feb 05 2008
Non è facile
martedì 05 febbraio 2008
 
Scritto da Dass,
Pagina vista 471

Un Devoto
 
 
 
 
 
 
 
Sarebbe  molto più facile  adorare il Sole, o un libro sacro, o un Maestro morto millenni fa... nulla di queste cose può mostrarti i tuoi sbagli.
E invece no, il mio cammino è Vivo, il mio Guru, Dio, Messia, quelchevipare,  mi parla e non in maniera astratta.
Mi manda email, mi telefona, mi guarda negli occhi.
E mi fa notare tutte le mie imperfezioni, le mie pigrizie, i miei difetti.
Come potrei migliorare se non sapessi nemmeno cosa migliorare?
La teoria è sempre bella... quando però ti succede una cosa simile, fa sempre male.
 
Lessi nell'autobiografia del mio Maestro di come Sant Ajaib Singh parlava del suo rapporto con Baba Bishan Das, un sadhu che lo introdusse alla Sant Mat e lo preparò all'incontro col suo Guru vero e proprio, Sant Kirpal Singh:
 
"Andavo da molti sadhu giacché non ricevevo nulla da Bishan Das, tuttavia tornavo da lui ma era un osso duro. Andavo anche da altri sadhu, eppure non trovavo nessuno come Bishan Das, così tornavo da lui e cercavo ripetutamente di ricevere qualcosa. Bishan Das era molto duro e non dava nulla a nessuno, ma continuai a provare, tentai di ricevere la conoscenza per dieci anni... e quando andavo da lui, mi schiaffeggiava. Non mi permetteva mai di indossare abiti belli. Tutti i parenti e gli altri mi schernivano, si burlavano di me: ‘È impazzito! Va da un folle. Quando ci va, viene schiaffeggiato e gli viene detto di andarsene!’".  Ma Ajaib Singh dice che gli schiaffi di Bishan Das erano per lui più dolci dei sorrisi degli altri sadhu, perché vedeva che aveva realmente qualcosa.
 
Ricordo che questa storia mi piacque molto, e dopo che Sirio Ji la raccontò in un Satsang, io fui svelto a dirgli "mi raccomando, continua sempre a darmi i tuoi schiaffi". Ovviamente intendevo quello che spero abbiate finora capito, volevo dirgli quanto desiderassi essere da lui trasformato e che se era necessario da parte sua essere duri, mi stava bene.
E devo dire che da allora ricevetti parecchi "schiaffi" a periodi alterni, e credo che più ci si avvicini a un Maestro, e più se ne debbano ricevere. Più si progredisce, più è dura la strada, più ci si espone, più si viene investiti dal fuoco alchemico della Grazia.
 
Questa notte ho sognato il mio Satguru. Credo che non si possa sognare un Essere come Lui senza che ci sia un qualche significato particolare. E finora non sono mai riuscito a sognarlo in sogni qualsiasi, sono sempre stati sogni "particolari". Del sogno di stanotte non ricordo niente, ma mi è rimasta la sensazione che la cosa non fosse positiva. Come se il mio Maestro mi avesse rimproverato. Mi sono svegliato dispiaciuto di/con me stesso .
E infatti, nella mia casella di posta elettronica c'era una sua email che (tra le altre cose) mi faceva notare cose che di fatto dentro di me già sapevo: la mia pigrizia, indolenza.
Non si sfugge a un Maestro Illuminato.
Questo è un ottimo metro per capire se una persona è un Guru autentico o un ciarlatano.
I Veri Maestri (Sat Guru, letteralmente) ti conoscono. E ti conoscono meglio di te stesso. Ti leggono dentro, vedono chiaramente quello che a volte intravedi, sepolto, sotto sotto nei meandri della tua mente e del tuo cuore. 
Possiamo farci belli, può succedere che tutti gli altri devoti ti lodano perchè ti considerano il migliore, quello che si dà da fare, un ottimo esempio per gli altri... ma il Maestro sa tutto e smonta il tuo finto piedistallo con due o tre parole. Magari anche estremamente gentili. Senza critiche, senza giudicarti. Ti dice qualcosa, e un pugnale ti si conficca nel cuore e pensi quanto poco fai, quanto ogni volta ti si deve chiedere la stessa cosa più volte e quanto la tua mente a volte ti fa andare dove vuole senza che nemmeno te ne rendi conto.
 
Allora che fare? Il latte è stato versato, è inevitabile piangerci un pò sopra ma poi si deve migliorare. Ci si deve costringere a migliorare.
Si, l'evoluzione è una cosa graduale, a certe cose ci si deve arrivare, è pur vero che i cambiamenti interiori dovrebbero avvenire naturalmente e senza autoimporsi le cose, ma io credo che allo stesso tempo sia anche vero il contrario: a volte bisogna mettersi dei paletti, dirsi "ok, finora abbiamo giocato, ora basta eh!".
E sperare di aver imparato la lezione di oggi. 




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Tags : diario, sirio

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