apr 07 2008
Sawan dayalu ne
lunedì 07 aprile 2008
 
Scritto da Dass,
Pagina vista 861

Torno fresco fresco dal piccolo ritiro tenutosi ad Acilia dal mio Satguru per celebrare il mahasamadhi di Sant Swan Singh.
 
Sawan
 
Param Sant Hazur Baba Sawan Singh Ji Maharaj

 
Con il termine "mahasamadhi"si indica l'ultima e finale uscita cosciente dal corpo ad opera di un Illuminato. Può apparire come una banale morte ma in realtà avviene quando un grande Santo o Illuminato ha terminato il compito che Dio gli ha affidato in questo mondo e di sua spontanea volontà lascia il corpo per unirsi finalmente all'Eterno.
Guru Sirio Ji come suo solito ama celebrare date come gli anniversari di nascita e "morte" dei suoi Maestri con un ritiro. Come dice lui, queste sono le sue vere festività, il suo Natale e la sua Pasqua. Li ama più del suo compleanno di cui, se non ce ne ricordassimo noi discepoli, nemmeno si direbbe niente.
Sawan letteralmente è il mese delle piogge: infatti si dice che l'anno in cui nacque Sawan Singh le piogge non volevano saperne di arrivare, e arrivarono proprio il giorno in cui Lui nacque. Per questo motivo gli venne dato questo nome.
Baba Sawan Singh (1858 - 1848) fu il Guru di Kirpal Singh ma conobbe anche Ajaib Singh: i due Maestri di Sirio.
Pertanto anche se Sirio Ji non ha conosciuto personalmente Sawan, i numerosissimi inni e discorsi tenuti dai suoi Maestri cantando le sue lodi lo hanno reso per lui una specie di "Nonno Spirituale" come Sirio ama definirlo.
 
Anche io ho sentito una attrazione inconfondibile e viscerale per questa Forma Divina dalla prima volta che ho visto una sua foto.
Sono sicuro come sono sicuro che il sole sorge ogni mattino, che in qualche altra vita ho avuto una qualche relazione con lui.
I primi tempi che frequentavo il mio Guru lo accompagnai per una sua conferenza e con mia grande meraviglia vidi uno spettacolo unico. Per tutta la conferenza vidi Sawan Singh parlare al posto di Sirio. Anche la sua voce era cambiata e un evanescente turbante era visibile sul suo capo. Fu un'esperienza all'epoca sconvolgente che mi dimostrò che tutti i Maestri sono Uno.
Ma le mie parole sono le parole di un ignorante.
 
Voglio convividere con voi quanto scrisse Kirpal Singh a proposito della morte del suo amato:
 
Il soggetto riguardante la malattia dei Santi lascia perplessi, poiché in realtà la malattia di Hazur era il risultato del peso dei nostri debiti karmici, dei profondi sospiri e delle lacrime di tutti coloro che tra noi ne sono afflitti. I Santi prendono volontariamente su Se stessi il fardello dei Loro iniziati senza lamentarsi in nessun modo, e questo diventa una consuetudine.

Hazur diventò fisicamente sempre più debole, e dalla notte del 29 marzo 1948 alla mattina del primo aprile, un’insolita agitazione ed un invisibile tremolio erano palesi sulla Sua struttura fisica. Anche questo sintomo fu creato per mettere alla prova coloro che Gli stavano intorno. Durante tutto il periodo della Sua malattia Hazur aveva detto varie volte: “Se una persona avanzata nel Bhajan e Simran si siede accanto a me, sento sollievo e conforto, quindi coloro che vengono qui o mi si siedono vicino, dovrebbero fare il Simran.” In accordo a ciò, quando apparve questo sintomo di tremore attraverso il corpo, Hazur disse più volte queste parole: “Se la persona che deve svolgere il lavoro spirituale dopo la mia dipartita viene a sedersi accanto a me, questo disturbo cesserà.” Per esaudire ciò, evidentemente l’ultimo desiderio del Maestro, i vicini e cari parenti del Maestro vennero uno per uno e si sedettero accanto al Suo letto praticando il Bhajan ed il Simran, ma non ci fu nessun benché minimo sollievo al tremore del corpo di Hazur.

La mattina del primo aprile 1948, fu molto benevolo da parte di Hazur, concedere a questo umile servo l’opportunità di trovarsi accanto al Suo letto da solo per dieci o quindici minuti. In quel momento mi sedetti con un cuore pesante e pregai Hazur: “Maestro, tu sei al di sopra del corpo e delle sue influenze non sei condizionato dal conforto e dallo sconforto, ma noi esseri umili ed incapaci siamo enormemente afflitti e non riusciamo a sopportare la vista del Tuo corpo sofferente. Tu possiedi tutti i poteri, Ti saremmo estremamente grati se benevolmente rimuovessi questi segni di malattia dal Tuo corpo.” È vero che le preghiere hanno buon esito laddove falliscono tutti gli sforzi umani. Hazur nella Sua grande benevolenza accettò questa preghiera. Quando aprii i miei occhi il corpo di Hazur era in uno stato di perfetto riposo, la Sua fronte brillava splendente. Aprì i Suoi occhi amorevoli e traboccanti di misericordia, inebriati di amore divino e lanciò uno sguardo al mio umile sè, entrambi gli occhi brillavano di una radiosità pari a quella di un leone. Chinai il mio capo in solenne e silente adorazione e dissi: “Tutto è dovuto alla benignità di Hazur.” Egli continuò a guardarmi fisso negli occhi per alcuni minuti ed io in silente meraviglia sperimentai un indescrivibile piacere che infuse un’ebbrezza come da bevanda negli angoli più remoti del corpo, cosa che non avevo mai sperimentato in tutta la mia vita. Poi quegli occhi che riversavano misericordia si chiusero per non riaprirsi mai più. Nei Suoi ultimi momenti, Hazur era pace totale. Quando si spense, adagiai il mio capo sui Suoi piedi e dissi: “Il sole della divinità che era sorto, è ora tramontato ed io non ho parole per esprimere il mio dolore.”

La mattina del 2 aprile 1948 alle ore 8.30, all’età di novant’anni, questo brillante sole della spiritualità, dopo aver diffuso la Sua luce nel cuore di milioni, scomparve per riposare sotto l’orizzonte di Dera Baba Jaimal Singh.

Vivere senza il Maestro è molto difficile, insopportabile, anche se si sa che quando il Maestro ci lascia, in realtà non abbandona il suo iniziato, ma questi come figlio dell’uomo sperimenta una grande sofferenza. Ancora oggi cadono lacrime quando ricordo il mio Maestro. Ma Egli mi ha lasciato senza ingiunzione. Perché? Non ci può essere la domanda perché.
 
Vi lascio con un bhajan scritto da Sant Ajaib Singh.
E' una delle poesie più sublimi che conosco. Sirio Ji racconta che la prima volta che Sant Ajaib diede al suo cantore il testo, questo si sentì molto in imbarazzo a cantarla.
 
 
 

Sawan dayalu ne rim jhim lae

Sant Ajaib Singh
 
Sawan dayalu ne rim jhim lae
Tu mausam rangile ch aake ta dekh

Il misericordioso Sawan ha provocato la pioggerella. Almeno manifestati in questo tempo inebriante e guarda.

Ambaran te pingane sat sat rangiyan (x2)
Tu pyaran di ping chadha ke ta dekh (x2) Tu mausam ...

Nel cielo ci sono altalene colorate (arcobaleni). Almeno poni l’altalena dell’amore alla sommità e guarda.

Koyalan de geetan di sur nu samajh ke (x2)
Tu ek geet pyaran da gaake ta dekh (x2) Tu mausam ...

Comprendi la melodia del canto del cuculo. Almeno intona un canto d’amore e guarda.

Khushi swaragan di mil jaau ethe (x2)
Tu julfan di chhan heth aake ta dekh (x2) Tu mausam ...

Otterrai la felicità dei cieli qua. Almeno vieni sotto l’ombra dei capelli e guarda.

Me bhar bhar nena de jaam pila du (x2)
Tu ek vari najaran milake ta dekh (x2) Tu mausam ...

Ti farò bere il nettare attraverso le coppe degli occhi. Almeno fa’ che i nostri sguardi si incontrino e guarda.

Me jivan vi sara tere Naam likha du (x2)
Tu ek vari mere naal lake ta dekh (x2) Tu mausam ...

Scriverò tutta la mia vita nel tuo Nome. Almeno per una volta innamorati di me e guarda.

Me palkan ch’ rakh la chupake tenu (x2)
Tu dil vale vede ch’ aake ta dekh (x2) Tu mausam ...

Ti terrò nascosto nelle mia ciglia. Almeno vieni nel cortile del mio cuore e guarda.

Amrit jal aj ambaran cho barse (x2)
Tu ek vari rijh lagake ta dekh (x2) Tu mausam ...

Oggi il nettare fluisce dai cieli. Almeno per una volta crea l’anelito e guarda.

Sawan mahine di masti ch’ aake (x2)
Tu najaran de tir chalake ta dekh (x2) Tu mausam ...

Vieni nell’inebriamento del mese di sawan, scocca almeno la freccia del tuo sguardo e guarda.

Daam bina Ajaib ho gaya tera (x2)
Tu ek vari menu ajma ke ta dekh (x2) Tu mausam ...

Ajaib è diventato tuo per niente. Almeno per una volta provami e guarda.
 
 
Anche io ho versato le mie lacrime su questo bhajan sentendo mio questo amore così forte per il Maestro.
 
Chi ha la possibilità nella vita di versare tali lacrime per la Forma che Dio sceglie per venirci incontro ha la più grande delle fortune.




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Tags : diario, ritiri, bhajan, sirio, maestri del passato

Commenti utenti (5) File RSS dei commenti
Postato il Cassandra, 07-04-2008 08:47,
Grazie... ;)
 

Postato il romina, 07-04-2008 12:09,
tu sei una bella luce, fresca, irradia fin quà 
disse bene una volta la tua ragazza: la bellezza è in te 
:)
 

Postato il Dass, 07-04-2008 12:24,
Per la luce della luna c'è da ringraziare solo il Sole
 

Postato il romina, 07-04-2008 12:37,
:zzz
 

Postato il Cassandra, 09-04-2008 08:36,
;)
 

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