| Rinascita |
| lunedì 05 maggio 2008 | |
Questa è la sensazione che si prova tornando alla vita di tutti i giorni dopo un ritiro così intenso come quello appena concluso. E' una nuova nascita, un nuovo venire al mondo. Satsang all'aperto al Sant Bani Ashram (click per ingrandire)
Come già ho fatto per il ritiro di capodanno voglio condividere con tutti qualche appunto preso qua e là ogni giorno. Tenendo conto che quel che condivido è la parte più esteriore quella esprimibile a parole e non potrà mai rendere quello che è successo davvero dentro di me, perchè come disse Hafiz: Solo il cuore può parlare al cuore della beatitudine dei mistici Nessun messaggero può illustrarla e nessuna missiva può riferirla. Hafiz Non sono un mistico (ci si prova!) ma posso ben dire che lo stesso vale per me, in questo caso. 25 aprile Il viaggio è stato splendido, sole e profumi della primavera. sono arrivato molto presto, la meditazione delle 11 non era ancora finita. E’ stata incredibile, soprattutto per quanto riguarda il suono interiore. Non ho manco fatto in tempo ad entrare che ero già in estasi e barcollando sono crollato a sedere. Dopo pranzo sono andato a Grosseto a prendere una Satsanghi. Nel pomeriggio sono arrivati gli ungheresi. Siamo 2 italiani e... credo una dozzina o forse quindicina di loro. Ho una pessima voce per via del viaggio in moto senza sciarpa. 26 aprile Sveglia alle 3:40. Ho molto sonno e stanchezza e medito male. C'è molto vento. Grazie a zenzero e cioccolata calda mi ritorna la voce e canto "Ab Bhakti Karo" con un ottimo risultato. Mi sa che gli ungheresi non la conoscevano ancora e hanno gradito. 27 aprile Mi sveglio facilmente. Le meditazioni sono molto profonde. Quella delle 11 è all'aperto. Vista Irena, splendida come sempre. Nel pomeriggio noi Satsanghi iniziamo a fare Seva potando degli ulivi sotto istruzioni di Sirio Ji.La sera il Maestro ha mal di gola. Mai visto così, che abbia preso i nostri karma? Prego di no, come potrei perdonarmi? Ma di fatto allo stesso tempo la mia voce migliora. Ecco finalmente una mia foto: alle 6 del mattino salto l'intervallo per continuare con la meditazione (notare la coperta, fa un pò freddino) 28 aprile C'è ancora stanchezza, forse dovrei riposare negli intervalli. Il rosario mi viene in aiuto. Dopo pranzo, mi cerco un posto tranquillo per meditare un pò da solo. Vado dietro la casa del Maestro e dopo un pò arriva proprio Lui per stare all'interno. lo saluto e tolgo il disturbo. Poi è Lui stesso che mi raggiunge nel dormitorio per assegnarmi una commissione. Dovrò saltare l'inizio del Satsang ma sicuramente servire il Maestro è di pari importanza. La sera arriva Romina, che non è mai stata ai nostri ritiri. Sono molto contento poichè l’ho invitata io e le ho fatto conoscere io questo cammino. O meglio, il Maestro attraverso di me. Vado a dormire alle 23 ma per una buona causa: i Satsanghi ungheresi mi mostrano un video di 7 anni fa, in cui Sirio Ji teneva un ritiro in ungheria dopo la morte di Ajaib. Ne avevo tanto sentito parlare da loro e da lui e finalmente ne ho avuto qualche assaggio.29 aprile Oggi il tempo è cambiato completamente: piove. La meditazione delle 4 va abbastanza bene, poi alle 6 come mio solito sono rimasto a meditare per conto mio ed è stato fantastico, una di quelle perle rare che comporranno il rosario della mia vita. Anche alle 7 ho meditato molto intensamente, con una gran concentrazione. Alle 11 Guru Ji non c'era fisicamente per sbrigare delle commissioni, ma in qualche modo era comunque tra di noi. Approfitto del "brutto" tempo per riposare il pomeriggio. Guru Ji ci ha parlato di un mistico italiano dell'800 vissuto qui vicino (Davide Lazzaretti) e domani se il tempo lo permetterà andremo dopo pranzo nei luoghi in cui è vissuto, a fare un Satsang lì. La sera arriva un'altra Satsanghi italiana. 30 aprile La meditazione delle 7 è stata meravigliosa. Da tanto non succedeva una cosa del genere. La giornata è brutta, ha piovuto stanotte. Ora c'è foschia e il tempo è variabile. Se migliorerà un pò, potremo fare quella "gita" altrimenti dovremo rinunciare. Aggiornamento: la giornata è splendida ma rimandiamo a domani per l'arrivo della famiglia indiana conosciuta al ritiro di Preganziol. Nel pomeriggio sono andato a prendere Nirmala, la figlia di Sirio Ji, e la sera è tornato anche un altro iniziato che non si vedeva da tanto tempo! Il Guru riunisce i separati, come canta Ajaib. La sera canto "Tera Naam" in una maniera incredibile. Il Maestro mi ha detto di cercare di stare al ritmo che faceva con il sitar e qualcosa s'è impossessata di me facendomi cantare come mai prima d'ora. Dopo ero in uno stato indescrivibile, non capivo niente, ero del tutto fuori di me. 1 maggio Alle 4 ho riaccompagnato Nirmala alla stazione saltando la meditazione. Alle 10 partiamo per il monte Labbro per visitare i luoghi in cui è vissuto Davide Lazzaretti. Il viaggio d’andata ha dell’incredibile: viaggiavo sull'automobile del Maestro (e in sua compagnia) quando la benzina è iniziata a finire. Eravamo in salita e la macchina ha iniziato a camminare a scatti e si sarebbe dovuta fermare di colpo. Ma Sirio Ji ha detto che forse ce la facevamo a raggiungere la pompa di benzina ben 3 km più in là. In salita. Fatto sta che la macchina ha fatto i 3 km come spinta da una forza invisibile, e s'è fermata esattamente davanti alla pompa di benzina! Giochi del Maestro... Il Satsang è stato su Davide Lazzaretti, all'aperto. Abbiamo mangiato un pò di frutta e poi siamo tornati. Che giornata meravigliosa e quant’è bello camminare accanto a Lui: una carovana di viandanti del Nulla. Il Satsang serale è stato incentrato su domande e risposte e s'è fatto dalle 19 alle 22. Mal di testa per il troppo sole, tutta la serata. E ho la faccia come un peperone! 2 maggio Arrivano altri italiani, ora siamo proprio tanti. La giornata è bellissima. Nel pomeriggio il Maestro ha commentato "Sawan Dayalu Ne" in un Satsang davvero emozionante. Devo assolutamente parlare al Maestro di una cosa importante ma non c'è tempo per avere un colloquio privato extra. Quelli "standard" ci saranno (per gli italiani) l'ultimo giorno. Sono in grado di aspettare? 3 maggio Giornata bellissima. Inizio ad essere un pò stanco fisicamente e alle 4 si sente. La meditazione delle 11 è stata fatta all'aperto. Ho aiutato a cucinare il pranzo ed è stato un successo. Il Satguru è venuto a benedirlo ed è stato un momento molto speciale. Dopo pranzo, incontro il Maestro e con qualche parola mi fa capire i miei sbagli: un fulmine in testa sarebbe stato meno mortale. Ma poi mi ha detto di non prendermela, è solo che se deve dirmi qualcosa lo fa senza girarmi intorno (come del resto è bene che sia). Forse non è il caso di confidargli quel che devo confidargli? Era già così difficile ma ora... Il Satsang di oggi pomeriggio è stato meraviglioso. L'argomento è stato l'umiltà e la sua importanza nella Via spirituale. Sia col Maestro, sia tra i fratelli, sia con il resto del mondo. Ha sortito un effetto immediato eliminando qualche incomprensione che in ritiro lungo e intenso come questo s'era creata tra noi discepoli. Quanta grazia! La sera è Ji stesso che mi chiede di ricantare "Ab Bhakti Karo" e anche se senza voce, è stata una cosa intensa. 4 maggio Come dice Guru Ji, tutto in questo mondo finisce, anche questo ritiro. E’ l’ultimo giorno e questo ritiro sembra breve e infinito contemporaneamente. Tutto raggiunge il suo culmine oggi: questa giornata è la chiave di volta che conclude e rende completo questo viaggio nel Divino che abbiamo fatto insieme. La metà della mia anima rimasta a casa mi raggiunge. Poi c’è il colloquio finale in cui riesco persino a dire ciò che il mio cuore mi urlava di dire. Non è venuto lungo e articolato come la mia mente lo immaginava, ma è andato esattamente come la mia anima voleva. Un altro macigno è stato rimosso dalla mia schiena, e la sensazione di leggerezza ora è bellissima. La meditazione delle 11, splendida. L’ultimo pranzo insieme, meraviglioso. Il Satsang pomeridiano (preceduto da una intensissima meditazione sul prato con la mia sopra citata dolce metà che dormicchiava sulle mie gambe) è stato veramente l’apice di tutto. GuruJi ha commentato "Kone Kahe Mai". Poi il ritorno a casa, in moto. Dormire nel proprio letto, come sembra strano. Che altro posso aggiungere? Quando è stato il mio turno di condividere coi compagni di viaggio qualche pensiero o impressione sul ritiro, il succo del mio breve discorso è stato che ho visto tanti miracoli avvenire nella mia vita in compagnia del Maestro. Ma mai così tanti in così poco tempo, come in questo ritiro. E chi non sperimenta una esperienza del genere, non può capire. Auguro a tutti di nutrirsi e dissetarsi del Cibo più prezioso, la Luce e il Suono Divino. Tutto il resto è solo un effimero contorno, in questo "rifugio di alcuni giorni" (come lo definisce Sant Ajaib) che è la vita sulla Terra.
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