nov 28 2007
Simran
mercoledì 28 novembre 2007
 
Scritto da Dass,
Pagina vista 1188

Traggo ispiraziona da una splendida poesia di Paramahansa Yogananda letta su meditare.net per parlare di una delle tre pratiche fondamentali della Sant Mat: il Simran
 
Meditate On Naam

Citando il mio Satguru: "All'iniziazione, vengono comunicati all'aspirante i cinque Santi Nomi di Dio che sono i Suoi nomi propri e sono quelli con cui è conosciuto sui cinque piani del creato. Questi sono nomi caricati dal Potere del Maestro ed esercitano sull'anima una forte attrazione verso l'alto. Ripetendoli, la mente si acquieta, l'attenzione si focalizza alla sede dell'anima, e si manifesta la Luce interiore."
Simran letteralmente significa ripetizione, ricordo.
Spiegano i Maestri che noi siamo sempre impegnati in un simran o nell'altro.
Ognuno pensa costantemente ai suoi impegni, alle sue passioni, a oggetti che desidera, a compiti da svolgere. La mente è sempre impegnata in pensieri di questo tipo e di conseguenza noi siamo ancorati a desideri, passioni, e in sostanza al mondo materiale.
Spiegano che per recedere questo circolo vizioso viene dato un Simran di Dio: occupando la mente nel ricordo e nella ripetizione costante del suo Nome, pian piano ci attacchiamo a ciò che c'è dietro e di conseguenza iniziamo il viaggio verso di Lui.Racconti di un Pellegrino Russo
Questa pratica è presente in ogni corrente mistica che si rispetti: presso i Sufi si chiama dikr, presso gli indù si chiama japa, presso i cristiani preghiera continua, presso i buddhisti ripetizione del mantra. Il mio Maestro (e io stesso) ha tratto grande ispirazione dal libro "Racconti di un Pellegrino Russo" che parla ampiamente dell'argomento da un punto di vista cristiano-ortodosso.
Tra nome e nominato non c'è differenza: nominare una cosa equivale a pensarla, il nome è collegato agli attributi e alle qualità del nominato. Fonderci con il suo Nome significa fonderci con Lui.
Ma è anche detto che Dio è indescrivibile, al di là di ogni attributo e immaginazione, è addirittura innominabile.
In tutto questo non v'è alcuna contraddizione, in realtà.
L'Assoluto discendendo nei vari piani della creazione assume attributi e qualità, si diversifica, scende fino a noi. Di fatto, noi siamo Dio diviso infinitamente.
Pertanto i Maestri descrivono 5 piani di creazione e danno al Divino un nome caratteristico per ognuno di questi 5 piani. Questi nomi non sono arbitrari nomi che chiunque può inventare.
Sono nomi dati al Divino da chi lo ha realizzato, da chi lo ha sperimentato. E sono carichi del suo potere spirituale, carichi da vite dedicate interamente alla pratica mistica e alla loro ripetizione. Quando un Santo concede un mantra a un discepolo, concede una parola che ha lui stesso ripetuto infinite volte fino a raggiungere il Divino. Capite quindi che potere immenso ci sia in questo Nome.
Quindi "fare" Simran nella via del mio Maestro significa ripetere il mantra che è stato dato durante l'iniziazione.
Rosario Induista o MalaChi lo ha sperimentato, può confermare quello che i Maestri dicono: questo mantra potentissimo attrae la nostra attenzione nel punto corretto per la pratica meditativa, ci permette di trascendere la mente ed i sensi e di manifestare la Luce interiore.
E' componente fondamentale quindi durante la meditazione così come viene insegnata in questo cammino spirituale.
Ma il suo compito non finisce qui, infatti per ottenere i migliori risultati, come s'è detto prima, bisognerebbe sostituire il simran delle cose mondane con il Simran di Dio, e per fare questo l'unico modo è fare questa pratica continuamente, durante ogni occupazione quotidiana.
Ci si può aiutare con un rosario o sussurrando lievemente invece che usare solo la mente, il mio Maestro dice che bisogna usare ogni stratagemma per farlo il più possibile.
All'inizio pare una impresa ardua e si riesce solo quando non si ha niente da fare, poi con la pratica si riesce a fare Simran anche leggendo un libro, lavorando, mangiando, qualsiasi cosa. 
Può sembrare una cosa estrema, ma se è accettabile pensare alla propria auto mentre si lavora, immaginarla, fantasticare su posti in cui andare con essa, perchè non dovrebbe essere accettabile pensare a Dio e come un innamorato, ripetere i suoi Nomi continuamente Dobbiamo diventare suoi amanti, e questo è lo scopo del Simran.




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Tags : sant mat, sirio

Commenti utenti (9) File RSS dei commenti
Postato il Lux, 30-11-2007 09:35,
Bellissima poesia... 
Mi piace specialmente il passo finale: 
"Mentre veglio, mangio, lavoro, sogno, dormo,  
servo, medito, canto e divinamente amo,  
l'anima mia bisbiglia senza posa,  
non udita da alcuno:  
Dio! Dio! Dio!"
 

Postato il romina, 16-02-2008 10:11,
io sto cercando un mantra in cui mi trovo bene, in cui mi sento a casa intimamente in compagnia e al cospetto di dio.....ma il mahamantra dei vaishnava non me lo sento intimo, il nome di krishna per me è straniero, non riesco a collegarlo al Padre che tante volte ha dimostrato di amarmi; e così per il rosario....perché è centrato anche sul nome di maria, ma io vorrei qualcosa di semplice. però io non sono al livello certo di pensare ad una iniziazione, e quindi di riceverlo in quel modo, quindi non so che fare: anche se di preciso non so che differenza c'è tra uno che cerca dio e non è iniziato, ed uno iniziato: avere un padre spirituale? la disciplina?
 

Postato il Dass, 16-02-2008 11:50,
una persona iniziata è prima di tutto una persona che ha scelto un essere come suo Guru. 
L'iniziazione è una promessa fatta a Lui, e quindi allo stesso tempo a Dio e all'universo, di dedicarsi alla Via spirituale. Ovviamente la via in cui si viene iniziati dev'essere quella che sentiamo consona per noi, che sentiamo adatta (lo stesso vale per il Maestro). Si dice che al momento dell'iniziazione il Maestro viene a risiedere nel terzo occhio del discepolo e a sua volta promette di prendersi cura di quell'anima fino alla sua realizzazione. Il mantra che viene dato durante una iniziazione è caricato dalla forza spirituale del Guru, che a sua volta l'ha recitato per tutta la sua vita e quindi l'ha pregnato della più elevata vibrazione. A quel punto diviene IL mantra in assoluto più potente (qualunque esso sia) per quell'anima. 
Nella via del mio Maestro il mantra è costituito da una serie di nomi del Divino che simboleggiano Egli stesso nei vari piani della creazione, e agisce quindi da vera e propria scala verso l'alto.
 

Postato il romina, 16-02-2008 12:38,
.
 

Postato il romina, 16-02-2008 12:58,
non sono all'altezza
 

Postato il Dass, 16-02-2008 13:12,
perdonami, di cosa esattamente non ti senti all'altezza?
 

Postato il romina, 17-02-2008 01:15,
non sono una persona che può aspirare alla realizzazione, in questo mio passaggio, in questa vita, non sono così evoluta spiritualmente da aspirarvi....non ho le capacità, lo sento. io desidero solo una preghiera continua che fa il caso mio, ma non sono al livello di riceverla da un realizzato, io vorrei solo due semplici parole, in cui mi sento a casa con dio. 
la mia indole è di altro tipo, io sono solo per fare dei servizi, con le opere: non ho la sprito così brillante: una meditazione tutti i giorni per me è di troppo sforzo, a me bsta qulcosa di semplice per dispormi sotto il segno della sua benedizione, e che mi ispiri opere e compertamenti retti e d'amore, 
il resto non sono in grado. 
io sono una persona semplice, so solo servire con le mani, e con gli abbracci, per chi non ne ha da nessuno.
 

Postato il Dass, 17-02-2008 10:21,
guarda, ci sono tanti modi di servirLo: in questo cammino si dà pari importanza al servizio disinteressato (seva) e alla meditazione vera e propria. Kirpal anche in età avanzata non esitava a lavorare fisicamente per costruire il suo ashram, e quando gli fecero notare che faceva già tanto tenendo il satsang e facendo meditare tutti, lui rispose che finchè aveva un corpo fisico doveva anche servire fisicamente. 
Questo per dirti che qualsiasi Maestro apprezzerebbe tantissimo la tua indole. 
Per quanto riguarda le tue capacità e la tua evoluzione: è proprio questa la Grazia del Maestro, come si dice in tanti bhajan, fa realizzare anche i ladri e gli assassini. 
Ti posso assicurare che la mia situazione prima di conoscere il mio Guru era davvero disperata. 
Quello che posso consigliarti è di fare un ritiro, e vedere cosa accade. A volte anche la persona apparentemente meno portata ha un enorme risveglio a contatto col Maestro, un pò come se fosse polvere da sparo accostata a una scintilla. 
p.s. domani ti spedisco il libro, scusami se ti faccio aspettare
 

Postato il romina, 17-02-2008 10:45,
non sono estranea alla meditazione, anzi, ne godo; e ne ho anche già fatti di ritiri, in ambito cattolico, quando frequentavo. ho già deciso di partecipare ad uno dei vostri ritiri.....infatti da subito ti ho chiesto come poterlo sapere.  
ci sono due tipi di persone: chi dà prevalenza al silenzio, e l'opera è di sostegno alla sua spiritualità e chi, viceversa, dà prevalenza all'opera, ed il silenzio e la meditazione ne è di sostegno: l'ho trovato scritto in qualche testo autorevole (ora non lo vado a cercare per riportartelo per pigrizia, ma ricordo bene questo concetto: io sono del secondo tipo; anche solo la mia storia personale parla, e so, senza escludere l'imprevedibile delle vie verso la luce, che non potrei certo mai essere un risvegliato....mi basterebbe di essere un po' in pace in dio e saper amare, anche a sprazzi) 
ho consapevolezza e fede nella funzione del guru come maieutica.  
non ti preoccupare per il libro.....figurati, sai quanti ne ho da leggere! 
buona domenica :)
 

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