Un discorso di Ajaib Singh sul Simran (ripetizione del Mantra) La Scala Del Simran Rendete la mente calma, dato che solo un mente calma può meditare. Non reputate la meditazione un fardello, fatela con amore. Mentre meditate, non prestate alcuna attenzione ai suoni o ai rumori esterni, non permettete alla mente di vagare all'esterno. Concentrate la mente al Centro dell'Occhio. Esistono tre mezzi per raggiungere la liberazione: Simran, Bhajan e Dhyan. Noi siamo abituati a fare il Simran da età ed età. Non è difficilissimo sviluppare il Simran. Simran significa ricordare qualcosa ripetutamente. Pur facendo qualunque cosa nel mondo, anche a quel tempo, la mente sta pensando o ripetendo il simran di qualcos'altro. Come un raccolto rovinato dall'acqua può essere ravvivato dando altra acqua, nello stesso modo i Santi conoscono il Simran - sanno che solo il Simran di Dio può recidere il simran o la rimembranza del mondo - e per questo ci danno il Simran di Dio. Le nostre orecchie sono intossicate ascoltando le melodie e i suoni. I Santi sanno e dicono che quando incominciamo ad ascoltare la Melodia interiore divina, quando incominciamo ad ascoltare la Musica interiore, allora le nostre orecchie non proveranno più attrazione o inebriamento per i suoni esterni.  Hazur Maharaj Kirpal, come pure il Maestro Sawan Singh Ji, citavano l'esempio di un impiegato. Dicevano: "come l'impiegato fa il simran del lavoro che deve svolgere, pensa al cliente con cui deve trattare il giorno dopo e la forma di quella persona gli appare. Che stia facendo compere al mercato o sia seduto a casa - qualunque cosa stia facendo - quando ricorda il lavoro che è tenuto a fare il giorno dopo, ogni cosa gli si presenta per conto suo". Ricordando semplicemente la cucina e le cose di casa, tutto appare alle casalinghe e subito incominciano a pensare a quel che devono finire e comprare, quando devono comprare qualcosa di nuovo. Ricordando semplicemente la cucina e il lavoro, vedono tutte quelle cose con i loro occhi. I contadini fanno il simran dell'agricoltura. Pensano a quali semi sono adatti per l'azienda e cosa devono seminare, quando devono innaffiare. Ricordando solo il loro lavoro, tutte quelle cose vengono di fronte ai loro occhi. Nello stesso modo, i giudici ripetono il simran del lavoro quando pensano ai casi che devono affrontare il giorno dopo. Si presentano pure di fronte a loro le persone coinvolte nei casi che ricordano. Devono solo ricordare, visualizzare e vedono ogni cosa di fronte a loro. Ebbene, i Santi e i Mahatma dicono: "Avete fatto il simran per età ed età. Siete stati abituati a fare il simran da età ed età, pertanto qual è la difficoltà a ripetere questo Simran?". Il Simran dei Santi e dei Mahatma è il Simran su cui hanno meditato personalmente, e dietro quel Simran operano la loro carica, la loro meditazione, i loro sacrifici. Se con amore facciamo la ripetizione, il Simran di quei Nomi Sacri datici dal Maestro, allora la Forma del Maestro viene al Centro dell'Occhio da sé e vi rimane. Quando pratichiamo il simran o quando ricordiamo qualunque cosa, all'inizio l'attenzione va per conto suo al Centro dell'Occhio. Perciò, quando facciamo il Simran del Maestro, allora anche la Forma del Maestro che ci ha dato il Simran si presenta e rimane. Come non è diffcile fare il simran del mondo e non dobbiamo sforzarci di ricordare il mondo, nello stesso modo dovrebbe procedere dentro di noi il Simran datoci dal Maestro. Il simran del mondo, che facciamo ventiquattr'ore al giorno dovrebbe essere sostituito dal Simran del Maestro: dovremmo fare il Simran del Maestro senza difficoltà, con amore. La nostra mente è sempre libera e possiamo sempre fare il Simran; solo quando facciamo i conti, la mente è occupata, altrimenti possiamo fare il Simran tutto il tempo. Dunque, sulla lingua degli amati dovrebbe sempre procedere il Simran. Che siamo seduti, addormentati, che stiano parlando con altri, viaggiando in treno o qualunque cosa stiano facendo, dovrebbero sempre fare il Simran. Quando un amato sviluppa tale abitudine, allora sente sempre il Maestro con sé. Egli dorme con lui, siede con lui, fa ogni cosa con lui. Quando sviluppiamo tale abitudine di fare il Simran, sentiamo sempre la presenza del Maestro dentro di noi. Il simran del mondo ci ritrascinerà nel mondo. Andrete laddove siete attaccati. Il Simran del Maestro ci porterà verso il Naam. Quando facciamo il Simran, la nostra anima o attenzione si ritira dall'esterno e si concentra al Centro dell'Occhio. Allora incominceremo a trascendere la mente e i sensi. Il Maestro, che è presente al Centro dell'Occhio, non scende mai al di sotto del Centro dell'Occhio poiché nei sensi v'è la sporcizia esterna ed Egli non va nei luoghi sporchi. Ogniqualvolta dobbiamo fare il Simran, dovremmo mantenere l'attenzione concentrata al Centro dell'Occhio. Guru Nanak Sahib dice: "Se volete salire una a fortezza, vi servono le scale. Nello Stesso modo, se volete innalzarvi alla Vera Casa, Sach Khand, vi servono le scale". Tutti i Mahatma hanno detto che nell'intimo ci sono le scale, salendo sulle quali possiamo andare da un piano all'altro. Quella scala è il Simran, quella scala è la nostra brama. Allorché saliamo le scale della brama facendo il Simran, raggiungiamo uno dopo l'altro i vari piani e alla fine giungiamo alla nostra Casa eterna. Dunque, ritirando l'attenzione dall'esterno, dobbiamo entrare nel1'intimo; dovremmo concentrarci al Centro dell'Occhio. Senza alcuna esitazione cerchiamo di entrare nell'intimo poiché le cose che desideriamo, le cose che cerchiamo sono dentro di noi e possiamo trovarle facilmente se ci ritiamo dall'esterno. All'inizio dobbiamo lottare molto duramente. All'inizio questo Sentiero sembra molto arido, molto lungo, molto tedioso e molto arduo, ma gradualmente - allorché incominciamo a calmare la mente al Centro dell'Occhio - sperimentiamo dolcezza, sperimentiamo molto amore con questo Sentiero e allora non ci seniamo di abbanconarlo. All'inizio per il bambino appena nato è diffcile prendere il latte dai capezzoli della madre. La madre ci prova e il bambino non lo accetta, ma come gusta il latte e ne assaggia la dolcezza, il sapore, allora non importa che la madre ci provi o meno, che desideri o meno, ogniqualvolta lo prende in grembo, il bambino cerca subito di essere allattato. La mente che attualmente considera i piaceri del mondo come il massimo, come i più veri e non desidera altro, quando gusta l'inebriamento interiore, l'Elisir interiore, allora non vuole indulgere più nei piaceri mondani. Ci aiuta sempree e diventa nostra migliore amica, di fatto ci richiede: "Almeno per un paio di minuti vai nell'intimo e fammi gioire della Beatitudine interiore". Swami Ji Maharaj dice che: "Non riuscirete a controllare la mente, non importa quanti mezzi estemi adottiate. Fatele ascoltare semplicemente la Melodia divina interiore e riuscirete a controllarla".
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