| Sono un uomo sposato |
| giovedì 28 agosto 2008 | |
E finalmente parliamo un pò del mio Matrimonio
Finalmente dopo mille impegni e grattacapi ho tempo di parlare di uno dei giorni più speciali della mia vita: il mio Matrimonio. Ho deciso di raccontarlo passo passo farcendo il racconto con un pò delle decine e decine di foto che sono state scattate per l'occasione. Metterle tutte non è facile in un semplice post di blog e poi la mia mogliettina si vergogna dei primi piani e altre sciocchezze simili. Magari in futuro la convinco a metterle tutte online in un album digitale apposito. Ovviamente tutte le immagini sono cliccabili per vederle a risoluzione maggiore (le ho comunque rimpicciolite a 1024x768 dato che erano enormi). Cominciamo coi vestiti: Io ho trovato questo vestito indiano bellissimo, una stoffa molto pregiata e una lavorazione davvero minuziosa (nelle prossime foto si vede meglio il colletto). La mia mogliettina aveva un dolcissimo vestitino bianco a sacchetto.
Guru Ji ha cantato Satguru Sohna Mera e poi l'ha fatta leggere alla sposa. E' un canto molto appassionante giacchè il Satguru è chiamato più volte "Marito". E' così bello sentirsi sposati allo stesso tempo con il proprio compagno/a e con Dio stesso. Anche io ho poi commentato "ho una moglie e un marito, che posso volere di più?". Poi Sant Sirio Ji mi ha detto di cantare qualcosa. Io ero atterrito, ero del tutto senza voce perchè eravamo quasi alla fine del ritiro e avevo già cantato molto. Sarebbe venuta una schifezza! Ma ovviamente ho preso e ho cantato... Ek dardmand dil k. Una delle (secondo me) più belle poesie d'amore esistenti sulla terra.
Incredibilmente mi è venuto benissimo, la mia voce era fresca e piena come se non avessi cantato mai da un mese a questa parte. Dono del Maestro, che mi ha dato una euforia incredibile. La mattina stessa non riuscivo quasi a parlare, e ora cantavo a piena voce... Poi Satguru Ji ha spiegato cosa vuol dire per lui il Matrimonio. Ha spiegato quanto vale una promessa fatta davanti alle autorità (civili, religiose), davanti alla persona amata, davanti a Dio stesso. E come in genere la gente dimentichi e infranga così facilmente questa promessa. "Nella buona e nella cattiva sorte" si dice... ma alle prime discussioni e incomprensioni così facilmente il matrimonio si "scioglie". Ha parlato a lungo dell'importanza di queste cose, e del significato del Matrimonio da un punto di vista spirituale: due anime si uniscono al punto da poter essere definite un'anima in due corpi, compagni indissolubili nella vita e Oltre, fino a Dio stesso. A proposito di promesse, il nostro Amato Maestro ha fatto il paragone con il rapporto Guru-discepolo e ha parlato dell'iniziazione soffermandosi sul suo aspetto di promessa a Dio, al Guru e a sè stessi. Quanto vale questa promessa e come spesso la si vede infrangere o gli si dà poco conto! E' stato un discorso molto forte per tutti dato che c'era appena stata una iniziazione abbastanza numerosa. Dopo discorsi così profondi ed elevati ci ha fatto fare l'un l'altra le nostre promesse, guardandoci negli occhi. Sono cose che ci eravamo detti così tante volte, che pensavamo, credevamo e a cui già davamo enorme valore da sempre (ormai ben 4 anni) ma hanno assunto un peso, un valore, una bellezza, una ricchezza indescrivibili. Quello che poi tutti ci dissero è che i nostri aspetti, i nostri volti stessi, erano del tutto cambiati dopo la cerimonia. Poi abbiamo meditato. Dopo, ho cantato di nuovo io (di fatto, ho cantato SOLO io quel pomeriggio se si esclude il primo Dato che mi aveva così colpito questa storia dell'anima in due corpi, ho cantato (vedendolo in modo del tutto nuovo) il canto "Ascolta Anima mia" scritto dal nostro Amato:
Dopo c'è stato un lunghissimo e bellissimo Darshan. Inutile dire che Guru Ji si è soffermato su di noi molto più che sugli altri, e così ha fatto anche durante il satsang. Per cui eravamo in uno stato del tutto indescrivibile.
Poi ha benedetto e distribuito i confetti come Parshad, prima a noi e poi a tutti gli altri.Lo abbiamo ringraziato, e c'è stato ancora darshan:
Poi è iniziato un vero e proprio servizio fotografico molto esaustivo di cui propongo un estratto: (notare l'intruso che è venuto a intromettersi tra i baci!) Infine siamo andati a mangiare un boccone (una cara sorella ha fatto la pizza con le sue mani apposta per l'occasione): Mentre mangiavamo abbiamo scartato alcuni regali e poi siamo stati innaffiati di riso che per vari giorni ha continuato a uscirci dai capelli, dai vestiti, dalle coperte, etc. Infine gli Ungheresi ci hanno spiegato una loro usanza: dopo aver portato Dafne oltre la soglia (foto omesse!) io ho rotto un bicchiere sul pavimento e la mia consorte ha pulito per evidentemente dimostrare le sue doti di donna di casa (anche se mosso a pietà ho dato alla fine una mano):
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