nov 22 2007
religione:spiritualità=windows:open source
giovedì 22 novembre 2007
 
Scritto da Dass,
Pagina vista 883

(scrivo Windows per generalizzare: potevo metterci Mac, o genericamente closed source)  
 
Vi starate dicendo: "ma che stai a dì?" Mischiare informatica e spiritualità...
Beh io sono un informatico e ho una visione spirituale della vita. E ho una visione spirituale dell'informatica. 
Windows Vs Linux

Già diversi anni prima di iniziare la mia ricerca del Divino ho sviluppato un interesse per l'informatica, e ben presto per Linux (o GNU/Linux che dir si voglia).
Linux è un sistema operativo alternativo a Windows.
Potete usarlo su qualsiasi pc (ma anche sui mac e su altre architetture meno famose tra le masse).
Ha delle peculiarità e delle caratteristiche spesso completamente opposte a quelle di Windows.
Innanzi tutto è open source : ovvero il codice di cui si compone è disponibile per chiunque, è modificabile da chiunque lo sappia fare, è gratuito.
Gente di ogni parte del mondo ogni giorno non solo usa linux ma fa Linux, nel senso che contribuisce con nuovi driver, miglioramento del codice, programmi, risoluzione di bug, traduzioni. Volendo chiunque può contribuire secondo quel che sa fare.
Anche chi non è una cima in informatica può aiutare ad esempio un programma in inglese ad essere tradotto in italiano, o un artista può disegnare grafica, icone, suggerire come potrebbe apparire un programma lasciando al programmatore il lavoro sul codice.
Il fatto che siano disponibili i codici sorgenti, ci garantisce inoltre una cosa fondamentale: siamo sicuri di sapere esattamente cosa fa un programma. Non c'è rischio che contenga virus, che spii i nostri dati, che faccia lavorare il nostro computer in modi che non desideriamo.
Nel mondo Windows tutto questo non esiste: qualcuno crea un sistema operativo e i suoi programmi basilari, come il blocco note o il browser, o in questo caso anche Office, te lo vende a caro prezzo, e noi ci dobbiamo affidare a lui sperando che non ci siano cose nascoste, che se ci sono problemi li risolva (solo lui può farlo), che tenga aggiornato il programma con una decente periodicità. E la personalizzazione non è del tutto possibile, certi programmi interni a Windows non si possono togliere, certi aspetti non si possono personalizzare.
Addirittura (non è il caso di Windows finora) potrebbe capitare che il nostro programma preferito (che so, per ascoltare musica) sia di una società che fallisce: nessuno avrà più la capacità e i diritti per creare nuove versioni di quel programma, aggiungere funzioni e novità, assistere il cliente che l'ha pagato e riscontra un problema.
Inoltre il caro prezzo che dovremmo pagare per avere Windows, Office e molti altri programmi spinge la stragrande maggioranza delle persone a scaricarlo illegalmente, con rischi legali e sicuramente commettendo una pratica eticamente scorretta. 
 
Veniamo al succo del discorso: religione e spiritualità.
E' molto facile ai miei occhi vedere un parallelismo.
 
La religione è qualcosa che dobbiamo accettare così com'è, che ci viene spesso propinata dalla nascita e nella quale cresciamo. Non sappiamo capirla, non abbiamo gli strumenti per interiorizzare davvero cosa ci dice.
Dogmi, credi, rituali che dobbiamo compiere meccanicamente per far funzionare tutto, per "fare la cosa da fare". Per essere un buon cristiano (o musulmano, o indù etc) dobbiamo compiere azioni, dire cose, partecipare ad eventi in certe modalità, credere a fatti che nessuno ha visto e può testimoniare... tutto ciò ci viene presentato davanti e va preso così com'è, va accettato. Non c'è alternativa, non c'è un perchè. Sappiamo che dobbiamo andare "in paradiso", e per farlo dobbiamo fare o non fare alcune cose specifiche, come ad esempio non rubare. Cosa sia il paradiso, cosa comporti davvero rubare e perchè ci precluda questo paradiso che nessuno conosce, rimane un mistero. Che Gesù abbia voluto che i preti non si sposino, se davvero costui moltiplicasse i pesci alle feste di paese, e che sia importante che i preti non si sposino, non è nemmeno da discutere.
E intanto si predica bene e si razzola male, dobbiamo prendere esempio da un Santo o un Profeta e poi chi ci impone questo esempio non lo segue a sua volta! Si mischiano politica, economia, a volte anche violenza. E il diverso sbaglia, sbaglia sempre. E' inferiore, non conosce la strada giusta e andrà all'inferno.
 
La spiritualità è ben altra cosa. Ci arriviamo a nostro modo, con il nostro bagaglio.
Ci viene detto: sperimentate e vedrete come stanno le cose. Rendete il cammino personale, applicatelo alla vostra vita. Seguite un esempio vivente e non fidatevi a priori di storie varie.
Nessun vero Maestro viene a dirci che ha lui tutte le soluzioni, che dobbiamo accettare ciecamente le sue parole, che dobbiamo compiere riti meccanicamente.
Ci dà un esempio concreto, guarda il nostro caso specifico, ci dà un aiuto specifico.
Ci dimostra che dice la verità. 
E ci dice che il Divino è stato realizzato innumerevoli volte in ogni era e in ogni cultura. E che chiunque ha questa possibilità. Che ci sono infiniti punti di vista per l'Unica realtà e non una soluzione unica e "migliore" e che gli altri non capiscono niente.
Non ci sono interessi materiali, doppi fini, volontà di controllare la gente e fargli alla fine, comprare i suoi prodotti a ogni costo.
Siamo tutti importanti, siamo tutti fondamentali, siamo tutti chiamati a contribuire al Disegno Cosmico secondo le nostre capacità e peculiarità.
 
C'è un termine che descrive, nel mio cammino spirituale, ciò che migliaia di informatici fanno giornalmente contribuendo gratuitamente e disinteressatamente alla comunità di Linux mettendo a disposizione le loro capacità per migliorare le cose: Seva.
Il seva è il servizio disinteressato alla causa del Maestro, è il nostro apporto concreto, senza voler nulla in cambio. Gratuitamente, senza pretendere che il nostro nome appaia da qualche parte come ringraziamento.
Diventiamo parte del tutto, apporto alla comunità, cellule pulsanti nel corpo di Dio. 
 
Facendo con sincerità un cammino spirituale autentico diventiamo padroni della nostra vita, ne capiamo i meccanismi, apprezziamo la semplicità delle cose.
Nello stesso modo con l'open source (software a sorgenti aperti come Linux) diventiamo padroni del nostro computer, capiamo come funziona, e per fare ogni cosa ci basta un pc con meno della metà della potenza che ci serve per fare le stesse cose con software proprietario. Finchè uno ha un computer nuovo, è facile dire che non c'è differenza di prestazioni e che "il mio Windows Vista va velocissimo"... provate a navigare, scrivere un documento e fare della grafica (tutto contemporaneamente) con un pc di 2 anni fa e tentandoci di mettere Vista... impossibile. Con Linux è facile e normale.
 E non ci sarà mai una società o un individuo che ci tenterà di imporre come debba essere fatto il nostro computer, cosa ci dobbiamo fare e come dobbiamo farlo.
Non ci piace il "blocco note" che troviamo istallando linux? Lo cambiamo senza alcuna difficoltà.
E cosa importante, con Linux iniziamo a vivere sempre più onestamente il nostro rapporto con l'informatica: non ci serve rubare un programma come Photoshop (centinaia di euro di spesa) per modificare una foto, usiamo invece Gimp che qualcuno ci ha donato gratuitamente.
 
Per iniziare a sperimentare l'open source non siamo costretti a rischiare di rendere inutilizzabile il nostro pc togliendo windows e facendo un "salto nel vuoto". La maggior parte dei programmi open source proprio per la loro natura libera funzionano su tutti i sistemi operativi: provate il sopracitato Gimp, o Firefox (forse il più conosciuto) o l'ottimo OpenOffice, ottima e validissima (nonchè gratuita) alternativa a Microsoft Office.
E provate uno dei tantissimi cd live di Linux: basta accendere il pc con questi cd inseriti per provare Linux senza installare niente, direttamente da cd.
Per imparare a usare Linux bisogna documentarsi, studiare un pò, rimboccarsi le maniche.
E' proprio come il passaggio da una religione a un cammino spirituale interiore: la pappa pronta dobbiamo dimenticarcela, serve duro lavoro per cambiarci i connotati a tal punto da divenire trasparenti, luminosi e soprattutto, veramente liberi 




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Tags : informatica, linux, sant mat,

Commenti utenti (2) File RSS dei commenti
Postato il deviantdark, 02-07-2008 23:30,
Non mi fa strano che sia il primo dei tuoi lettori a commentare questo articolo. 
 
Effettivamente non avevo mai fatto un parallelismo tra GNU/Linux e la spiritualità in contrasto con la "religione" Windows. 
 
E devo dire che tutto sommato non è così sbagliato come parallelismo. 
Certo, mi lascia un po' perplesso il fatto che l'unica religione da te citata sia il cristianesimo [che, benché tu non lo definisca tale, si evince dal contesto religioso al quale fai riferimento]. 
Ma probabilmente così è anche più facile per te scriverne [come tutti noi occidentali, sei nato e sei stato indirizzato verso la religione cattolica], ed è più facile per i tuoi lettori capire ciò di cui parli [per lo stesso motivo di cui sopra]. 
 
Credo che però più importante di tutto sia il tuo ultimo passaggio: il senso di libertà. 
 
Con GNU/Linux è palese: la libertà di poter gestire a proprio piacimento il computer. Previo apprendimento più o meno massiccio di nozioni e materiale sul pinguino. 
 
Per la religione invece... dove risiede questo senso di libertà? 
Lo chiedo non per "metterti alla prova", ma semplicemente con curiosità. 
 
Personalmente, non più cristiano [ma lo sono mai stato veramente?], mi sento libero senza professare una religione predefinita. 
Come fa la spiritualità a dare questo senso di libertà? E di che libertà si tratta?
 

Postato il Dass, 03-07-2008 06:40,
ciao, ovviamente per me le religioni sono un pò tutte sullo stesso piano e tutte con gli stessi limiti. Su questo argomento mi dilungo meglio altrove. 
Comunque: la spiritualità è libertà in quanto è una ricerca personale, interiore. 
Lo scopo è realizzare il Divino (chiamiamolo come ci pare, Verità suprema, Illuminazione, Origine) dentro di noi, "vederlo" o "sperimentarlo" in prima persona e non solo leggendo le esperienze altrui trascritte in libri di millenni fa. 
Insomma la spiritualità è cosa viva, è cosa personale. Non ha orpelli inutili, riti che nati per simboleggiare fatti concreti accaduti e dimenticati, qui i fatti si compiono giorno dopo giorno. 
Per libertà nella spiritualità si intende essere liberi prima di tutto dalle dipendenze. 
Dalla mente. 
La mente è il vero "satana", il vero nemico. 
Con le sue dipendenze, le sue manie, mille pensieri che ci tirano di qua e di là. 
Solo liberandosi dal continuo flusso di pensieri e desideri materiali è possibile assaggiare il Divino dentro di noi, e questa è libertà assoluta. 
Significa capire veramente chi siamo, come siamo, perchè siamo. Significa avere il controllo di noi stessi, della nostra vita, del rapporto col prossimo. 
Ti invito a leggere questo post, è sicuramente più specifico
 

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