di coscienza. Personalmente ho sperimentato e studiado tutti ciò potesse interessarmi e darmi risposte, dalla magia allo yoga, all'ayurveda alla cabala, forse alzarsi tutte le mattine alla stessa ora cercando di essere felici rispettando gli altri, è quello che di più grande possiamo realizzare.
 

Postato il Dass, 01-04-2008 13:31,
il vero lavoro è quello che facciamo noi, ma dobbiamo sapere che lavoro fare e come farlo. 
Non basta alzarsi le mattine con un atteggiamento positivo. E' una buona base, certo, ma se a questo accostiamo una pratica che ci consente di controllare la nostra mente, e non farci controllare da essa, iniziamo ad acquisire controllo sui nostri desideri, paure, emozioni, istinti. 
E allora possiamo veramente essere felici, e rispettare gli altri. 
Ma di ben più grande possiamo realizzare la presenza di Dio dentro di noi. 
Se tutti i tuoi studi ti hanno portato solo ad essere più positivo, sono stati un'ottima preparazione a questa ricerca (e poi effettivo ritrovamento) interiore.
 

Postato il Nexso, 26-10-2009 23:33,
Non esiste una dottrina perfetta poiché ognuno di noi deve seguire il proprio cammino. Seguire la dottrina di qualcuno equivale ad illudersi. Ognuno possiede i suoi personali demoni da abbattere. Chi trova la perfezione in ogni gesto è impossibilitato a trasmetterla ad altri. Io non seguo né credo in nessuno o qualcosa. L'Arte può salvare, dandoti la possibilità di vivere milioni di vite che altrimenti non riusciresti. Il problema semmai è cosa sia quest'Arte...
 

Postato il Dass, 27-10-2009 05:59,
credere ciecamente in qualsiasi cosa è inutile, imparare da chi ne sà di più per poter sperimentare personalmente, a modo proprio, come stanno le cose, è diverso. 
Illudersi di realizzare Dio da soli, senza nemmeno saper bene come fare o cosa fare è come decidere di andare in barca a vela senza aver mai visto manco il mare. 
Un Maestro non è una dottrina a cui credere, è un esempio concreto, una guida per "fare" in prima persona una pratica (che altrimenti non conosceremmo) e ottenere risultati nostri.
 

Postato il sistercesy, 10-01-2010 06:56,
mio marito è un reiki master e fa meditazione, io ho smesso per motivi vari, 
bello e interessante il tuo blog, 
ciao
 

Postato il Dass, 10-01-2010 07:38,
ciao, benvenuta! 
si può sempre riprendere, prima o poi 8)
 

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