| non posso prendere un tè |
| venerdì 05 febbraio 2010 | |
![]() Cara amica ti scrivo. No, non possiamo fare una chiaccherata e prendere un tè. Questi sono contorni, bevo un tè con qualcuno per abbellire qualcosa di più solido, non per dissetarmi e basta. Con me non funziona così, pensavo fosse chiara la cosa. Dio prima, il mondo dopo. E' una legge dura, da imporsi. Non è facile da comprendere nemmeno per me. In ogni caso, il mondo ha a che fare con me se non è solo mondo, ma è parte dell'obiettivo primario, Dio. Questo vale per parenti, amici, mogli, gatti, blog e così via. Non mi circondo di mille amicizie, non vado per locali a "divertirmi", non passo le serate "passando le serate". Trascorro la vita finalizzandola a una direzione ben specifica, il resto o lo incontro lungo questa strada, o non lo incontro. Fallirò tante volte, in questo impegno, ma è questo il mio impegno. Ho pochi contatti veri, di cui in questo paio d'anni pensavo tu facessi parte. Mi ci sono abbastanza illuso, devo dire. Mi hai deluso, dal più profondo del mio cuore. Ti ho dato ciò che ti potevo dare, e ho condiviso ciò che mi viene dato da Qualcun Altro. E' sembrato che la cosa avesse un valore, per te. E questo è ciò che ha valore per me. Che dà valore al rapporto e lo rende reale. Bere il tè insieme e chiacchierare, e basta così, NON è reale. Da quando ci siamo ri-conosciuti hai parlato tanto, hai scritto poesie, sei andata e venuta. Ma hai sempre rimandato, ti sei nascosta quando ti ho cercata, non hai risposto quando ti ho chiamata. Hai detto, non hai fatto, chissà cos'hai pensato! Non è questo il modo, pensare fare e dire devono essere Uno nella Verità. Hai rimandato, hai tergiversato, e ora cosa mi dici, che non ti va? Ma possiamo bere un tè insieme? Mi hai chiamato maestro una volta. Ti rendi conto di quale peso mi hai buttato sulle spalle? E di quale impegno ti sei presa dicendomelo? Non ho avuto il diritto di dirti di si tanto quanto ho avuto il dovere di non dirti di no. Ma tu facendolo mi hai chiesto di prendermi cura di un certo aspetto della tua vita, e hai promesso di comportarti di conseguenza. Sai qual'è il rapporto tra un discepolo e il suo Maestro? La falena vive una sola notte. Eppure si getta nella fiamma che tanto ama, fino a sparirne completamente. Solo così può diventare quella fiamma, solo così può essere Luce. Non hai gettato niente, nella fiamma. Nè ti ci sei nemmeno scottata. Vuoi vivere la tua sola notte? Che sia una notte o cent'anni, è sempre un sogno. Non posso essere nel tuo sogno. E se non vuoi svegliarti, non puoi vedermi. Non puoi venire a bere il tè con me. Puoi solo adempiere il tuo impegno con me. Questo è l'unico rapporto che possiamo avere. Con Amore, il tuo amico.
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